La boutique del mistero

Di

Editore: Oscar narrativa

4.2
(2855)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000095404 | Data di pubblicazione:  | Edizione 17

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati

    "A poco a poco il mio giardino, dunque, che un tempo era liscio e agevole al passo, si è trasformato in campo di battaglia, l'erba c'è ancora ma il prato sale e scende in un labirinto di monticelli, g ...continua

    "A poco a poco il mio giardino, dunque, che un tempo era liscio e agevole al passo, si è trasformato in campo di battaglia, l'erba c'è ancora ma il prato sale e scende in un labirinto di monticelli, gobbe, protuberanze, rilievi e ognuna di queste escrescenze corrisponde a un nome, ogni nome corrisponde a un amico, ogni amico corrisponde a una tomba lontana e a un vuoto dentro di me. ......................... Naturalmente mi domando anche se in qualche giardino sorgerà un giorno una gobba che mi riguarda, magari una gobbettina di secondo o terzo ordine, appena un'increspatura del prato che di giorno, quando il sole batte dall'alto, manco si riuscirà a vedere. Comunque, una persona al mondo, almeno una, vi incespicherà. Può darsi che, per colpa del mio dannato carattere, io muoia solo come un cane in fondo a un vecchio e deserto corridoio. Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto penserà a un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati."

    ha scritto il 

  • 5

    "È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì, vorrei rivederti. Sia quel ...continua

    "È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all'amore. Ma io ti avrò vicina.
    E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo. Ma tu - adesso ci penso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose."

    ha scritto il 

  • 5

    ECCEZIONALE

    Un vero Maestro del '900, un precursore di alcune tematiche oscure e paurose, una raccolta incredibile. Ben scritta, avvincente, poetica, evocativa. Non credevo di trovare tanta genialità in questa ra ...continua

    Un vero Maestro del '900, un precursore di alcune tematiche oscure e paurose, una raccolta incredibile. Ben scritta, avvincente, poetica, evocativa. Non credevo di trovare tanta genialità in questa raccolta di racconti, eppure...

    ha scritto il 

  • 5

    Più leggo testi e autori del Novecento italiano, e più mi rammarico di come la maggioranza di essi siano così poco conosciuti e valorizzati all'interno del nostro panorama culturale. E mi rammarico so ...continua

    Più leggo testi e autori del Novecento italiano, e più mi rammarico di come la maggioranza di essi siano così poco conosciuti e valorizzati all'interno del nostro panorama culturale. E mi rammarico soprattutto di come sono strutturati i nostri programmi scolastici, che difficilmente consentono di arrivare ad affrontare autori d questo periodo, quando invece in quinta superiore si avrebbe generalmente la sensibilità adatta per leggere ed apprezzare testi di questo calibro. E' una sensazione che ho provato leggendo la Morante, la Ginzburg, Pratolini, e che ho ritrovato ora leggendo questa splendida raccolta di racconti. Ammetto che si trattava anche per me del primo incontro con il caro Dino: ma questa lettura non ha fatto altro che stimolare il mio desiderio di approfondire la conoscenza di questo magnifico intellettuale. 31 racconti, tutti bene o male notevoli, non ce n'e uno che non abbia apprezzato ( a parte forse "Conigli sotto la luna"). Racconti per lo più brevi, caratterizzate da un generale sentimento di malinconia, di inesorabilità del tempo che passa e della morte, fissato sulla pagina attraverso uno stile limpido, chiaro, incantevole: istantanee di vita, in cui il realismo si alterna e si confonde a volte con l'elemento fantastico, Tra i racconti che più mi hanno incantata, "I sette messaggeri", "Sette piani", "Il mantello", "Il corridoio del grande albergo", "Le gobbe nel giardino", ma soprattutto, quel gioiellino di rara bellezza e intensità emotiva che è "inviti superflui".

    ha scritto il 

  • 4

    ...non riesco a dare il massimo dei voti perchè non tutti i racconti mi hanno colpito in modo definitivo....tra i miei preferiti
    I sette messaggeri ****
    Il mantello ****
    La giacca stregata ****
    Sette ...continua

    ...non riesco a dare il massimo dei voti perchè non tutti i racconti mi hanno colpito in modo definitivo....tra i miei preferiti
    I sette messaggeri ****
    Il mantello ****
    La giacca stregata ****
    Sette Piani ****
    Eppure battono alla porta ****
    Una Goccia *****
    Inviti superflui *****
    Le gobbe nel giardino *****
    Ragazza che precipita ****

    ha scritto il 

  • 4

    Non me lo aspettavo così

    Bella raccolta di racconti per niente banali e che affrontano temi importanti ma con delicatezza; la costante vena malinconica ci rivela il carattere fortemente riflessivo e di indagine personale cara ...continua

    Bella raccolta di racconti per niente banali e che affrontano temi importanti ma con delicatezza; la costante vena malinconica ci rivela il carattere fortemente riflessivo e di indagine personale caratterizzante tutta l'opera, il risultatò però non è pesante grazie alla sempre presente ironia.

    ha scritto il 

  • 4

    La mano di Buzzati dipinge mondi surreali e magici; fluida ed eterea nutre la fantasia di chi legge senza alcun tipo di artificiosità linguistica. Non uso a sproposito il verbo dipingere; ho percepito ...continua

    La mano di Buzzati dipinge mondi surreali e magici; fluida ed eterea nutre la fantasia di chi legge senza alcun tipo di artificiosità linguistica. Non uso a sproposito il verbo dipingere; ho percepito nei suoi racconti una attenzione e una sensibilità propria di chi non solo si limita a scrivere, ma anche a rappresentare.
    Per me quindi l'arte di Buzzati risulta essere estremamente visiva: immaginarsi ciò che lui descrive è tanto facile quanto immaginarsi gli elementi sui quali non si pronuncia. Non che il riempire i vuoti non sia una pratica consueta durante la lettura, anzi è un must, nel contempo qui diventa quasi un imperativo, un processo dal quale non si può prescindere.
    Si pensi solamente alle informazioni su tempi e luoghi; raramente ci vengono fornite queste coordinate, ed è qui che comincia ad innestarsi la nostra relazione col mistero. Dov'è il famoso sanatorio che ospiterà il Corte? Di quale anno è quel giorno di marzo? Non ci è dato saperlo, ce le inventiamo nella nostra testa, ma ecco l'inquietudine.
    Una costante inquietudine di fondo permea gran parte dell'opera, che passa per “Una Goccia” e giunge all'apice con “Qualcosa era successo”: avrei voluto riesumare l'autore per chiedergli cosa diamine fosse successo davvero, ma ho lasciato perdere l'idea, va bene così.

    È stato bello anche crogiolarsi in altri tipi di letture come “Inviti Superflui”, una poesia messa in prosa dolce e malinconica; o “Le gobbe in giardino”, una tenera riflessione sul lascito e sul ricordo; o “Il colombre”: quanti di noi hanno esclamato un “nooo!” a fine lettura? Io si.

    Insomma, adoro le storie di Buzzati, il suo modo di scrivere mi è proprio affine, così come la dimensione del racconto; in due, tre pagine è tutto un susseguirsi di visioni, di incontri fugaci con personaggi ai quali siamo vicini, perché ne condividiamo l'essenza umana, misteriosa e disagiata.

    ha scritto il 

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