Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La capanna dello zio Tom

Di

Editore: Edizioni Le Stelle

3.9
(1050)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000100875 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

Ti piace La capanna dello zio Tom?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Ascoltando lo zio Tom

    Spesso incontri dei libri che hai sempre visto ruotare attorno a te ma non ti sei mai avvicinato a loro, non per disinteresse ma perchè lo spirito non ti chiamava. Mesi fa sono stata chiamata dallo zi ...continua

    Spesso incontri dei libri che hai sempre visto ruotare attorno a te ma non ti sei mai avvicinato a loro, non per disinteresse ma perchè lo spirito non ti chiamava. Mesi fa sono stata chiamata dallo zio Tom, non sentito una voce forte che urlava e mi diceva che era arrivato il momento in cui avrei dovuto sedermi vicino al fuoco e attendere alle sue parole. Questo piccolo libro mi ha fatto comprendere come ci siano persone che hanno aperto il proprio cuore e hanno compiuto un viaggio nel tempo, sondando e urlando a gran voce i mali dell'umanità. Questa donna vedeva lontano ma soprattutto aprendo il suo cuore vedeva ciò che abbruttisce l'uomo e lo rende privo di vita perchè la violenza e l'odio verso i nostri simili non è altro che l'assenza nostra, propria di vita. L'odio e l'accanimento che lo schiavismo porta con se non è altro che l'assenza di umanità e l'essere essi stessi quello che loro perseguitano tanto: bestie.
    Un plauso alla nuova traduzione!

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo dei nostri giorni

    La testimonianza della crudeltà della schiavitù, portata da questo romanzo, è un triste risveglio nella nostra realtà: dall'800 ad oggi è cambiato pochissimo.
    I fenomeni di intolleranza nei confronti ...continua

    La testimonianza della crudeltà della schiavitù, portata da questo romanzo, è un triste risveglio nella nostra realtà: dall'800 ad oggi è cambiato pochissimo.
    I fenomeni di intolleranza nei confronti dei neri che ascoltiamo continuamente, dimostrano che certe idee, certi atteggiamenti si siano protratti nei secoli.
    Questo romanzo riporta (attraverso una forma romanzata che raccoglie episodi realmente avvenuti e conosciuti dall'autrice) il resoconto dell'origine dei fenomeni razzisti del nostro tempo; i concetti che ancora sentiamo negli ambiti dell'odio razziale traggono origine dalle opinioni dei latifondisti americani che ritenevano i neri una specie inferiore, incapace di provare gli stessi sentimenti dei bianchi, con un intelletto povero destinato ad essere applicato solo ai lavori manuali; gli sfruttatori ritenevano i neri creati per la schiavitù, cosa, questa, giustificata (nell'opinione dei segregatori) dalla Bibbia stessa.
    Un romanzo ben scritto, mai banale, mai noioso e, ingiustamente, relegato a lettura per adolescenti, non essendolo affatto.
    Ho letto, su questo portale, critiche ai troppi riferimenti biblici e all'eccessiva caratterizzazione religiosa di alcuni personaggi; credo che tali critiche siano ingenerose e il carattere religioso dei protagonisti andrebbe contestualizzato all'epoca in cui i fatti descritti avvengono, in cui l'abbandono alla fede era peculiarità tipica del tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Partiamo coi difetti e diciamo pure che per certi versi La capanna dello zio Tom può essere un libro irritante. Perché è buonista all’inverosimile, perché alcuni personaggi si aggrappano alla Bibbia i ...continua

    Partiamo coi difetti e diciamo pure che per certi versi La capanna dello zio Tom può essere un libro irritante. Perché è buonista all’inverosimile, perché alcuni personaggi si aggrappano alla Bibbia in modo fanatico, perché quasi tutti i buoni sono belli, eleganti, intelligenti e ovviamente buonissimi, mentre i cattivi rozzi, stupidotti e davvero malvagi .
    Eppure, eppure…l’autrice ha una penna feroce, capace di buttare tra le righe di una storia solo all’apparenza zuccherosa tantissima ironia e fa aprire gli occhi con tanta semplicità ed evidenza: se l’eterea Evangeline sembra un po’ troppo perfetta e illuminata per essere una bambina di 6-8 anni appena, ci mostra che persino un bambino riesce ad accorgersi dell’assurdità e della crudeltà della schiavitù, quell’assurda pratica che separa le famiglie e condanna un altro uomo a essere proprietà di un altro, come se fosse una cosa; se Tom col suo eterno porgere l’altra guancia diventa un po’ troppo simile a Gesù, ci insegna che bisogna perdonare anche il proprio nemico, una lezione che non così tanti anni fa ha ripreso un altro uomo di colore molto importante (certi temi nella storia tornano…?)
    Un romanzo potente, di quelli che davvero cambiano il mondo. Considerato che è stato pubblicato appena nel 1852, era davvero avanti anni luce allora, quando con sufficienza la maggioranza bianca liquidava la questione dicendo del popolo di colore “tanto non sono come noi, non provano gli stessi sentimenti”.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo impatto di una bambina con le ingiustizie e le storture del mondo in cui si ritrova a vivere, prime prove (ancorché un pò melense e infarcite di buonismo religioso) di ribellione... l'autrice su ...continua

