La carezza leggera delle primule

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Pandora)

3.9
(24)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 882005678X | Isbn-13: 9788820056780 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
L’aria è gelida, a ricordare che l’inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo.Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna.Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Quando scrivo la mia opinione su un libro, cerco sempre di non fare spoiler, ma in questo caso penso che sia necessario perché le cose che non mi sono piaciute sono parte della trama stessa.
    Non gradi ...continua

    Quando scrivo la mia opinione su un libro, cerco sempre di non fare spoiler, ma in questo caso penso che sia necessario perché le cose che non mi sono piaciute sono parte della trama stessa.
    Non gradisco molto le storie di streghe e di maledizioni, in parte perché le trovo scontate, in parte perché le trovo semplicistiche, dato che spesso forniscono una facile scappatoia per lo scrittore, perché non importa quanto le situazioni siano paradossali, quanto le scelte dei personaggi siano forzate, tutto è giustificato dalla maledizione, in un crescendo di sensazionalismo a buon mercato.
    In questo caso, il fatto che la storia sia ambientata ai giorni nostri acuisce il tutto, sarebbe stato leggermente diverso se si fosse svolta in un’atmosfera fantasy o simil-medievale.
    Mi riesce difficile credere (anche la sospensione dell’incredulità del lettore ha un limite) che una maledizione fatta da una strega ai tempi dell’inquisizione abbia effetti ai giorni nostri, tanto da rovinare la vita di più generazioni, e che un quaderno di pozioni e incantesimi possa appunto permettere a una donna di uccidere gente a distanza (Clorinda dice che forse ha ucciso i parenti di Claudia, questo senza averli mai incontrati – o è stata Marta? – non si capisce).
    Le protagoniste femminili sono di un’antipatia unica, Clorinda in un delirio di onnipotenza giustifica tutto ciò che fa (omicidi, aborti, etc…) per salvarsi dalla maledizione, Claudia è una ragazza anaffettiva che sembra essere più dispiaciuta per la sorte della strega che per la morte della madre e per la solitudine del padre vedovo e che venderebbe la famiglia per avere successo come scrittrice.
    Forse questo è anche il risultato di un narratore onnisciente avaro di informazioni, che tratta il lettore come se non fosse abbastanza intelligente da capire i segreti che custodisce.
    Non penso che un romanzo debba avere necessariamente una morale o un messaggio, ma non riesco a capire il senso di “La carezza leggera delle primule”, a partire dal titolo che non c’entra nulla con la trama.
    Intende comunicarci che l’essere umano è egoista? Che può fare scelte sbagliate? Che alla fine ognuno bada al proprio tornaconto? Che il libero arbitrio è un’arma a doppio taglio che non tutti hanno la facoltà di saper padroneggiare?
    Penso che di alcune di queste cose ci si possa accorgere da soli senza leggere un romanzo del genere, così deprimente, così senza speranza.
    Lo sconsiglio caldamente.

    ha scritto il 

  • 2

    La recensione completa sul blog "La lettrice sulle nuvole"

    https://lalettricesullenuvole.blogspot.it/2017/03/recensione-la-carezza-leggera-delle.html

    Claudia ha appena perso sua madre. Questo avvenimento così triste la porta a farsi domande sulla sua vita, su ...continua

    https://lalettricesullenuvole.blogspot.it/2017/03/recensione-la-carezza-leggera-delle.html

    Claudia ha appena perso sua madre. Questo avvenimento così triste la porta a farsi domande sulla sua vita, sulle sue scelte e a capire se è realmente soddisfatta. Una busta però sconvolge tutti pensieri della ragazza, perché da subito molte cose non le tornano. Ma, spinta dalla curiosità e dall'ambizione, decide di proseguire la lettura di quel manoscritto che le arriva a spezzoni e che in qualche modo sembra collegato con lei, con la sua famiglia.
    Ci sono mille decisioni giuste da prendere in ogni situazione... e ce ne sono mille sbagliate.
    Ho trovato l'idea di base di questo libro veramente originale. La storia si dipana in due periodi temporali, in realtà una parte viene raccontata e scoperta pian piano mentre l'altra è ai giorni nostri e la contiene.
    La contrapposizione fra realtà molto razionale e racconto che ha dell'incredibile l'ho apprezzata. E secondo me è proprio un'idea particolare e nuova.

