La buona legge di Mariasole

Di

Editore: E/O (Collezione Sabot/age)

3.9
(48)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866326062 | Isbn-13: 9788866326069 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: Luca Laurenti

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Mariasole Simonetti stringe la mano del figlio mentre segue il carro funebre che sta accompagnando suo marito Giovanni al cimitero di Poggioreale. Nel tragitto Mariasole ripercorre gli eventi che l'hanno portata fino a questo tragico momento. Giovanni, figlio del boss Don Antonio Farnesini, è stato trovato morto sugli scogli di Mergellina. La sua colpa è di aver violato la legge più importante del giuramento di Acqua Storta: "Un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore". Con il padre in carcere e il suocero latitante, l'equilibrio delle famiglie è minacciato. Spetta a Mariasole prendere le redini del clan. Non è questa la vita che aveva scelto per sé e per suo figlio Antonio, ma non può decidere altrimenti.
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  • 3

    Non il solito libro di camorra e di mafia. Una bella sorpresa

    "Tu pensi di essere una madre e una commerciante, e invece sei prima di ogni cosa la vedova di Giovanni Farnesini, sei la figlia di Pietro Simonetti. E adesso tocca a te, soltanto a te, continuare que ...continua

    "Tu pensi di essere una madre e una commerciante, e invece sei prima di ogni cosa la vedova di Giovanni Farnesini, sei la figlia di Pietro Simonetti. E adesso tocca a te, soltanto a te, continuare quello che tuo padre e tuo suocero sono, tocca a te interpretare il ruolo di tuo marito".

    Una storia di donna e di donne, quella che racconta Luigi Romolo Carrino. Una storia che ci porta dentro un mondo, quello della camorra, con una prospettiva inconsueta. Non perché del potere femminile all'interno dei gruppi malavitosi non si sia già raccontato, soprattutto nelle fiction, ma perché qui la narrazione è giocata molto sull'intensità contraddittoria dei sentimenti. Lo scrittore ci conduce con grande capacità all'interno della trasformazione che si gioca nella vita della protagonista, trasformazione non dettata semplicemente da un "banale" desiderio di vendetta ma che si va generando come una vera e propria presa di coscienza del proprio ruolo, da assumere quasi "necessariamente", a dispetto degli altri e anche di sé stessa. Non posso e non voglio assolutamente raccontare come va finire (anche perché c'è un secondo romanzo a seguire, già letto anch'esso e che vi commenterò presto), ma semplicemente segnalare che ho trovato la scrittura del romanzo molto particolare, quasi fatta dal di dentro di ogni singolo personaggio. A volte il prezzo da pagare è quello di potersi perdere per un momento, perché se ci si distrae un istante si rischia di non ricordare più chi sta parlando o pensando quello che stiamo leggendo. Ma è un rischio da correre, basta solo restare attenti e concentrati, tornare indietro di qualche riga o pagina, per ricevere in cambio una lettura che ci restituisce i personaggi come se fossimo noi al posto loro, come se stessimo parlando o ragionando noi in un trasfert che pochi romanzi hanno il potere di far compiere al lettore. Un libro spietato, una storia non banale, un finale assolutamente imprevedibile. Un libro da consigliare agli appassionati del genere.

    ha scritto il 

  • 5

    "Alla luna che si giustifica sopra il faro urlo il male che ho inventato per salvare nostro figlio. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per s ...continua

    "Alla luna che si giustifica sopra il faro urlo il male che ho inventato per salvare nostro figlio. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per salvarci da quello che hai generato con la tua disonestà".
    Una pugnalata nel cuore questo romanzo ma il dolore che ne viene è sì spietato ma dolcissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La buona legge di Mariasole

    "Sono lupa vedova rimasta a guidare il branco che hai lasciato. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per salvarci da quello che hai generato c ...continua

