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La bussola di Noè

Di

3.4
(200)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Finlandese , Coreano

Isbn-10: 8850223986 | Isbn-13: 9788850223985 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    El protagonista está en una edad en la que hace balance de su vida. Sus relaciones matrimoniales, su hermana, sus hijas -sobre todo la pequeña, una joven cerca de la veintena que se viene a vivir ...continua

    El protagonista está en una edad en la que hace balance de su vida. Sus relaciones matrimoniales, su hermana, sus hijas -sobre todo la pequeña, una joven cerca de la veintena que se viene a vivir con él- ocupan su tiempo. Es una novela sobre nuevas oportunidades. Nunca es tarde para intentarlo, aunque finalmente volvamos a equivocarnos. Ann Tyler es ya una experta en estas materias sentimenta-familiares.

    ha scritto il 

  • 4

    La ragnatela di Noè

    Il ritmo del tempo di un uomo di 60 anni:una ragnatela di figlie vicine ma lontane,di nipoti incomprensibili,di mogli aliene, di polli arrosto, di poltrona a dondolo,di un lavoro perduto, di un ...continua

    Il ritmo del tempo di un uomo di 60 anni:una ragnatela di figlie vicine ma lontane,di nipoti incomprensibili,di mogli aliene, di polli arrosto, di poltrona a dondolo,di un lavoro perduto, di un ricordo perduto a cui attaccarsi come ad un ancora ,di un amore improvvisoe perduto anch'esso.Una ragnatela delicata, effimera, che si può distruggere in un attimo, ma che ti rimane attaccata con mille fili,rassicurante e fastidiosa allo stesso tempo, come tutte le cose consuete.

    ha scritto il 

  • 4

    Anne Tyler non mi delude mai. Anche questa una lettura piacevole, e particolare. E' la storia di un insegnate sessantenne che rimane senza lavoro e decide di aspettare la pensione ridimensionando e ...continua

    Anne Tyler non mi delude mai. Anche questa una lettura piacevole, e particolare. E' la storia di un insegnate sessantenne che rimane senza lavoro e decide di aspettare la pensione ridimensionando e reinventandosi un altro modo di vivere. Rassegnato a un'esistenza solitaria, passata leggendo libri seduto su una sedia a dondolo...ma la vita ha altri progetti per lui.

    ha scritto il 

  • 0

    A sessant'anni Liam Pennywell - un uomo "in tono minore" con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie e un unico amico - è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla ...continua

    A sessant'anni Liam Pennywell - un uomo "in tono minore" con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie e un unico amico - è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d'ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell'intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, dolce e paziente, molto più giovane di lui. Eunice è "ricordatrice di professione": fa da assistente a un anziano signore, fungendo per lui da "memoria esterna". Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti. (da IBS)

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo qualunque

    Liam è un uomo grigio. È laureato in filosofia ma ha un lavoro modesto come insegnante in una grigia scuola privata, dove alunni e insegnanti si trascinano in faticose e anonime giornate tutte ...continua

    Liam è un uomo grigio. È laureato in filosofia ma ha un lavoro modesto come insegnante in una grigia scuola privata, dove alunni e insegnanti si trascinano in faticose e anonime giornate tutte uguali. Liam, poi, è stato sposato due volte e ha tre figlie, ma di questi importanti e disastrosi rapporti ha uno sguardo solo superficiale, di una irritante arrendevolezza, come se lui fosse solo un burattino nelle mani delle tante donne della sua vita: la madre abbandonata dal padre, la sorella avvocato invadente, la prima moglie depressa, la seconda ex moglie grintosa e piena di vita, lucida e spietata, e le tre figlie, diversissime, noiose, insopportabili, rumorose.

    Liam è un uomo tranquillo, senza pretese e senza esigenze. Rimasto senza lavoro a sessant’anni, decide di cambiare appartamento per spendere meno. Ma la sera stessa del trasloco un ladro lo tramortisce con un colpo in testa e Liam si ritrova il giorno dopo all’ospedale senza alcun ricordo dell’aggressione.

