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La buona e brava gente della nazione

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.5
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri

Isbn-10: 8880891731 | Isbn-13: 9788880891734 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
Il libro ha come protagonista un giovane avvocato di successo, LucaPertinelli, e il coro di amici (e colleghi di lavoro) che l'accompagnano "inscena". Fino a quando non arriva dall'Inghilterra la giovane Sabine, di cuiLuca si innamora entrando in conflitto con il proprio ambiente, la moglie e leregole di un mondo in cui egli stesso è irrimediabilmente prigioniero. Nellaseconda parte del romanzo, la scena si sposta su un'isola vacanziera dove lapresenza di Sabine farà esplodere in modo drammatico le contraddizioni chedominano il circuito di sciagurati gaudenti attorno ai quali Bulgaro tracciaun disegno collettivo di grande respiro.
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  • 4

    Codardi sentimentali

    C'è questa storia della provincia italiana, quella del nordest negli anni '80, questa danza decerebrata e funerea intorno al feticcio di un benessere - e dei schei - che pare un approdo ormai raggiunto per sempre e, dunque, la noia come quotidiana compagna di viaggio.
    E ci sono piccoli uomini di ...continua

    C'è questa storia della provincia italiana, quella del nordest negli anni '80, questa danza decerebrata e funerea intorno al feticcio di un benessere - e dei schei - che pare un approdo ormai raggiunto per sempre e, dunque, la noia come quotidiana compagna di viaggio. E ci sono piccoli uomini di una piccola borghesia delle professioni, agitati da piccole passioni. Ma c'è una grande scrittura, quella di R. Bugaro,che riesce a descriverci questo nulla in pagine frizzanti e di grande stile, qualche volta ridondanti, spesso immaginifiche, per una lettura rara e perfino divertenete.

    ha scritto il 

  • 4

    Per quanto Bugaro non sia tra i miei scrittori preferiti, questo romanzo è un'opera di notevole forza e qualità. Bugaro racconta le storie dei professionisti della sua città come farebbe un F.S.Fitzgerald, senza avere però la forza di essere un B.E.Ellis. Certo, a non tutti interessano storie di ...continua

    Per quanto Bugaro non sia tra i miei scrittori preferiti, questo romanzo è un'opera di notevole forza e qualità. Bugaro racconta le storie dei professionisti della sua città come farebbe un F.S.Fitzgerald, senza avere però la forza di essere un B.E.Ellis. Certo, a non tutti interessano storie di segretarie disponibili e indianate e altro ancora e forse alla lunga la descrizione di questo mondo un po' disgusta, ma questo è un romanzo italiano, da prendere così com'è.

    ha scritto il 

  • 0

    La scorsa settimana, a proposito del risultato del ballottaggio a Milano, Michle Serra scrisse che erano – finalmente – finiti gli anni ’80. Ecco, il libro di Bugaro racconta anche questo: la società degradata dal nulla che ci ha accompagnato sino ad ora. Soldi, sesso, serate vuote e sempre ugual ...continua

    La scorsa settimana, a proposito del risultato del ballottaggio a Milano, Michle Serra scrisse che erano – finalmente – finiti gli anni ’80. Ecco, il libro di Bugaro racconta anche questo: la società degradata dal nulla che ci ha accompagnato sino ad ora. Soldi, sesso, serate vuote e sempre uguali annegate nell’alcol e nella droga. Il nulla fatto sistema. Giovanni – che legge Montale e Penna – pur rendendosi conto dello stato delle cose, rimane invischiato nel sistema, aiutato dagli innumerevoli bicchierini di Jack Daniel’s ingurgitati ogni sera. E finisce per annegare nella convenzionalità di un matrimonio che pare basato sulla pura convenzionalità. E anche il suo buon amico Luca, nonostante l’incontro con la bella Sabine che pare fargli cambiare strada, si perde irrimediabilmente. Bugaro in un’altra vita deve essere stato chirurgo o cesellatore, vista l’attenzione quasi maniacale con cui è costruito ogni singolo periodo, dove non c’è una parola fuori posto, una virgola sbagliata. E questo da ancora maggior forza al romanzo. Vino in abbinamento. Si beve molto in questo romanzo, ma si beve molto male. Al di la degli innumerevoli Jack, un po’ di vino (sempre e solo bianco, fatto curioso) ma sempre di cattiva qualità. E poi un improponibile bianco di Custoza alle Lipari. Quindi, se per i protagonisti il riscatto pare impossibile, proviamoci almeno noi, con i vini di Marco De Bartoli. Per esempio il Pietranera, bianco secco da uva zibibbo, o il Bukkuram, passito di Pantelleria sempre ottenuto da uve zibibbo.

