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La bugia

Inediti d'autore, 23

By Federico Moccia

(182)

| Softcover

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Book Description

Quando meno se lo aspettava, è successo. Non sa spiegarsi come e perchè, eppure di colpo si è sentita irresistibilmente attratta verso quel perfetto sconosciuto. Un piccolo incidente ha creato la scintilla, e ora sono l'una di fronte all'altro al tav Continue

Quando meno se lo aspettava, è successo. Non sa spiegarsi come e perchè, eppure di colpo si è sentita irresistibilmente attratta verso quel perfetto sconosciuto. Un piccolo incidente ha creato la scintilla, e ora sono l'una di fronte all'altro al tavolino di un caffè. Gioco di sguardi, le dita che si sfiorano, nell'aria una strana elettricità...la magia irripetibile e misteriosa di un breve incontro. Prima di partire aveva salutato il suo (troppo) amorevole fidanzato con la vaga apprensione di consegnarlo a un'infedeltà passeggera, e non sospettava come fosse il proprio cuore quello più esposto. Adesso a luce intensa di un tardo pomeriggio di luglio a Stoccolma riflette la sua intima illuminazione. E' una pianista, Sofia, e pensava che la musica fosse esclusiva di sale da concerto, finche la musica non è sgorgata da lei come mai prima, per riempire il mondo intero. Credeva di aver già conosciuto il sentimento più profondo, finchè non le è toccata in sorte un'altra occasione. Un nuovo lancio di dadi nel gioco dell'amore e del caso.

28 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    moccia ha perso l'ultima chance

    una delusione totale.. certo, non che mi prefigurassi un capolavoro ma almeno un racconto decente si.
    perchè, diciamocelo, da un libro con una trama così scontata, banale e poco realistica ti aspetti almeno un minimo di narrazione coinvolgente e -mag ...(continue)

    una delusione totale.. certo, non che mi prefigurassi un capolavoro ma almeno un racconto decente si.
    perchè, diciamocelo, da un libro con una trama così scontata, banale e poco realistica ti aspetti almeno un minimo di narrazione coinvolgente e -magari- di carica e tensione emotive.
    libro emozionante come una lumaca: una stellina è troppo..

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    Littlefire said on Apr 26, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    - centordici

    Premesso che l'unica categoria in cui inserire questo coso dovrebbe essere umorismo involontario, chiunque scriva così dopo i dodici anni, dovrebbe essere sottoposto a un trattamento psichiatrico coatto.

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    Callie S. said on Aug 31, 2012 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Ormai Moccia è indifendibile.

    Una favoletta da Baci Perugina che non sta in piedi dal punto di vista stilistico ma nemmeno da quello logico. Due errori immensi: ma quale concertista di fama va in sala senza aver provato non dico con l'orchestra e il direttore, ma nemmeno senza av ...(continue)

    Una favoletta da Baci Perugina che non sta in piedi dal punto di vista stilistico ma nemmeno da quello logico. Due errori immensi: ma quale concertista di fama va in sala senza aver provato non dico con l'orchestra e il direttore, ma nemmeno senza aver provato il suo strumento? Dopo le prime pagine chiunque avrebbe scommesso che la protagonista era sopra i trenta, invece viene fuori che ha 24 anni, ma tutto quello che dice e fa corrisponde a una donna di età molto superiore.
    Un autentico schifo.

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    Antoturi said on May 15, 2012 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Inediti 4, la resa - 29 gen 12

    Si potrà mai parlare bene di Moccia? Per ora la risposta continua, e non a caso, ad essere negativa. Si lesse, anni ed anni fa, il famoso 3MSC, quando non era ancora un fenomeno mediatico. E quando si rilesse “ripulito e risciacquato” già non aveva ...(continue)

    Si potrà mai parlare bene di Moccia? Per ora la risposta continua, e non a caso, ad essere negativa. Si lesse, anni ed anni fa, il famoso 3MSC, quando non era ancora un fenomeno mediatico. E quando si rilesse “ripulito e risciacquato” già non aveva più la forza di un tempo. E poi, il nostro, sulla spinta paterna, continuò a sfornare librini e romanzetti sull’onda del successo e sulla stessa tipologia. Amori più o meno contrastati, sentimentalismi alla Invernizio, senza neanche la grazia della Sveva. Ora, il 23° inedito del Corriere ci porta questo esile racconto fatto di niente e che nulla dice. Una giovane pianista va a tenere un concerto a Stoccolma lasciando a casa il suo innamorato (e rompipalle) ometto. Lì si imbatte in un coetaneo francese, scocca un’attrazione a prima vista, ma lei è frenata dall’amore romano. Qualche miserando colpetto di scena, per cercare di capire se i due si incontrano o meno. Ed anni dopo, senza nessuna transizione, e senza nessun perché, lei lascia il romano palloso, e va verso lidi altri (e non certo verso il giovane francese). Ci si domanda quale sia la bugia del titolo e se mai ce ne fosse una. Forse l’unica bugia è di Sofia verso sé stessa, quando si dice di amare Andrea. Per il resto, il normale catalogo della pubblicità occulta, che tanto fa intascare a Moccia, che cita marchi su marchi, senza nessun criterio particolare. Ha senso parlare di un Felluga da bere alle 8 del mattino? O di Hermes e di Cavalli, senza che siano legati a nulla? Per colma di sventura (di Moccia) la parte centrale è un mini-riassunto di una guida alla città di Stoccolma, che guarda caso ho visitato proprio questa estate. E mentre lui pensa di essere fascinoso, nel citare la casa di Pippi Calzelunghe (ma è in realtà un museo) o il museo del Vasa o altre viuzze a Gamla Stan, continua anche lì a far pubblicità quanto meno a Weekday o Beyond Retro, di cui si premura di fornirci anche gli indirizzi (via e numero civico). E tanto per terminare con le incongruenze, mi sembra difficile che la giovane Sofia conosca e canti come se fosse suo amico intimo una delle canzoni di Rino Gaetano (morto prima della nascita della stessa Sofia) meno conosciute, e riportando lo stesso testo presente su Internet, e con gli stessi errori grammaticali!! Finiamo con la ciliegina dell’inglese, dove ad un certo punto per dire “troppo gentile” invece del consueto “too kind” usa l’onomatopeico “too gentle” che si usa più per “troppo delicato”. Ma sarà che io conosco poco le lingue, e conosco troppo Moccia per non innervosirmi.
    “è sempre affascinante trovarsi da soli, quasi sperduti, in una città che non è la nostra, in mezzo a persone che non conosciamo assolutamente e che provengono da varie parti del mondo, e sentirsi a proprio agio.” (24, la frase mi ha colpito per questo ossimoro di sentirsi sperduti a proprio agio, anche se la sottoscriverei proprio togliendo quello ‘sperduti’)
    “Avere coraggio significa avere paura, perché senza paura non c’è coraggio.” (46, e vai con Catalano)

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    Giogio53 said on Jan 29, 2012 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (182)
    • 4 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Softcover 62 Pages
  • Publisher: Corriere della Sera
  • Publish date: 2011-08-01
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