    Questo avvenimento traumatico porta uno scompiglio, finalmente vitale, nella vita di questo “piccolo” grigio uomo, che nello sforzo di ricomporre i pezzi perduti la notte in cui ha ricevuto la botta in testa conosce Eunice, che di mestiere fa la “ricordatrice” per un vecchio uomo d’affari affetto da demenza senile. Questo incontro sconvolgente, dirompente e allegro è una cura contro la sottile depressione di Liam, contro quel suo espandere negatività intorno a sé. Eunice è una donna strana, piena di manie, divertente senza esserne consapevole, “sfigata” vorremmo dire, bruttina ma interessante, ingenua e inconsapevole.

    E bugiarda.

    Una possibile chiave di lettura del libro è contenuta nel titolo, “La bussola di Noè”, senza però risultare del tutto convincente. In fondo Liam non è un moderno Noè che deve cercare di salvare uomini e animali, nemmeno in un senso più metaforico. Liam è l’uomo comune, che svolge tutta la vita un lavoro noioso e banale, che avrebbe avuto la possibilità di emergere ma non ne ha avuto la forza, che arriva alle soglie della pensione per accorgersi di non essersi dato la pena di vivere fino in fondo, di non avere amato nel modo giusto. Ecco, forse la bussola sta proprio nel fatto che ora ha capito dove è il suo nord, forse ora può fare in modo di riportare le cose verso una direzione più giusta per lui, più completa. Non tutto è perduto, alla fine.

    Anne Tyler, “La bussola di Noè”, Guanda 2009 Giudizio: 2,5 / 5 – Si lascia leggere

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo numero diciotto per la quasi settantenne Anne Tyler, che passa al personaggio del suo La bussola di Noé preoccupazioni – è lecito immaginare – molto autobiografiche: vale a dire, che ne ...continua

    Romanzo numero diciotto per la quasi settantenne Anne Tyler, che passa al personaggio del suo La bussola di Noé preoccupazioni – è lecito immaginare – molto autobiografiche: vale a dire, che ne è del senso della vita passati i sessanta, ormai in pensione, senza più moglie e con qualche figlio lontano da casa? Liam Pennywell reagisce traslocando, immaginandosi seduto in poltrona a leggere, con pochi affetti rassicuranti (un amico, tre figlie) e un gruzzolo in banca sufficiente a farlo stare tranquillo. Peccato che la prima notte nella nuova casa in periferia venga assalito e finisca all’ospedale con qualche ferita e un buco nero relativo alla dinamica dell’incidente. Un pezzo di vita strappato via, sul quale Liam si incaponisce: vuole ricordare a ogni costo, e quella cesura finisce per segnare l’inizio di una seconda vita – una nuova donna, una “ricordatrice” di professione, nuovi sentimenti, una nuova famiglia. Un nuovo senso della vita. Anne Tyler è sempre Anne Tyler, e una volta ogni due, tre anni fa anche bene leggerla. Scrive bene e sa – come poche – materializzare davanti al lettore personaggi situazioni e sentimenti, facendo scivolare il racconto con antica classe. Certo, è intrattenimento, anche se di qualità. Ma il tema della memoria, rimossa e recuperata, senza mai trasformarsi in metafora, semina nel romanzo una piccola dose di inquietudine e riflessioni non accidentali sul valore del ricordo. Ma come spesso nella narrativa della Tyler, il racconto è in primo luogo un’analisi, in chiave affettiva, dei rapporti generazionali e famigliari. Qui, apertamente schierata, oppone il padre Liam alle figlie giovani e dinamiche ma superficiali, ai nipoti lunari e impenetrabili e ai ritmi di una metropoli che lascia insensibilmente indietro chi ha perduto un po’ di fiato e scatto. Liam, con le sue passioni per i libri, l’osservazione lenta, la parola e il confronto, sembra un dinosauro. Anche quel desiderio di ricordare a ogni costo sembra appartenere a un’altra epoca. Nel tragitto che va dalla sua morte alla sua rinascita, la Tyler non sconfina mai dai margini del racconto ben fatto; eppure, come accade nei suoi libri migliori, congeda il lettore con qualche piccolo dono, tenendo fede alla sua idea – nobile ed elementare insieme – di letteratura: vale a dire, arricchire il mondo di una bella storia e di un abitante di cui val la pena seguire, almeno per un po’, l’esistenza. Per imparare e, certo, per ricordare.

