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La bottega dell'antiquario

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

3.9
(316)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8817124893 | Isbn-13: 9788817124898 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Marchiori ; Co-curatore: Attilio Brilli ; Prefazione: Giorgio Manganelli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Ridotti in miseria dal mostruoso e malefico nano Quilp, un vecchio antiquario e la giovane e devota nipote Nella lasciano la loro stantia bottega di anticaglie e curiosità. E danno inizio a un picaresco pellegrinaggio per i docks e i sobborghi londinesi. La loro diventa un'autentica fuga attraverso un succedersi di incontri fortuiti e bizzarri: con un ammaestratore di cani, un burattinaio, una proprietaria di un museo ambulante delle cere.
Come sottolinea la preziosa introduzione di Giorgio Manganelli, Dickens mette in scena una corte di burattini per svelarci le più nascoste verità dell'animo umano. Facendosi anche lui girovago in un Mondo che non vuole architettare ma solo osservare ci offre il suo romanzo più profondamente simbolico e grottesco.
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  • 4

    che leggere

    che dire, nonostante la miriade di personaggi e la mia fatica all'inizio per entrare nella stori, la scrittura di dickens è sempre carezzevole. Il personaggio che ho amato di più è il nano Quilp, un t ...continua

    che dire, nonostante la miriade di personaggi e la mia fatica all'inizio per entrare nella stori, la scrittura di dickens è sempre carezzevole. Il personaggio che ho amato di più è il nano Quilp, un tipo dalla psicologia molto molto maleficat

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è niente da fare, Dickens era un genio. La storia, come tutti i suoi romanzi, risente dell'originaria pubblicazione a puntate, che rende magari leggermente ridondanti alcune parti e fa l'occhiol ...continua

    Non c'è niente da fare, Dickens era un genio. La storia, come tutti i suoi romanzi, risente dell'originaria pubblicazione a puntate, che rende magari leggermente ridondanti alcune parti e fa l'occhiolino alle esigenze della singola puntata, un continuo mescolio di episodi melodrammatici alternati a tratti leggeri e quasi comici.
    Il vero gioiello sono come sempre i personaggi, i maggiori come i minori: dal grottesco e maligno nano Quilp alla protagonista Nell, al losco avvocato Brass, alla sua servetta senza nome, al Single Gentleman misterioso, sono tutti tratteggiati in modo stupendo. E poi c'è la solita prosa fantastica di Dickens, così malleabile e perfetta sia nei picchi lirici (un po' ottocenteschi, certo) che nelle valli comiche che danno ritmo alla storia. Letto in inglese è davvero un piacere sublime.
    Ho ascoltato la versione audio che, se letta bene come questa, aggiunge un tocco di vita in più ai personaggi, dai ruggiti di Quilp alla dizione ricercata dall'accento vagamente scozzese di Brass: un piacere in più.
    Consigliatissimo, come ogni romanzo di Dickens, di cui è uno dei miei preferiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Veramente troppo lungo e prolisso, un romanzo che conta almeno una ventina di personaggi tra principali e non; la lettura non è agevole sia per la frammentarieta' della trama ( le peregrinazioni di N ...continua

    Veramente troppo lungo e prolisso, un romanzo che conta almeno una ventina di personaggi tra principali e non; la lettura non è agevole sia per la frammentarieta' della trama ( le peregrinazioni di Nellie e il vecchio) sia per la retoricita' delo stile. sicuramente il nano Quilp è il personaggio meglio tratteggiato però la conclusione delude.

    ha scritto il 

  • 3

    Non il migliore di quest'autore, che, nonostante la scrittura ottima (sciupata dalla traduzione antiquata) allunga un po' il brodo e sbrodola eccessi di buonismo...

    ha scritto il 

  • 3

    mmm (generico mormorio di disapprovazione)

    Alcuni dei tratti caratteristici della prosa di Dickens sono sempre esposti al rischio di cadere nell’eccesso. Tratti caratteriali molto forti, come un’eccedenza di virtù o di vizio, e il valore simbo ...continua

