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La bugia

Inediti d'autore, 23

Di

Editore: Corriere della Sera

1.9
(73)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 62 | Formato: Copertina morbida e spillati

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Quando meno se lo aspettava, è successo. Non sa spiegarsi come e perchè, eppure di colpo si è sentita irresistibilmente attratta verso quel perfetto sconosciuto. Un piccolo incidente ha creato la scintilla, e ora sono l'una di fronte all'altro al tavolino di un caffè. Gioco di sguardi, le dita che si sfiorano, nell'aria una strana elettricità...la magia irripetibile e misteriosa di un breve incontro. Prima di partire aveva salutato il suo (troppo) amorevole fidanzato con la vaga apprensione di consegnarlo a un'infedeltà passeggera, e non sospettava come fosse il proprio cuore quello più esposto. Adesso a luce intensa di un tardo pomeriggio di luglio a Stoccolma riflette la sua intima illuminazione. E' una pianista, Sofia, e pensava che la musica fosse esclusiva di sale da concerto, finche la musica non è sgorgata da lei come mai prima, per riempire il mondo intero. Credeva di aver già conosciuto il sentimento più profondo, finchè non le è toccata in sorte un'altra occasione. Un nuovo lancio di dadi nel gioco dell'amore e del caso.
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  • 1

    Lui vive con quello che scrive...

    ...e io mi chiedo come mai.
    Ho fatto violenza psicologica su me stessa per leggere questo racconto targato Moccia. Avendo tutta la collana degli Inediti d'Autore, c'ho provato.
    La carta usata per stampare questo libretto, e sospetto anche gli altri best sellers che mi son rifiutata a prescindere ...continua

    ...e io mi chiedo come mai. Ho fatto violenza psicologica su me stessa per leggere questo racconto targato Moccia. Avendo tutta la collana degli Inediti d'Autore, c'ho provato. La carta usata per stampare questo libretto, e sospetto anche gli altri best sellers che mi son rifiutata a prescindere anche solo di prendere in mano (???best sellers...questo qui ha venduto migliaia di libri e io ancora non me ne capacito), avrebbe fatto una fine migliore se fosse diventata carta igienica. Imbarazzante. E son davvero contenta di leggere molte altre recensioni di persone che la pensano come me. C'è ancora speranza (che il signor Moccia si dedichi presto al giardinaggio)

    ha scritto il 

  • 1

    moccia ha perso l'ultima chance

    una delusione totale.. certo, non che mi prefigurassi un capolavoro ma almeno un racconto decente si.
    perchè, diciamocelo, da un libro con una trama così scontata, banale e poco realistica ti aspetti almeno un minimo di narrazione coinvolgente e -magari- di carica e tensione emotive.
    libro emozio ...continua

    una delusione totale.. certo, non che mi prefigurassi un capolavoro ma almeno un racconto decente si. perchè, diciamocelo, da un libro con una trama così scontata, banale e poco realistica ti aspetti almeno un minimo di narrazione coinvolgente e -magari- di carica e tensione emotive. libro emozionante come una lumaca: una stellina è troppo..

    ha scritto il 

  • 1

    - centordici

    Premesso che l'unica categoria in cui inserire questo coso dovrebbe essere umorismo involontario, chiunque scriva così dopo i dodici anni, dovrebbe essere sottoposto a un trattamento psichiatrico coatto.

    ha scritto il 

  • 0

    Ormai Moccia è indifendibile.

    Una favoletta da Baci Perugina che non sta in piedi dal punto di vista stilistico ma nemmeno da quello logico. Due errori immensi: ma quale concertista di fama va in sala senza aver provato non dico con l'orchestra e il direttore, ma nemmeno senza aver provato il suo strumento? Dopo le prime pagi ...continua

    Una favoletta da Baci Perugina che non sta in piedi dal punto di vista stilistico ma nemmeno da quello logico. Due errori immensi: ma quale concertista di fama va in sala senza aver provato non dico con l'orchestra e il direttore, ma nemmeno senza aver provato il suo strumento? Dopo le prime pagine chiunque avrebbe scommesso che la protagonista era sopra i trenta, invece viene fuori che ha 24 anni, ma tutto quello che dice e fa corrisponde a una donna di età molto superiore. Un autentico schifo.

    ha scritto il 

  • 1

    Inediti 4, la resa - 29 gen 12

    Si potrà mai parlare bene di Moccia? Per ora la risposta continua, e non a caso, ad essere negativa. Si lesse, anni ed anni fa, il famoso 3MSC, quando non era ancora un fenomeno mediatico. E quando si rilesse “ripulito e risciacquato” già non aveva più la forza di un tempo. E poi, il nostro, sul ...continua

