La breve favolosa vita di Oscar Wao

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Strade blu)

4.0
(1753)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Francese , Chi tradizionale , Portoghese , Coreano , Tedesco , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8804577134 | Isbn-13: 9788804577133 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Vincitore del Premio Pulitzer 2008."La breve e favolosa vita di Oscar Wao": già dal titolo si capisce che il romanzo non avrà un lieto fine classico. Ma non importa. Perché la vita di Oscar - ribattezzato Wao da un amico dominicano che storpia il nome di Wilde è davvero favolosa. Da favola. Da favola letteraria, magica e realistica al tempo stesso. Nasce e cresce nel New Jersey, il grasso, poco attraente, intelligente e parecchio eccitato Oscar. Sua madre Belicia è una ex reginetta di bellezza scappata da Santo Domingo perché perseguitata dal clan del dittatore Trujillo, la sorella, Lola, è una ragazza dolce, assennata e insieme spericolata come tutte le dominicane di Diaz. L'intero albero genealogico di Oscar, come quello di altre migliaia di dominicani, è composto da figure torturate, espropriate, martirizzate.
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  • 4

    Ecco qui un libro super-premiato (i libri super-premiati lo sono col trattino in mezzo, non si scappa).
    Dunque, apriamolo e dentro ci troviamo le Chicas, le spiagge, Santo Domingo durante e dopo ditta ...continua

    Ecco qui un libro super-premiato (i libri super-premiati lo sono col trattino in mezzo, non si scappa).
    Dunque, apriamolo e dentro ci troviamo le Chicas, le spiagge, Santo Domingo durante e dopo dittatura paranoica e sesso-dipendente e una polizia feroce uguale prima e dopo; inoltre non mancano le putas, la Diaspora verso il grande Nord e chicca delle chicche: un nerd ciccione super impedito con le donne che è la vera star del libro!
    Ho letto in qualche recensione anobiana che Oscar è talmente impedito da non essere credibile, accidenti non è affatto vero! Oscar vive e lotta tra noi, anche qui in Italia, e penso che questo libro gli faccia veramente onore, eternamente innamorato di tutte le donne del mondo, ma sempre prigioniero di sé stesso, vergine sino ad un'età improfferibile; in fondo tutti noi da adolescenti, insicuri, abbiamo avuto un momento critico in cui il dubbio e la paura di diventare Oscar sono sorti.
    Questo libro merita!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    è ben scritto ma non ho nessuna intenzione di rileggerlo, o di leggere altro dello stesso autore. Oscar e famiglia sono personaggi eccentrici e abbastanza interessanti, ma il libro mi è sembrato pieno ...continua

    è ben scritto ma non ho nessuna intenzione di rileggerlo, o di leggere altro dello stesso autore. Oscar e famiglia sono personaggi eccentrici e abbastanza interessanti, ma il libro mi è sembrato pieno di cliché e stereotipi. Forse dipende dal mio essere completamente estranea a quella che è la vita dei newyorkesi, o forse il solito ensamble di ispanici forti e focosi, violenti ma veri, tende a diventare ripetitivo.

    la saga delle donne de Leon è un po' il solito miscuglio di tragedie, amori dannati ed esoterismo tipico della letteratura latina: non un male di per sé, ma in questo caso sa di già letto. in generale le operazioni di recupero delle radici rischiano sempre di finire così, qualunque sia il background dell'autore.
    Oscar mi piace, è un personaggio diverso dal solito, ma non mi piace come viene gestita la sua versione adulta. ma ripeto, forse sono io che fatico a seguire la corrente del realismo magico

    ha scritto il 

  • 2

    Non abbiamo inziato l'anno benissimo ...

