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La buena tierra

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Publisher: DeBolsillo

4.2
(867)

Language:Español | Number of Pages: 368 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Portuguese , Dutch , German

Isbn-10: 8483460491 | Isbn-13: 9788483460498 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Publicada en 1931, con esta obra maestra la autora de Viento del este, viento del oeste obtuvo el premio Pulitzer. Se trata de un abarcador y lúcido relato de tres generaciones en la China prerrevolucionaria. Un gran fresco del imperio chino, entre la agitación política en la corte y la miserable vida de los campesinos.
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  • 4

    La vera protagonista del romanzo è la terra. E’ la terra il fulcro intorno a cui ruota e cresce tutta la vita di Wang Lung. E’ la terra la base su cui si fonda la sua scalata sociale da semplice conta ...continue

    La vera protagonista del romanzo è la terra. E’ la terra il fulcro intorno a cui ruota e cresce tutta la vita di Wang Lung. E’ la terra la base su cui si fonda la sua scalata sociale da semplice contadino a grande proprietario terriero. E’ la terra a cui la sua vita è indissolubilmente ancorata, anche quando le vicende sembra che lo portino ad allontanarsene. E’ la terra che gli dà forza e infatti è nei momenti in cui se ne allontana che la sua stabilità, la sua vita ne risentono. I suoi momenti di debolezza sono inequivocabilmente legati alla lontananza fisica dalla terra. E’ sempre con il sottofondo di questo indissolubile legame che osserviamo la sua famiglia crescere di livello sociale e in ricchezze fino a prendere il posto della precedente ricca famiglia poi miseramente decaduta. La stessa famiglia a cui Wang Lung si era umilmente presentato per sposare la schiava O-Lan. E proprio O-Lan, questo personaggio meravigliosamente doloroso e forte, è un’altra forte radice da cui trae forza Wang Lung. O-Lan, con i suoi silenzi e la sua umiltà, con il suo essere indispensabile pur essendo quasi invisibile è il vero personaggio di spicco del romanzo. La forza di Wang Lung e della sua famiglia non vengono da lui. Lui è solo il canale che fa fluire all’esterno e tramuta in atti pratici la forza della terra e di O- Lan . L’allontanamento fisico dalla terra e la morte di O-Lan decretano il lento sgretolarsi della famiglia. Come se le impalcature fossero crollate e ogni cosa perdesse stabilità. Romanzo bellissimo e doloroso, a tratti difficile da comprendere e da accettare dal punto di vista di un moderno occidentale. E O-Lan è un personaggio incredibile, uno dei più bei personaggi femminili di cui abbia mai letto.

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  • 2

    Questo romanzo non è nelle mie corde perché manca completamente di dramma. Racconta una vita né brutta né bella, né fortunata né sfortunata, una vita come tante. Non è però una vita priva di avvenimen ...continue

    Questo romanzo non è nelle mie corde perché manca completamente di dramma. Racconta una vita né brutta né bella, né fortunata né sfortunata, una vita come tante. Non è però una vita priva di avvenimenti: al contrario. Il protagonista sfiora molte tragedie. Dopo una giovinezza dura e povera, appena cominciato a fare fortuna col sudore della fronte perde tutto per colpa di una carestia, e quasi anche la propria vita e quella dei familiari, che per un pelo non muoiono di fame: una neonata viene pietosamente uccisa e una lattante rimane lesa e ritardata probabilmente per denutrizione. La famigliola scampa però al tragico destino di tanti contadini del nord (destino che tra l’altro, veniamo a sapere, si ripeteva in media ogni 7 anni: che periodico sterminio!) emigrando al sud e vivendo di elemosina e in durissime condizioni di miseria per un anno o due, fin quando il casuale scoppio di un moto rivoluzionario li mette in condizione di tornare a casa. Già ci sarebbe materiale a sufficienza per descrivere il dramma di questi diseredati e di tante indegnità accennate ma mai approfondite (i poveri reclutati forzatamente dall’esercito, le femmine vendute come schiave, i ricchi sempre rinchiusi fra alte mura). Tra l’altro veniamo a sapere che la moglie del protagonista, ex-schiava, ha subito ogni sorta di soprusi nell’infanzia e nell’adolescenza. Ma il marito non vuole approfondire; e l’autrice nemmeno. Anzi. Il protagonista si riprende e tira avanti benino, ricomincia ad accumulare ricchezza, i ragazzini vengon su bene. A un tratto impazzisce d’amore per una prostituta, rischia di perdere il senno: macché, se la compra e se la porta in casa come concubina, e dopo qualche mese tutto è superato. Un’invasione di cavallette travolge le campagne e i raccolti: ma il nostro se la cava benino anche stavolta. E’ forse più in gamba degli altri? Più intelligente, più buono, più religioso? Niente affatto: un uomo qualunque. Mediocre. Un uomo che segue il percorso tracciato per lui, senza farsi domande, senza porsi problemi, senza desiderare mai altro che benessere e pace. Poi arriva il momento che si scopre che i parenti importuni sono banditi pericolosi: è un brutto guaio? Dobbiamo preoccuparci, aspettarci una svolta tragica, violenza? Ma no, basta far finta di niente e piano piano, con l’aiuto di un po’ d’oppio, la faccenda si sgonfia da sé. I figli cresciuti cominciano a dare preoccupazioni: uno smania per le donne, l’altro non vuole lavorare la terra, un terzo non vuole studiare… ma tutto si risolve, a forza di soldi spesi per l’uno e per l’altro. Muore la moglie fedele, e il nostro ha un momento di rimorso: non è stato proprio un buon marito, ma come dice a sé stesso, ce n’è tanti di peggiori; noi lettori stavamo quasi per commuoverci, ma no, non è il caso, una volta seppellita la donna viene dimenticata e la vita va avanti. I vecchi muoiono, i nipotini nascono. Non è ancora finita: un’ultima volta il vecchio si infiamma per una fanciulla, una schiava desiderata dal suo figlio minore; egli se la prende, consapevole dei suoi diritti di capofamiglia e patriarca, e il ragazzo furioso se ne va di casa, a partecipare alla rivoluzione che nel frattempo è scoppiata, e dove troverà il suo posto. Ma se ne preoccupa il vecchio? Sente rimorso? S’interessa alle gesta rivoluzionarie del figlio? Affatto. Il conflitto gli è passato accanto, ancora una volta, senza toccarlo. (E così il conflitto rivoluzionario, del quale dichiara di non voler sapere nulla). Egli non ama i figli e i nipoti, così come non ha amato le sue donne e nessun’altro che non fosse la sua terra: questo amore è stato il suo unico, vero e duraturo sentimento. Ma è forse un mostro allora? Niente affatto. Un uomo come tanti. Per il lettore però è impossibile affezionarsi a lui o in lui immedesimarsi, tanto è insulso come personaggio. E allora? Tutti i drammi grandi e piccoli di questa vita vengono sfiorati e subito allontanati. Perché? Cosa resta? Resta l’ultima pagina, quella in cui i figli rimasti, ignorando le sue ultime volontà, si accordano per vendere la terra. Evidentemente, sembra voler dire l’autrice, non hanno capito nulla. Fastidiosamente battuto e ribattuto il tasto della terra, la buona terra, come sorgente di vita, radice dalla quale non si deve distaccarsi. Non solo come valore assoluto del protagonista contadino, bensì sembra quasi assunto a valore assoluto dall’autrice. Retorica, moralistica. Io ho sempre sentito un’altra versione: e questa è la prima volta che sento raccontare le bellezze e le gioie e le soddisfazioni di una vita passata a zappare, per non parlare delle inondazioni e delle siccità…
    E ancora: non mi piace lo stile della Buck, freddo, compassato, distaccato, corretto e perfetto ma senz’anima; da maestrina. Emozioni, zero.
    I paragoni che sorgono spontanei per questa piccola saga familiare (i Malavoglia, Mastro don Gesualdo, Furore, Una vita di Maupassant; per non parlare dei Buddenbrok o La coscienza di Zeno…) annichiliscono questo romanzo.

