La camera chiara

Nota sulla fotografia

Di

Editore: Einaudi

4.2
(1120)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Danese

Isbn-10: 880616497X | Isbn-13: 9788806164973 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Guidieri

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Filosofia , Da consultazione

Ti piace La camera chiara?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Il volume raccoglie una serie di riflessioni, considerazioni, digressioni sultema della fotografia. "Medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa alivello della percezione, vera a livello del tempo", la fotografia vienescrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi.
Ordina per
  • 0

    Caro Barthes, vorrei leggerti nell'era digitale...

    Bel saggio di Barthes su una delle più recenti ed impura delle arti. Peccato che tutte le considerazioni sull'argomento siano sviluppate (eh eh eh) nel contesto di allora, in un mondo analogico con un ...continua

    Bel saggio di Barthes su una delle più recenti ed impura delle arti. Peccato che tutte le considerazioni sull'argomento siano sviluppate (eh eh eh) nel contesto di allora, in un mondo analogico con una serie di limitazioni che Barthes elenca ma che oggi, nel mondo digitale, risultano quasi completamente superate.

    ha scritto il 

  • 5

    La camera chiara: Nota sulla fotografia

    Era l'ultimo anno d'università. Mi aggiravo fra gli scaffali di una libreria - nel settore Fotografia - alla ricerca di qualche libro che potesse essere di aiuto per la tesi che stavo preparando.
    Mi s ...continua

    Era l'ultimo anno d'università. Mi aggiravo fra gli scaffali di una libreria - nel settore Fotografia - alla ricerca di qualche libro che potesse essere di aiuto per la tesi che stavo preparando.
    Mi sarei laureato alla facoltà di Scienze Politiche con una tesi in Storia Contemporanea. L'argomento che avevo scelto di trattare era la produzione fotografica dell'Istituto Luce durante il ventennio fascista. Volevo cercare di analizzare e narrare come la fotografia avesse rappresentato la realtà dell'epoca e quale fosse stato l'uso politico che il regime fascista aveva effettuato di quelle fotografie.
    Una volta a settimana mi recavo presso l'Istituto Luce per visionare il materiale fotografico presente nei loro archivi. Avevo preso anche l'abitudine di recarmi presso l'Archivio Centrale di Stato alla ricerca di quelle disposizioni emesse nel corso del ventennio sulla fotografia per cercare di analizzare le eventuali finalità politiche che il regime fascista - attraverso i ministeri preposti che si era succedui negli anni fino alla istituzione del Minculpop (Ministero della Cultura Popolare) - assegnava alla fotografia.
    E fu così che - mentre lo sguardo scorreva sui volumi presenti sullo scaffale - trovai La camera chiara di Barthes.
    Avevo letto su altri libri alcune citazioni di questo saggio che mi avevano spinto ad annotarlo fra i titoli da leggere. Sul tram di ritorno a casa aprii le pagine ed iniziai a leggere:
    "Un giorno, molto tempo fa, mi capitò sottomano una fotografia dell'ultimo fratello di Napoleone, Girolamo (1852). In quel momento, con uno stupore che da allora non ho mai potuto ridurre mi dissi: «Sto vedendo gli occhi che hanno visto l'Imperatore»."
    Era la primavera del 1979 quando Roland Barthes iniziò a scrivere queste parole.

    ( Continua la lettura della recensione sul blog: http://scritturaelettura.blogspot.it/2016/10/la-camera-chiara-di-roland-barthes.html )

    ha scritto il 

  • 3

    Le pagine più belle sono quelle dedicate alla madre appena perduta e alla ricerca di un'immagine di lei che ne conservi l'essenza, la verità dell'anima.

    MI piace anche questo passo conclusivo:
    "Ciò ch ...continua

    Le pagine più belle sono quelle dedicate alla madre appena perduta e alla ricerca di un'immagine di lei che ne conservi l'essenza, la verità dell'anima.

    MI piace anche questo passo conclusivo:
    "Ciò che caratterizza le società cosiddette avanzate, è che oggi tali società consumano immagini e non più, come quelle del passato, credenze; esse sono dunque più liberali, meno fanatiche, ma anche più 'false' (meno 'autentiche') - cosa che, nella coscienza comune, noi traduciamo con l'ammissione di un'impressione di noia nauseante, come se, universalizzandosi, l'immagine producesse un mondo senza differenze (indifferente), da cui può quindi levarsi qui e là solo il grido di anarchismi, marginalismi e individualismi".
    E' una riflessione scritta nel 1979, illuminante e premonitrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Indispensabile

    Per un approccio alla fotografia superiore.
    Quando si comprende che la ricerca del bello è la cosa meno rilevante in una foto.
    Sontag, Barthes e Berger i tre saggi Fondamentali.

    ha scritto il 

  • 5

    (...) in un certo senso non le ho mai 'parlato'; davanti a lei, per lei, non ho mai fatto alcun 'discorso'; noi pensavamo senza dircelo che l'insignificanza leggera del linguaggio, che la sospensione ...continua

    (...) in un certo senso non le ho mai 'parlato'; davanti a lei, per lei, non ho mai fatto alcun 'discorso'; noi pensavamo senza dircelo che l'insignificanza leggera del linguaggio, che la sospensione delle immagini dovesse essere lo spazio stesso dell'amore, la sua musica. (...)

    ha scritto il 

  • 5

    Se vi siete chiesti perché certe foto su facebook vengano dimenticate una volta spento il computer (a meno che non siano adeguatamente licenziose), quando altre sono in grado di lacerarvi dentro, è il ...continua

    Se vi siete chiesti perché certe foto su facebook vengano dimenticate una volta spento il computer (a meno che non siano adeguatamente licenziose), quando altre sono in grado di lacerarvi dentro, è il momento di capire cosa sia lo studium, il punctum e lo shock di una foto.

    ha scritto il 

  • 5

    Barthes ci sussura:
    "La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: <>, <>, <>, <>, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare ...continua

    Barthes ci sussura:
    "La foto mi colpisce se io la tolgo dal suo solito bla-bla: <<Tecnica>>, <<Realtà>>, <<Reportage>>, <<Arte>>, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva."

    ... la società contemporanea si compiace nei 'selfie' si specchia e si rivede in essi, ma non si guarda. Dov'è il loro sguardo?

    ha scritto il 

Ordina per