    "Sono lupa vedova rimasta a guidare il branco che hai lasciato. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per salvarci da quello che hai generato con la tua disonestà.”
    Queste intense parole sono pronunciate da Mariasole Simonetti, vedova di Giovanni Farnesini, figlio del boss camorrista Don Antonio. Il cadavere del marito è stato rinvenuto sugli scogli di Mergellina: è stato punito per aver violato la legge più importante del giuramento del sodalizio di Acqua Storta: “un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore”.
    Con il padre, Don Pietro Simonetti, dietro le sbarre ed il suocero latitante, l'equilibrio della Federazione camorristica è diventato instabile. Toccherà proprio a Mariasole prendere in mano la situazione per cercare di rendere solida una struttura che inizia a dare i primi segni di cedimento.
    Mariasole Simonetti, protagonista del romanzo, narra in prima persona la sua vicenda: utilizza parole semplici e dirette, attingendo dal linguaggio comune e dal dialetto napoletano.
    Sarebbe semplicistico relegare la sua figura a quella di semplice “vedova”. Lungi dall’indossare l’abito da lutto si ritrova ben presto, volente o nolente, a vestire i panni del capobranco: solo lei è in grado di garantire la continuità del potere.
    Per calarsi in questo ruolo, non può permettersi neanche un attimo di sconforto: gli eventi l’hanno costretta a tenere le spalle dritte, a reprimere il dolore ed a prendere in mano le redini della Federazione.
    “La buona legge di Mariasole” è un bellissimo romanzo, che narra vicende di sangue e camorra strizzando l’occhio al noir più classico. Carrino ci regala il ritratto a tutto tondo di una donna forte al di là delle convenzioni e delle apparenze.
    Utilizza un linguaggio asciutto e senza fronzoli, che risulta allo stesso tempo diretto ed incisivo, da cui trapela di tanto in tanto un dolore raro ed intenso.
    Mariasole diventa così un personaggio tristemente epico: una donna da guardare con rispetto, al di là dei brividi di paura che può suscitare l’ambiente marcio e malato di cui fa parte.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura potente, un personaggio che ti trascina nel suo mondo quello di Maria Sole. Un personaggio che non ti da fiato, ti assorbe con tutta se stessa e tu lettore diventi parte della storia. Imposs ...continua

    Scrittura potente, un personaggio che ti trascina nel suo mondo quello di Maria Sole. Un personaggio che non ti da fiato, ti assorbe con tutta se stessa e tu lettore diventi parte della storia. Impossibile allontanarsene, impossibile non farne parte, impossibile non partecipare, rimanere impassibili. Maria Sole è un faro tra le pagine che prende in mano la sua vita e la storia a dispetto di tutto e tutti. Perde il marito e acquista il comando, è intelligente, sottile e raffinata, Maria Sole si ingegna e sa cosa fare. E lo fa senza guardarsi indietro assume il comando. E’ donna con la D maiuscola, non permette che nessuno possa infierire sul suo cucciolo, nessuno può interagire nella sua vita neanche l’amore. E’ forte e concreta e la sua fragilità è celata dal bisogno di vincere un mondo maschile e violento. Maria Sola comanda e riesce perché è pronta a farlo.
    Quello che potrebbe essere uno scandalo tale da abbatterla diventa il suo punto di forza e le porta il rispetto di chi la circonda. Maria Sole ha agito senza remore (o senza mostrarle) per il suo onore, per la sua vita e quella di suo figlio.
    Un personaggio prorompente e mai volgare, scritto con il mettere in risalto la sensibilità femminile mista alla forza e alla determinazione. Un personaggio elegante e raffinato in una Napoli di Camorra. Il punto di vista girato verso il mondo del crimine, laddove il lettore si ritrova “a fare il tifo” per lei.
    La scrittura di Carrino è leggera quanto possente, è veloce, dai tempi serrati. Raffinata ed elegante carica di sentimento e sensibilità. Un romanzo noir ma introspettivo, dove Maria Sole è protagonista in tutto e per tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    se questa vita siamo noi lascia le cose che non vuoi

    "nella nostra città, a volte, facciamo gli smargiassi e siamo talmente falsi che un poco sembriamo veri pure a noi quando pronunciamo l'amore così come lo abbiamo imparato in Un posto al sole".
    dopo u ...continua

    "nella nostra città, a volte, facciamo gli smargiassi e siamo talmente falsi che un poco sembriamo veri pure a noi quando pronunciamo l'amore così come lo abbiamo imparato in Un posto al sole".
    dopo una frase così, potevo mai io, fan accanita delle vicende di palazzo palladini, dare meno di quattro stelle a questo libro?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Scusami, dammi la forza e scusami Giova', se io appresso a te zitta mi muoio

