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La camera chiara

Nota sulla fotografia

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1063)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Danese

Isbn-10: 880616497X | Isbn-13: 9788806164973 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Guidieri

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Art, Architecture & Photography , Philosophy , Da consultazione

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Descrizione del libro
Il volume raccoglie una serie di riflessioni, considerazioni, digressioni sultema della fotografia. "Medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa alivello della percezione, vera a livello del tempo", la fotografia vienescrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi.
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  • 5

    (...) in un certo senso non le ho mai 'parlato'; davanti a lei, per lei, non ho mai fatto alcun 'discorso'; noi pensavamo senza dircelo che l'insignificanza leggera del linguaggio, che la sospensione ...continua

    (...) in un certo senso non le ho mai 'parlato'; davanti a lei, per lei, non ho mai fatto alcun 'discorso'; noi pensavamo senza dircelo che l'insignificanza leggera del linguaggio, che la sospensione delle immagini dovesse essere lo spazio stesso dell'amore, la sua musica. (...)

    ha scritto il 

  • 5

    Se vi siete chiesti perché certe foto su facebook vengano dimenticate una volta spento il computer (a meno che non siano adeguatamente licenziose), quando altre sono in grado di lacerarvi dentro, è il ...continua

    Se vi siete chiesti perché certe foto su facebook vengano dimenticate una volta spento il computer (a meno che non siano adeguatamente licenziose), quando altre sono in grado di lacerarvi dentro, è il momento di capire cosa sia lo studium, il punctum e lo shock di una foto.

    ha scritto il 

  • 5

    Barthes ci sussura:
    "La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: <>, <>, <>, <>, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare ...continua

    Barthes ci sussura:
    "La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: <<Tecnica>>, <<Realtà>>, <<Reportage>>, <<Arte>>, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva."

    ... la società contemporanea si compiace nei 'selfie' si specchia e si rivede in essi, ma non si guarda. Dov'è il loro sguardo?

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo testo di Barthes, come Frammenti di un discorso amoroso, parte dalla necessità di una risposta a una curiosità personale, che diviene però universale. Queste note sulla fotografia, sono d ...continua

    Anche questo testo di Barthes, come Frammenti di un discorso amoroso, parte dalla necessità di una risposta a una curiosità personale, che diviene però universale. Queste note sulla fotografia, sono dunque delle riflessioni, attente e condivisibili, sul quid universale che dà valore a quello scatto particolare e non un altro. La ricerca di costanti nele.l'infinite possibilità dello sguardo cristallizzato in un attimo eternamente presente.

    CITAZIONI:
    "Lo sguardo":

    ha scritto il 

  • 0

    "[La fotografia] non mente mai: o piuttosto: essendo per natura tendenziosa, può mentire sul senso della cosa, ma mai sulla sua esistenza."
    Tosto, penso di averne capito 1/10, forse anche meno. ...continua

    "[La fotografia] non mente mai: o piuttosto: essendo per natura tendenziosa, può mentire sul senso della cosa, ma mai sulla sua esistenza."
    Tosto, penso di averne capito 1/10, forse anche meno.

    ha scritto il 

  • 4

    "Dicono che, attraverso il suo progressivo lavorio, il lutto cancelli lentamente il dolore; io non potevo, non posso crederlo; per me il Tempo elimina l'emozione della perdita (non piango), e basta. P ...continua

    "Dicono che, attraverso il suo progressivo lavorio, il lutto cancelli lentamente il dolore; io non potevo, non posso crederlo; per me il Tempo elimina l'emozione della perdita (non piango), e basta. Per il resto, tutto è rimasto immobile. Infatti, ciò che ho perduto non è una Figura (la Madre), ma un essere; e non solo un essere, ma una qualità (un'anima): non già l'indispensabile, bensì l'insostituibile. Io potevo vivere senza la Madre (noi tutti lo facciamo, prima o poi); ma la vita che mi restava sarebbe sicuramente stata sino alla fine inqualificabile (senza qualità)."
    "Il noema della Fotografia è semplice, banale, nessuna profondità: "E' stato". So già cosa diranno i nostri critici: come! addirittura un libro (anche se piccolo) per scoprire ciò che a me è già chiaro alla prima occhiata? - Sì, ma questa evidenza può essere sorella della follia."
    "E' stato": la Fotografia lo accerta in modo scientifico, incontestabile. E contemporaneamente ci dice: "Non sarà più". Quello che abbiamo perso è insostituibile, non già indispensabile. L'emozione profonda che ci può dare una foto è questa.

    ha scritto il 

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