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La carità che uccide

Come gli aiuti dell'Occidente stanno devastando il Terzo mondo

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817039977 | Isbn-13: 9788817039970 | Data di pubblicazione: 

Curatore: L. Lanza , P. Vicentini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Business & Economics , Non-fiction , Social Science

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Descrizione del libro
Il 13 luglio 1985 va in scena il concerto "Live Aid", con un miliardo e mezzo di spettatori in diretta: l'apice glamour del programma di aiuti dei Paesi occidentali benestanti alle disastrate economie dell'Africa subsahariana, oltre mille miliardi di dollari elargiti a partire dagli anni Cinquanta. Venticinque anni dopo, la situazione è ancora rovinosa: cosa impedisce al continente di affrancarsi da una condizione di povertà cronica? Secondo l'economista africana Dambisa Moyo, la colpa è proprio degli aiuti, un'elemosina che, nella migliore delle ipotesi, costringe l'Africa a una perenne adolescenza economica, rendendola dipendente come da una droga. E nella peggiore, contribuisce a diffondere le pestilenze della corruzione e del peculato, grazie a massicce iniezioni di credito nelle vene di Paesi privi di una governance solida e trasparente, e di un ceto medio capace di potersi reinventare in chiave imprenditoriale. L'alternativa è chiara: seguire la Cina, che negli ultimi anni ha sviluppato una partnership efficiente con molti Paesi della zona subsahariana. Definita l'anti-Bono per lo spietato pragmatismo delle sue posizioni, in questo libro Dambisa Moyo pone l'Occidente intero di fronte ai pregiudizi intrisi di sensi di colpa che sono alla base delle sue "buone azioni", e lo invita a liberarsene. Allo stesso tempo invita l'Africa a liberarsi dell'Occidente, e del paradosso dei suoi cosiddetti "aiuti" che costituiscono il virus di una malattia curabile: la povertà.
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  • 4

    Un libro, a mio modesto parere, molto chiaro, dettagliato e condivisibile, chi si sente offeso credo sia perché ha letto solo il titolo e non il libro.

    http://www.lacasadialchemilla.com/search/label/La%20carit%C3%A0%20che%20uccide

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro veramente interessante. La demistificazione di tutte le campagne "umanitarie" per il terzo mondo. La dimostrazione che la carità produce solo nuova povertà. Strano il silenzio su tutta l'attività di creazione di povertà favorita dai missionari delle religioni rivelate. Non concordo molto ...continua

    Un libro veramente interessante. La demistificazione di tutte le campagne "umanitarie" per il terzo mondo. La dimostrazione che la carità produce solo nuova povertà. Strano il silenzio su tutta l'attività di creazione di povertà favorita dai missionari delle religioni rivelate. Non concordo molto sul fatto, che per aiutare il terzo mondo, l'Europa debba aprire il suo mercato ai prodotti agricoli africani. La legislazione europea sui prodotti alimentari è abbastanza rigida. Si avrebbe la stessa sicurezza alimentare che attualmente godiamo con i prodotti agricoli provveniente dall'Africa? Le recenti polemiche sugli Ogm di origine nord-america evidenziamo come in altri paesi non esista per l'alimentazione l'attenzione che si ha in Europa. Sempre sull'argomento si ricordi che in Europa sono vietati, almeno ufficialmente, l'uso degli estrogeni per gli animali. Lo stesso divieto non vige negli stati uniti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La politica di aiuti dei paesi occidentali ha bloccato lo sviluppo del Terzo mondo, alimentando la corruzione, mentre il libero mercato può condurre ad una crescita più costante e duratura, come l'approccio utilizzato dalle economie emergenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Capitalismo in buona fede?

    La domanda a cui Dambisa Moyo, cresciuta nello Zambia e divenuta economista negli Stati Uniti, cerca di rispondere è molto interressante: perchè con tutti gli aiuti dati al continente africano negli ultimi 50 anni, la condizione di povertà non è diminuita?


    Per rispondere l'autrice, mossa d ...continua

    La domanda a cui Dambisa Moyo, cresciuta nello Zambia e divenuta economista negli Stati Uniti, cerca di rispondere è molto interressante: perchè con tutti gli aiuti dati al continente africano negli ultimi 50 anni, la condizione di povertà non è diminuita?

    Per rispondere l'autrice, mossa dall'aspirazione di voler aiutare il proprio paese, analizza le politiche economico-finanziarie che hanno di fatto impedito la crescita dei paesi africani, nonostante gli aiuti. Addirittura, anzi, in alcuni casi gli aiuti stessi altro non hanno fatto che frenare l'evoluzione dell'economia (di mercato, ça va sans dire).