    Ma non mi è piaciuto lo stile dell'autrice. E' retorico, ha un modo di esporre le cose che ti fa sentire piccolo. E' come se solo lei avesse in mano la verità. E per i miei gusti è estremamente noioso. Ho proprio faticato ad andare avanti, mi perdevo in continuazione, ho dovuto alternarlo ad altro perché non ce la facevo a seguirlo.
    ... continua sul blog

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    So di essere una voce fuori dal coro, ma credo sia giusto essere sinceri quando si parla di un libro, altrimenti le recensioni sarebbero inutili.
    Questo libro mi ha provocato dei sentimenti molto fort ...continua

    So di essere una voce fuori dal coro, ma credo sia giusto essere sinceri quando si parla di un libro, altrimenti le recensioni sarebbero inutili.
    Questo libro mi ha provocato dei sentimenti molto forti, proprio come è successo a Claudia: soprattutto rabbia, per una persona che sembra avere riguardo solo per se stessa, che con la scusa di non voler fare male agli altri, alla fine ha sempre scelto il meglio per sè.
    Questa lettura mi ha sicuramente tenuta attaccata alle pagine fino alla fine, ero curiosissima di scoprire come sarebbe finita la storia, se ci sarebbe stata una scappatoia dalla maledizione o se sarebbe finito tutto nel peggiore dei modi.
    L'autrice ha uno stile di scrittura molto diretto e scorrevole, ed è una cosa che apprezzo sempre moltissimo nei libri, oltre al fatto che ogni descrizione e ogni evento è descritto con estrema chiarezza , tanto da farmi immaginare in modo molto nitido le scene da lei narrate.
    Speravo però di conoscere meglio Claudia, di vedere un cambiamento più profondo in lei e nella sua vita, invece ho trovato solo qualche accenno; in più sembra che Clorinda con la sua storia cerchi solo di tirar fuori la rabbia della ragazza per potersi liberare dalla maledizione, lasciando a lei il fardello.
    Nonostante l'autrice ci mostri come anche Clorinda sia una vittima senza colpe della maledizione e che la vera antagonista sia la strega, non ho provato alcuna pena nei confronti dell'anziana signora, ma solo rabbia per aver portato una giovane ragazza con un'intera vita davanti a sè a compiere un gesto così estremo come quello descritto nel finale.
    Speravo inoltre che alla fine Claudia bruciasse il libro e il quaderno, due cose che in fondo non le appartengono e che le hanno portato solo guai: la decisione della ragazza di pubblicare lo stesso il libro mi è sembrata meschina da parte sua, togliendo qualsiasi possibilità di redenzione del personaggio, chiudendogli ogni via d'uscita da un circolo vizioso fatto di dolore, rabbia e vendetta.

    ha scritto il 

  • 5

    Indimenticabile!

    Avete presente quei libri che vi entrano nel cuore fin dalle prime pagine e che, una volta finiti, vi lasciano tramortiti sulla sedia, con lo sguardo un po' ebete a fissare il vuoto come a voler cerca ...continua

