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La briscola in cinque

I grandi autori di Noir, 8

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

3.7
(3623)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 139 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 0

    Giallo italiano. Semplice. Poca introspezione psicologica dei personaggi, anche se a dir la verità ce n'è solo uno, il barista, con cui forse l'autore si identifica. (Tutti gli autori si identificano ...continua

    Giallo italiano. Semplice. Poca introspezione psicologica dei personaggi, anche se a dir la verità ce n'è solo uno, il barista, con cui forse l'autore si identifica. (Tutti gli autori si identificano con qualcun altro?).
    Il tentativo di far diventare protagonista la provincia livornese mi sembra poco riuscito e anche l'uso del tipico modo di parlare della zona risulta poco convincente, oltre che fastidioso a volte.
    Ho letto di meglio...me ne hanno regalato un altro dello stesso autore, ma credo aspetterà!

    ha scritto il 

  • 3

    I delitti del BarLume

    Onestamente non è male, i personaggi che abitano le pagine di Marco Malvaldi sono anche simpatici. Massimo, il protagonista, quarantenne toscano, "barrista" scafato e intelligente, è un po' la colonna ...continua

    Onestamente non è male, i personaggi che abitano le pagine di Marco Malvaldi sono anche simpatici. Massimo, il protagonista, quarantenne toscano, "barrista" scafato e intelligente, è un po' la colonna portante del romanzo, anche se è ben accompagnato dai suoi vecchietti, affezionati clienti del Bar Lume.
    E' inevitabile però fare il paragone con altre serie, sia nostrane sia straniere (penso a Montalbano, ad Adamsberg ma anche a Guerrieri), e purtroppo manca qualcosa. Come mai appena finito La briscola in cinque non mi sono precipitata sul secondo capitolo?

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente

    Il primo libro della saga del BarLume, La Briscola in Cinque ci fa conoscere i cinque divertenti protagonisti dei libri di Malvaldi. Avevo già avuto modo di conoscerli con La Carta Più Alta che mi ave ...continua

    Il primo libro della saga del BarLume, La Briscola in Cinque ci fa conoscere i cinque divertenti protagonisti dei libri di Malvaldi. Avevo già avuto modo di conoscerli con La Carta Più Alta che mi aveva convinto ad acqusitare tutti i libri della serie: anche qui c'è un giallo, abbastanza semplice da risolvere per chi è abiutato a gialli più impegnativi, ma che è messo in secondo piano da Massimo e dai quattro vecchietti. Un libro leggero e senza pretese, per passare qualche ora piacevole in compagnia di personaggi divertenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge in un lampo, Malvaldi ne sa

    Sto leggendo in maniera un po' casuale (ovvero non seguendo l'ordine di pubblicazione) i libri di Malvaldi della serie del BarLume. Nel frattempo ho anche visto tutti gli episodi del film tv realizza ...continua

    Sto leggendo in maniera un po' casuale (ovvero non seguendo l'ordine di pubblicazione) i libri di Malvaldi della serie del BarLume. Nel frattempo ho anche visto tutti gli episodi del film tv realizzato da Sky. Ora, a parte il live smarrimento per il fatto che la Fusco, con cui Massimo nei film ha un rapporto odi et amo nei primi libri è IL Fusco (ed il rapporto è odi et odi), devo dire che si rivela come sempre un errore vedere prima il racconto per immagini rispetto alla lettura di quello per parole. Perché le immagini hanno potenza sovrabbondante ed è impossibile non immaginare il Rimediotti, l'Aldo, Massimo e Tiziana senza sovrapporre le facce degli attori. E questo è un male. Ma va bene, questi sono problemi contingenti e miei personali, passiamo al libro.
    Malvaldi ha una scrittura scorrevole, usa l'alternanza di italiano e espressioni toscane con sapienza, rendendo il libro divertente da leggere e mai pesante. La storia in questo caso è un po' debole (si poteva fare di più, Marco, via!), ma si legge in un lampo e proprio di gusto. Bravo!

    ha scritto il 

  • 3

    Come molti, dopo averlo tanto sentito nominare mi aspettavo di più da questo libro e sono rimasta un pochino delusa. Il racconto è comunque scorrevole e poco impegnativo, i personaggi dei vecchietti s ...continua

    Come molti, dopo averlo tanto sentito nominare mi aspettavo di più da questo libro e sono rimasta un pochino delusa. Il racconto è comunque scorrevole e poco impegnativo, i personaggi dei vecchietti sono simpatici e i dialoghi in livornese mi son piaciuti.
    Proverò anche a leggere il secondo della trilogia per farmi un'idea più chiara.

    ha scritto il 

  • 3

    OK, posso dirlo? lo dico eh. Mi aspettavo di più.

    Il giallo non è particolarmente coinvolgente, ero addirittura arrivata a capire chi era il colpevole seguendo il mistico metodo del "i primi due indiz ...continua

    OK, posso dirlo? lo dico eh. Mi aspettavo di più.

    Il giallo non è particolarmente coinvolgente, ero addirittura arrivata a capire chi era il colpevole seguendo il mistico metodo del "i primi due indiziati sono sempre innocenti" e dato che altri indiziati non ce ne erano ed ho appena finito un altro giallo in cui il colpevole era appunto il dottore era destino che incolpassi proprio lui.
    Massimo è irritante, a dir poco. E' intellettualmente arrogante (o arrogante e basta) come pochi, decide lui cosa servire nel suo bar e c'è da chiedersi come cavolo faccia ad avere ancora clienti. Lo infastidiscono i vecchietti che vengono a giocare a briscola, lo infastidiscono i giovani che vengono a fare l'aperitivo, lo infastidisce chi ordina vini senza sapere cosa sta ordinando ma anche chi suggerisce vini a chi ordina senza sapere. Non lo si può interrompere quando legge anche se è sul lavoro, e molla a cena un avvocato che per di più aveva pure ragione perché no Massimo deve avere ragione lui a tutti i costi e deve appunto comportarsi come un bambino che se ne torna a casa con il pallone.
    La trama non è coinvolgente mai, il momento fondamentale cioè quando Massimo finalmente capisce chi è stato e deve spiegare tutto alla madre è tagliato per rimettere di nuovo una conveniente chiacchierata al bar. Il libro non è neanche scritto poi così bene, non passa una frase in cui un personaggio non dica "sega". In generale "meh" lo descrive bene, non un libro che consiglierei comunque

    ha scritto il 

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