    Primo impatto di una bambina con le ingiustizie e le storture del mondo in cui si ritrova a vivere, prime prove (ancorché un pò melense e infarcite di buonismo religioso) di ribellione... l'autrice suscitò in me esattamente l'effetto che voleva, e non escludo che la mia sensibilità verso i deboli e gli indifesi sia stata in qualche modo nutrita anche da questo romanzo. Il mio dunque non è un giudizio stilistico ma di vita...

    ha scritto il 

  • 2

    Trecento e più pagine iniziali di piattume al limite della monodimensionalità: c'è il negro buono, la negretta simpatica, il signorotto che capisce ma non agisce, la donna crudele, la bambina estatica ...continua

    Trecento e più pagine iniziali di piattume al limite della monodimensionalità: c'è il negro buono, la negretta simpatica, il signorotto che capisce ma non agisce, la donna crudele, la bambina estatica. Il tutto ammantato da una religiosità che alla lunga diventa parecchio irritante.
    Lo stacco, all'arrivo di Tom in quella che sarà la sua ultima dimora terrena, porta una ventata fresca alla narrazione. Finalmente si intravede che cosa è stata, anche se in modo molto addolcito, la piaga della schiavitù, riuscendo a scorgere sotto la cortina di pudore che ammanta le scene più cruente il dramma di tutta la vicenda.

    ha scritto il 

  • 4

    "Se non fosse esistita Harriet Beecher Stowe forse non ci sarebbe stata la guerra di secessione"(Abraham Lincoln)

    Queste parole di Lincoln descrivono perfettamente l'opera della Stowe…”la capanna dello zio Tom” è senza alcun dubbio uno di quei pochi libri che hanno cambiato il corso della storia e dell’umanità.
    H ...continua

    Queste parole di Lincoln descrivono perfettamente l'opera della Stowe…”la capanna dello zio Tom” è senza alcun dubbio uno di quei pochi libri che hanno cambiato il corso della storia e dell’umanità.
    Ha cambiato il modo di pensare degli Stati Uniti d’America, che proprio in contemporanea con l’uscita del romanzo stavano per affrontare una guerra fratricida che avrebbe cambiato le sorti del paese e stavano per intraprendere la strada che li avrebbe portati a diventare una delle nazioni più potenti del mondo.
    All’uscita del romanzo molte critiche piovvero sulla testa di Harriet, forti polemiche si sollevarono nei suoi confronti, l’autrice venne addirittura fatta bersaglio di violente campagne giornalistiche finalizzate a screditare la sua persona e l’opera in questione, fino a giungere addirittura a veri e propri atti intimidatori(quello più eclatante fu l’aver ricevuto, chiuso in una lettera, un orecchio mozzato di uno schiavo di colore) e a minacce di morte.
    Arthur Shelby, un ricco e gentile possidente di una grande piantagione di cotone in America, ormai debole e malaticcio, decide a malincuore di vendere il vecchio zio Tom, un forte e generoso schiavo di colore a cui è molto legato a Haley, un perfido mercante di schiavi.
    Tom accetta il suo destino e da quel giorno ha inizio per lui un lungo viaggio verso il sud dove all’inizio troverà ad accoglierlo una generosa e compassionevole famiglia e poi finirà schiavo in una piantagione di cotone sotto la tirannia del crudele Simon.
    Il suo destino sembra così segnato fino a quando, durante un viaggio sul fiume, salva la vita di una bambina caduta in acqua. Il padre, riconoscente, lo compra per gratitudine…da quel giorno Tom diverrà il suo cocchiere e la vita per lui cambierà radicalmente.
    Un romanzo straordinario, una moltitudine di personaggi che si alternano in gioie e dolori di quella razza umana che, purtroppo ancora oggi, viene ingiustamente ritenuta inferiore alle altre.
    Un libro dai grandi ideali, dai fortissimi sentimenti, dai sogni e dalle speranze perdute, dalle ingiustizie e dal dolore che milioni e milioni di uomini, donne e bambine hanno dovuto patire per secoli, dalla cattiveria, l’egoismo e l’ignoranza dell’essere umano.
    Un libro che letto da ragazzi fa sognare per lo stile avventuroso con cui è stato scritto, ma che letto da adulti non può far altro che commuovere e riflettere sul grado di iniquità che a volte riesce a raggiungere la razza umana, soprattutto nei confronti dei suoi simili.
    Un altro di quei libri che farei adottare come testo obbligatorio nelle scuole.

    ha scritto il 

Ordina per