    Avete presente quei libri che vi entrano nel cuore fin dalle prime pagine e che, una volta finiti, vi lasciano tramortiti sulla sedia, con lo sguardo un po' ebete a fissare il vuoto come a voler cercare qualcos'altro otre quelle ultime pagine? Ecco, "La carezza leggera delle primule" è uno di questi.
    Non apparteneva al mio genere, non leggo questo tipo di storie solitamente, ma il libro mi aveva attirato per il grande consenso avuto tra i blogger e i lettori del web. Sono appassionata di storie di streghe e magia (neanche a dirlo, ho sempre sognato di trovare tra i muri di casa un quaderno con le pozioni magiche e i rimedi di un'antenata strega) per cui, anche se non ero sicura che potesse piacermi, ho deciso di leggerlo comunque. Non so se riuscirò a trovare le parole giuste per questo splendido libro, ma ci proverò.
    Non avrei mai pensato di leggere un libro così drammatico in vita mia, eppure eccomi qua, a recensirlo e a promuoverlo a pieni voti. Quella di Patrizia Emiltri è una storia che entra sotto pelle e che vi resta per sempre, entra a far parte di noi, ribaltando in qualche modo le nostre certezze e tutti i nostri ideali.
    Bello, intenso, ricco di emozioni. E' difficile descrivere un libro del genere, ma soprattutto è difficile rendergli giustizia con le parole di una recensione.
    "La carezza leggera delle primule" è un libro che sa come conquistare il lettore, lo attira fra le sue pagine con sensualità e poi lo cattura inesorabilmente. La storia è quella di tre donne, vissute in epoche diverse e di età differenti, eppure così simili tra loro, legate da un unico e incontenibile sentimento: l'odio.
    E' questo il perno attorno al quale si sviluppano le vicende narrate, ogni cosa scaturisce da questo sentimento negativo, che permea le sue pagine e le tinge del rosso del sangue e del nero della morte. Eppure, non fraintendetemi, non è un libro che parli esclusivamente di violenza. "La carezza leggera delle primule" è un libro intriso di sentimenti cupi, di stati d'animo infelici, eppure l'autrice riesce a non rendere mai la sua storia pesante. Certo, alcuni eventi descritti sono difficili da digerire per il lettore, spesso mi sono ritrovata a dover riprendere fiato durante la lettura, alzando lo sguardo e prendendo un lungo sospiro, una boccata d'aria pulita per rinfrescarmi un po' le idee... Nonostante tutto questo, non mi è pesato leggerlo, neanche un po', me lo sono divorato tutto d'un fiato, avida di conoscere il finale.
    Protagoniste indiscusse di questo romanzo sono dunque le donne: egoiste, irresponsabili, rancorose, vendicatrici, feroci e prive di scrupoli, donne deluse dalla vita e dagli affetti, donne diffidenti, ambiziose e arriviste.
    Marta è una strega del XVII secolo, bruciata sul rogo dall'Inquisizione perchè colpevole di aver curato con le sue erbe e le sue pozioni malattie e malesseri. Morta ingiustamente, attenderà nell'ombra il momento della sua crudele e spietata vendetta.
    Clorinda, nata due secoli dopo Marta, è una donna dalle mille sfumature caratteriali, un personaggio semplicemente indimenticabile. Le sue scelte sono costantemente sbagliate e sono ben lontane dall'essere etiche, eppure il lettore non può che assecondarla, in ogni sua decisione, pagina dopo pagina. Forte, testarda e pronta a tutto pur di arrivare al suo scopo, Clorinda è la vera protagonista del romanzo, spinta dalla disperazione, dal dolore e dalla stanchezza dei tanti anni vissuti, di cui sente il gravoso peso sulle spalle.