    ... con questo libro, che nonostante non sia noioso, sembra raccontare sempre la stessa storia di violenza, sesso e gente fuori di testa.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho finito di leggere La breve favolosa vita di Oscar Wao del premio Pulitzer Junot Diaz. Era da un pò che non leggevo pagine così ben scritte e così avvincenti; probabilmente dai tempi di Stirpe di Fo ...continua

    Ho finito di leggere La breve favolosa vita di Oscar Wao del premio Pulitzer Junot Diaz. Era da un pò che non leggevo pagine così ben scritte e così avvincenti; probabilmente dai tempi di Stirpe di Fois e cito proprio quest'ultimo perchè anche Diaz narra la storia di una famiglia. Una famiglia dominicana segnata profondamente dalla dittatura di Trujllo e dal fukù (una maledizione) "perchè se anche voi non credete nel fukù, il fukù crede in voi". La narrazione scorre veloce, con ampi salti temporali e molte parole non tradotte ma di cui si può trovare esaustiva spiegazione nelle note. Un racconto che ha dentro tante cose: amore, odio, violenza, sesso, desiderio di fuga, amarezza e dolcezza. Insomma tanta roba sapientemente dosata.

    ha scritto il 

  • 3

    Sin duda alguna es un libro interesante, narrado de forma fresca y original. Y sin embargo no logras meterte de lleno en su lectura, como si algo invisible se interpusiera entre libro y lector.

    Junot ...continua

    Sin duda alguna es un libro interesante, narrado de forma fresca y original. Y sin embargo no logras meterte de lleno en su lectura, como si algo invisible se interpusiera entre libro y lector.

    Junot Díaz ha sido toda una sorpresa para mi. Su estilo de escribir, muy desenfadado, tiene más inconvenientes que ventajas. Para empezar, la jerga que utiliza constantemente el narrador. Está plagado de términos incompresibles y expresiones propias, que solo entenderán (supongo) los dominicanos. Otro fallo es la manera en la que está estructurada. De repente pasamos de presente a pasado, de ahí a una aclaración, y vuelta al presente. Me resultó caótico, confuso y, a veces, repetitivo.

    La historia es lo más curioso y lo único meramente entretenido. Además de presentarnos a Óscar, un nerd gordo como cualquier otro, que pertenece a una raza y cultura con unos increíbles tópicos machistas, hay que añadir el relato de una familia desestructurada, la historia contemporánea de la República Dominicana y una misteriosa maldición (que si no sale 100 veces no sale ninguna) responsable de la mala suerte que sufre Óscar y compañía. La mejor parte es sin duda es la de la familia Cabral, junto con la historia del país que habitan, por que son didácticas y muy entretenidas. Las partes de Óscar dan muchísima pena. Y es ahí cuando te das cuenta de que bajo una capa de humor se esconde una historia increíblemente triste.

    En resumen, La maravillosa vida breve de Óscar Wao, es una historia muy asimétrica, con partes que te enganchan y otras que te aburren mortalmente. Su lectura puede costar en algunos momentos, pero te deja un gran sabor de boca.

    ha scritto il 

  • 4

    Se anche voi non credete nel fukù, il fukù crede in voi.

    L'epopea della famiglia Cabral merita di essere conosciuta... godetevi la lettura!

    "Essere studente oggi non significa nada, ma in un'America Latina infiammata dalla Caduta di Arbenz, dalla Lapidazion ...continua

    L'epopea della famiglia Cabral merita di essere conosciuta... godetevi la lettura!

    "Essere studente oggi non significa nada, ma in un'America Latina infiammata dalla Caduta di Arbenz, dalla Lapidazione di Nixon, dai Guerriglieri della Sierra Madre, dagli infiniti cinici stratagemmi dei Porci Yankee - in un'America Latina già entrata da un anno e mezzo nel Decennio della Guerriglia - uno studente era qualcosa di completamente diverso, un portatore di cambiamento, una vibrante stringa quantica nel noioso universo newtoniano."

    ha scritto il 

  • 3

    Quando inizia la narrazione dal parte dell’autore, Junot Diaz, Oscar è un adolescente grasso originario della Repubblica Domenicana che, a causa del suo aspetto, viene isolato dai suoi coetanei. Vive, ...continua

    Quando inizia la narrazione dal parte dell’autore, Junot Diaz, Oscar è un adolescente grasso originario della Repubblica Domenicana che, a causa del suo aspetto, viene isolato dai suoi coetanei. Vive, quindi, cercando costantemente di elemosinare un po’ d’affetto e d’attenzione, sognando di fare tutte quelle esperienze che sembrano essergli vietate, leggendo fumetti e dedicandosi ai giochi di ruolo.

