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La cacciatrice di teste

Di

Editore: Piemme

3.7
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8856606216 | Isbn-13: 9788856606218 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    A Ventotene la peggior storia del commissario Luciani tra politica e archeologia

    La statua in bronzo di una dea greca, priva della testa, opera di Lisippo, è nascosta nella cantina di un antiquario romano. L’anziano morente rivela al figlio che il capolavoro fu ripescato 40 anni prima a Ventotene, e vorrebbe fosse restituito allo Stato italiano. Ma Ludovico, ambizioso profess ...continua

    La statua in bronzo di una dea greca, priva della testa, opera di Lisippo, è nascosta nella cantina di un antiquario romano. L’anziano morente rivela al figlio che il capolavoro fu ripescato 40 anni prima a Ventotene, e vorrebbe fosse restituito allo Stato italiano. Ma Ludovico, ambizioso professore e politico in carriera, escogita un piano x ricavarne denaro e prestigio. Un anno dopo, a Camogli, il mare restituisce il corpo di Marietto Risso, anziano pescatore del luogo, apparentemente suicida. Il commissario Luciani, però, non è convinto e le indagini lo portano a Ventotene e all’antico carcere dell’isola, teatro decenni prima di un’oscura storia di vendette e uccisioni. Si intrecciano le vicende parallele di tre personaggi: il pescatore Marietto, un po’ confuso dall’età, dal passato non proprio immacolato ma persecutore di un suo ideale di giustizia, il politico Ranieri, arrivista senza scrupoli disposto a qualsiasi nefandezza x denaro, il commissario Luciani, tutore della legge con qualche licenza personale. La storia è piuttosto lenta, e i continui cambiamenti di luogo, tempo, persona, rendono faticosa la lettura. Questo romanzo mi ha un po’ deluso, e a mio avviso è il meno riuscito della trilogia del commissario Luciani. Il traffico di opere d’arte, la politica e l’archeologia mi intrigano meno del calcio, l’ambientazione non mi entusiasma, e non riesco a trovare qui i vividi bozzetti di vita genovese che avevo apprezzato nelle altre opere di Paglieri. La conclusione, che sottintende un seguito alle vicende del commissario, è meno originale delle precedenti, quasi riparatoria a ciò che era rimasto irrisolto, come a voler compiacere i lettori amanti del lieto fine nel compimento della giustizia. Spero solo che l’originalissima figura di Luciani non diventi il solito stereotipo dei poliziotti casa e lavoro che affollano la letteratura gialla.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ennesimo commissario dei gialli nostrani, per un romanzo comunque abbastanza avvincente, ambientato intorno al ritrovamento di un'antica statua in bronzo nel mare dell'arcipelago pontino. Interessante anche la storia del carcere di Santo Stefano.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel giallo questo terzo di P. Ben strutturato, bei personaggi, bella location. Condivisibili le considerazioni di base e la critica sociale. Piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Gran bel libro

    Premesso che il libro mi è proprio piaciuto molto trovo che la figura del commissario stia lentamente scivolando verso il montalbanesimo.
    Certo il poliziotto ligure è anoressico mentre il siciliano s'abbuffa, ma il loro rapporto travagliato con le donne, il loro modo di fare le indagini e s ...continua

    Premesso che il libro mi è proprio piaciuto molto trovo che la figura del commissario stia lentamente scivolando verso il montalbanesimo.
    Certo il poliziotto ligure è anoressico mentre il siciliano s'abbuffa, ma il loro rapporto travagliato con le donne, il loro modo di fare le indagini e soprattutto un atteggiamento comune verso la giustizia e la politica li rendono accomunando.
    Detto questo il libro scorre bene, l'amico romano è una simpatica novità e il finale decisamente intenso.
    Consigliatissimo ma leggeteli in ordine di pubblicazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto bene, scivola piacevolmente e poi si svolge a Camogli!! E' piacevole leggere un libro che si svolge in un posto che si conosce. Riesco ad immaginarmi il protagonista che corre, l casa di riposo, Recco....

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelle e 1/2

    Troppi e rapidi passaggi nella storia dei personaggi da un periodo all’ altro mi hanno portato a metà libro a proseguire separatamente la lettura dei capitoli, prima Marietto e poi Luciani-Ranieri, ne è risultata alla fine una piacevole lettura. L’ epilogo: una nota stonata!

    ha scritto il 

  • 0

    Piacevole - voto 8 e mezzo

    I lettori tignosi - soprattutto i giallisti - troveranno da dire. Nelle prime 80 pagine non capita praticamente niente e poi molti snodi della trama appartengono alla serie del così è se vi pare. Vale a dire, delle gran belle coincidenze, che non hanno un passato ma hanno un futuro.
    Confess ...continua

    I lettori tignosi - soprattutto i giallisti - troveranno da dire. Nelle prime 80 pagine non capita praticamente niente e poi molti snodi della trama appartengono alla serie del così è se vi pare. Vale a dire, delle gran belle coincidenze, che non hanno un passato ma hanno un futuro.
    Confesso che, nelle prime 80 pagine, mi sono un po' stressata. Ma ho continuato è ne è valsa la pena perché alla fine il libro è piacevole e divertente. Nonostante le coincidenze. Il commissario Luciani è un bel personaggio: ho criticato un centinaio di volte il fatto che tutti i commissari letterari passino del gran tempo a mangiare e bere, ed eccone uno anoressico. Se questo non è andare controcorrente.
    Ottima l'ambientazione, soprattutto a Ventotene e Santo Stefano. Come auspica l'autore nelle note di chiusura, viene una gran voglia di andarci. L'intreccio è semplice e avvincente.
    Lettura ideale per le ferie imminenti.

    ha scritto il