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La bussola di Noè

By Anne Tyler

(46)

| Others | 9788850223985

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Book Description

37 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    El protagonista está en una edad en la que hace balance de su vida.
    Sus relaciones matrimoniales, su hermana, sus hijas -sobre todo la pequeña, una joven cerca de la veintena que se viene a vivir con él- ocupan su tiempo.
    Es una novela sobre nuevas o ...(continue)

    El protagonista está en una edad en la que hace balance de su vida.
    Sus relaciones matrimoniales, su hermana, sus hijas -sobre todo la pequeña, una joven cerca de la veintena que se viene a vivir con él- ocupan su tiempo.
    Es una novela sobre nuevas oportunidades.
    Nunca es tarde para intentarlo, aunque finalmente volvamos a equivocarnos.
    Ann Tyler es ya una experta en estas materias sentimenta-familiares.

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    mancusso73 said on May 1, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La ragnatela di Noè

    Il ritmo del tempo di un uomo di 60 anni:una ragnatela di figlie vicine ma lontane,di nipoti incomprensibili,di mogli aliene, di polli arrosto, di poltrona a dondolo,di un lavoro perduto, di un ricordo perduto a cui attaccarsi come ad un ancora ,di u ...(continue)

    Il ritmo del tempo di un uomo di 60 anni:una ragnatela di figlie vicine ma lontane,di nipoti incomprensibili,di mogli aliene, di polli arrosto, di poltrona a dondolo,di un lavoro perduto, di un ricordo perduto a cui attaccarsi come ad un ancora ,di un amore improvvisoe perduto anch'esso.Una ragnatela delicata, effimera, che si può distruggere in un attimo, ma che ti rimane attaccata con mille fili,rassicurante e fastidiosa allo stesso tempo, come tutte le cose consuete.

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    Caffefondente said on Feb 25, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Anne Tyler non mi delude mai. Anche questa una lettura piacevole, e particolare. E' la storia di un insegnate sessantenne che rimane senza lavoro e decide di aspettare la pensione ridimensionando e reinventandosi un altro modo di vivere. Rassegnato a ...(continue)

    Anne Tyler non mi delude mai. Anche questa una lettura piacevole, e particolare. E' la storia di un insegnate sessantenne che rimane senza lavoro e decide di aspettare la pensione ridimensionando e reinventandosi un altro modo di vivere. Rassegnato a un'esistenza solitaria, passata leggendo libri seduto su una sedia a dondolo...ma la vita ha altri progetti per lui.

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    Grazia said on Dec 8, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A sessant'anni Liam Pennywell - un uomo "in tono minore" con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie e un unico amico - è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare da ...(continue)

    A sessant'anni Liam Pennywell - un uomo "in tono minore" con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie e un unico amico - è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d'ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell'intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, dolce e paziente, molto più giovane di lui. Eunice è "ricordatrice di professione": fa da assistente a un anziano signore, fungendo per lui da "memoria esterna". Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti. (da IBS)

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    Brescia. Sistema bibliotecario urbano said on Apr 19, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un uomo qualunque

    Liam è un uomo grigio. È laureato in filosofia ma ha un lavoro modesto come insegnante in una grigia scuola privata, dove alunni e insegnanti si trascinano in faticose e anonime giornate tutte uguali. Liam, poi, è stato sposato due volte e ha tre fig ...(continue)

    Liam è un uomo grigio. È laureato in filosofia ma ha un lavoro modesto come insegnante in una grigia scuola privata, dove alunni e insegnanti si trascinano in faticose e anonime giornate tutte uguali. Liam, poi, è stato sposato due volte e ha tre figlie, ma di questi importanti e disastrosi rapporti ha uno sguardo solo superficiale, di una irritante arrendevolezza, come se lui fosse solo un burattino nelle mani delle tante donne della sua vita: la madre abbandonata dal padre, la sorella avvocato invadente, la prima moglie depressa, la seconda ex moglie grintosa e piena di vita, lucida e spietata, e le tre figlie, diversissime, noiose, insopportabili, rumorose.

    Liam è un uomo tranquillo, senza pretese e senza esigenze. Rimasto senza lavoro a sessant’anni, decide di cambiare appartamento per spendere meno. Ma la sera stessa del trasloco un ladro lo tramortisce con un colpo in testa e Liam si ritrova il giorno dopo all’ospedale senza alcun ricordo dell’aggressione.

