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La capanna dello zio Tom

Di

Editore: Edizioni Pandion

3.9
(997)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000144148 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elisabetta Missaglia

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Se non fosse esistita Harriet Beecher Stowe forse non ci sarebbe stata la guerra di secessione"(Abraham Lincoln)

    Queste parole di Lincoln descrivono perfettamente l'opera della Stowe…”la capanna dello zio Tom” è senza alcun dubbio uno di quei pochi libri che hanno cambiato il corso della storia e dell’umanità.
    Ha cambiato il modo di pensare degli Stati Uniti d’America, che proprio in contemporanea con ...continua

    Queste parole di Lincoln descrivono perfettamente l'opera della Stowe…”la capanna dello zio Tom” è senza alcun dubbio uno di quei pochi libri che hanno cambiato il corso della storia e dell’umanità.
    Ha cambiato il modo di pensare degli Stati Uniti d’America, che proprio in contemporanea con l’uscita del romanzo stavano per affrontare una guerra fratricida che avrebbe cambiato le sorti del paese e stavano per intraprendere la strada che li avrebbe portati a diventare una delle nazioni più potenti del mondo.
    All’uscita del romanzo molte critiche piovvero sulla testa di Harriet, forti polemiche si sollevarono nei suoi confronti, l’autrice venne addirittura fatta bersaglio di violente campagne giornalistiche finalizzate a screditare la sua persona e l’opera in questione, fino a giungere addirittura a veri e propri atti intimidatori(quello più eclatante fu l’aver ricevuto, chiuso in una lettera, un orecchio mozzato di uno schiavo di colore) e a minacce di morte.
    Arthur Shelby, un ricco e gentile possidente di una grande piantagione di cotone in America, ormai debole e malaticcio, decide a malincuore di vendere il vecchio zio Tom, un forte e generoso schiavo di colore a cui è molto legato a Haley, un perfido mercante di schiavi.
    Tom accetta il suo destino e da quel giorno ha inizio per lui un lungo viaggio verso il sud dove all’inizio troverà ad accoglierlo una generosa e compassionevole famiglia e poi finirà schiavo in una piantagione di cotone sotto la tirannia del crudele Simon.
    Il suo destino sembra così segnato fino a quando, durante un viaggio sul fiume, salva la vita di una bambina caduta in acqua. Il padre, riconoscente, lo compra per gratitudine…da quel giorno Tom diverrà il suo cocchiere e la vita per lui cambierà radicalmente.
    Un romanzo straordinario, una moltitudine di personaggi che si alternano in gioie e dolori di quella razza umana che, purtroppo ancora oggi, viene ingiustamente ritenuta inferiore alle altre.
    Un libro dai grandi ideali, dai fortissimi sentimenti, dai sogni e dalle speranze perdute, dalle ingiustizie e dal dolore che milioni e milioni di uomini, donne e bambine hanno dovuto patire per secoli, dalla cattiveria, l’egoismo e l’ignoranza dell’essere umano.
    Un libro che letto da ragazzi fa sognare per lo stile avventuroso con cui è stato scritto, ma che letto da adulti non può far altro che commuovere e riflettere sul grado di iniquità che a volte riesce a raggiungere la razza umana, soprattutto nei confronti dei suoi simili.
    Un altro di quei libri che farei adottare come testo obbligatorio nelle scuole.

    ha scritto il 

  • 3

    coinvolgente e commovente anche se troppo retorico e buonista. L'ho apprezzato per il coraggio dell'autrice e lo scalpore che ha suscitato all'epoca!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno de esos clásicos con los que me inicié en la lectura.
    Una narración valiente que denuncia el sadismo y la crueldad de una sociedad hipócrita y sin escrúpulos que se nutre del esclavismo.
    Muchos pensarán que hoy en día se ha quedado rancia o obsoleta, pero yo la sigo valorando por ...continua

    Uno de esos clásicos con los que me inicié en la lectura.
    Una narración valiente que denuncia el sadismo y la crueldad de una sociedad hipócrita y sin escrúpulos que se nutre del esclavismo.
    Muchos pensarán que hoy en día se ha quedado rancia o obsoleta, pero yo la sigo valorando por muchos motivos.
    Estas lecturas todavía tienen su encanto y su sentido.

