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La caccia al tesoro

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 820)

3.7
(2647)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924783 | Isbn-13: 9788838924781 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

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Descrizione del libro
Questa volta al commissario Montalbano si presenta un caso più insolito degli altri. Nella casa in pieno stato d'abbandono e riempita di crocifissi dei fratelli Gregorio e Caterina Palmisano viene ritrovata una bambola gonfiabile senza un occhio e molto malconcia; qualche giorno dopo ne viene ritrovata un'altra, in un cassonetto di Vigàta, e Montalbano comincia a sentire puzza di bruciato. Negli stessi giorni comincia inoltre a ricevere delle strane lettere anonime contenenti le istruzioni per una strana caccia al tesoro: man mano che risolve gli indovinelli e le sciarade capisce che qualcosa di oscuro è celato dietro a quel gioco e che è giunta l'ora di risolverlo davvero. Una ragazza è scomparsa e mentre Montalbano segue le sue ultime tracce che si perdono verso un lago misterioso gli arriva l'ennesima inquietante lettera.
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  • 2

    Anche i grandi possono cadere

    Secondo me questo è senza dubbio il peggior libro di Camilleri dedicato al Commissario Montalbano (in generale, includendo anche tutte le altre opere, forse lo "batte" La presa di Macallè).
    Inutilmente truculento e sanguinario, poco convincente e pure un po' scontato (non è difficile capire ...continua

    Secondo me questo è senza dubbio il peggior libro di Camilleri dedicato al Commissario Montalbano (in generale, includendo anche tutte le altre opere, forse lo "batte" La presa di Macallè).
    Inutilmente truculento e sanguinario, poco convincente e pure un po' scontato (non è difficile capire chi si nasconde dietro il pazzo che sfida Montalbano), stavolta Camilleri ha veramente toppato.
    Non mancano momenti gustosi (su tutti, l'equivoco della bambola gonfiabile tra Montalbano e il figlio di Adelina), ma è troppo poco: il mio ** è un voto di stima per l'autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Che Camilleri usi il dialetto siciliano si sa, ed è anche piacevole quando si tratta di qualche frase o qualche parola, ha anche scritto "La mossa del cavallo" un po' in siculo un po' in genovese, questo è il primo che leggo interamente , a parte poche eccezioni, scritto in dialetto e ho fatto fa ...continua

    Che Camilleri usi il dialetto siciliano si sa, ed è anche piacevole quando si tratta di qualche frase o qualche parola, ha anche scritto "La mossa del cavallo" un po' in siculo un po' in genovese, questo è il primo che leggo interamente , a parte poche eccezioni, scritto in dialetto e ho fatto fatica, tanto che mi ha tolto, e di parecchio, il piacere della storia. Ho letto altre recensioni che parlano di storia banale e certo se si cerca solo il thriller e il colpo di scena lo sono (basti pensare alla procedura di indagini che è un insulto al codice penale !), ma secondo me le sue storie sono corali,e come tali bellissime...se non si fatica a leggerle!

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere un libro di Camilleri ambientato a Vigata e'come incontrare un gruppo di vecchi amici:il geniale commissario Montalbano, il fedele Fazio, il simpaticissimo -ed imbranato-Catarella e lo"sciupafemmine"Mimì sono personaggi a cui mi sono affezionata e che ritrovo sempre con piacere.
    In ...continua

    Leggere un libro di Camilleri ambientato a Vigata e'come incontrare un gruppo di vecchi amici:il geniale commissario Montalbano, il fedele Fazio, il simpaticissimo -ed imbranato-Catarella e lo"sciupafemmine"Mimì sono personaggi a cui mi sono affezionata e che ritrovo sempre con piacere.
    In questo romanzo, però, l'atmosfera e'più pesante rispetto agli altri della serie:fin dalle prime pagine si capisce che c'e'un clima morboso e che la fantomatica caccia al tesoro avrà come premio un trofeo macabro.
    Quello che, però, mi ha lasciato ancora più sconcertata (oltre al fatto che l'autore abbia voluto"calcare la mano"facendo sembrare il libro più che un giallo nostrano un romanzo americano con tanto di serial killer) e' la facilità con cui si individua il colpevole, evidente fin dalla sua prima apparizione!

    ha scritto il 

  • 1

    Il peggior Montalbano...una storia così eccessiva e a tratti grottesca la si può apprezzare solo ed esclusivamente qualora lo svolgimento e il finale non siano così ampiamente prevedibili fin dall'inizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono ...continua

    Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

    ha scritto il 

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