La capanna dello zio Tom

Di

Editore: Edizioni Pandion

3.9
(1107)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale

Isbn-10: A000144148 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elisabetta Missaglia

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    La storia raccontata da Harriet Beecher Stowe è ambientata negli Stati Uniti in pieno periodo di schiavitù.

    Tom vive nella fattoria degli Shelby e, nonostante la propria condizione di schiavo, la sua ...continua

    La storia raccontata da Harriet Beecher Stowe è ambientata negli Stati Uniti in pieno periodo di schiavitù.

    Tom vive nella fattoria degli Shelby e, nonostante la propria condizione di schiavo, la sua vita scorre tranquilla insieme alla famiglia e agli altri neri della piantagione. La situazione di Tom non è affatto drammatica: non viene punito con le frustate, non viene sottoposto a privazioni ed è addirittura il braccio destro del padrone.

    Ma improvvisamente le cose cambiano…

    Padron Shelby ha contratto dei debiti ai quali non può adempiere se non mettendo in vendita proprio Tom e il piccolo e buffo bambino di Eliza, ma quest’ultima si rende conto di ciò che sta per succedere e fugge via per salvare suo figlio da un destino drammatico. Una fuga rocambolesca che, grazie all’aiuto di una piccola comunità dell’Ohio, si conclude nel migliore dei modi.

    Tom, invece, nonostante sia stato avvertito per tempo da Eliza, decide di andare incontro al suo destino. Si affida al volere di Dio ed è costretto a lasciare la sua famiglia, la fattoria dove ha sempre vissuto per essere venduto al migliore offerente.

    Ma Dio ha posto sul suo cammino un piccolo angelo, Evangeline, figlia del proprietario di una ricca piantagione del Kentucky. Eva è colpita da Tom e prega il padre di comprarlo e di portarlo nella loro tenuta. Ed è così che Tom giunge sotto l’ala protettrice di St. Clare, anche lui padrone tollerante e contrario per principio alla schiavitù.

    Ed è proprio in questa parte della storia che assistiamo alle parti più commoventi e coinvolgenti del libro per poi seguire Tom nel suo ultimo viaggio verso il martirio presso un nuovo padrone violento e disumano…

    E’ un libro che parte un po’ lento per poi arrivare a coinvolgerti completamente nelle vicende dei personaggi con le loro problematiche e i loro drammi.

    E’ un atto di denuncia verso uno degli atti più vergognosi che l’uomo bianco ha posto in essere nel corso della storia a danno di altri esseri umani.

    E’ un libro che tutti dovrebbero leggere…Ed è anche uno dei pochi che sia riuscito a farmi versare qualche lacrima di commozione.

    ha scritto il 

  • 5

    Ascoltando lo zio Tom

    Spesso incontri dei libri che hai sempre visto ruotare attorno a te ma non ti sei mai avvicinato a loro, non per disinteresse ma perchè lo spirito non ti chiamava. Mesi fa sono stata chiamata dallo zi ...continua

    Spesso incontri dei libri che hai sempre visto ruotare attorno a te ma non ti sei mai avvicinato a loro, non per disinteresse ma perchè lo spirito non ti chiamava. Mesi fa sono stata chiamata dallo zio Tom, non sentito una voce forte che urlava e mi diceva che era arrivato il momento in cui avrei dovuto sedermi vicino al fuoco e attendere alle sue parole. Questo piccolo libro mi ha fatto comprendere come ci siano persone che hanno aperto il proprio cuore e hanno compiuto un viaggio nel tempo, sondando e urlando a gran voce i mali dell'umanità. Questa donna vedeva lontano ma soprattutto aprendo il suo cuore vedeva ciò che abbruttisce l'uomo e lo rende privo di vita perchè la violenza e l'odio verso i nostri simili non è altro che l'assenza nostra, propria di vita. L'odio e l'accanimento che lo schiavismo porta con se non è altro che l'assenza di umanità e l'essere essi stessi quello che loro perseguitano tanto: bestie.
    Un plauso alla nuova traduzione!

    ha scritto il 

  • 3

    un classico che mi ero perso

    da leggere anche solo per ciò che ha rappresentato per la gente di colore e la lotta contro la schiavitù
    Abramo Lincoln in persona andò a congratularsi con l'autrice per l'aiuto che il suo romanzo die ...continua

    da leggere anche solo per ciò che ha rappresentato per la gente di colore e la lotta contro la schiavitù
    Abramo Lincoln in persona andò a congratularsi con l'autrice per l'aiuto che il suo romanzo diede alla liberazione dei neri

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo dei nostri giorni

    La testimonianza della crudeltà della schiavitù, portata da questo romanzo, è un triste risveglio nella nostra realtà: dall'800 ad oggi è cambiato pochissimo.
    I fenomeni di intolleranza nei confronti ...continua

