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La boutique del mistero

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici moderni 66)

4.2
(2755)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 235 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804487704 | Isbn-13: 9788804487708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La boutique del mistero è una raccolta di trentuno racconti pubblicati in diversi volumi e ordinati dallo stesso autore "nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto". Il racconto di Buzzati è un momento d'indagine profonda, un'esplorazione emozionante in un'atmosfera magica. poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha indagato così a fondo il mistero che circonda l'uomo contemporaneo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.
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  • 5

    Buzzati indagatore del mistero

    Buzzati indaga la parte "misteriosa" dell'animo umano, quella composta da paure nascoste, pensieri prerazionali e timori ancestrali. Il mistero è infatti il filo conduttore di questa raccolta di racco ...continua

    Buzzati indaga la parte "misteriosa" dell'animo umano, quella composta da paure nascoste, pensieri prerazionali e timori ancestrali. Il mistero è infatti il filo conduttore di questa raccolta di racconti, tra i quali ho trovato geniale "Il cane che ha visto Dio", teneramente triste "Inviti superflui", brillante "Riservatissima al signor direttore", commovente "I due autisti", significativi "Il colombre" e "Ragazza che precipita."

    ha scritto il 

  • 5

    "Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone del quale il granito è burro."

    I sette messaggeri: ****
    L'assalto al grande convoglio: ***
    Sette piani: *****
    Eppure battono alla porta: ****
    Il mantello: *****
    Una cosa che comincia per elle: ****
    Una goccia: *****
    La canzone di g ...continua

    I sette messaggeri: ****
    L'assalto al grande convoglio: ***
    Sette piani: *****
    Eppure battono alla porta: ****
    Il mantello: *****
    Una cosa che comincia per elle: ****
    Una goccia: *****
    La canzone di guerra: ***
    La fine del mondo: *****
    Inviti superflui: *****
    Racconto di Natale: ****
    Il cane che ha visto Dio: ****
    Qualcosa era successo: ****
    I topi: *****
    Il disco si posò: ****
    Il tiranno malato: *****
    I Santi: ****
    Lo scarafaggio: *****
    I conigli: ***
    Questioni ospedaliere: *****
    Il corridoio del grande albergo: *****
    Ricordo di un poeta: ****
    Il colombre: *****
    L'umiltà: ****
    Riservatissima al signor direttore: ***
    Le gobbe del giardino: ****
    L'uovo: ****
    La giacca stregata: ****
    La torre Eiffel: ***
    Ragazza che precipita: ****
    I due autisti: *****

    ha scritto il 

  • 5

    Realismo magico come un’arrampicata...

    ... elegante, sobrio, solido, perfetto come certe arrampicate in parete.
    Buzzati era anche appassionato alpinista, e questi racconti richiamano le vie di arrampicata e di discesa: costruzioni di passa ...continua

    ... elegante, sobrio, solido, perfetto come certe arrampicate in parete.
    Buzzati era anche appassionato alpinista, e questi racconti richiamano le vie di arrampicata e di discesa: costruzioni di passaggi geometrici, netti come segmenti di corda fissati sulla roccia. Vi sono, infatti, pagine “in verticale” (salite che si risolvono in ineluttabili discende), in cui il tempo è elemento dominante, e si traduce in una spazialità sempre più alienata, insensata, che si stringe man mano in un vuoto di disillusione. Ci sono, in tutta la ricchezza di metafore e simbolismi disseminati in ciascun racconto, le angosce dell’uomo rispetto al destino, alla morte, alla perdita delle sicurezze, al mistero, all’attesa; ci sono i limiti di noi uomini ridicoli, meschini che scopriamo la nostra solitudine e finitezza rispetto alla vita e alla morte.
    Scrivendo racconti così perfetti, brevi e densi, straordinariamente compiuti nell’intreccio perturbante tra ironia e malinconia del surreale e del paradossale, efficaci nel far luce sui nostri angoli bui, Buzzati non solo rivela la sua grandezza di scrittore lucido ed estremamente acuto, ma anche la sua aderenza alla filosofia della montagna, dell’esploratore, il quale si allontana, crea una distanza per vedere ciò che da vicino sfugge; che cerca la dimensione del silenzio per udire la voce del mondo e la sua; che sa che non esiste arrivo che non esiga una successiva partenza, che la sfida che ci è data è nel convivere con questa inquietudine mancante di risposte.
    È una raccolta in cui ogni parola sta nella misura dell’essenzialità e del silenzio, ogni racconto è un modo indipendente, ma a legarli sembra essere l’esigenza di Buzzati verso una continua ricerca, come da una vetta all’altra, da una verticalità a un piano orizzontale, e poi verso più spazio, guardando dentro lo strapiombo, in qualunque direzione, come in cerca di un orizzonte che non si raggiunge mai. E’ la fatica necessaria alla vetta, quella che porta fin là, che l'arricchisce di significato. La fatica che nasce dalla magnifica consistenza che si sfalda ne “i sette messaggeri”, fino al doloroso rimpianto per la madre, sul finale, che spinge e rassegna a questo indecifrabile moto perpetuo che è la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Dino Buzzati mi ha davvero sorpreso. Anche in poche righe, è capace di imbastire un perfetto contesto per i suoi racconti, tramutandoli in fiabe dal tono grottesco e da una conclusione talvolta fatali ...continua

