La boutique del mistero

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici moderni 66)

4.2
(2814)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 235 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804487704 | Isbn-13: 9788804487708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
La boutique del mistero è una raccolta di trentuno racconti pubblicati in diversi volumi e ordinati dallo stesso autore "nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto". Il racconto di Buzzati è un momento d'indagine profonda, un'esplorazione emozionante in un'atmosfera magica. poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha indagato così a fondo il mistero che circonda l'uomo contemporaneo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.
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  • 4

    Non me lo aspettavo così

    Bella raccolta di racconti per niente banali e che affrontano temi importanti ma con delicatezza; la costante vena malinconica ci rivela il carattere fortemente riflessivo e di indagine personale cara ...continua

    Bella raccolta di racconti per niente banali e che affrontano temi importanti ma con delicatezza; la costante vena malinconica ci rivela il carattere fortemente riflessivo e di indagine personale caratterizzante tutta l'opera, il risultatò però non è pesante grazie alla sempre presente ironia.

    ha scritto il 

  • 4

    La mano di Buzzati dipinge mondi surreali e magici; fluida ed eterea nutre la fantasia di chi legge senza alcun tipo di artificiosità linguistica. Non uso a sproposito il verbo dipingere; ho percepito ...continua

    La mano di Buzzati dipinge mondi surreali e magici; fluida ed eterea nutre la fantasia di chi legge senza alcun tipo di artificiosità linguistica. Non uso a sproposito il verbo dipingere; ho percepito nei suoi racconti una attenzione e una sensibilità propria di chi non solo si limita a scrivere, ma anche a rappresentare.
    Per me quindi l'arte di Buzzati risulta essere estremamente visiva: immaginarsi ciò che lui descrive è tanto facile quanto immaginarsi gli elementi sui quali non si pronuncia. Non che il riempire i vuoti non sia una pratica consueta durante la lettura, anzi è un must, nel contempo qui diventa quasi un imperativo, un processo dal quale non si può prescindere.
    Si pensi solamente alle informazioni su tempi e luoghi; raramente ci vengono fornite queste coordinate, ed è qui che comincia ad innestarsi la nostra relazione col mistero. Dov'è il famoso sanatorio che ospiterà il Corte? Di quale anno è quel giorno di marzo? Non ci è dato saperlo, ce le inventiamo nella nostra testa, ma ecco l'inquietudine.
    Una costante inquietudine di fondo permea gran parte dell'opera, che passa per “Una Goccia” e giunge all'apice con “Qualcosa era successo”: avrei voluto riesumare l'autore per chiedergli cosa diamine fosse successo davvero, ma ho lasciato perdere l'idea, va bene così.

    È stato bello anche crogiolarsi in altri tipi di letture come “Inviti Superflui”, una poesia messa in prosa dolce e malinconica; o “Le gobbe in giardino”, una tenera riflessione sul lascito e sul ricordo; o “Il colombre”: quanti di noi hanno esclamato un “nooo!” a fine lettura? Io si.

    Insomma, adoro le storie di Buzzati, il suo modo di scrivere mi è proprio affine, così come la dimensione del racconto; in due, tre pagine è tutto un susseguirsi di visioni, di incontri fugaci con personaggi ai quali siamo vicini, perché ne condividiamo l'essenza umana, misteriosa e disagiata.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un libro dove si scrive dell'immaginario collettivo, del mondo fantastico e surreale. Tra i racconti del libro che mi hanno maggiormente impressionato ce n’è uno, intitolato “Le gobbe nel giardino” ...continua

    E' un libro dove si scrive dell'immaginario collettivo, del mondo fantastico e surreale. Tra i racconti del libro che mi hanno maggiormente impressionato ce n’è uno, intitolato “Le gobbe nel giardino”. Questo tra tutti è quello che mi ha maggiormente colpita per il grande significato che ha. Aldilà della semplice storia infatti si nasconde un significato profondo: il giardino rappresenta il nostro cuore, e le gobbe che si formano sono i ricordi che restano per sempre delle persone che non ci sono più. Ecco perché l’autore dice che ognuno di noi ha un giardino con tante gobbe. In realtà non tutti abbiamo questo giardino, ma abbiamo un cuore, in cui rimangono in eterno i ricordi delle persone morte, a cui volevamo tanto bene. Lo stile è armonioso e la lettura è stata una semplice riscoperta dell'A. che con pochi tratti sa descrivere luoghi ed emozioni, il tempo e lo scorrere della vita, la morte vista come liberazione e il ribaltamento dei ruoli della società quotidiana.

    ha scritto il 

  • 5

    «Mi portavano curiose lettere ingiallite dal tempo, e in esse trovavo nomi dimenticati, modi di dire a me insoliti, sentimenti che non riuscivo a capire.»