    La testimonianza della crudeltà della schiavitù, portata da questo romanzo, è un triste risveglio nella nostra realtà: dall'800 ad oggi è cambiato pochissimo.
    I fenomeni di intolleranza nei confronti dei neri che ascoltiamo continuamente, dimostrano che certe idee, certi atteggiamenti si siano protratti nei secoli.
    Questo romanzo riporta (attraverso una forma romanzata che raccoglie episodi realmente avvenuti e conosciuti dall'autrice) il resoconto dell'origine dei fenomeni razzisti del nostro tempo; i concetti che ancora sentiamo negli ambiti dell'odio razziale traggono origine dalle opinioni dei latifondisti americani che ritenevano i neri una specie inferiore, incapace di provare gli stessi sentimenti dei bianchi, con un intelletto povero destinato ad essere applicato solo ai lavori manuali; gli sfruttatori ritenevano i neri creati per la schiavitù, cosa, questa, giustificata (nell'opinione dei segregatori) dalla Bibbia stessa.
    Un romanzo ben scritto, mai banale, mai noioso e, ingiustamente, relegato a lettura per adolescenti, non essendolo affatto.
    Ho letto, su questo portale, critiche ai troppi riferimenti biblici e all'eccessiva caratterizzazione religiosa di alcuni personaggi; credo che tali critiche siano ingenerose e il carattere religioso dei protagonisti andrebbe contestualizzato all'epoca in cui i fatti descritti avvengono, in cui l'abbandono alla fede era peculiarità tipica del tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Partiamo coi difetti e diciamo pure che per certi versi La capanna dello zio Tom può essere un libro irritante. Perché è buonista all’inverosimile, perché alcuni personaggi si aggrappano alla Bibbia i ...continua

    Partiamo coi difetti e diciamo pure che per certi versi La capanna dello zio Tom può essere un libro irritante. Perché è buonista all’inverosimile, perché alcuni personaggi si aggrappano alla Bibbia in modo fanatico, perché quasi tutti i buoni sono belli, eleganti, intelligenti e ovviamente buonissimi, mentre i cattivi rozzi, stupidotti e davvero malvagi .
    Eppure, eppure…l’autrice ha una penna feroce, capace di buttare tra le righe di una storia solo all’apparenza zuccherosa tantissima ironia e fa aprire gli occhi con tanta semplicità ed evidenza: se l’eterea Evangeline sembra un po’ troppo perfetta e illuminata per essere una bambina di 6-8 anni appena, ci mostra che persino un bambino riesce ad accorgersi dell’assurdità e della crudeltà della schiavitù, quell’assurda pratica che separa le famiglie e condanna un altro uomo a essere proprietà di un altro, come se fosse una cosa; se Tom col suo eterno porgere l’altra guancia diventa un po’ troppo simile a Gesù, ci insegna che bisogna perdonare anche il proprio nemico, una lezione che non così tanti anni fa ha ripreso un altro uomo di colore molto importante (certi temi nella storia tornano…?)
    Un romanzo potente, di quelli che davvero cambiano il mondo. Considerato che è stato pubblicato appena nel 1852, era davvero avanti anni luce allora, quando con sufficienza la maggioranza bianca liquidava la questione dicendo del popolo di colore “tanto non sono come noi, non provano gli stessi sentimenti”.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo impatto di una bambina con le ingiustizie e le storture del mondo in cui si ritrova a vivere, prime prove (ancorché un pò melense e infarcite di buonismo religioso) di ribellione... l'autrice su ...continua

    Primo impatto di una bambina con le ingiustizie e le storture del mondo in cui si ritrova a vivere, prime prove (ancorché un pò melense e infarcite di buonismo religioso) di ribellione... l'autrice suscitò in me esattamente l'effetto che voleva, e non escludo che la mia sensibilità verso i deboli e gli indifesi sia stata in qualche modo nutrita anche da questo romanzo. Il mio dunque non è un giudizio stilistico ma di vita...

    ha scritto il 

  • 2

    Trecento e più pagine iniziali di piattume al limite della monodimensionalità: c'è il negro buono, la negretta simpatica, il signorotto che capisce ma non agisce, la donna crudele, la bambina estatica ...continua

    Trecento e più pagine iniziali di piattume al limite della monodimensionalità: c'è il negro buono, la negretta simpatica, il signorotto che capisce ma non agisce, la donna crudele, la bambina estatica. Il tutto ammantato da una religiosità che alla lunga diventa parecchio irritante.
    Lo stacco, all'arrivo di Tom in quella che sarà la sua ultima dimora terrena, porta una ventata fresca alla narrazione. Finalmente si intravede che cosa è stata, anche se in modo molto addolcito, la piaga della schiavitù, riuscendo a scorgere sotto la cortina di pudore che ammanta le scene più cruente il dramma di tutta la vicenda.

    ha scritto il 

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