La briscola in cinque

I grandi autori di Noir, 8

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

3.7
(3990)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 139 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

Ti piace La briscola in cinque?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Simpatico.
    Rispetto al film i bimbi sono meno presenti e divertenti e la Tizzi non si spoglia mai, così come Fusco che però è un uomo e quindi è meglio se resta vestito :)
    Non è una brutta storia, ma ...continua

    Simpatico.
    Rispetto al film i bimbi sono meno presenti e divertenti e la Tizzi non si spoglia mai, così come Fusco che però è un uomo e quindi è meglio se resta vestito :)
    Non è una brutta storia, ma insomma ...
    Meglio il film.

    ha scritto il 

  • 3

    A tratti divertente, sicuramente è una lettura leggera e spensierata. Unica pecca, dal mio punto di vista, è non arrivare insieme a Massimo a capire chi è l'assassino. Gli ottuagenari sono alquanto sp ...continua

    A tratti divertente, sicuramente è una lettura leggera e spensierata. Unica pecca, dal mio punto di vista, è non arrivare insieme a Massimo a capire chi è l'assassino. Gli ottuagenari sono alquanto spiritosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo della serie lo leggo per ultimo (o quasi). Però non mi dispiace affatto, tutto sommato è divertente scoprire i primi rapporti tra Massimo e il commissario calabrese (e forse anche juventino? ...continua

    Il primo della serie lo leggo per ultimo (o quasi). Però non mi dispiace affatto, tutto sommato è divertente scoprire i primi rapporti tra Massimo e il commissario calabrese (e forse anche juventino? Ingegnere non so...pag. 36, "identikit del perfetto idiota").
    Quando si capisce chi è il colpevole ci rimango male, mi stava simpatico. Comunque il romanzo è godibile e decisamente simpatico, forse anche un po' più di quanto ricordavo dei successivi. Niente di eccezionale, ma se mi capita ne leggerò ancora, credo che dopo l'ultimo che ho letto ne abbia pubblicati ancora.

    ha scritto il 

  • 3

    Gradevole lettura, dove il giallo classico riceve una flebo di colore locale livornese (con qualche punta da "Vernacoliere", ma dosata con saggia moderazione). Gradevole, ripeto, ma non mi fa voglia d ...continua

    Gradevole lettura, dove il giallo classico riceve una flebo di colore locale livornese (con qualche punta da "Vernacoliere", ma dosata con saggia moderazione). Gradevole, ripeto, ma non mi fa voglia di mettermi in lista d'attesa le successive puntate della serie. Mi sarei aspettato che il gioco che dà il titolo al racconto (davvero uno dei giochi di carte più divertenti) avesse un ruolo più di spicco nello svolgimento dell'azione. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve, più un racconto lungo che un romanzo, ma carino, divertente, il mistero è risolvibile, il dialetto non è fastidioso, Massimo il barista è un personaggio gradevole che ho voglia di incontrar ...continua

    Breve, più un racconto lungo che un romanzo, ma carino, divertente, il mistero è risolvibile, il dialetto non è fastidioso, Massimo il barista è un personaggio gradevole che ho voglia di incontrare ancora

    ha scritto il 

  • 2

    Ho sentito tutti decantare la bravura di Malvaldi che ero proprio curiosa di leggere un suo libro... Questo libro è molto breve e si legge in fretta, purtroppo ho trovato la trama un pò piatta, i pers ...continua

    Ho sentito tutti decantare la bravura di Malvaldi che ero proprio curiosa di leggere un suo libro... Questo libro è molto breve e si legge in fretta, purtroppo ho trovato la trama un pò piatta, i personaggi piuttosto inconsistenti ad eccezione del protagonista Massimo che è ben descritto. Non mi ha conquistata ma posso anche concedere un'altra chance a questo autore, sperando che in futuro mi dia più soddisfazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Un giallo di poche pagine questa prima lettura di Marco Malvaldi. Mi aspettavo un giallo di provincia, e l’ho trovato. Sapevo vagamente del BarLume e sei suoi frequentatori vecchietti, e finalmente li ...continua

    Un giallo di poche pagine questa prima lettura di Marco Malvaldi. Mi aspettavo un giallo di provincia, e l’ho trovato. Sapevo vagamente del BarLume e sei suoi frequentatori vecchietti, e finalmente li (ri)conosciuti. Sapevo di non andare incontro ad un thriller dalle grandi pretese. Il primo ostacolo è stato lo stile: molto colloquiale, con qualche scivolata nel dialetto: una lingua di cui l’autore si compiace, che invece e ame è risultata artificiosa e un po’ ostica. Il secondo sono stati proprio i vecchietti: questo gruppetto di nonni che passano tutta la giornata al bar a farsi gli affari degli altri, e che fanno da cornice folcloristica al giallo, perché poi in fondo nessuno di loro ha una qualche intuizione che lo risolva.
    Ed ecco Massimo, il protagonista: non è che sia riuscito a inquadrarlo proprio bene: non ha una storia (solo un’ex moglie), non ha amici, non ha palesato interessi. Ha il suo bar e suo nonno con la sua cricca. Ne dedurrei che è un introverso un po’ asociale, ma ho finito il libro con questo che sospetto, senza averne la certezza. Sicuramente è un tipo perspicace, l’unico che si impegna realmente a risolvere il caso.
    Infine il commissario, che dovrebbe rappresentare il cuore dello svolgimento delle indagini, l’intuito dell’intera vicenda, e che, al contrario, si rivela un inetto. Ora, io non so se continua così per tutta a serie, ma certo questo primo episodio non mi ha certo incuriosito: quali dovrebbero essere i successivi sviluppi?
    Veniamo al giallo: una ragazza viene ritrovata in un cassonetto da un ragazzo talmente ubriaco che è Massimo, il barista, a dover denunciare alla polizia il ritrovamento del corpo. Da qui partono le indagini e le congetture, sempre di Massimo, però, che il commissario sceglie subito la strada più facile.
    Nei gialli italiani so che il caso è un pretesto per raccontare spaccato sociale, solo che qui il caso è tipido e il contorno sbiadito.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per