    Infine, Claudia, giovane universitaria con l'ambizioso sogno di diventare famosa grazie alla scrittura. Anche lei condivide qualcosa con le altre due: l'egoismo e la fredda, calcolatrice lucidità.
    Clorinda mi rimarrà sempre nel cuore, entra a testa alta nella classifica delle mie protagoniste femminili preferite. E' impossibile non amarla e non condividere le sue pene. E' una donna terribilmente sbagliata, dannata, maledetta, ma il suo fascino è letale per il lettore.
    Non ho saputo affezionarmi a Claudia, ma forse era giusto così. I suoi prepotenti giudizi nei confronti di Clorinda durante il romanzo mi hanno infastidita, non perché sia un personaggio mal costruito, piuttosto perché Clorinda ha ricevuto tutta la mia comprensione e compassione, non sarei mai stata in grado di giudicarla negativamente come invece ha fatto Claudia, nonostante quest'ultima ne avesse tutte le ragioni.
    La storia è raccontata dai punti di vista alternati di Claudia, narrati al presente e in terza persona, e quelli di Clorinda, narrati al passato e in prima persona. Con gli occhi di Claudia, il lettore legge il manoscritto di Clorinda, la sua autobiografia, e proverà le stesse emozioni della giovane durante la lettura, ne condividerà spesso i pensieri e gli stati d'animo.
    "La carezza leggera delle primule" è scritto con uno stile impeccabile, avvincente e indimenticabile. Mi è sembrato più di una volta, durante la lettura, di avere tra le mani un classico della letteratura. La scrittura di Patrizia Emiltri è pulita, appassionante, ricca di emozioni. La magia della scrittura scaturisce dalla sua penna come da una bacchetta magica, in grado di incatenare il lettore e costringerlo a leggere dall'inizio alla fine senza una pausa, senza un respiro.
    Quello che ho stretto tra le mani è un romanzo che toglie il fiato, in tutti i sensi. Non ci sono molti scrittori italiani in grado di scrivere così bene e di emozionare così tanto, in un panorama letterario in cui il buon libro scarseggia sempre di più. E' una lettura che sconvolge, che dà la sensazione di ricevere uno schiaffo in pieno viso una volta concluso. L'ho trovato talmente bello che mi ha lasciato tramortita a lettura finita, mi sembrava che un treno fosse passato a tutta velocità sul mio cuore.
    Non avevo mai letto un libro del genere, ma sono davvero felice di averlo fatto, mi sarei persa una perla preziosa.
    "La carezza leggera delle primule" dimostra ancora una volta quanto le storie semplici siano quelle che toccano maggiormente l'animo del lettore, così come le protagoniste dalle mille imperfezioni che le rendono estremamente vive.
    Ve lo consiglio? Certo, mille e mille volte! Ma solo se sarete disposti a tuffarvi in una storia cupa, intrisa di odio, vendetta, dolore, morte ed emozioni talmente forti da lasciare storditi.
    Siete disposti a lasciarvi trascinare dagli eventi, a emozionarvi e a inorridirvi insieme a Claudia per le tristi vicende che costellano la lunga vita di Clorinda? Non c'è bisogno di un momento giusto per leggere il romanzo di Patrizia Emiltri, perché saprà entrarvi comunque nel cuore, che lo vogliate o no.
    L'unico, piccolo, difetto che ho trovato è il titolo: credo sia stata una scelta editoriale, ma non l'ho trovato appropriato.
    Siete ancora a casa? Che aspettate?! Correte a comprarlo e divoratelo, emozionatevi e consigliatelo. Non ve ne pentirete ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione La Carezza Leggera Delle Primule

