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La bestia sta nel corpo dell'angelo

Una vita con la Fibromialgia

Di

Editore: Sacco

3.8
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8863541965 | Isbn-13: 9788863541960 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
“Io sono solo Sheyla. Io sono un angelo, come voi, a cui hanno strappato le ali, dove si è insinuata una bestia, una larva che succhia dal midollo la mia forza”Sheyla,l’autrice,la protagonista ma soprattutto una donna che fin da bambina una malattia invisibile per molti, ma non per lei, si è impossessata del suo corpo. La malattia, la “Bestia” ha un nome Fibromialgia .Un grido di speranza per tutti quelli che la “Bestia” non ha risparmiato e per chi ancora guarda la malattia, ma non la vede.... Non un libro di Medicina, ma di vita vissuta e da vivere.
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    Come la scoperta della malattia anche la scoperta di questo libro arriva casuale; come il libro è stato scritto in una notte insonne anche questa "recensione" viene scritta al termine dell'ultima notte insonne. L'unica differenza sta nel fatto che Sheyla, dopo, presumo, sia andata a dormire, io a ...continua

    Come la scoperta della malattia anche la scoperta di questo libro arriva casuale; come il libro è stato scritto in una notte insonne anche questa "recensione" viene scritta al termine dell'ultima notte insonne. L'unica differenza sta nel fatto che Sheyla, dopo, presumo, sia andata a dormire, io andrò al lavoro; scrivo subito, qui, quindi il grosso limite del libro: Sheyla scrive "da privilegiata", lo sa, lo dichiara, nessun tipo di "invidia" nel lettore "reale" può suscitare ma certo al libro manca una parte importante; personalmente, leggendo il suo "peso", che è anche il mio, mi sono chiesta più volte se la positività che cerca di trasmettere possa realmente arrivare al lettore che "lavora 8 ore al giorno" senza potersi permettere "il lusso" di "seguire il ritmo naturale del suo sonno" o di viaggiare mezza italia e non solo alla ricerca di aiuto vista la chiara difficioltà nel trovare specialisti competenti ed umani. Il secondo, ed ultimo, limite del libro, a mio parere è la "spiritualità" che fa capolino qua e la, mi rendo conto che non è un limite oggettivo, mi rendo conto che potrebbe anche essere visto come un mio limite più che del libro ma la recensione la sto scrivendo ed è inevitabile che sia scritta col mio essere: l'angelo dalle ali spezzate e la bestia sono immagini che non mi appartengono, che mi hanno tenuta lontana dal libro per molto tempo..
    Detto tutto ciò è un libro molto bello, è un libro che desidero far leggere a "parenti ed amici" perchè molto spesso le parole di Sheyla sono quelle che non riescono ad uscire da me e perchè ritengo sia scritto in modo chiaro e sintetico con alcune basi scientifiche che ormai noi conosciamo a menadito ma le persone a noi vicine no; le "digressioni" angelo/bestia sono comunque accettabili in un libro che altrimenti avrei definito perfetto. Desidero farlo leggere in particolare a mio padre perchè ho bisogno di condividere lo stupore che ho provato nel ritrovarmi non solo "nella malattia" ma anche nella vita stessa di Sheyla, troppi i punti di contatto perchè potesse essere "ad impatto zero", troppe le cose mi cui mi sono ritrovata, dal "rapporto" con la madre/il suo compagno/la sorella, all'amore verso il padre (questioni banali e tutto sommato comuni? no, non quelle descritte in questo libro), dal modo di affrontare la scuola, la ginnastica, i rapporti con gli "amici d'infanzia" al lungo, lunghissimo, percorso medico ospedaliero, nel suo, nel mio, ed immagino in tantissimi altri casi, farcito con un numero elevato anche di interventi chirurgici, fin dall'infanzia, cosa che, fino ad un certo punto si vive come normale e poi, ci si sveglia una mattina vedendo che non lo è, che la maggior parte della gente tua coetanea non ha mai passato una notte in ospedale, non è mai stata tagliata, aperta, in preda alla tristezza del momento vien da dire "sventrata", ed ogni volta sarebbe stato risolutivo, ed ogni volta in 2/3 settimane sarai in piedi quando dopo 6 mesi ancora non ci si alza dal letto senza le stampelle; il libro pone nelle prime pagine questa "strana presa di coscienza" che per Sheyla arriva guardando Federica Pellegrini, per noi lettori che leggiamo questo libro da malati è arrivata guardando, semplicemente, il mondo che ci sta attorno. E' un buon libro, dispiace quasi averlo divorato in una sola notte. Dispiace aver rifiutato su facebook la richiesta di amicizia dell'autrice; probabilmente cercherò di "rimediare".

    ha scritto il