    Questo avvenimento traumatico porta uno scompiglio, finalmente vitale, nella vita di questo “piccolo” grigio uomo, che nello sforzo di ricomporre i pezzi perduti la notte in cui ha ricevuto la botta in testa conosce Eunice, che di mestiere fa la “ricordatrice” per un vecchio uomo d’affari affetto da demenza senile. Questo incontro sconvolgente, dirompente e allegro è una cura contro la sottile depressione di Liam, contro quel suo espandere negatività intorno a sé. Eunice è una donna strana, piena di manie, divertente senza esserne consapevole, “sfigata” vorremmo dire, bruttina ma interessante, ingenua e inconsapevole.

    E bugiarda.

    Una possibile chiave di lettura del libro è contenuta nel titolo, “La bussola di Noè”, senza però risultare del tutto convincente. In fondo Liam non è un moderno Noè che deve cercare di salvare uomini e animali, nemmeno in un senso più metaforico. Liam è l’uomo comune, che svolge tutta la vita un lavoro noioso e banale, che avrebbe avuto la possibilità di emergere ma non ne ha avuto la forza, che arriva alle soglie della pensione per accorgersi di non essersi dato la pena di vivere fino in fondo, di non avere amato nel modo giusto. Ecco, forse la bussola sta proprio nel fatto che ora ha capito dove è il suo nord, forse ora può fare in modo di riportare le cose verso una direzione più giusta per lui, più completa. Non tutto è perduto, alla fine.

    Anne Tyler, “La bussola di Noè”, Guanda 2009
    Giudizio: 2,5 / 5 – Si lascia leggere

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    Macondo Città Dei Libri said on Sep 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo numero diciotto per la quasi settantenne Anne Tyler, che passa al personaggio del suo La bussola di Noé preoccupazioni – è lecito immaginare – molto autobiografiche: vale a dire, che ne è del senso della vita passati i sessanta, ormai in pens ...(continue)

    Romanzo numero diciotto per la quasi settantenne Anne Tyler, che passa al personaggio del suo La bussola di Noé preoccupazioni – è lecito immaginare – molto autobiografiche: vale a dire, che ne è del senso della vita passati i sessanta, ormai in pensione, senza più moglie e con qualche figlio lontano da casa?
    Liam Pennywell reagisce traslocando, immaginandosi seduto in poltrona a leggere, con pochi affetti rassicuranti (un amico, tre figlie) e un gruzzolo in banca sufficiente a farlo stare tranquillo. Peccato che la prima notte nella nuova casa in periferia venga assalito e finisca all’ospedale con qualche ferita e un buco nero relativo alla dinamica dell’incidente. Un pezzo di vita strappato via, sul quale Liam si incaponisce: vuole ricordare a ogni costo, e quella cesura finisce per segnare l’inizio di una seconda vita – una nuova donna, una “ricordatrice” di professione, nuovi sentimenti, una nuova famiglia. Un nuovo senso della vita.
    Anne Tyler è sempre Anne Tyler, e una volta ogni due, tre anni fa anche bene leggerla. Scrive bene e sa – come poche – materializzare davanti al lettore personaggi situazioni e sentimenti, facendo scivolare il racconto con antica classe. Certo, è intrattenimento, anche se di qualità. Ma il tema della memoria, rimossa e recuperata, senza mai trasformarsi in metafora, semina nel romanzo una piccola dose di inquietudine e riflessioni non accidentali sul valore del ricordo. Ma come spesso nella narrativa della Tyler, il racconto è in primo luogo un’analisi, in chiave affettiva, dei rapporti generazionali e famigliari. Qui, apertamente schierata, oppone il padre Liam alle figlie giovani e dinamiche ma superficiali, ai nipoti lunari e impenetrabili e ai ritmi di una metropoli che lascia insensibilmente indietro chi ha perduto un po’ di fiato e scatto. Liam, con le sue passioni per i libri, l’osservazione lenta, la parola e il confronto, sembra un dinosauro. Anche quel desiderio di ricordare a ogni costo sembra appartenere a un’altra epoca.
    Nel tragitto che va dalla sua morte alla sua rinascita, la Tyler non sconfina mai dai margini del racconto ben fatto; eppure, come accade nei suoi libri migliori, congeda il lettore con qualche piccolo dono, tenendo fede alla sua idea – nobile ed elementare insieme – di letteratura: vale a dire, arricchire il mondo di una bella storia e di un abitante di cui val la pena seguire, almeno per un po’, l’esistenza. Per imparare e, certo, per ricordare.

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    Luca Malavasi said on Sep 5, 2011 | Add your feedback

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