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La campana di vetro

e sei poesie da Ariel

By Sylvia Plath

(488)

| Paperback | 9788804545040

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Book Description

In un albergo di New York per sole donne, Esther, diciannovenne di provincia, studentessa brillante, vincitrice di un soggiorno offerto da una rivista di moda, incomincia a sentirsi "come un cavallo da corsa in un mondo senza piste". Intorno a lei, s Continue

In un albergo di New York per sole donne, Esther, diciannovenne di provincia, studentessa brillante, vincitrice di un soggiorno offerto da una rivista di moda, incomincia a sentirsi "come un cavallo da corsa in un mondo senza piste". Intorno a lei, sopra di lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta. Un mondo alienato, una vera e propria campana di vetro che schiaccia la protagonista sotto il peso della sua protezione, togliendole a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere dalle onde azzurre dell'elettroshock. Pubblicato nel 1963, un mese prima del suicidio dell'autrice, La campana di vetro è l'unico romanzo di Sylvia Plath. Fortemente autobiografico, narra con stile limpido e teso e con una semplicità agghiacciante le insipienze, le crudeltà incoscienti, i tabù assurdi capaci di spezzare qualunque adolescenza presa nell'ingranaggio stritolante di una normalità che ignora la poesia.

183 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "io sono, io sono, io sono"

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione.
    Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento,
    un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga,
    i suoi nudi
    ...(continue)

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione.
    Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento,
    un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga,
    i suoi nudi

    piedi sembran dire:
    abbiamo tanto camminato, è finita.

    Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
    come un bianco serpente a una delle due piccole

    tazze del latte, ora vuote.
    Lei li ha riavvolti

    Dentro il suo corpo come petali
    di una rosa richiusa quando il giardino

    s'intorpidisce e sanguinano odori
    dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.

    Niente di cui rattristarsi ha la luna
    che guarda dal suo cappuccio d'osso.

    A certe cose è ormai abituata.
    Crepitano, si tendono le sue macchie nere.

    Lascia la penna vicino al foglio e prepara pane e burro con due tazze di latte per Frieda e Nicholas, i suoi bambini.
    Poi, accuratamente chiude le porte, spranga le finestre ed infila il capo nella bocca del forno.
    Questo accade ad un mese circa dalla pubblicazione de “La campana di vetro”. Questa è la morte di una poetessa: Sylvia Plath.
    Il suo unico romanzo uscì con lo pseudonimo di Victoria Lucas. Probabilmente vi erano troppi i riferimenti alla sua vita ed alle persone che l'hanno circondata.

    Una campana di vetro può essere un luogo confortante. Un rifugio che dà sicurezza perchè definisce i tuoi limiti, il tuo spazio e sai che se starai lì zitta e buona non avrai noie.

    Una campana di vetro può essere una cappa asfissiante che ti impedisce di avere liberi movimenti mentre il mondo attorno ti appare solo come un brutto sogno dove ci si aggrappa ad un mantra che ripete “io sono, io sono, io sono”.
    Un tormento. Un unico desiderio: la morte. La pace piuttosto che l'angoscia del non essere.

    “Io sono verticale.
    Ma preferirei essere orizzontale”

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    Dagio Maya (scambio solo ebook!) said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la differenza fra piacere e dolore non ci sono riuscito. ...(continue)

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la differenza fra piacere e dolore non ci sono riuscito. Sono stato ore e ore a farle esempi, troppo sale, mi si attaccavano ai denti, quelli non scoppiati erano difficili da rompere e altri dettagli, ma Elvira gli esempi male li sopporta e così si è distratta e ha cominciato a leggere un articolo sulle qualità del colore rosso e del colore verde e del colore blu. Tu avevi le tende una blu e una rossa, vero?, mi ha chiesto lei. Già, erano belle, ho detto io. E quali sono le differenze fra blu e rosso?, ha detto Elvira, non lo so, ho detto io, e tra verde e rosso?, ha detto Elvira, non so neanche questo, ma lo possiamo chiedere alla mia pianta di pomodoro. Vero, ha detto Elvira, mi sono sempre chiesta perché diventa ansiosa quando le faccio vedere il giallo. Andiamo?, ho detto io. Aspettiamo un po', ha detto Elvira, l'ho appena spostata in serra, forse sta riposando. E mentre pensavo alla mia pianta che riposava mi è arrivata un'email da pop artist.

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    (skate) said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di suicidio della protagonista (alter ego della Plath, a ...(continue)

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di suicidio della protagonista (alter ego della Plath, a quanto pare), grazie ad una maggiore introspezione e ad una descrizione precisa degli eventi (stavolta molto più interessanti, a mio avviso).
    Di notevole rilevanza le riflessioni sulla campana di vetro, l'angoscia in cui si sente imprigionata la giovane, senza mai trovare, nonostante la dimissione, un vero barlume di speranza (difatti, ella dice tra sé di non essere sicura di non cadere nuovamente sotto la "campana di vetro").
    Apprezzo da tempo la Plath poetessa, leggere il suo unico romanzo è stato interessante

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    EmptyWords said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro bellissimo. E' facile immedesimarsi nella protagonista, anche quando i pensieri sono cupi e tristi. L'ho trovato di grande ispirazione, mi ha fatto riflettere sugli stereotipi che ci sono ancora sulle donne e sulle aspettative che vi si ripo ...(continue)

    Un libro bellissimo. E' facile immedesimarsi nella protagonista, anche quando i pensieri sono cupi e tristi. L'ho trovato di grande ispirazione, mi ha fatto riflettere sugli stereotipi che ci sono ancora sulle donne e sulle aspettative che vi si ripongono.

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    On Reading said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

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Page 8 , 82 , 110 , 112