La carretera

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Publisher: Vintage Books

4.2
(10282)

Language: Español | Number of Pages: 210 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 0307473252 | Isbn-13: 9780307473257 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 4

    Apocalittico, senza speranza per la terra in un futuro senza più risorse. Commovente l'affetto tra padre e figlio, che malgrado le terribili difficoltà di sopravvivenza riecono a comunicare e a manten ...continue

    Apocalittico, senza speranza per la terra in un futuro senza più risorse. Commovente l'affetto tra padre e figlio, che malgrado le terribili difficoltà di sopravvivenza riecono a comunicare e a mantenenere viva il valore dell'umanità, ed è questa che rimane al ragazzo per continuare a vivere.

    said on 

  • 3

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un’umanità brutale dedita alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da ...continue

    Ingredienti: un padre e un figlio in un viaggio solitario, un mondo sterile coperto di cenere dopo una catastrofe imprecisata, un’umanità brutale dedita alla sopravvivenza e al saccheggio, una via da percorrere come ultima speranza di vita.
    Consigliato: ai pessimisti che prevedono imminenti apocalissi, agli ottimisti convinti che solo i bambini potranno salvare il mondo.

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  • 1

    Molta fatica a leggerlo. Se si togliessero le parole cenere, grigio, fuliggine, bruciato rimarrebbe metà libro. Certo il mondo dopo l'apocalisse non può essere rosa e fiori, ma le descrizioni sono rip ...continue

    Molta fatica a leggerlo. Se si togliessero le parole cenere, grigio, fuliggine, bruciato rimarrebbe metà libro. Certo il mondo dopo l'apocalisse non può essere rosa e fiori, ma le descrizioni sono ripetitive e noiose. Il protagonista non ha capito una cosa: in un mondo del genere l'unico modo di sopravvivere e' ricostituire una società tribale: se rimani da solo sei morto.

    said on 

  • 4

    DOPO L'APOCALISSE

    Il mondo è finito. Un padre ed il figlioletto vagano come anime alla deriva portando con loro un carrello del supermercato (simbolo dell'era iperconsumistica ormai divenuta ricordo) con dentro i loro ...continue

    Il mondo è finito. Un padre ed il figlioletto vagano come anime alla deriva portando con loro un carrello del supermercato (simbolo dell'era iperconsumistica ormai divenuta ricordo) con dentro i loro miseri averi. Cercano di raggiungere il mare, attraverso un panorama spettrale grigio fumo, fra alberi inceneriti che improvvisamente crollano e bande di uomini che di umano non hanno più niente. Mc Carthy non racconta cosa ha portato il mondo alla sua fine. Qui siamo già "dopo". In qualche flashback compare la madre, non abbastanza forte per reggere la catastrofe.
    Romanzo terribile, davvero impietoso, duro e spaventoso che ipotizza un futuro senza speranze apparenti, anche se il finale lascia intravvedere una fievole luce. "The road" fu anche un film, qualche anno dopo, con il grande Viggo Mortensen ed un giovanissimo attore che interpreta il di lui figlio. Entrambi bravissimi e commoventi. Le indimenticabili immagini del dopo catastrofe sanno essere anche più opprimenti dello scritto. Il film ritardò pesantemente l'uscita poichè non si trovava un produttore disposto a finanziare un progetto così deprimente e traumatico.
    Un romanzo da leggere ma adatto agli stomaci forti, come da tradizione di questo scrittore

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  • 5

    Pagina dopo pagina,la forza delle descrizioni dell'autore precipitano il lettore in un mondo angosciante che solo nel finale lascia spazio alla speranza.Apocalittico e commovente.Da non perdere ...continue

    Pagina dopo pagina,la forza delle descrizioni dell'autore precipitano il lettore in un mondo angosciante che solo nel finale lascia spazio alla speranza.Apocalittico e commovente.Da non perdere

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  • 4

    Perché noi portiamo il fuoco? Si. Perché noi Portiamo il Fuoco.

    Prima di lasciarmi momentaneamente alle spalle il genere post-apocalittico, ho deciso di prendere in mano La Strada di Cormac McCarthy, che nel 2007 ha vinto il tanto ambito premio Pulitzer. I motivi ...continue

    Prima di lasciarmi momentaneamente alle spalle il genere post-apocalittico, ho deciso di prendere in mano La Strada di Cormac McCarthy, che nel 2007 ha vinto il tanto ambito premio Pulitzer. I motivi non so spiegarli di preciso, ma una cosa, per certo, la so: è il più bel romanzo di fantascienza catastrofica che esista pur non rivelandosi tale.

    Un’affermazione azzardata? Può darsi, ma l’autore, con il suo riconoscibile stile, sintetico, freddo, cinico, talmente duro da apparire a volte più come se volessi darti uno schiaffo, con la sua prosa e le sue parole, sempre dosate e misurate, invece di una carezza, riesce a collezionare un dramma esistenziale profondo ed (in)umano dove al centro verte la triste vicenda di un Uomo ed il suo Bambino, due figure senza nome, due fiamme sperdute in lande desolate, in un mondo che “è andato avanti” come direbbe King, ma che, tanto per scherzarci su, stavolta sembra essere andato oltre davvero senza alcun rimasuglio o traccia di quello che era un tempo. La civiltà è perduta. E’ una breve epopea tormentata, al cui centro c’è l’amore e il senso di sopravvivenza, l’angoscia e la solitudine, la rabbia e l’umiltà accompagnata dalla carità, l’ingenuità che segue la speranza perché, stando all’autore, non è poi così importante che i palazzi crollino, i ponti vengano distrutti, le persone muoiano o le macchine si fermino, ciò che conta è che l’uomo non cessi di essere tale, che non perda quella fiamma, quel fuoco che dentro gli bolle e lo tormenta che lo definisce tale, che scandisce la sua umanità e segna la sua anima.

