La cantatrice calva

Di

Editore: Einaudi - Collezione di teatro 7

4.2
(688)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 52 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000046711 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gian Renzo Morteo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Umorismo

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Descrizione del libro
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  • 5

    Scrivere de La cantatrice calva significa addentrarsi in un terreno difficile. È un’opera che ho letto tantissime volte e che, tante volte ancora, rileggerò sempre con crescente entusiasmo. Lo so. E n ...continua

    Scrivere de La cantatrice calva significa addentrarsi in un terreno difficile. È un’opera che ho letto tantissime volte e che, tante volte ancora, rileggerò sempre con crescente entusiasmo. Lo so. E nonostante la conosca benissimo, so che non riuscirò a rendere con le parole la bellezza che quest’opera trasuda, non riuscirò a descrivere l’emozione che ogni dialogo mi regala. Dico solo che di questa bellezza, indefinibile, ne ho bisogno.
    Recensione completa: http://girasolando-girasola.blogspot.it/2016/07/la-cantatrice-calva-eugene-ionesco.html

    ha scritto il 

  • 4

    "Inutile ma assolutamente necessario"

    "L’esperienza insegna che quando si sente suonare alla porta è segno che non c’è mai nessuno".
    "Dimentichiamo, Darling, tutto ciò che non è accaduto tra di noi".
    "Questa mattina, quando ti sei guardat ...continua

    "L’esperienza insegna che quando si sente suonare alla porta è segno che non c’è mai nessuno".
    "Dimentichiamo, Darling, tutto ciò che non è accaduto tra di noi".
    "Questa mattina, quando ti sei guardato nello specchio, non ti sei visto – Perché non ero ancora là…"

    Irrazionalità o frammentazione della realtà?
    Delirio espressivo o futuriste parole in libertà?
    Incomunicabilità o assenza di significati?
    Il senso del non-sense
    L’assurdità dell’assurdo
    .....ma siamo proprio sicuri che sia tutto insensato e assurdo?
    Io non ne sono sicura!
    Ionesco delle sue pièces scriveva: “Tout cela doit provoquer chez les spectateurs un sentiment pénible, un malaise, une honte".
    Insomma, da leggere senza riserve mentali e, se si riesce, senza porsi tutte le domande che mi sono posta io, tanto risposte non ce ne sono!

    P.S.
    Posso scegliere quale personaggio interpretare? Si? Mary, la cameriera! Vorrei declamare la sua poesia:
    Il fuoco
    ...................................
    ...................................
    l'acqua prese fuoco
    la cenere prese fuoco
    il fuoco prese fuoco
    tutto prese fuoco
    prese fuoco, prese fuoco.

    "M'ha dato i brividi alla schiena...."
    "Eppure c'era un certo calore in quei versi...."

    ha scritto il 

  • 5

    Esilarante.

    Dialoghi eccezionali. Alcuni, ricopiati da manuali inglesi di conversazione. Tutti, completamente assurdi. E io lettrice mi immedesimo ... fino a reagire come fossero realistici ... a immedesimarmi ne ...continua

    Dialoghi eccezionali. Alcuni, ricopiati da manuali inglesi di conversazione. Tutti, completamente assurdi. E io lettrice mi immedesimo ... fino a reagire come fossero realistici ... a immedesimarmi nella "narrazione". (Questo effetto è possibile perchè la pièce è scarna e breve, in tempi più lunghi non reggerebbe). Mi sono proprio divertita!

    ha scritto il 

  • 0

    mmm

    Non so esprimermi, credo però che in questo caso serva conoscere bene l'autore per poterlo apprezzare. Riproverò a leggerlo con qualche informazione e chiave di lettura in più. Parto dai commenti su ...continua

    Non so esprimermi, credo però che in questo caso serva conoscere bene l'autore per poterlo apprezzare. Riproverò a leggerlo con qualche informazione e chiave di lettura in più. Parto dai commenti su anobii...

    ha scritto il 

  • 5

    L'Absurde...sans peine! :D [Nel grande tritatutto]

    Primo incontro con questo particolare e modernissimo autore, uno degli esponenti di quello che venne definito «Teatro dell'assurdo».

    La commedia (o meglio l'anti-commedia, come Ionesco stesso la defin ...continua

    Primo incontro con questo particolare e modernissimo autore, uno degli esponenti di quello che venne definito «Teatro dell'assurdo».