    Non ho mai amato né gli epistolari, né tanto ...continua

    «Mi portavano curiose lettere ingiallite dal tempo, e in esse trovavo nomi dimenticati, modi di dire a me insoliti, sentimenti che non riuscivo a capire.»

    Non ho mai amato né gli epistolari, né tanto meno le raccolte di racconti.
    Dino Buzzati, sorprendendomi, ha ancora una volta eluso ogni mia barriera letteraria.
    Pubblicata per la prima volta nel 1968 dalla Mondadori con il sottotitolo di "31 storie di vita quotidiana", "La Boutique del Mistero" è un'antologia di racconti, scelti e ordinati dallo stesso autore «Nella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scritto.»
    In passato considerato solamente una brutta copia di Kafka, lo scrittore bellunese soffrì per tutta la vita dell'ingiusto paragone, arrivando perfino a non sfogliare più nessun libro dell'autore de "Le Metamorfosi":

    «Da quando ho cominciato a scrivere, Kafka è stato la mia croce.
    Non c'è stato mio racconto, mio romanzo, commedia che qualcuno non ravvisasse somiglianze, derivazioni, imitazioni o addirittura sfrontati plagi alle spese dello scrittore boemo [...] Tutto questo ha determinato in me, nei riguardi di Franz Kafka, non un complesso d'inferiorità ma un complesso di fastidio.»

    Successi come "I Sessanta racconti" (vincitore del Premio Strega) e il celeberrimo "Il Deserto dei Tartari", non contribuirono alla dovuta consacrazione.
    Rivalutato solamente dopo la morte, Buzzati rivela al contrario uno stile unico, tutto suo, fatto di una delicatezza disarmante e di un'onirica malinconia.
    All'interno di questa raccolta troviamo racconti che racchiudono perfettamente tutte le tematiche buzzantiane.
    Ne "I Sette Messaggeri", il più famoso e non a caso primo dei trentuno, ritroviamo l'inquietudine e l'isolamento de "Il Deserto dei Tartari".
    Qui il protagonista va alla ricerca dei confini del regno del padre con i suoi prodi cavalieri.
    Anni e anni passano e le lettere che provengono dal paese natìo sono sempre più ingiallite, piene di parole che non conosce, di usi e costumi che non comprende più.
    La paura della morte (che attagliò sempre lo scrittore bellunese), è presente nell'angoscioso "Sette piani" e nel terribile "Una cosa che finisce per elle".
    Tanti ancora i temi: il destino ineluttabile ne "Il Colombre", "Eppure battono alla porta", "La giacca stregata", che tutto ingoia e lascia dietro di se il vuoto, la montagna come luogo di profonda religione ne "Il cane che ha visto Dio" contrapposta all'incessante tumulto della città ne "La Torre Eiffel".
    Non mancano accorati racconti di madri: una madre che da l'ultimo saluto all'adorato figlio ne "Il Mantello", e una madre che ormai non c'è più ricordata teneramente con punte di rimorso ne "I due autisti".
    Persino una stupenda dichiarazione d'amore ("Inviti superflui") e una dolcissima storia che strappa via un sorriso ("I Santi").
    Tanti i personaggi che vediamo sfilare via via nella narrazione, da quelli "favolistici" (topi, una goccia, un mostruoso mostro marino) si amalgamano e interagiscono con personaggi di tutti i giorni (soldati, malati d'ospedale, contadini, operai, Buzzati stesso).
    Al chiudere del libro ci troviamo consapevoli di aver intrapreso un viaggio non solo nelle paure, nelle gioie, nelle debolezze dello scrittore, ma in quelle di ognuno di noi, dell'uomo contemporaneo.