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  • 3

    La Buck in questo libro inventa in O-lan un personaggio a mio avviso meraviglioso.
    Il messagio importante che lancia questo libro è il fatto che, soprattutto di questi tempi, diamo molta importanza al ...continue

    La Buck in questo libro inventa in O-lan un personaggio a mio avviso meraviglioso.
    Il messagio importante che lancia questo libro è il fatto che, soprattutto di questi tempi, diamo molta importanza al mondo della finzanza, ecc, ma la buona terra è la cosa a cui torneremo quando mancheranno i frutti....
    e ultima considerazione... anche qui i figli non mancano di distruggere l'impero costruito dal padre.... un classico!

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  • 3

    Apprezzo molto Pearl S.Buch e anche questo libro è molto bello ma lascia un senso di incompiuto e un po' di amaro in bocca, come se alla fine della narrazione non avesse realmente concluso.

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  • 4

    la buona terra, la buona letteratura, un buon romanzo storico

    Bella questa epopea cinese di inizio secolo priva di esotismi e di personaggi stereotipati. O-Lan, la fedele schiava-moglie, è un personaggio straordinario che emerge dalla narrazione senza quasi par ...continue

    Bella questa epopea cinese di inizio secolo priva di esotismi e di personaggi stereotipati. O-Lan, la fedele schiava-moglie, è un personaggio straordinario che emerge dalla narrazione senza quasi parlare ma grazie a ciò che accade intorno a lei; grande sapienza letteraria della Buck dalla quale bisognerebbe imparare. E' O-lan che rimarrà nella mia memoria è per incontrare lei che il libro è da leggere.

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  • 4

    La parabola di una famiglia patriarcale come solo (?) nella Cina di inizio secolo. Personaggi ben caraterizzati, tanto che ero convinta di vedere un film ad ogni giro pagina (ho provato a cercarne tra ...continue

    La parabola di una famiglia patriarcale come solo (?) nella Cina di inizio secolo. Personaggi ben caraterizzati, tanto che ero convinta di vedere un film ad ogni giro pagina (ho provato a cercarne traccia ma non ho trovato nulla...) e per quanto abbia cercato di entrare nella mentalità dell'epoca, non ho potuto imbestialirmi davanti a situazioni che trovo davvero distanti anni luce dal mio modo di pensare. A tratti, difficile comprendere non solo e non tanto le dinamiche familiari e la 'prepotente' presenza maschile, quanto la similitudine terribile con i tempi moderni e la insaziabile fame di denaro che quotidianamente distrugge ideali e futuro. Bello davvero.

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  • 4

    ‘La buona terra’ racconta la povertà delle classi più disagiate e il tentativo di ascesa sociale in un contesto magico, quello della Cina, così importante per la scrittrice. Il tutto avviene attravers ...continue

    ‘La buona terra’ racconta la povertà delle classi più disagiate e il tentativo di ascesa sociale in un contesto magico, quello della Cina, così importante per la scrittrice. Il tutto avviene attraverso un’epopea famigliare che può ricordare, poste le debite differenze, quella dei Buddenbrook di Thomas Mann.

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