    Un capolavoro, un concentrato perfetto di parole unite l’una all’altra in modo abile, figlia del genio e di un maestro, che in alcuni momenti rasenta la perfezione stilistica grazie alla sua contenuta prosa, mai verbosa o eccessiva. Forse dovrei ringraziare King e la sua L’Ombra dello Scorpione, da cui ne sono rimasto talmente deluso a causa della estenuante prolissità e dal suo incontenibile flusso di frasi e parole (oltre che ripetizioni) che, se non l’avessi mollato, qualche giorno fa, di certo, non avrei preso in mano questo romanzo ed ora non mi ritroverei a scrivere così bene di un’opera che, pur non godendo di alcuna trama ricca di colpi di scena, mi ha lasciato e segnato, nel suo nulla apparire o voler mostrare, un coagulo di pagine intense molto più di altre centinaia.

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  • 4

    An extremely depressing novel depicting a hopelessly desolate world in which everything is dead, except for a few humans struggling to survive by any means necessary. Very well written, but definitely ...continue

    An extremely depressing novel depicting a hopelessly desolate world in which everything is dead, except for a few humans struggling to survive by any means necessary. Very well written, but definitely not everyone's cup of tea because of its unrelenting heaviness.

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  • 3

    La strada

    Un romanzo struggente ed allo stesso tempo potente.
    È difficile – se non impossibile - incasellarlo in un preciso genere letterario: l'ambientazione "fantascientifica" e post-apocalittica costituisce ...continue

    Un romanzo struggente ed allo stesso tempo potente.
    È difficile – se non impossibile - incasellarlo in un preciso genere letterario: l'ambientazione "fantascientifica" e post-apocalittica costituisce solo il palcoscenico su cui va in scena questo dramma angosciante, ansiogeno, tetro.
    Un padre ed il figlioletto intraprendono un viaggio difficile e solitario, in un mondo coperto di cenere dopo una catastrofe (di cui non viene specificato alcunché). Circondati da personaggi che hanno perso qualsiasi traccia di umanità e si dedicano sistematicamente alla violenza ed al saccheggio, l’uomo e il bambino procedono lungo la loro “strada”: un percorso difficile e irto di pericoli, ma che rappresenta ormai l’unica vera speranza di vita.
    Il mondo che attraversano, giorno dopo giorno, non è altro che un grigio labirinto privo di vie di uscita: una sorta di voragine angosciosa che ha risucchiato e polverizzato esseri umani, animali, intere città; un luogo da cui è impossibile tornare indietro.
    Romanzo duro, lucido, affascinante, che può contare su una scrittura asciutta, essenziale, a tratti quasi scarna. Il rapporto padre-figlio, tenero ed intenso, viene descritto in maniera esemplare, diventando la trave portante dell’intera narrazione.
    Alessandro Baricco, a proposito di Corman McCarthy, disse: “riesce ad essere freddo e passionale allo stesso tempo”. Non mi sento di dargli torto…

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  • 3

    Andare avanti

    Perché continuare ad andare avanti in un mondo post apocalittico, terminale, disumanizzato e regredito di migliaia di anni, in cui le uniche forme di sopravvivenza rimaste sono la paura e il cannibali ...continue

    Perché continuare ad andare avanti in un mondo post apocalittico, terminale, disumanizzato e regredito di migliaia di anni, in cui le uniche forme di sopravvivenza rimaste sono la paura e il cannibalismo?
    Verso cosa? Verso chi?
    Perché dare la vita ad un figlio, crescerlo e spingerlo verso un improbabile futuro, quando i bambini, agli occhi del mondo, sono oramai solo fonte di cibo?

    L'uomo di queste pagine, così cariche di desolazione, ha il coraggio della Speranza e della Fede nell'Essere Umano. Perché porta il fuoco. E vuole passare il testimone al bambino che ha cresciuto, un bambino che conosce solo il mondo davanti ai suoi occhi, ciechi di fronte a come prima era il mondo e privi di malvagità nonostante le brutture cui assistono.
    L'uomo è deciso ad andare avanti. Prima di tutto la sopravvivenza, mai ai danni di altra gente a meno di esserne costretto perché braccato. E così, con la paura come compagna, procede il suo inesorabile cammino — il film dà degnamente corpo alla tetraggine e devastazione presenti nell'ambientazione del romanzo, riuscendo a rendere ancora più palpabile la desolazione.

    Per quanto mi riguarda, ne La Strada la tematica (che a dir la verità ho avuto modo di apprezzare più a 'freddo' che a 'caldo') supera l'intrattenimento, che spesso cambia la strada del titolo prendendo quella della noia.
    McCarthy l'ho preferito altrove.

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