    La commedia (o meglio l'anti-commedia, come Ionesco stesso la definisce) è alquanto particolare. Si potrebbe descrivere come una meta commedia - una commedia nella commedia - in cui i personaggi vivono situazioni al limite del paradosso che lasciano letteralmente di sasso il lettore (o lo spettatore).

    Ionesco si burla di secoli e secoli di Teatro - quello convenzionale, quello con la T maiuscola - che vedeva la presenza di maschere fisse, tratteggiate ciascuna da una sua caratteristica morale o comportamentale (mi è subito venuta in mente, ad esempio, la figura del servo, scaltro e a volte fannullone descritto in molte commedie di Goldoni e di Molière) per contrapporvi un teatro in cui i personaggi sono bizzarri, strani (ed è un eufemismo!) e sconvolgenti; essi sono espressione delle incoerenze e dei mali moderni:

    - incomunicabilità tra coppie (come accade con gli Smith);
    - finzione nei rapporti sociali (tra gli Smith ed i Martin ma anche tra questi e il Pompiere);
    - pregiudizi classisti (nei confronti di Mary, anche se non da tutti i protagonisti);
    - incertezza;
    - senso di smarrimento.

    Sono personaggi "soli" poiché non sono guidati da un regista fermo e deciso come accadeva nel vecchio Teatro; sono soggetti ad eventi alquanto strani (campanelli che suonano ma che nessuno ha suonato..ma questo non accade sempre, dipende..), governati da poche leggi certe in quanto neanche il tempo (scandito dalla pazza pendola) è padrone di scandire con certezza il suo trascorrere.

    Si parte quindi dalla realtà quotidiana dell'era moderna e la si butta in un grande tritatutto che non la distrugge ma la altera, la trasforma e ce la rende così, come questa commedia-non-commedia: assurda, astratta, a tratti paranoica (soprattutto verso la fine). Disorientando il lettore; scioccando lo spettatore; lasciandoci con un amaro in bocca, nonostante i molti momenti in cui i commenti ora degli Smith ora dei Martin risultano inevitabilmente comici.

    Di sicuro approfondirò questo autore e leggerò Samuel Beckett...ormai l'assurdo mi ha conquistata :D!

    ....Ah, dimenticavo! Ma...la cantatrice calva? (a buon inteditor... ;D)!

    PS: All'inzio ho scritto Ionesco si burla di secoli e secoli di Teatro...ed è vero, a mio parere...ma se questo è accaduto è perché la realtà, essa stessa, si è burlata di Ionesco (dove con "Ionesco" intendo l'Uomo, non propriamente Eugène Ionesco).

    PPS: Mi sto "assurzizzando" pure io :D!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'inglese senza fatica

    era questo uno dei titoli iniziale di questa celebre opera teatrale di Ionesco, perla del teatro dell'assurdo, assolutamente perfetta sia nel sottile umorismo sugli inglesi che nel crescendo di tensio ...continua

    era questo uno dei titoli iniziale di questa celebre opera teatrale di Ionesco, perla del teatro dell'assurdo, assolutamente perfetta sia nel sottile umorismo sugli inglesi che nel crescendo di tensione fino all'apice del finale.
    Consiglio l'edizione che comprende commenti al testo e, soprattutto, i due finali alternativi e la versione primitiva del testo - queste letture permettono di apprezzare ancora di più la precisione e la nettezza delle battute. L'assurdo sembra filtrare e traboccare in ogni frase - la struttura dei dialoghi è quella normale, convenzionale delle noiose, insulse chiacchiere dei buoni borghesi inglesi, ma il senso delle parole è perso, la logica di ragionamenti o fili narrativi inesistente. Resta un ritmo magnifico, una cacofonia verbale affascinante ed un testo passibile di qualunque interpretazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Un elogio del non sense e delle associazioni di suoni e idee o non idee. La prima scena più che all’incomunicabilità mi ha fatto pensare alla comunicazione che esternamente non sembra avere reale conn ...continua

    Un elogio del non sense e delle associazioni di suoni e idee o non idee. La prima scena più che all’incomunicabilità mi ha fatto pensare alla comunicazione che esternamente non sembra avere reale connessione, tra due che vivono insieme e hanno un sottotesto incomprensibile per tutto il resto del mondo. Poi ha vinto la sconnessione di momenti e pensieri. Understood?
    A teatro potrebbe essere fenomenale.
    Veloce. Tre e mezzo.

    Ps. Inutile chiedersi chi sia La cantatrice calva!

    ha scritto il 

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