La caduta nel tempo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 307)

4.1
(213)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845911535 | Isbn-13: 9788845911538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Tea Turolla

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
"Non siamo realmente noi se non quando, mettendoci di fronte a noi stessi, non coincidiamo con niente, nemmeno con la nostra singolarità" leggiamo già alle prime righe di questo libro. E subito sappiamo di trovarci di fronte a qualcuno che non si identifica né con l'uomo, né con la specie, né con una causa qualsivoglia, e neppure con se stesso. Pubblicato nel 1964, questo testo mostra con evidenza come il pensiero dell'autore fosse proiettato in avanti,verso temi che oggi appaiono ancora più urgenti. Si parla dell'albero della vita, della civiltà, dello scetticismo, della barbarie, della gloria, della malattia come in una sequenza di meditazioni segretamente collegate.
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  • 5

    Ormai...

    ... il sorpasso e' stato ultimato. Ci si avvia ad effettuare i primi doppiaggi. E.M. Cioran diventa ufficialmente il mio filosofo preferito.
    Innanzitutto e' comprensibile. Poi è a volte adorabilmente ...continua

    ... il sorpasso e' stato ultimato. Ci si avvia ad effettuare i primi doppiaggi. E.M. Cioran diventa ufficialmente il mio filosofo preferito.
    Innanzitutto e' comprensibile. Poi è a volte adorabilmente incoerente. E ancora, risulta odioso, antipatico, invettivo, aspro e nel suo negozio non è mai stagione di saldi e di sconti. Si paga il giusto ad una introspezione che spesso coglie in netto fuorigioco il lettore. Egli si ferma, riconoscendosi quasi sempre nei propri difetti che gli paiono tanto enormi quanto minuscoli i pregi.
    Ma aiuta a capire, a comprendere e, forse, a migliorare.
    Grandioso questo passo sul tempo, che mi fa chiedere : con quali altrettanto immense parole puoi significarti le sensazioni che provi nel fissare un solo giro di sessanta secondi su un orologio ?

    Per quanto mi aggrappi agli istanti, gli istanti si sottraggono: non ve ne è neppure uno che non mi sia ostile, che non mi ricusi, e non mi significhi il suo rifiuto di compromettersi con me. Tutti inabbordabili, essi proclamano l'uno dopo l'altro il mio isolamento e la mia disfatta.

    ha scritto il 

  • 3

    Pessimismo all'ennesima potenza

    Libro (e autore) di un pessimismo esasperante. Mi piace come alcuni concetti siano stati espressi, altri un po' meno. Sebbene io abbia cercato disperatamente, in tutto il testo, un barlume di speranza ...continua

    Libro (e autore) di un pessimismo esasperante. Mi piace come alcuni concetti siano stati espressi, altri un po' meno. Sebbene io abbia cercato disperatamente, in tutto il testo, un barlume di speranza o uno spiraglio, non ne ho trovati: sembra che l'uomo, secondo Cioran, sia ormai schiavo del tempo e della conoscenza e destinato a soffrire per l'eternità. Nonostante questo testo mi abbia gettata nello sconforto più totale, resta pur sempre un libro da leggere. Solo un po' troppo pessimistico per i miei gusti e troppo caustico nei confronti del genere umano.

    ha scritto il 

  • 1

    Ne avevo sentito una recensione entusiasta alla radio ma leggendolo l'ho trovato parecchio noioso e pesante. Forse letto in un momento in cui non ero predisposto ad ascoltare un fiume di parole. ...continua

    Ne avevo sentito una recensione entusiasta alla radio ma leggendolo l'ho trovato parecchio noioso e pesante. Forse letto in un momento in cui non ero predisposto ad ascoltare un fiume di parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Il farmaco della Solitudine

    L'uomo deve imparare a riconoscersi per quello che è: supremo imbecille, illuso e fanatico, al di là delle ideologie e della religione.

    Cioran per molti sarà allontanato come un fanatico "al contrario ...continua

    L'uomo deve imparare a riconoscersi per quello che è: supremo imbecille, illuso e fanatico, al di là delle ideologie e della religione.

    Cioran per molti sarà allontanato come un fanatico "al contrario"...
    Per altri, sarà maestro e mentore, in un percorso di assalto a se stessi.

    ha scritto il 

  • 5

    La sottovalutata consapevolezza del peggio

    Cioran si commenta solo con Cioran. Perciò: "Se l'uomo avesse avuto la minima vocazione per l'eternità, invece di correre verso l'ignoto, verso il nuovo, verso le devastazioni che porta con sé l'appet ...continua

    Cioran si commenta solo con Cioran. Perciò: "Se l'uomo avesse avuto la minima vocazione per l'eternità, invece di correre verso l'ignoto, verso il nuovo, verso le devastazioni che porta con sé l'appetito di analisi, si sarebbe accontentato di Dio, nella cui familiarità egli prosperava."

    ha scritto il 

  • 4

    Cioran è quella persona intelligentissima, quella che saresti tanto orgoglioso di avere fra le tue conoscenze e con cui ameresti avere una fitta corrispondenza epistolare, ma che non inviteresti mai f ...continua

    Cioran è quella persona intelligentissima, quella che saresti tanto orgoglioso di avere fra le tue conoscenze e con cui ameresti avere una fitta corrispondenza epistolare, ma che non inviteresti mai fuori per una birra e una chiacchierata né presenteresti a qualche altro tuo amico, perché il male di vivere proprio...

    Alcune citazioni sparse da "La caduta nel tempo":
    "Opera di un virtuoso del fallimento, l'uomo è stato senza dubbio un fiasco, però un fiasco magistrale."
    "A tal punto il dubbio su di sé travaglia gli esseri che questi, per porvi rimedio, hanno inventato l'amore, tacito patto fra due infelici per sopravvalutarsi, per incensarsi spudoratamente."
    "Volersi migliorare non è avere il gusto della tortura e dell'infelicità?"
    "Perché non dobbiamo lasciarci trarre in inganno: la sola uguaglianza di cui ci importi, e anche la sola di cui siamo capaci, è l'uguaglianza nell'inferno."
    "Trovare da qualsiasi parte maggiore realtà che in se stessi significa riconoscere che si è sbagliata strada e che si merita il proprio decadimento."
    "Si ama soltanto perché inconsciamente si è rinunciato alla felicità."

    (Ma che poi a Cioran gli si vuole comunque del bene, perché alla fin fine un po' così lo siamo tutti - quando si conosce davvero chi ci circonda. E ogni tanto, ma ogni tanto, scrive anche qualcosa di meno cattivo, ma altrettanto triste:
    "Se ci sediamo sulla riva degli istanti per contemplarne il passaggio, finiamo col non distinguervi altro che una successione senza contenuto, tempo che ha perduto la sua sostanza, tempo astratto, varietà del nostro vuoto.")

    ha scritto il 

  • 5

    Essere liberi significa esercitarsi a non essere niente

    Quando non c'è nessuno davanti al quale si voglia fare bella figura (compresi Dio e se stessi), perché affannarsi a essere qualcuno, anzi perché affannarsi a essere?

    ha scritto il 

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