    Da http://leggerefantastico.blogspot.it
    4 1/2
    Poche volte mi capita di rimanere senza parole di fronte ad un libro appena concluso e questa è una di quelle, in cui difficilmente riesco a concretizzare ...continua

    Da http://leggerefantastico.blogspot.it
    4 1/2
    Poche volte mi capita di rimanere senza parole di fronte ad un libro appena concluso e questa è una di quelle, in cui difficilmente riesco a concretizzare i miei piensieri in un semplice foglio di testo o post di blogger. Non perchè il libro non mi sia piaciuto. No, non è questo il punto. La mia totale incapacità di recensire questo libro è dovuto alla marea di sensazioni ed emozioni che questo è riuscito a darmi, rendendomi il compito assai arduo. Ma ci proverò. La mia passione mi incentiva a rendere concrete e a condividere con i miei lettori le emozioni provate durante la lettura, positive o negative che siano. Dopo questa premessa, potreste pensare che il libro non sia stato eccezionale o che comunque non mi abbia appassionato abbastanza. No, non è così. La Carezza Leggera Delle Primule è una storia forte, una storia di vita vissuta, una storia di odio, amore, rabbia, colpe da espiare, rimorsi, scelte obbligate e scelte che consumano a poco a poco l'anima di una persona. Questo romanzo ci mostra l'anima di una storia crudele e tragica, l'anima di una protagonista che lotta costantemente in bilico tra destino e condanna, tra amore e sofferenza. Clorinda, ai giorni nostri, è una donna ultacentenaria. Ha alle spalle una vita vissuta tra fango e sabbia vellutata, una vita intensa, ma terribilmente segnata da una sciagura, una maledizione inimmaginabile. Ed è proprio qui, al confine delicato tra stregoneria e realtà che il romanzo prende forma, allunga i suoi tentacoli predatori e modella una storia maledetta ed incantata insieme. Una storia alla quale difficilmente smetti di prestare attenzione, presa come sei dal cercar di comprendere le dinamiche e la sua struttura solida ed avvolgente. Clorinda è il fulcro centrale della narrazione, il personaggio sul quale si basa il romanzo e sul quale noi tenteremo di far chiarezza. Così come tenterà di fare la stessa cosa Claudia, altro personaggio importante ed indispensabile della storia, colei che incastrerà l'ultimo tassello della vita dispendiosa ed infelice di Clorinda. Sarà lei a svelarci, grazie ad un manoscritto, i segreti che l' anziana donna custodisce. Sarà lei l'elemento determinante della storia. Perchè? Cos'hanno in comune le due donne? Il quesito verrà svelato alla fine, anche se una parvenza di intuizione potremo già averla a narrazione inoltrata. Ciò non toglie che questo sia un romanzo che mi ha stupito su più fronti, ma il più importante viene senz'altro dalla storia di Clorinda, che come ho detto in precedenza, sorprende, atterrisce, colpisce ed incanta per determinati aspetti. La sua storia, irreale ma pur sempre palpabile, scalda l'anima e la riempie di sentimenti discordanti. Poi la raffredda, la imprigiona, la tramortisce, la sbriciola, l'annulla. La sua determinazione, il suo coraggio, il suo tenace istinto da combattente, la rendono viva e umana.

    Tutti hanno dei segreti, tutti. Non c'è persona che, per quanto ci ami, si mostrerà con profonda e sconfinata sincerità.

    Le scelte che intraprende, le colpe che la investono come un indistruttibile carro armato, la rendono un facile bersaglio di giudizi e recriminazioni, ma la rendono comunque umana nel suo pacchetto completo. La Clorinda di oggi è il prodotto di tutte le ingiustizie subite, di tutte le colpe - volute e non volute - che le hanno scavato il cuore, sradicandolo dal suo consueto rifugio, di tutte le sofferenze vissute e di tutte le felicità perdute. E questo segna il lettore, accompagnandolo in una storia surreale, ma incredibilmente attraente ed avvolgente. La stregoneria è solo l'ultimo aspetto su cui dovremo soffermarci. La Carezza Leggera Delle Primule è un romanzo consigliato, scritto scrupolosamente da un'autrice in grado di dare cuore ed anima ad una storia difficile da descrivere, diversa, incredibile. Patrizia Emilitri, come un'abile violoncellista, compone una melodia tragica e vibrante insieme, appassionante e speciale che saprà sfiorare l'anima di noi lettori. Perchè sempre di anima torneremo a parlare. Perchè un libro, e questo non fa eccezione, arricchisce l'anima di noi lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    La libertà di scegliere è un dono prezioso. O una feroce condanna.