    Dino Buzzati mi ha davvero sorpreso. Anche in poche righe, è capace di imbastire un perfetto contesto per i suoi racconti, tramutandoli in fiabe dal tono grottesco e da una conclusione talvolta fatalista sulle tematiche che più assoggettano e crogiolano l'uomo. Finali dunque che sono spesso amari, ma che lasciano un messaggio profondo al lettore con disarmante semplicità.
    Molti racconti propongono incipit su cui sarebbe possibile scriverci un romanzo ma Buzzati riesce a riportar la stessa importanza e completezza di un romanzo in poche pagine. Proprio quando sembra che la storia possa proseguire per tutte le pagine rimanenti, giunge alla sua conclusione. Che ciò non risulti un troncamento, una conclusione prematura; in realtà Buzzati è incredibilmente abile a scrivere un epilogo che soddisfi il lettore, che lo faccia riflettere, che chiuda il cerchio narrativo.
    Lo scrittore bellunese ha una metrica formidabile e sapientemente - sviluppata sicuramente nella sua esperienza nel giornalismo -, capace di centinellare sapientemente le parole in cui nessuna di esse è di troppo.
    Davvero un piacere leggerlo; di impressionante scorrevolezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Buzzati è sempre una certezza

    Tornare a leggere Buzzati, soprattutto i racconti è sempre un piacere che ti fa rifare pace con la letteratura.
    Soprendenti, comici, grotteschi, divertenti, disturbanti... insomma in poche pagine di r ...continua

    Tornare a leggere Buzzati, soprattutto i racconti è sempre un piacere che ti fa rifare pace con la letteratura.
    Soprendenti, comici, grotteschi, divertenti, disturbanti... insomma in poche pagine di racconti Buzzati riesce a soprenderti o a farti riflettere.
    E mi meraviglio ogni volta di come sia così poco diffuso.

    Nota: parte dei racconti è presente anche in "Sessanta Racconti"

    ha scritto il 

  • 4

    La merce è fantastica, ma non si fanno sconti

    Uscita nel 1968, “La boutique del mistero” è un’antologia voluta da Dino Buzzati per mettere assieme tutti i suoi racconti meglio riusciti o più rappresentativi fra quelli pubblicati nelle raccolte pr ...continua