    ha scritto il 

  • 3

    la penna ferisce

    La leggenda vuole che Lincoln, incontrata per la prima volta la Stowe, gli disse: “Ecco la piccola donna che ha scatenato la grande guerra”. Il presidente si riferiva alla guerra civile americana. Probabilmente , si esagera qui l’effetto che ebbe quest’opera nell’opinione pubblica americana dell’ ...continua

    La leggenda vuole che Lincoln, incontrata per la prima volta la Stowe, gli disse: “Ecco la piccola donna che ha scatenato la grande guerra”. Il presidente si riferiva alla guerra civile americana. Probabilmente , si esagera qui l’effetto che ebbe quest’opera nell’opinione pubblica americana dell’epoca, ma in considerazione dell’enorme successo di vendite che ebbe questo romanzo, al tempo della sua uscita, e per la tematica allora attualissima, lo possiamo tranquillamente considerare come la fatidica goccia che fece traboccare il vaso. Con questo spirito, e con questa considerazione bisogna intraprendere la lettura di questo libro, liberarsi dal pregiudizio che esso sia solamente un libro per “ragazzi”, e subito il pregiudizio verrà sostituito con l’amarezza, l’indignazione , e l’incredulità delle tematiche qui trattate, uno dei peggior crimini che l’uomo possa commettere, schiavizzare un altro uomo. La forma del romanzo è semplice, fin troppo, lineare priva di orpelli, l’autrice non cerca la forma, la Stowe vuole solo gridare la sua rabbia, trasmettere il dolore, interessata alla sostanza, più che all’apparenza. Degna di nota comunque, è la caratterizzazione psicologica dei vari personaggi, molteplici, multiformi, nitidamente variopinti, come non idolatrare lo Zio Tom, come non provare ammirazione per Augustine, e come non odiare visceralmente sua moglie? Complessivamente molto piacevole. Bisogna leggerlo con la consapevolezza, che le cose inconcepibili in esso descritte, la tratta degli schiavi, la separazione delle madri dai figli in fasce, le violenze fisiche e psicologiche che subivano questi uomini, all’epoca in cui venivano così descritte , erano consuetudini accettate! Era un epoca in cui gli scrittori non scrivevano per il profitto, lo facevano per divulgare le propria visione delle cose, cercavano di dare un contributo al progresso civile. Era un epoca in cui i lettori non leggevano solo per svago, ma lo facevano soprattutto per erudirsi, e sensibilizzarsi, per comprendere meglio il modo che li circondava. Era un’epoca in cui un libro contribuiva cambiare la storia, e “La capanna dello Zio Tom”, certamente è uno di questi. Era un’epoca in cui forse, gli uomini erano più liberi, perché potevano combattere anche solo con le parole.

    ha scritto il 

  • 4

    me lo avevano assegnato a scuola e come la maggior parte degli studenti non lo avevo letto , ma avevo cerato su internet un riassunto . dopo alcuni anni , finita la scuola decisi di leggerlo e devo dire che è un grande classico è un po datato visto che la prima edizione è del 1852 , ma se questo ...continua

    me lo avevano assegnato a scuola e come la maggior parte degli studenti non lo avevo letto , ma avevo cerato su internet un riassunto . dopo alcuni anni , finita la scuola decisi di leggerlo e devo dire che è un grande classico è un po datato visto che la prima edizione è del 1852 , ma se questo libro ha fatto diventare famosa la scrittrice un motivo ci sarà.
    è una storia un po malinconica e avvolte strappalacrime dato che parla della situazione in cui erano costretti a vivere gli schiavi afro-americani

    ha scritto il 

  • 3

    E' datato e patetico, questo è certo. Resta comunque un fondamentale per conoscere la mentalità schiavista di quegli anni. E per riflettere sulle schiavitù dei giorni nostri

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi sono mai piaciute le storie troppo malinconiche e che non finiscono bene, nemmeno da ragazzina. Ne consegue che questo libro non mi ha minimamente impressionato. Al contrario, ricordo di averlo chiuso con un enorme senso di sollievo, perché finalmente era finito.

    ha scritto il 

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