    Questo libro mi ha stregata fin da quando l'ho preso tra le mani per la prima volta, anche se ho dovuto attendete un po' di tempo prima di potermici dedicare completamente. È rimasto a guardami dal co ...continua

    Questo libro mi ha stregata fin da quando l'ho preso tra le mani per la prima volta, anche se ho dovuto attendete un po' di tempo prima di potermici dedicare completamente. È rimasto a guardami dal comodino, con insistenza. "Non c'è fretta, leggimi quando vuoi" sembrava dire. "Leggimi anche al momento sbagliato, se vuoi, tanto mi amerai lo stesso." Ora, i libri non parlano, in teoria, ma questo lo fa. Non so come, non so spiegarvi perché, ma tutto in questo romanzo parla.
    E in modo prepotente, anche.
    La storia di Claudia e Clorinda è una storia che mi ha lasciato senza fiato, che ha risvegliato in me sensazioni e pensieri assopiti da tempo: l'angoscia, la curiosità, l'orrore. Staccarsi dalle pagine mi era impossibile, l'ho divorato in due notti, perché questo non è un libro che può essere letto di giorno, alla luce del sole, proprio no. Va letto nelle tenebre, nel bel mezzo di un temporale, per assaporarne meglio la magia cupa che ne impregna le pagine.

    E questa decisione è stata presa da una donna. Un uomo, pur con tutto l'odio immaginabile, non lo avrebbe mai nemmeno pensato.
    No, un uomo no.
    Perché un uomo può essere cattivo, ma una donna sa essere feroce.
    Guarda il caso, sia cattiveria sia ferocia sono termini femminili.
    Rancore e odio sono maschili.
    Vendetta è femminile.

    Ne sono rimasta incantata fin dalle prime pagine e man mano che andavo avanti ho capito che, pagina dopo pagina, parola dopo parola, il mio cuore si stava legando sempre di più a questo libro capitato tra le mie mani un po' così, quasi per caso. Faccio fatica a parlarne e a trovare le parole giuste, quando trovo una storia che mi si appiccica addosso in questo modo tendo a diventarne un po' gelosa e preferisco tenere per me tutto ciò che ho provato durante la lettura, ma questo è un caso diverso, voglio provarci, perché La carezza leggera delle primule ha innescato in me qualcosa di profondo, un cambiamento. Ci sono libri che ti cambiano la vita, ecco la verità. Io questa storia di maledizioni, vite passate, magia e orrore l'ho sentita mia dalla prima all'ultima pagina ma, lo specifico, non è un romanzo che può piacere a tutti.
    È cupo, intriso di dolore, di scelte sbagliate e di morte, così come tutti i libri che mi rimangono nel cuore. La morte, infatti, è la caratteristica che un libro deve possedere per conquistarmi. È un argomento che mi tocca nel profondo e da cui sono irrimediabilmente attratta, ma non in senso negativo. La morte intesa come la fine della vita, come qualcosa di sconosciuto, come una nuova avventura, come qualcosa da accogliere serenamente. A nessuno piace soffrire, eppure questo romanzo mi ha commossa fino alle lacrime e non solo. Ho pianto di rabbia, di tristezza, di dolore. C'è tanta ingiustizia tra queste pagine, in questa storia a metà tra magia e realtà, tanto egoismo, povertà, tanto orrore. Più di una volta ho dovuto chiudere il libro per prendere un respiro. L'ho letto così, trattenendo il fiato come in apnea, e le pause mi sono servite, letteralmente, per non sentirmi soffocare dalle parole.

    Morire fa parte della vita, ma i ricordi uccidono di più.
    Oggi so che non è stata una buona cosa sfidare il destino già scritto.

    Non riuscirò a togliermi facilmente dalla testa Clorinda, questo è certo. Strega, madre, amante, donna. Un personaggio che mi ha insegnato moltissimo, che ho amato, odiato, ammirato e in cui mi sono rivista. Ho pregato perché si salvasse, in alcune parti, e in altre ho desiderato che morisse. Ho percorso con lei anni, secoli di difficoltà, di maledizioni con radici lontane e ho scoperto fin dove era disposta ad arrivare per ottenere ciò che voleva. Una cosa però è innegabile: la porterò sempre nel cuore. Claudia, invece, non mi ha lasciato molto, ma non è colpa sua, accanto a Clorinda qualsiasi altro personaggio svanisce.
    Oscuro, forte, maledetto. Ha fatto crollare le mie barriere, ha preso il controllo delle mie emozioni e mi ha cambiata, sono uscita da questa lettura più forte e consapevole di tutto: della vita, della morte, dell'amore e della crudeltà. Mi ha conquistata, e io lo consiglio a voi, con la speranza che faccia altrettanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Incantata