    Questa situazione non è certo destinata a cambiare, anche Oscar se ne rende conto, e questo lo porta verso una cupa depressione. L’unica persona con la quale Oscar si confida e che seriamente gli vuole bene cercando di scuoterlo e, nello stesso tempo di proteggerlo, è la sorella Lola, ragazza inquieta e in perenne conflitto con la madre.

    Ma tutta la famiglia di Oscar è decisamente particolare, a cominciare da Belinda, madre di Oscar e Lola.

    Belinda ha vissuto in piena dittatura esperienze tremende fatte di violenze e di tragedie, ma ha conservato un carattere forte e una tenacia senza pari.

    Ma un giorno Oscar si innamora e ….

    Questo libro non mi ha convinta molto; mi aspettavo decisamente di più da un premio Pulitzer.

    Intanto vorrei spiegato il titolo. Quando la vita di Oscar è stata meravigliosa? E’ stato un ragazzino vittima di bullismo, continuamente isolato e messo da parte da tutti come se fosse un appestato contagioso. E’ stato vittima di depressione, ha tentato il suicidio e, non credo di anticipare troppo, se scrivo che è stato barbaramente ucciso nella sua terra d’origine.

    E’ vero: ha conosciuto l’amore, sempre che di quello si sia trattato, ma è durato talmente poco che definire per questo la sua vita favolosa, mi sembra un’eresia!

    L’unica cosa che mi ha veramente colpita è stata la storia terribile di Belinda e della sua famiglia, sterminata durante il trentennio di dittatura di Trujillo. Questa parte è sicuramente istruttiva e ben fatta e mi ha permesso di imparare qualcosa sulla storia dominicana, che, ammetto la mia ignoranza, non conoscevo proprio, nonostante faccia parte di un periodo non molto lontano nel tempo.

    Infine, ho trovato molto fastidiosa la scelta di mantenere in lingua originale parole, o anche intere espressioni, che sono lontanissime dall’italiano e, quindi, di difficile comprensione senza l’aiuto di note apposite.

    ha scritto il 

  • 4

    Oscar Wao è un adolescente dominicano ciccione, sfigato e nerd che vive con la madre e la sorella a Paterson, New Jersey, e si sente più al sicuro a leggere fantascienza e fantasy in biblioteca o in c ...continua

    Oscar Wao è un adolescente dominicano ciccione, sfigato e nerd che vive con la madre e la sorella a Paterson, New Jersey, e si sente più al sicuro a leggere fantascienza e fantasy in biblioteca o in camera sua che a fare ginnastica a scuola con i suoi compagni. Impossibile dargli torto, i suoi compagni sono tutti dominicani “veri”: spacconi, muscolosi, scopatori impenitenti e sicuri di sé. Oscar invece ha avuto il suo picco sentimentale a sette anni, quando tutte le donne lo lusingavano chiamandolo hombre e gli capitò di baciare sulla guancia due ragazze nella stessa settimana, facendosi poi mollare da entrambe; da allora Oscar non è mai più riuscito a battere chiodo, precipitando lungo una spirale discendente di depressione, solitudine e frustrazione sessuale assolute. L’orizzonte del suo mondo è limitato a giochi di ruolo, storie di fantascienza, anime giapponesi e soprattutto la scrittura, che coltiva instancabilmente con il desiderio di diventare un giorno il Tolkien dominicano. Per dirvi quant’è sfigato: lui non si chiama neanche Oscar Wao, in realtà, ma Oscar De León. Il fatto è che un anno, al college, per Halloween gli è venuta la fallimentare idea di vestirsi da Doctor Who, con il risultato di assomigliare a “quel ciccione finocchio di Oscar Wilde”, facendosi immediatamente ribattezzare Oscar Wao dai suoi compagni dominicani duri e puri: uno dei tanti episodi della sua vita “favolosa” da nerd.

    Continua qui: http://www.holdenandcompany.com/2015/09/24/holdens-list-4-junot-diaz-la-breve-favolosa-vita-di-oscar-wao-2007/

    ha scritto il 

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