    ha scritto il 

  • 5

    Trovato un giorno per caso, in biblioteca, forse in un momento di particolare ostilità verso la " brava e buona gente " .. mi ha fatto scoprire un autore originale, spmuneggiante e pienamente immerso nella realtà e nella società attuale.

    ha scritto il 

  • 4

    le nostre notti di mezza estate

    grande frammento, da micro-affresco, degli anni '90 che furono nel Nord-Est italiota che anticipa questi anni zero *della nazione*...una coppia di avvocati padovani che nell'estate del loro scontento narra di noi, oggi; tra rincorse di segretarie, nottate immerse in quantità innumerevoli di mezzi ...continua

    grande frammento, da micro-affresco, degli anni '90 che furono nel Nord-Est italiota che anticipa questi anni zero *della nazione*...una coppia di avvocati padovani che nell'estate del loro scontento narra di noi, oggi; tra rincorse di segretarie, nottate immerse in quantità innumerevoli di mezzi Jack D., isole mediterranee, fallimenti finanziari e affettivi, bellezze anglofone e un perdurante senso di vuotezza che assilla questa mini-autobiografia di un Paese dis-perso...siamo ancora qui, ora!!

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato!
    Troppi Jack Daniel's per un lettore astemio come me!
    A parte gli scherzi: un universo emotivo a me del tutto sconosciuto, un mondo di adulti maschi tra la caccia all’ultima segretaria carina, l’ultima festa di scapoli che finisce in orgia, l’ultima corsa in macchina, l’ulti ...continua

    Abbandonato!
    Troppi Jack Daniel's per un lettore astemio come me!
    A parte gli scherzi: un universo emotivo a me del tutto sconosciuto, un mondo di adulti maschi tra la caccia all’ultima segretaria carina, l’ultima festa di scapoli che finisce in orgia, l’ultima corsa in macchina, l’ultima violenza fisica a una donna indifesa e fiumi, fiumi, cateratte di alcol.
    Il confine fra la sacrosanta esplorazione di una deriva emozionale e la compiaciuta condivisione di certe categorie mentali da stereotipo maschile è sottile. Così la lettura diventa fastidiosa, senza togliere nulla all’ottimo stile.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha spiazzato. E' un gran bel libro, con un modo di scrivere innovativo, per essere stato pubblicato dieci anni fa. Mi piace come Bugaro delinea i personaggi, li vedi, li immagini. Un finale che ti spiazza, ma non per il colpo di teatro, ma per come i personaggi lo vivono. Gli darei 4 stelle, m ...continua

    Mi ha spiazzato. E' un gran bel libro, con un modo di scrivere innovativo, per essere stato pubblicato dieci anni fa. Mi piace come Bugaro delinea i personaggi, li vedi, li immagini. Un finale che ti spiazza, ma non per il colpo di teatro, ma per come i personaggi lo vivono. Gli darei 4 stelle, ma non è Roth.

    ha scritto il 

  • 4

    Appena iniziato ho pensato "ecco, un altro scrittore maledetto che parla di sesso, alcol e festini". Ero inoltre infastidito (e non poco) dal vocabolario fin troppo lezioso che mi appariva troppo costruito e poco "spontaneo". Poi mi sono dovuto ricredere mano a mano che procedevo con la lettura. ...continua

    Appena iniziato ho pensato "ecco, un altro scrittore maledetto che parla di sesso, alcol e festini". Ero inoltre infastidito (e non poco) dal vocabolario fin troppo lezioso che mi appariva troppo costruito e poco "spontaneo". Poi mi sono dovuto ricredere mano a mano che procedevo con la lettura. Per certi versi mi ha ricordato "L'avventura" di Antonioni, forse per via della vacanza sonnolenta e onirica in un'isola del Mediterraneo e non ho potuto fare a meno di vedermi davanti agli occhi il volto di Monica Vitti (ok, sto divagando). L'amaro, alla fine, mi è rimasto in bocca ed è per questo che mi è piaciuto.

    ha scritto il