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2014/11/trame-e-opinioni-la-carezza-leggera.html
    Se si potesse dare voce ai sentimenti, quelli reconditi, nascosti in un involucro che solo il cuore può conte ...continua

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2014/11/trame-e-opinioni-la-carezza-leggera.html
    Se si potesse dare voce ai sentimenti, quelli reconditi, nascosti in un involucro che solo il cuore può contenere, il mondo conoscerebbe le brutture del tempo, le scelte che gli uomini fanno, hanno fatto e che sicuramente faranno? Passato, presente e futuro...
    Però ci sono i libri, i racconti che ne danno vita e così ciò che il cuore nasconde, contiene lo lascia andare per metterlo a conoscenza. La vita di donne che hanno cambiato la loro esistenza, la scelta tra il bene e il male, tra ciò che è giusto o sbagliato, Claudia, giovane donna, ambiziosa, sognatrice e realista contemporaneamente, sogna un futuro di notorietà, lei aspirante scrittrice, e poi la realtà, la perdita di un fratello prima e di sua madre ora.
    Ma cosa succede quando da un momento all'altro qualcuno bussa alla tua porta, e ti chiede di aprire il cuore e la mente, di non fermati alle apparenze, di continuare con caparbietà perché l'ovvio non è così ovvio. Un plico, un manoscritto, il futuro è tutto nelle sue mani e nel suo giudizio.
    Clotilde ha un passato, lungo quanto nessuno può immaginare, ha visto volti di bambini farsi uomini per poi invecchiare sotto il peso di quegli anni che lei oramai ha dimenticato di contare. Ha gioito quando poteva, hai pianto quando il dolore è giunto inesorabile a sottrarle quello che aveva di più caro, ma cosa le è rimasto?
    Un quaderno, un ricettario che le era stato affidato in un momento di disperazione, e si sa la disperazione porta a fare scelte inconsuete, senza conoscere a cosa portino, e lei la sua scelta l'ha fatta, trovandosi barricata in un gioco, in un inganno più grande e più potente e più oscuro che solo la donna celata da un cappuccio conosceva.
    E' un fardello che Clotilde sente giusto condividere, perché così il cerchio finalmente si chiuderà e lei potrà chiudere gli occhi in eterno e mettere pace ai ricordi ancora così vividi e dolorosi.
    A Claudia il compito di leggerlo, di imprecare, di bruciarlo, a Claudia l'ambita scelta se tenerlo per farlo diventare un romanzo che le darà la tanto agognata notorietà. Mettersi in discussione, chiedersi il perché lei, la scelta qual è stata?
    Solo Clotilde conosce il finale, e spera (ma ci crede fermamente che così sarà) che quella ragazza, oramai donna, unico legame al suo passato, alla sua condanna potrà sciogliere tutto e tutti da una maledizione antica.
    Un romanzo che ti colpisce dalle prime pagine, che ti lascia seduta per ore a osservare le parole, ogni capitolo una storia, ogni capitolo un colpo di scena, e poi i rimedi per la tosse, per porre fine a una gravidanza indesiderata, miscugli e intrugli tipici di fattucchiere, pozioni per l'asma. Una storia che t'incanta e ti affascina avvolgendoti in un manto di superstizioni e sortilegi, una scrittura chiara, equilibrata, una scelta di parole che ti aiutano ad addentrarti nei personaggi per capirne la psicologia, le azioni e motivazioni del loro comportamento.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è stata una piacevole sorpresa: "una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero", è questo che mi ...continua

    Questo libro è stata una piacevole sorpresa: "una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero", è questo che mi ha catturata della scheda, ed in parte è anche quello che mi ha colpita del libro.