    Ho preso questo libro alla fiera del libro di quest'anno.
    Al buio totale.
    Non conoscevo l'autore.
    Non conoscevo il titolo.
    Non avevo la più pallida idea che questo libro da lì a poco mi avrebbe preso ...continua

    Ho preso questo libro alla fiera del libro di quest'anno.
    Al buio totale.
    Non conoscevo l'autore.
    Non conoscevo il titolo.
    Non avevo la più pallida idea che questo libro da lì a poco mi avrebbe preso a schiaffoni.
    Ero allo stand della e/o convinta che non avrei preso nulla ma proprio mentre stavo andando via l'occhio si è attaccato a questa copertina arancione stinto e, dopo aver letto una pagina a caso, ho dovuto prenderlo.
    Quando prendo libri al buio sento forte i fremiti del salto nel vuoto. Di solito ci becco ma a volte ho preso sonore cantonate.
    Con questo libro però ho fatto l'affare dell'anno e non sapevo che fosse così noto tra i miei amici.
    Ah ma come non conosci a Carrino?
    No non lo conosco vabbè? Me lo potevate dire pure prima.
    Me lo potevate dire che questa non era una storia semplice ma intrisa di ogni tipo di sangue e di anime di vivi e di morti.
    Me lo potevate dire che appresso a loro mi morivo un po' pure io perchè in questo momento particolare ho l'inferno nella testa e trovarmi davanti a un altro inferno, bene non mi fa.
    Troppo tardi ho scoperto che questo è il continuo di Acquastorta e me ne dolgo perchè i libri in serie, in serie vanno letti e perchè verso la fine mi sono un po' persa con tutti quei nomi di morti ammazzati.
    Nonostante ciò la storia è bella ed è pesantissima e io voglio iniziare a ragionare come un camorrista.
    Visto mai che me la scampo?

    ha scritto il 

  • 4

    Uno scrittore vero

    Leggere La buona legge di Mariasole - come leggere ogni libro di Carrino - è come ritrovare un amico. Un amico che ti racconta una storia con una lingua sua, solo sua, e che sa mettere pensieri veri e ...continua

    Leggere La buona legge di Mariasole - come leggere ogni libro di Carrino - è come ritrovare un amico. Un amico che ti racconta una storia con una lingua sua, solo sua, e che sa mettere pensieri veri e belli in bocca ai personaggi. Io non ho letto Acqua storta (romanzo del 2007 che precede La buona legge di Mariasole) e parto da Esercizi sulla madre, ma il piacere di leggerlo è quello di aprire un piccolo scrigno e sapere di trovare una sorpresa golosa raccolta con una carta che conosce solo lui. E anche stavolta è stato all'altezza delle aspettative, e quando ci sono aspettative alte vuol dire che ha ben seminato e continua a farlo bene, da scrittore vero.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse le ottime recensioni mi avevano illuso ma a me non mi è piaciuto più di tanto.Il tema trattato è interessante e valido ma ho trovato la stesura troppo debole e disordinata.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo il Carrino che narra storie. Più di quello che riesce a manipolare la lingua e le parole come uno scultore la creta. E questo è una storia che doveva essere raccontata. Una storia forte, dura, ter ...continua

    Amo il Carrino che narra storie. Più di quello che riesce a manipolare la lingua e le parole come uno scultore la creta. E questo è una storia che doveva essere raccontata. Una storia forte, dura, terribile. Con un personaggio femminile, Mariasole, che assurge a simbolo di femminino nella sua accezione più completa. Con la ferocia che solo una donna, e madre, riesce a tirar fuori pur di ottenere il meglio per il proprio figlio. Poi, certo, c'è la camorra, la predestinazione di chi magari vorrebbe tirarsene fuori ma non può e non deve. Esiste la famiglia, esiste l'onore, esiste un sistema che schiaccia tutto e tutti. Ma non Mariasole. Che nel momento in cui perde l'uomo che ama e condanna a morte chi potrebbe sostituirlo, sembra sconfitta. E riesce a trasformare la sconfitta in vittoria. Grande romanzo della collana SabotAge. Da non perdere.

    ha scritto il 

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