    L'analisi è interessante e fornisce una chiave di lettura tutto sommato avvincente anche se di certo non convince fino in fondo la proposta di una cura che, pur riconoscendo l'evidente buona fede della Moyo (che ha parenti ed amici ancora in Zambia), viene da un'economista di Goldmann-Sachs, del tutto funzionale ad una visione capitalista delle dinamiche politiche ed economiche che dovrebbero portare all'evoluzione delle società, dimenticando che in gran parte del mondo ne sono invece la vera causa di oppressione e di povertà.

    ha scritto il 

  • 1

    Il libro descrive anche qualche verità, ma è molto ambiguo. Il titolo è assolutamente fuori luogo: un'offesa ai tanti volontari e missionari che salvano migliaia di vite umane con pochi fondi raccolti da persone di buona volontà. Assolutamente da sconsigliare

    ha scritto il 

  • 3

    Ottimi contenuti, stile da migliorare

    Il libro della Moyo ha sicuramente ottimi contenuti. Spiega molto bene il problema legato agli aiuti, che creano "dipendenza" (uno stato povero è disincentivato a darsi da fare se sa che comunque arriveranno degli aiuti, iniziando un circolo vizioso) e corruzione (dato che i soldi che arrivano vi ...continua

    Il libro della Moyo ha sicuramente ottimi contenuti. Spiega molto bene il problema legato agli aiuti, che creano "dipendenza" (uno stato povero è disincentivato a darsi da fare se sa che comunque arriveranno degli aiuti, iniziando un circolo vizioso) e corruzione (dato che i soldi che arrivano viaggiano sull'asse governi-governi, senza avere finalità vincolanti). Critica duramente, e giustamente, le azioni delle star che si fanno pubblicità sull'Africa senza dare alle popolazioni alcun vantaggio pratico di queste loro attività (assicurandosi invece una buona popolarità). Propone soluzioni pratiche, legate al mondo economico e finanziario, quantomeno percorribili. Perché, quindi, 3 stelle? Perché questi contenuti sono espressi con poca enfasi, con uno stile poco originale e molto ripetitivo, con qualche frase ad effetto e numerose pagine senza sussulti. Il lettore va incuriosito, stupito, colpito. Qui non succede quasi mai. Lo confesso, talvolta mi ha annoiato. Però rimane un libro da leggere, tenendo conto che è ottimo sul "cosa ti dice", appena sufficiente sul "come te lo dice".

    ha scritto il 

  • 4

    41-2010

    Buon testo economico-analitico che contesta la solita impostazione occidentale dell'"aiutiamoli perché hanno tanto bisogno". Scritto da una preparata economista zambiana, ribalta decisamente stereotipi e vecchi modelli di intervento nella cooperazione internazionale basata sugli aiuti a governi i ...continua

    Buon testo economico-analitico che contesta la solita impostazione occidentale dell'"aiutiamoli perché hanno tanto bisogno". Scritto da una preparata economista zambiana, ribalta decisamente stereotipi e vecchi modelli di intervento nella cooperazione internazionale basata sugli aiuti a governi inefficienti e corrotti per proporre più audaci ricette di auto-sviluppo. Stimolante, anche perché lavoro proprio in questo settore e servono nuovi punti di vista.

    ha scritto il 

  • 3

    da leggere un pò alla volta?

    Dopo le prime dieci pagine pensi di essere stato cieco fino a quel momento.
    Poi scorri le successive venti e pensi che c'è un sistema che vive alle spalle della povertà e non si parla dei paesi industrializzati, insensibili alle tragedia umane. No, qui si parla delle organizzazioni umanitar ...continua

    Dopo le prime dieci pagine pensi di essere stato cieco fino a quel momento.
    Poi scorri le successive venti e pensi che c'è un sistema che vive alle spalle della povertà e non si parla dei paesi industrializzati, insensibili alle tragedia umane. No, qui si parla delle organizzazioni umanitarie, fin troppo sensibili e potenzialmente dannose.
    Verso la fine della prima parte sei stremato, hai già pensato di interrompere le donazioni alle varie no profit e di comprare un camion, riempirlo d’istruttori e portarlo in Africa, perché l'unico modo di risolvere il problema è l'indipendenza dei paesi "poveri" e gli esempi di Moyo ti fanno scoprire che i vari tentativi messi in campo, anche in buona fede, non sono andati in questa direzione, a dispetto dei proclami degli opinionisti, dei politici o delle stelle del cinema.
    Dati, analisi, statistiche, dimostrazioni empiriche e l'esperienza di una persona che alla banca mondiale ci ha lavorato e ha visto.
    L'unica opinione possibile? No, ma decisamente destabilizzante.
    Non ho ancora avuto il coraggio di leggere la seconda parte, quella costruens, quella che dovrebbe spiegare come risolvere il problema. Forse per la paura che il castello crolli sulla mia testa lasciandomi insopportabilmente inerte?

    ha scritto il 

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