Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La bottega dell'antiquario

By Charles Dickens

(407)

| Mass Market Paperback | 9788817124898

Like La bottega dell'antiquario ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Ridotti in miseria dal mostruoso e malefico nano Quilp, un vecchio antiquario e la giovane e devota nipote Nella lasciano la loro stantia bottega di anticaglie e curiosità. E danno inizio a un picaresco pellegrinaggio per i docks e i sobborghi londin Continue

Ridotti in miseria dal mostruoso e malefico nano Quilp, un vecchio antiquario e la giovane e devota nipote Nella lasciano la loro stantia bottega di anticaglie e curiosità. E danno inizio a un picaresco pellegrinaggio per i docks e i sobborghi londinesi. La loro diventa un'autentica fuga attraverso un succedersi di incontri fortuiti e bizzarri: con un ammaestratore di cani, un burattinaio, una proprietaria di un museo ambulante delle cere.
Come sottolinea la preziosa introduzione di Giorgio Manganelli, Dickens mette in scena una corte di burattini per svelarci le più nascoste verità dell'animo umano. Facendosi anche lui girovago in un Mondo che non vuole architettare ma solo osservare ci offre il suo romanzo più profondamente simbolico e grottesco.

41 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Non il migliore di quest'autore, che, nonostante la scrittura ottima (sciupata dalla traduzione antiquata) allunga un po' il brodo e sbrodola eccessi di buonismo...

    Is this helpful?

    Pi said on Feb 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    mmm (generico mormorio di disapprovazione)

    Alcuni dei tratti caratteristici della prosa di Dickens sono sempre esposti al rischio di cadere nell’eccesso. Tratti caratteriali molto forti, come un’eccedenza di virtù o di vizio, e il valore simbolico dei personaggi (Oliver Twist, per dirne uno) ...(continue)

    Alcuni dei tratti caratteristici della prosa di Dickens sono sempre esposti al rischio di cadere nell’eccesso. Tratti caratteriali molto forti, come un’eccedenza di virtù o di vizio, e il valore simbolico dei personaggi (Oliver Twist, per dirne uno) sembrano sempre sul punto di scivolare nella caricatura abbandonando i limiti della credibilità. In The Old Curiosity Shop questo rischio diventa purtroppo realtà, cosa che penalizza fortemente, credo, la tenuta e la riuscita del romanzo. Due personaggi, Nella (purtroppo in questa trad. sono italianizzati anche i nomi propri) e Quilp, rappresentano rispettivamente tutto il bene e tutto il male della natura umana; ma sono, appunto, caratteri artificiosi, non credibili, che non esistono e certamente non possono esistere. È difficile pensare che Dickens ne fosse inconsapevole. Ma allora non resta che supporre che in questo romanzo la componente allegorica voglia essere predominante su quella realistica. E per chi è alla ricerca della seconda, ciò non può che essere un difetto. Oltre a ciò, il romanzo è eccessivamente prolisso in molte parti. Eppure, tutto sommato – come solitamente tutto ciò che Dickens scrive – anche questo romanzo si lascia leggere. Con tutti i difetti che gli si possono trovare, è pressoché impossibile non sentire una stretta al cuore per la storia di Kit, o non appassionarsi alla vicenda di quel personaggio (che non nominerò) di cui Dickens ci racconta, con quell’immancabile e un po’ ingenuo ottimismo vittoriano, il cammino dal vizio alla virtù. Non al livello di Great Expectations, ma nemmeno da buttare.

    Is this helpful?

    pempi said on Dec 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dickens... è Dickens, con i suoi difetti e pregi. Una visione manichea dell'umanità, con buoni che più buoni non si può, addirittura angelici (Nella), e dall'altra parte cattivi la cui spregevolezza si estende anche all'aspetto (il nano Quilp per pri ...(continue)

    Dickens... è Dickens, con i suoi difetti e pregi. Una visione manichea dell'umanità, con buoni che più buoni non si può, addirittura angelici (Nella), e dall'altra parte cattivi la cui spregevolezza si estende anche all'aspetto (il nano Quilp per primo, che ovviamente ha tratti al di là dell'umano anche in ciò che fa, ad es. quando canta). Una smodata tendenza all'edificante, con pagine e pagine in cui rimarca quanto possono essere buone le persone anche in condizioni umili -peccato che le pagine più gustose non siano quelle: chissà se Dickens lo sapeva. Personaggi che in presenza di emozioni o situazioni forti, immancabilmente o "scoppiano in singhiozzi", e lo fanno piuttosto spesso (Nella...), o in alternativa svengono, con picco del risibile quando un personaggio, per farlo con comodo, si ritira in un'altra stanza: il repertorio emotivo dickensiano (difetto degli scrittori dell'epoca?) mi sembra povero. Eppure, le circa 600 pagine del romanzo non si abbandonano perché il tutto è riscattato dall'abilità e dal piacere di narrare dell'autore, compresi i suoi passaggi di ironia, di violenza e qualche tirata-insegnamento. Simpatico il ritratto di Sansone Brass, personaggio incarnazione di viscidume e ipocrisia nei suoi dialoghi con chi odia ma vuole ingraziarsi o intortare. Nota a margine: i personaggi sembrano campare di té, quando c'è, e pane (alimenti somministrati anche a un malato che si deve rimettere).
    Come già notato per "Le avventure di Olivier Twist", anche questa edizione Bur, degli anni 80, ha una traduzione con la maggior parte dei nomi italianizzati, il che è a dir poco datato.

    Is this helpful?

    pacciotto said on Nov 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una semplice nota non una recensione

    Romanzo un po' troppo lungo, anche se questo non è per forza un difetto nelle opere di narrativa,che seduce con il bel titolo e poi ti abbandona in mezzo alla strada che percorrono Nella e il nonno. IL fatto è che troppi capitoli interlocutori, in cu ...(continue)

    Romanzo un po' troppo lungo, anche se questo non è per forza un difetto nelle opere di narrativa,che seduce con il bel titolo e poi ti abbandona in mezzo alla strada che percorrono Nella e il nonno. IL fatto è che troppi capitoli interlocutori, in cui si snodano vicende secondarie del tutto eliminabili, disperdono l'interesse e la voglia del lettore che pure a tratti è forte. Ma in altri ti vien meno. La vicenda giudiziaria di Kit, quando tutto sembrava volgere per il meglio per i protagonistie, e' l'ultimo sussulto prima di una fine tanto sperata quanto lieta, per fortuna. Ho letto di meglio di D ickens.

    Is this helpful?

    Arthur Banning said on Jun 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Va be' che siamo nell'ottocento ma il buon Charles altrove ha maggiormente colto nel segno. I buoni sentimenti mi sembrano un po' troppo "buoni", così come i cattivi... Il risultato è un po' melenso e sdolcinato con rare zampate di quello che rimane ...(continue)

    Va be' che siamo nell'ottocento ma il buon Charles altrove ha maggiormente colto nel segno. I buoni sentimenti mi sembrano un po' troppo "buoni", così come i cattivi... Il risultato è un po' melenso e sdolcinato con rare zampate di quello che rimane comunque un grande narratore.

    Is this helpful?

    andrea said on Apr 7, 2013 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Margin notes of this book