    La storia, al confine tra finzione e realtà, è semplice ma efficace: una maledizione lanciata da una "strega", ingiustamente punita nel 1682, alla discendenza di un cardinale, impaurito e codardo, reo di averla denunciata. Così inizia una storia davvero impensabile, triste, crudele e piena di sofferenza.

    Uno degli aspetti migliori del romanzo sono sicuramente le due protagoniste, Clorinda e Claudia, e la loro caratterizzazione.

    Clorinda è ultracentenaria, vive in una casa di riposo assistita da un'infermiera che ormai conosce il suo carattere burbero, è sola ed apparentemente non ha nulla da nascondere; ma in realtà cela segreti inimmaginabili, è una donna che ha avuto una vita intensa e tragica, ha perso famiglia e affetti, a volte per scelta propria ma spesso spinta da un potere spirituale che non è riuscita a combattere, perchè questo è il problema: Clorinda troppe volte si è arresa e non ha combattuto, troppe volte ha scelto la via più facile e spesso si è rivelata quella sbagliata, troppe volte si è lasciata dietro le spalle i problemi, non affrontandoli e sperando di trovare la soluzione altrove.

    "Un giorno ero Anna Karenina, in attesa del figlio dell'amato Vronskij, e il giorno dopo madame de Renal, disperata per il suo Julien. Trascorsi giorni con il peso di una lettera scarlatta sul petto come Hester, benedetta dal suo amore per il reverendo Dimmesdale, e giornate a passeggio al braccio di mister Darcy, come Elizabeth."

    Claudia è una ragazza come tante, venticinque anni, studentessa universitaria fuori sede, è ambiziosa, vuole diventare una scrittrice e soprattutto vuole scappare dalla quotidianità del paese natio; la incontriamo il giorno del funerale della madre a fianco al padre, gli ultimi due membri della famiglia perchè, caso vuole, che tutti gli altri non ci siano più. Tutto torna alla normalità fino a quando riceve una strana lettera, il giorno dopo la sua incredulità accresce perchè le recapitano addirittura un manoscritto: quella che leggerà sarà una storia davvero strana e incredibile, nel corso della lettura proverà un mix si sentimenti contrastanti, ma nonostante tutto la curiosità avrà la meglio, perchè non può resistere a quel romanzo che sembra poter essere la soluzione perfetta per lei.

    "Così, mentre gli anni passavano, tra la biblioteca della contessa e la libreria scoprì Edgar Allan Poe e l'Ulisse di Joyce, L'amante di lady Chatterley e Charles Dickens. Piansi rileggendo Cime tempestose, pensando che la tubercolosi ci aveva privato di una immensa scrittrice come Emily Bronte: un cuore così puro avrebbe prodotto di certo altri capolavori. Incontrai Jane Eyre di sua sorella Charlotte e Beatrix di Honoré de Balzac. In poco tempo mi scoprì innamorata del maledetto Baudelaire e tenni per mesi I fiori del male sul comodino, finché scoprì Sherlock Holmes e l'Antologia di Spoon River, ancora inedita in italiano, che Serge aveva tradotto per la contessa."

    E' un romanzo ricco di sentimenti, anzi, i sentimenti qui faranno da padroni: Clorinda nel corso della sua vita agirà sempre in base alle sue sensazioni, non riuscirà mai ad essere completamente razionale, agirà sempre per istinto e sbaglierà sempre pensando di fare la cosa migliore per tutti...Claudia sarà trasportata dalle emozioni suscitate da quel romanzo, emozioni contrastanti perchè si inizierà con la diffidenza, per passare alla curiosità e all'incredulità ed infine per arrivare alla rabbia.

    Con un finale davvero accattivante, non posso che consigliare questo romanzo davvero originale agli amanti delle storie di donne che con i loro sentimenti percorrono una vita sempre sul filo del rasoio, il tutto condito con un pizzico di magia.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/11/recensione-la-carezza-leggera-delle.html

    ha scritto il