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La camera di Jacob

Di

Editore: Mondadori

3.8
(204)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese

Isbn-10: 8804414561 | Isbn-13: 9788804414568 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Sia un bene o un male, non si può negare la presenza del cavallo selvaggio dentro di noi"

    "Andare sfrenatamente al galoppo; lasciarsi cadere esausti sulla sabbia; sentire la terra girare vorticosamente; provare veramente un impeto - di amicizia per le pietre, l'erba, come se l'umanità si f ...continua

    "Andare sfrenatamente al galoppo; lasciarsi cadere esausti sulla sabbia; sentire la terra girare vorticosamente; provare veramente un impeto - di amicizia per le pietre, l'erba, come se l'umanità si fosse estinta e, per quanto riguarda uomini e donne, che vadano alla malora - è un fatto ineluttabile che questo desiderio ci afferri abbastanza spesso"

    Non si può parlare della trama di questo romanzo, poiché La stanza di Jacob possiede ben poco a livello di trama e sfondo. Non ha neppure un protagonista vero e proprio. Jacob Flanders, ispirato alla figura di Toby Stephen, fratello di Virginia Woolf morto in giovane età, è presentato non attraverso dettagliate descrizioni fisiche e caratteriali, ma attraverso un flusso continuo di pensieri che lo riguardano, di memorie, di illuminazioni, di sensazioni ed emozioni provate da chi lo conosce o da chi lo incontra per caso, in treno, ai ricevimenti o per strada. Jacob vive attraverso gli occhi e le menti degli altri. Per questo non si può dire che sia un vero protagonista.
    Il romanzo in sé è indubbiamente innovativo, per l'epoca, poiché in esso la Woolf sperimenta per la prima volta il flusso di coscienza, tecnica narrativa che poi migliora e plasma nelle opere successive. Non è ancora ai livelli de La signora Dalloway" o di Al Faro, ma è comunque una storia significativa e molto intensa, a tratti una poesia in prosa, una profusione di sensazioni; una biografia, ma anche un'elegia, un romanzo di formazione, ma anche un romanzo di viaggio, se vogliamo, e uno studio caratteriale.

    ha scritto il 

  • 5

    Sei così dentro me, Virginia.

    Frattanto la lettera della povera Betty Flanders, giunta col secondo giro di posta, giaceva sulla tavola del salotto; della povera Betty Flanders che scriveva il nome di ...continua

    Sei così dentro me, Virginia.

    Frattanto la lettera della povera Betty Flanders, giunta col secondo giro di posta, giaceva sulla tavola del salotto; della povera Betty Flanders che scriveva il nome di suo figlio: Jacob Alan Flanders Esq., come usano le madri; e il pallido inchiostro effuso suggeriva come laggiù a Scarborough le mamme scarabocchiano accanto al caminetto, i piedi sul parafuoco, quando il tè è sparecchiato, e non possono mai, mai dire… Forse questo: Non andare con le donne cattive, fa’ il bravo ragazzo, mettiti la maglia pesante, e ritorna ritorna ritorna da me.

    ha scritto il 

  • 0

    È stata una lettura sfortunata quindi non do voti.
    Messo lo stile sperimentale (per allora) agli atti, ho trovato poco in questo romanzo, da cui mi aspettavo probabilmente una maggiore penetrazione ne ...continua

    È stata una lettura sfortunata quindi non do voti.
    Messo lo stile sperimentale (per allora) agli atti, ho trovato poco in questo romanzo, da cui mi aspettavo probabilmente una maggiore penetrazione nei sentimenti dei personaggi considerato il tipo di narratore e l'attenzione ai dettagli; invece si resta leggeri in superficie, forse proprio perché manca l'occhio penetrante della narratrice.
    Secondo le sue stesse parole: «Lo strano della vita è che, sebbene la natura di essa sia stata chiara a ognuno per centinaia d'anni, nessuno ne ha steso un adeguato resoconto. Mentre le strade di Londra hanno una loro carta, le nostre passioni rimangono non descritte. Chi mai incontreremo se voltiamo quest'angolo?».
    http://it.wikiquote.org/wiki/Virginia_Woolf#La_camera_di_Jacob

    ha scritto il 

  • 4

    The Gift.