    «Eppure una persona quella sera inciamperà nella gobbetta cresciuta nel giardino e inciamperà anche la notte successiva e ogni volta penserà, perdonate la mia speranza, con un filo di rimpianto penserà a un certo tipo che si chiamava Dino Buzzati.»

    ha scritto il 

  • 5

    La Boutique delle Meraviglie

    L'immaginario di Buzzati è indescrivibile. Ogni racconto è una meravigliosa istantanea che immortala mondi più o meno reali, nei quali il fantastico irrompe, sconvolge e se ne va. Ognuna di queste pic ...continua

    L'immaginario di Buzzati è indescrivibile. Ogni racconto è una meravigliosa istantanea che immortala mondi più o meno reali, nei quali il fantastico irrompe, sconvolge e se ne va. Ognuna di queste piccole ma indimenticabili narrazioni ha il sapore della malinconia, dell'inesorabilità della morte, della vita che si consuma, del ricordo, della perdita, delle dolorose occasioni mancate e sfumate. "Inviti superflui" e "Le gobbe nel giardino" sono poesia pura.

    ha scritto il 

  • 5

    E' in punta di piedi che si scrive e si inseriscono le stellette ogni qualvolta ci si trova di fronte ad uno scritto di Dino Buzzati. E non solo per l'estetica delle sue storie, ma soprattutto per la ...continua

    E' in punta di piedi che si scrive e si inseriscono le stellette ogni qualvolta ci si trova di fronte ad uno scritto di Dino Buzzati. E non solo per l'estetica delle sue storie, ma soprattutto per la sua granitica semplicità, poche parole, sempre quelle giuste, ad elencare sensazioni e visioni del mondo che talvolta appaiono sconcertanti, tanto forte è la loro limpidezza e sincerità. Questi racconti, tutti, parlano di morte. E ciò avviene con lucida ed impietosa convinzione, senza nemmeno la più flebile traccia di violenza nei confronti del lettore. Scrittura senza precedenti, scrittura senza posteri. Buzzati è unico.E allora faccio questa osservazione: il sobbalzo che ho avuto nel leggere il racconto "il mantello", sobbalzo causato dal fatto che questo scritto mi fu assegnato come compito di italiano in prima media, bene; mi domando e dico: ma con tutti i racconti che Buzzati ha scritto, uno più bello dell'altro, per quale cazzo di motivo questi stronzi creatori di improbabili antologie, viene loro in mente di riportare un suo racconto volutamente triste e cupo e nero? Per quale motivo non si riesce a comprendere (o non lo si comprendeva) che la politica di istruzione dei morti e della tristezza ha generato, come ovvio che sia, morte e tristezza? Perchè invece, nell'antologia di cui sopra, non fu riportato ad esempio il racconto "il Colombre", vero e proprio affresco sulla vita? Perchè non far scegliere ai ragazzi tra cotanta beltà?

    ha scritto il 

  • 4

    La boutique del mistero è un concentrato della narrativa di Buzzati e del suo Realismo magico, che lo porta a costruire mondi surreali, dove ciò che esiste di più comune si intreccia con il sovrannatu ...continua

    La boutique del mistero è un concentrato della narrativa di Buzzati e del suo Realismo magico, che lo porta a costruire mondi surreali, dove ciò che esiste di più comune si intreccia con il sovrannaturale e si confonde in esso, obbligandoci ad abbandonare le nostre tipiche categorie di pensiero e a stringere un patto narrativo che sfida i nostri stessi limiti. Passando da un racconto all'altro incontriamo personaggi del passato che rasentano il mondo delle fiabe e sono sviscerati dalla sensibilità popolare, come eremiti, briganti, cavalleggeri, santi, soldati, topi tiranni; e, tuttavia, essi stanno lì, nella stessa cornice in qui incontriamo medici, becchini, giornalisti, giardinieri e perfino l'ingegner Eiffel...
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/08/la-boutique-del-mistero.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone del quale il granito è burro."

    I sette messaggeri: ****
    L'assalto al grande convoglio: ***
    Sette piani: *****
    Eppure battono alla porta: ****
    Il mantello: *****
    Una cosa che comincia per elle: ****
    Una goccia: *****
    La canzone di g ...continua

    I sette messaggeri: ****
    L'assalto al grande convoglio: ***
    Sette piani: *****
    Eppure battono alla porta: ****
    Il mantello: *****
    Una cosa che comincia per elle: ****
    Una goccia: *****
    La canzone di guerra: ***
    La fine del mondo: *****
    Inviti superflui: *****
    Racconto di Natale: ****
    Il cane che ha visto Dio: ****
    Qualcosa era successo: ****
    I topi: *****
    Il disco si posò: ****
    Il tiranno malato: *****
    I Santi: ****
    Lo scarafaggio: *****
    I conigli: ***
    Questioni ospedaliere: *****
    Il corridoio del grande albergo: *****
    Ricordo di un poeta: ****
    Il colombre: *****
    L'umiltà: ****
    Riservatissima al signor direttore: ***
    Le gobbe del giardino: ****
    L'uovo: ****
    La giacca stregata: ****
    La torre Eiffel: ***
    Ragazza che precipita: ****
    I due autisti: *****

    ha scritto il 

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