    Uscita nel 1968, “La boutique del mistero” è un’antologia voluta da Dino Buzzati per mettere assieme tutti i suoi racconti meglio riusciti o più rappresentativi fra quelli pubblicati nelle raccolte precedenti. 31 racconti che vogliono essere una sorta di testamento più che una celebrazione in vita; la raccolta, infatti, non è tanto figlia della vanità di Buzzati, quanto della volontà - se non della necessità - di lasciare un’opera nella quale sentirsi rappresentato, definito appieno. Con il suo stile peculiare, un ibrido ottenuto mescolando sapientemente fredda cronaca e brillante fantasia, e con una forte quanto malinconica presenza autobiografica in alcune delle storie, i racconti contenuti ne “La boutique del mistero”, sebbene strappino il lettore dalla concretezza dell’esistenza per elevarlo in una dimensione parallela dove tutto può accadere e dove le più bizzarre assurdità appaiono un qualcosa di assolutamente normale, naturale, nonostante tutto ciò, dicevo, leggendo questi racconti, il lettore non può evitare di porsi delle domande sul più grande mistero, ovverosia cosa ne sarà di noi quando non saremo più. Sotto questo aspetto l’attualità delle storie narrate da Buzzati, nonostante la lingua mostri tutti i suoi anni, è fuori discussione. Cosa c’è dopo la morte? Cosa ne sarà di noi una volta varcato il grande fiume? Continueremo a vivere nel ricordo di chi ci sopravvivrà? Queste appaiono essere le domande che assillano l’autore, domande che, più o meno coscientemente, assillano tutti noi e, prima di noi, hanno assillato i nostri antenati…

    Sebbene non possa fare a meno di apprezzare la bravura dell’autore e la profondità di certi racconti, Buzzati non è riuscito (ma forse è colpa mia) a farsi amare incondizionatamente, ma lo ha fatto in un modo tale che, già lo so, mi spingerà fra qualche tempo a prendere in mano un’altra sua raccolta.

    I miei racconti preferiti sono stati: “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il cane che ha visto Dio”, “Il disco si posò”, “Il colombre”, “Le gobbe nel giardino”, “La giacca stregata” e “I due autisti”. Be’, tutto sommato me ne sono piaciuti parecchi…

    ha scritto il 

  • 5

    Pura magia

    Dino Buzzati è senz'altro uno degli autori italiani che apprezzo ed amo incondizionatamente.
    La sua fantasia geniale dona alle sue opere un'aura di mistero e magia, creando un tono narrativo che può e ...continua

    Dino Buzzati è senz'altro uno degli autori italiani che apprezzo ed amo incondizionatamente.
    La sua fantasia geniale dona alle sue opere un'aura di mistero e magia, creando un tono narrativo che può essere considerato fiabesco.
    Sono senz'altro questi gli aspetti più affascinanti del suo mondo di carta ed inchiostro.
    Ancora ricordo la meraviglia che provai nella lettura de Il segreto del bosco vecchio (Che, tra le altre cose, vi consiglio di recuperare se non avete mai avuto il piacere di leggerlo), all'età di undici anni.
    Recentemente, sotto consiglio di Ilenia Zodiaco (blogger e youtuber del canale Con amore e squallore), ho recuperato La boutique del mistero, raccolta di trentuno racconti stupendi.

    Mi chiedo in continuazione per quale strana ragione non l'abbia letta prima.

    Parliamo di un'opera contenente tutte le sfacettature dell'autore, sia per quanto riguarda le tematiche trattate, sia per il tono e lo stile narrativo.
    Venne pubblicata nel 1968 da Mondadori, con il titolo La boutique del mistero: 31 storie di magia quotidiana.
    Si tratta di una vera e propria selezione, nata dall'idea dello stesso Buzzati di far conoscere al pubblico il meglio della sua produzione, tanto che tutti i racconti scelti sono parte integrante di altre raccolte. (Tra le quali vorrei ricordare Sessanta racconti, che sicuramente leggerò presto).
    Per continuare a leggere visita il mio blog lagiovanelibraia.blogspot.it

    ha scritto il 

  • 5

    Pessimista, angosciante, geniale

    Un libro sull'ineluttabilità dello scorrere del tempo e sul destino che (purtroppo/per fortuna) ci accomuna tutti quanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti

    Come ogni raccolta di racconti alcuni son più riusciti di altri. Ce ne sono alcuni, soprattutto nella seconda metà del libro, davvero belli e per certi versi geniali. C'è pure qualche racconto che no ...continua

    Come ogni raccolta di racconti alcuni son più riusciti di altri. Ce ne sono alcuni, soprattutto nella seconda metà del libro, davvero belli e per certi versi geniali. C'è pure qualche racconto che non mi ha lasciato molto, ma Buzzati si fa ampiamente perdonare con il suo stile

    ha scritto il 

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