    Alcuni dei tratti caratteristici della prosa di Dickens sono sempre esposti al rischio di cadere nell’eccesso. Tratti caratteriali molto forti, come un’eccedenza di virtù o di vizio, e il valore simbolico dei personaggi (Oliver Twist, per dirne uno) sembrano sempre sul punto di scivolare nella caricatura abbandonando i limiti della credibilità. In The Old Curiosity Shop questo rischio diventa purtroppo realtà, cosa che penalizza fortemente, credo, la tenuta e la riuscita del romanzo. Due personaggi, Nella (purtroppo in questa trad. sono italianizzati anche i nomi propri) e Quilp, rappresentano rispettivamente tutto il bene e tutto il male della natura umana; ma sono, appunto, caratteri artificiosi, non credibili, che non esistono e certamente non possono esistere. È difficile pensare che Dickens ne fosse inconsapevole. Ma allora non resta che supporre che in questo romanzo la componente allegorica voglia essere predominante su quella realistica. E per chi è alla ricerca della seconda, ciò non può che essere un difetto. Oltre a ciò, il romanzo è eccessivamente prolisso in molte parti. Eppure, tutto sommato – come solitamente tutto ciò che Dickens scrive – anche questo romanzo si lascia leggere. Con tutti i difetti che gli si possono trovare, è pressoché impossibile non sentire una stretta al cuore per la storia di Kit, o non appassionarsi alla vicenda di quel personaggio (che non nominerò) di cui Dickens ci racconta, con quell’immancabile e un po’ ingenuo ottimismo vittoriano, il cammino dal vizio alla virtù. Non al livello di Great Expectations, ma nemmeno da buttare.

    ha scritto il 

  • 3

    Dickens... è Dickens, con i suoi difetti e pregi. Una visione manichea dell'umanità, con buoni che più buoni non si può, addirittura angelici (Nella), e dall'altra parte cattivi la cui spregevolezza s ...continua

    Dickens... è Dickens, con i suoi difetti e pregi. Una visione manichea dell'umanità, con buoni che più buoni non si può, addirittura angelici (Nella), e dall'altra parte cattivi la cui spregevolezza si estende anche all'aspetto (il nano Quilp per primo, che ovviamente ha tratti al di là dell'umano anche in ciò che fa, ad es. quando canta). Una smodata tendenza all'edificante, con pagine e pagine in cui rimarca quanto possono essere buone le persone anche in condizioni umili -peccato che le pagine più gustose non siano quelle: chissà se Dickens lo sapeva. Personaggi che in presenza di emozioni o situazioni forti, immancabilmente o "scoppiano in singhiozzi", e lo fanno piuttosto spesso (Nella...), o in alternativa svengono, con picco del risibile quando un personaggio, per farlo con comodo, si ritira in un'altra stanza: il repertorio emotivo dickensiano (difetto degli scrittori dell'epoca?) mi sembra povero. Eppure, le circa 600 pagine del romanzo non si abbandonano perché il tutto è riscattato dall'abilità e dal piacere di narrare dell'autore, compresi i suoi passaggi di ironia, di violenza e qualche tirata-insegnamento. Simpatico il ritratto di Sansone Brass, personaggio incarnazione di viscidume e ipocrisia nei suoi dialoghi con chi odia ma vuole ingraziarsi o intortare. Nota a margine: i personaggi sembrano campare di té, quando c'è, e pane (alimenti somministrati anche a un malato che si deve rimettere).
    Come già notato per "Le avventure di Olivier Twist", anche questa edizione Bur, degli anni 80, ha una traduzione con la maggior parte dei nomi italianizzati, il che è a dir poco datato.

    ha scritto il 

  • 3

    Una semplice nota non una recensione

    Romanzo un po' troppo lungo, anche se questo non è per forza un difetto nelle opere di narrativa,che seduce con il bel titolo e poi ti abbandona in mezzo alla strada che percorrono Nella e il nonno. I ...continua

    Romanzo un po' troppo lungo, anche se questo non è per forza un difetto nelle opere di narrativa,che seduce con il bel titolo e poi ti abbandona in mezzo alla strada che percorrono Nella e il nonno. IL fatto è che troppi capitoli interlocutori, in cui si snodano vicende secondarie del tutto eliminabili, disperdono l'interesse e la voglia del lettore che pure a tratti è forte. Ma in altri ti vien meno. La vicenda giudiziaria di Kit, quando tutto sembrava volgere per il meglio per i protagonistie, e' l'ultimo sussulto prima di una fine tanto sperata quanto lieta, per fortuna. Ho letto di meglio di D ickens.

    ha scritto il 

  • 3

    Va be' che siamo nell'ottocento ma il buon Charles altrove ha maggiormente colto nel segno. I buoni sentimenti mi sembrano un po' troppo "buoni", così come i cattivi... Il risultato è un po' melenso e ...continua

    Va be' che siamo nell'ottocento ma il buon Charles altrove ha maggiormente colto nel segno. I buoni sentimenti mi sembrano un po' troppo "buoni", così come i cattivi... Il risultato è un po' melenso e sdolcinato con rare zampate di quello che rimane comunque un grande narratore.

    ha scritto il 

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