    A passi ispirati si alternano passi non riusciti o, comunque, fastidiosi e spiazzanti, a volte anche fuori luogo, direi. Virgina però il Dono ce l'aveva, sono le epifanie del suo talento quelle che ri ...continua

    A passi ispirati si alternano passi non riusciti o, comunque, fastidiosi e spiazzanti, a volte anche fuori luogo, direi. Virgina però il Dono ce l'aveva, sono le epifanie del suo talento quelle che rimangono una volta chiuso e deposto il libro.

    PS:
    Dicono, in molti, che questo non sia affatto il migliore romanzo di Virginia Woolf... Questo è il secondo suo che leggo e mi sta piacendo un sacco (come il primo, To the Lighthouse): devo dedurre allora che questa donna, nel/i suo/i capolavoro/i sa estasiare il lettore!

    ha scritto il 

  • 0

    "Tuttavia non c'è bisogno di dire a quali rischi vada incontro la moglie di un pastore quando passeggia nella brughiera. Piccola di statura, bruna, con occhi vividi, una penna di fagiano nel cappello, ...continua

    "Tuttavia non c'è bisogno di dire a quali rischi vada incontro la moglie di un pastore quando passeggia nella brughiera. Piccola di statura, bruna, con occhi vividi, una penna di fagiano nel cappello, la signora Jarvis era proprio il tipo di donna che può perdere la fede nella brughiera - confondendo, per esempio, Dio con l'universo - ma non perse la fede, non lasciò suo marito, non lesse mai una poesia fino in fondo, e continuò ad andare a camminare nella brughiera, guardando la luna dietro agli olmi, e sentendo, quando si sedeva sull'erba, e da lassù dominava Scarborough... Sì, sì, quando l'allodola prende il volo; quando le pecore, facendo un passo o due in avanti, brucano l'erba, e allo stesso tempo fanno tintinnare il campanaccio; quando si leva la brezza e poi si acquieta, lasciando sulle guance il bacio del suo alito; quando le navi sul mare, laggiù, sembrano incrociarsi e superarsi come mosse da una mano invisibile; quando si sentono tonfi lontani nell'aria e sembra che dei cavalieri fantasma vadano al galoppo, per poi fermarsi improvvisamente; quando l'orizzonte trascolora, passando dall'azzurro al verde... - allora la signora Jarvis, con un profondo sospiro, pensa tra sé, 'Se soltanto qualcuno mi desse... Se io potessi dare a qualcuno...' Ma non sa quello che vuol dare, né chi potrebbe darlo a lei."

    ha scritto il 

  • 2

    Che confusione!

    E' il primo libro che leggo di Virginia Woolf, ed è quindi la prima volta che ho a che fare con la tecnica dello "stream of consciousness", cioè del flusso dei pensieri dei vari protagonisti. Ed il pr ...continua

    E' il primo libro che leggo di Virginia Woolf, ed è quindi la prima volta che ho a che fare con la tecnica dello "stream of consciousness", cioè del flusso dei pensieri dei vari protagonisti. Ed il problema del romanzo è proprio questo: il lettore resta in balia di tutti i flussi dei tantissimi (uno nuovo ogni tre pagine) personaggi che si alternano al suo interno, perdendo di vista la figura di Jacob e talvolta proprio il filo del racconto. Confesso che in più di un'occasione mi sono ritrovato a non capire più nulla di quello che c'era scritto!
    Eppure la penna della grande scrittrice si riconosce in più di un tratto, rendendo meno amara una lettura che comunque non consiglio.

    Frasi da ricordare:
    - Lo strano della vita è che, sebbene la sua natura sia stata chiara a tutti per centinaia di anni, nessuno ne ha però lasciato un adeguato resoconto. Mentre le strade di Londra hanno una loro mappa, le nostre passioni rimangono inesplorate. Chi mai incontreremo, se voltiamo quest'angolo?
    - La beltà delle donne somiglia alla luce sul mare, perché ogni onda ha la sua. Tutte ce l'hanno, tutte la perdono.
    - Non c'è dubbio che noi saremmo molto peggiori di quel che siamo, senza le nostre sorprendenti attitudini per l'illusione.

    ha scritto il 

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