    ha scritto il 

  • 3

    Liam is a 60ish teacher, widow and divorced, with three daughters that seem to despise him, with the exception of Kitty, the youngest one, teenager: she comes and live with him. Liam just lost his ...continua

    Liam is a 60ish teacher, widow and divorced, with three daughters that seem to despise him, with the exception of Kitty, the youngest one, teenager: she comes and live with him. Liam just lost his job, he moved to another flat (staying in Baltimora) and he's thinking of retiring. The first night in the new house, somebody entered his flat and hits him: Liam can't recall anything about that night and he can't stand this. This is the starting point for a series of facts and changes.

    ha scritto il 

  • 3

    Grazie alla scrittura fluida della Tayler, il protagonista ci viene descritto nelle sue paure, nelle sue piccole ossessioni e sicurezze che per tutto il corso del libro si ripresentano puntuali e che ...continua

    Grazie alla scrittura fluida della Tayler, il protagonista ci viene descritto nelle sue paure, nelle sue piccole ossessioni e sicurezze che per tutto il corso del libro si ripresentano puntuali e che forse rappresentano proprio ciò senza il quale sarebbe impossibile schierarsi dalla sua parte. Per questo ho appoggiato Liam in ogni suo comportamento, sebbene spesso avrei voluto averlo di fronte per dargli uno scossone e dirgli: "Svegliati! Non credi sia arrivato il momento di cambiare la tua vita?". Poi nel corso della lettura mi sono chiesta spesso se io, al suo posto, sarei stata in grado di rinunciare al passato, alle abitudini, a quelle cicatrici - fisiche e interiori - con cui ormai si è imparato a convivere. E la risposta è arrivata puntuale:

    "Prima di prendere il suo libro, infilò il pollo arrosto nel forno alla temperatura minima, si levò le scarpe da ginnastica e si mise le pantofole. Poi accese l'abat-jour accanto alla sua poltrona preferita. Si sedette, aprì il libro e depose il segnalibro di Jonah sul tavolino, quindi si abbandonò contro i cuscini con un sospiro, soddisfatto. Gli mancava solo un caminetto, pensò. Ma andava bene così. Non aveva bisogno di un caminetto. Socrate diceva che... cos'era che diceva? Qualcosa del tipo che meno desideri si avevano, più si era vicini agli dei. E Liam davvero non desiderava nulla. Viveva in un posto decente e aveva un lavoro abbastanza buono. Un libro da leggere. Un pollo nel forno. Poteva mantenersi, anche se non era ricco, ed era in salute. Stava molto bene, anzi, niente mal di schiena né artrite, e non aveva nemmeno dovuto farsi operare l'anca o il ginocchio. La ferita alla testa era guarita così bene che al tatto si sentiva appena, sottile come un filo. I capelli gli erano ricresciuti e la nascondevano completamente. E anche la cicatrice sul palo si era ridotta, si vedeva solo una sorta di avvallamento. Avrebbe quasi potuto convincersi di non essere mai stato ferito."

    ha scritto il 

  • 3

    "La bussola di Noe'" e' la storia di un uomo che, a 60 anni e con un passato amaro e "ordinario" alle spalle, riscopre emozioni e sentimenti ormai sopiti. Ma quello che non mi convince e' il valore ...continua

    "La bussola di Noe'" e' la storia di un uomo che, a 60 anni e con un passato amaro e "ordinario" alle spalle, riscopre emozioni e sentimenti ormai sopiti. Ma quello che non mi convince e' il valore di questa scoperta che, se da un lato lo guida verso una vita quotidiana pacata e serena, dall'altro lo porta alla passiva consapevolezza che forse ormai e' davvero troppo tardi..

    ha scritto il 

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