    Si potrà mai parlare bene di Moccia? Per ora la risposta continua, e non a caso, ad essere negativa. Si lesse, anni ed anni fa, il famoso 3MSC, quando non era ancora un fenomeno mediatico. E quando si rilesse “ripulito e risciacquato” già non aveva più la forza di un tempo. E poi, il nostro, sulla spinta paterna, continuò a sfornare librini e romanzetti sull’onda del successo e sulla stessa tipologia. Amori più o meno contrastati, sentimentalismi alla Invernizio, senza neanche la grazia della Sveva. Ora, il 23° inedito del Corriere ci porta questo esile racconto fatto di niente e che nulla dice. Una giovane pianista va a tenere un concerto a Stoccolma lasciando a casa il suo innamorato (e rompipalle) ometto. Lì si imbatte in un coetaneo francese, scocca un’attrazione a prima vista, ma lei è frenata dall’amore romano. Qualche miserando colpetto di scena, per cercare di capire se i due si incontrano o meno. Ed anni dopo, senza nessuna transizione, e senza nessun perché, lei lascia il romano palloso, e va verso lidi altri (e non certo verso il giovane francese). Ci si domanda quale sia la bugia del titolo e se mai ce ne fosse una. Forse l’unica bugia è di Sofia verso sé stessa, quando si dice di amare Andrea. Per il resto, il normale catalogo della pubblicità occulta, che tanto fa intascare a Moccia, che cita marchi su marchi, senza nessun criterio particolare. Ha senso parlare di un Felluga da bere alle 8 del mattino? O di Hermes e di Cavalli, senza che siano legati a nulla? Per colma di sventura (di Moccia) la parte centrale è un mini-riassunto di una guida alla città di Stoccolma, che guarda caso ho visitato proprio questa estate. E mentre lui pensa di essere fascinoso, nel citare la casa di Pippi Calzelunghe (ma è in realtà un museo) o il museo del Vasa o altre viuzze a Gamla Stan, continua anche lì a far pubblicità quanto meno a Weekday o Beyond Retro, di cui si premura di fornirci anche gli indirizzi (via e numero civico). E tanto per terminare con le incongruenze, mi sembra difficile che la giovane Sofia conosca e canti come se fosse suo amico intimo una delle canzoni di Rino Gaetano (morto prima della nascita della stessa Sofia) meno conosciute, e riportando lo stesso testo presente su Internet, e con gli stessi errori grammaticali!! Finiamo con la ciliegina dell’inglese, dove ad un certo punto per dire “troppo gentile” invece del consueto “too kind” usa l’onomatopeico “too gentle” che si usa più per “troppo delicato”. Ma sarà che io conosco poco le lingue, e conosco troppo Moccia per non innervosirmi. “è sempre affascinante trovarsi da soli, quasi sperduti, in una città che non è la nostra, in mezzo a persone che non conosciamo assolutamente e che provengono da varie parti del mondo, e sentirsi a proprio agio.” (24, la frase mi ha colpito per questo ossimoro di sentirsi sperduti a proprio agio, anche se la sottoscriverei proprio togliendo quello ‘sperduti’) “Avere coraggio significa avere paura, perché senza paura non c’è coraggio.” (46, e vai con Catalano)

    ha scritto il 

  • 0

    Meno cinque

    Quando ho la sfortuna di imbattermi in "opere" di questo tipo penso che bisognerebbe proprio che Anobii trovasse il modo di consentirci di attribuire ai libri un voto in negativo. Ecco, su una ipotetica asse cartesiana delle x del giudizio, avrei di certo attribuito a "La bugia" di Moccia ben 5 s ...continua

    Quando ho la sfortuna di imbattermi in "opere" di questo tipo penso che bisognerebbe proprio che Anobii trovasse il modo di consentirci di attribuire ai libri un voto in negativo. Ecco, su una ipotetica asse cartesiana delle x del giudizio, avrei di certo attribuito a "La bugia" di Moccia ben 5 stelline, sul riquadro di sinistra però!!! Giuro che non ho mai letto tante parole abusate, futili, melense e dozzinali racchiuse in un solo volume; e si che per fortuna questo ne conta solo una sessantina! Insomma, se è vero che "La lingua che si parla peggio è quella in cui meno si può mentire" vuol dire che l'idea di scrivere - che si tratti di romanzi, racconti o scenografie di film - non avrebbe dovuto MAI, e ripeto MAI!, sfiorare la mente di Moccia! Ed invece, a quanto pare, il povero Federico, incurante del fondo di verità che tradizionalmente è insito in ogni detto (popolare e non) ha proprio deciso di intestardirsi nel tentativo di riuscire prima o poi a cavar fuori dalla sua penna qualcosa di buono. Spero solo davvero che presto si accorga l'incapace che proprio lo scrivere non è cosa sua...e lo spero vivamente non solo per lui (con ciò augurandogli di trovare finalmente la sua strada), ma anche e soprattutto per i meschini lettori che, volenti o nolenti, si imbatteranno nei suoi scritti... Già, perchè tanto prima o poi accade. Anche io mi ripetevo "Moccia-mai", come una specie di mantra rassicurante, e invece, per colpa degli inediti del Corriere e della mia mania di non lasciare nulla di incompiuto, alla fine ho dovuto sottostare alla regola del mercato, che vuole Moccia in testa alle classifiche, ahinoi influenzate da questa generazione di fenomeni che sono gli adolescenti di oggi, che anche grazie a queste sapienti letture, dal contenuto così poco banale e dallo spessore culturale così elevato, si apprestano a diventare i deficienti del domani. Povera, povera, povera Italia.

    ha scritto il