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La caduta

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani 190 e I grandi tascabili 299)

4.1
(858)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Greco , Olandese , Turco , Polacco , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8845206874 | Isbn-13: 9788845206870 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sergio Morando

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Ed. I tascabili 190 dal 1989 al 1990 (100 pg.)
Ed. I grandi tascabili dal 1994 al 1997 (93 pg.)
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  • 3

    Al suo terzo romanzo Camus mi convince. Pur essendo un romanzo sociale che cerca di veicolare un certo messaggio e di criticare aspramente la società, tuttavia qui l'arte da romanziere non più alle pr ...continua

    Al suo terzo romanzo Camus mi convince. Pur essendo un romanzo sociale che cerca di veicolare un certo messaggio e di criticare aspramente la società, tuttavia qui l'arte da romanziere non più alle prime armi permette allo scrittore di non essere pedante. Scritto come un lungo monologo, affascina, affabula (talvolta, duole dirlo, un pò annoia) e fa arrivare in fondo con una curiosità particolare.

    ha scritto il 

  • 3

    Da leggere due volte

    E’ difficile valutare questo romanzo breve di Camus. Da una parte è un racconto affascinante, il protagonista e voce narrante è un affabulatore e il sottile velo di mistero di cui ammanta la sua stori ...continua

    E’ difficile valutare questo romanzo breve di Camus. Da una parte è un racconto affascinante, il protagonista e voce narrante è un affabulatore e il sottile velo di mistero di cui ammanta la sua storia tiene attaccati fino alla fine; dall’altra ci sono parti complesse in cui fa le sue riflessioni filosofico-religiose e alcuni degli episodi che riporta sono un po’ spiazzanti, si fa fatica a collocarli e a tratti sono un po’ noiosi.
    Anche il finale è ambiguo e aperto a più interpretazioni possibili. Credo che meriterebbe una rilettura per capirlo fino in fondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Monologo a tratti noioso, ma ci sono perle meravigliose! Una è questa:

    "Per esempio sa perché l'hanno crocifisso? ... assieme ai motivi che ci hanno spiegato molto bene per duemila anni, ce n'era uno, ...continua

    Monologo a tratti noioso, ma ci sono perle meravigliose! Una è questa:

    "Per esempio sa perché l'hanno crocifisso? ... assieme ai motivi che ci hanno spiegato molto bene per duemila anni, ce n'era uno, grande, per quella orribile agonia, e non so perché lo nascondano con tanta cura. La vera ragione è che lui sapeva di non essere completamente innocente. Se non portava il peso della colpa di cui l'accusavano, ne aveva altre, anche se non sapeva quali. Ma le ignorava proprio? In fin dei conti, egli aveva informazioni di prima mano, aveva dovuto sentir parlare di un certo massacro degli innocenti. I bambini di giudea massacrati mentre i suoi genitori lo portavano al sicuro, perché erano morti, se non per causa sua? Non l'aveva voluto lui, certo. Quei soldati insanguinati e quei bambini squarciati in due gli facevano orrore. Ma egli non era uomo da poterli dimenticare, ne sono sicuro. E la tristezza che s'indovina in tutti i suoi atti, non era l'inguaribile malinconia di colui che di notte sentiva la voce di Rachele gemere sui suoi piccoli e rifiutare conforto? Il lamento saliva nella notte, Rachele chiamava i suoi figli morti per lui e lui era vivo."

    ha scritto il 

  • 4

    Un dialogo con una voce sola, la voce è quella di Clamence ex avvocato ed ora giudice-penitente che presa coscienza della sua doppiezza confessa la sua cattiva coscienza ad ascoltatori muti, in cerca ...continua

    Un dialogo con una voce sola, la voce è quella di Clamence ex avvocato ed ora giudice-penitente che presa coscienza della sua doppiezza confessa la sua cattiva coscienza ad ascoltatori muti, in cerca forse di un assoluzione che poi dimenticherà facilmente; diffidente del giudizio di Dio e degli uomini cerca lui stesso di poter giudicare dall’alto se stesso e il mondo intorno.
    Camus disse del suo eroe: “percorre una carriera di falso profeta che grida nel deserto e rifiuta di uscirne”.
    Questo è uno di quei libri in cui ci si riscopre, un libro che è quasi coscienza/specchio di noi stessi, si finisce la lettura riconoscendo di essere, in fondo, dei "caduti" come lui.

    ha scritto il 

  • 4

    La caduta

    "Si trattava, noti bene, di una cosa diversa dalla certezza che avevo di essere più intelligente degli altri. Tale certezza d'altronde non ha nessun valore, dato che tanti imbecilli la condividono." ...continua

    "Si trattava, noti bene, di una cosa diversa dalla certezza che avevo di essere più intelligente degli altri. Tale certezza d'altronde non ha nessun valore, dato che tanti imbecilli la condividono."

    ha scritto il 

  • 2

    Mi ha annoiato e parecchio pure. Ha qualche spunto interessante e simpatico, soprattuto in principio ma poi diventa di una noia mortale. Noioso. Darò a Camus un'altra possibilità con un altro libro pr ...continua

    Mi ha annoiato e parecchio pure. Ha qualche spunto interessante e simpatico, soprattuto in principio ma poi diventa di una noia mortale. Noioso. Darò a Camus un'altra possibilità con un altro libro prima o poi ma questo qui non mi è proprio andato giu.

    ha scritto il 

  • 5

    Un racconto-confessione di delusione e disillusione per le grandi promesse del secolo scorso: un importante avvocato della Parigi più in vista, un'epifania che squarcia il velo di falsità e ipocrisia ...continua

    Un racconto-confessione di delusione e disillusione per le grandi promesse del secolo scorso: un importante avvocato della Parigi più in vista, un'epifania che squarcia il velo di falsità e ipocrisia dietro al quale è sempre vissuto, sul quale vive tutta la nostra società. La morte apre la mente alla riflessione, ma cosa può fare quando capita accanto a te, quando potresti combatterla e non lo fai, perché non riesci a riconoscerla in tempo? L'avvocato lascia tutto e diventa giudice. Ora può giudicare, e lo fa, perché sa che tutti siamo colpevoli ma non vogliamo vederlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Le juge-pénitent se laisse juger par la societé pour la mieux juger, l'homme exterieurment superieur dont le moteur vital est l'égoisme même... bref mais très bon bouquin!

    ha scritto il 

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