La cartella del professore

Di

Editore: Einaudi

3.6
(253)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8858404386 | Isbn-13: 9788858404386 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Tsukiko ha poco meno di quarant'anni. Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di Tòkyo dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. E un'abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un'intesa nella loro passione per il cibo. I tanti manicaretti della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone cosi diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore - che è vedovo e ha settanta anni - non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell'alcol... Trascorrono cosi due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo "con la prospettiva di stringere una relazione amorosa"...
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  • 3

    Piacevole , la scrittura di questo romanzo è fatta di leggerezza, grazia. La giovane protagonista è stata allieva del "Professore", il coprotagonista della storia . Insieme coltivano il piacere del b ...continua

    Piacevole , la scrittura di questo romanzo è fatta di leggerezza, grazia. La giovane protagonista è stata allieva del "Professore", il coprotagonista della storia . Insieme coltivano il piacere del buon cibo e del sake, in una sorta di tango fatto di frequentazioni e assenze, in cui entrambi negano il legame che si è creato..anche a causa della differenza d'età.

    ha scritto il 

  • 1

    Un amore basato sul Tofu e su grandi bevute di Sake. Lui amabile e simpatico ma lei assolutamente insopportabile; la quasi quarantenne più infantile della letteratura mondiale! Romanzo delicato, pure ...continua

    Un amore basato sul Tofu e su grandi bevute di Sake. Lui amabile e simpatico ma lei assolutamente insopportabile; la quasi quarantenne più infantile della letteratura mondiale! Romanzo delicato, pure troppo e assolutamente vacuo!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ancora un libro sul Giappone e sulla sua strana società. Una ragazza, abbastanza moderna e single, che vive abbastanza felice da sola dopo varie storie poco importanti, ritrova per caso in un bar un s ...continua

    Ancora un libro sul Giappone e sulla sua strana società. Una ragazza, abbastanza moderna e single, che vive abbastanza felice da sola dopo varie storie poco importanti, ritrova per caso in un bar un suo vecchio professore del liceo. Pian piano, senza parlarsi, senza esprimersi i propri sentimenti, con lui che continua a criticarla, con incontri che avvengono sempre "per caso" nello stesso bar, la loro conoscenza diventa amicizia, che diventa complicità, che diventa affetto, che diventa amore. Il tutto mentre i due passano tutto il tempo ad ubriacarsi. Quando finalmente l'amore diventa conclamato la storia dura poco, perché lui e' vecchio e in pochi anni muore. Un libro sui sentimenti imbalsamati di chi non e' capace di esprimerli, a suo modo tristissimo. Neanche con sua madre la ragazza riesce a parlare. Più leggo libri giapponesi e meno vorrei vivere in Giappone, che mi sembra sempre di più uno specchio deformante che ci rimanda i nostri stessi errori ingigantiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Divagazioni varie... e qualche considerazione.

    Anni fa andò in onda un anime su due gemelli, uno tutto perfettino, l'altro - per reazione - scapestratello. Un giorno il gemello perfettino muore, credo investito, e quello non altrettanto perfetto s ...continua

    Anni fa andò in onda un anime su due gemelli, uno tutto perfettino, l'altro - per reazione - scapestratello. Un giorno il gemello perfettino muore, credo investito, e quello non altrettanto perfetto si trova a doverne prendere il posto. Che rapporto c'è con questo libro? Nessuno, tranne il fatto che quell'anime aveva delle luuuuuuunghissime scene piene di nulla, alberi, fiori, rumore ci cicale, cose così. Lo abbandonai per noia totale, tanto che non so come sia andato a finire.
    C'è anche una altra scena che nulla ha a che vedere con questo romanzo: Gimli (o qualche altro personaggio) che parlando con un Elfo a Rivendell, credo, dice che lui ha dato il suo cuore a Galadriel, invece che a Arwen, "Tu hai scelto la Sera, ma io ho donato il mio amore alla Mattina, e nel mio cuore vi è presagio che presto svanirà per sempre".
    Ecco, questo libro è noioso come il primo anime, pieno di scene che - per me - non c'entrano per nulla con la storia. Belle, delicate, pure introspettive, ma non vedi l'ora che si arrivi finalmente al dunque. Un qualunque dunque.
    Ed è pieno di una nostalgia dolce, perchè comunque questo breve, noioso, racconto ha i suoi momenti di commozione, e la storia, di suo, è bella e inusuale.
    Tra i due personaggi quello che ne esce meglio è Il Prof., che è ben più vivo e attivo della voce narrante, che non a caso si chiama Tsukiko (bambina della luna, come da nota del traduttore). Tsukiko infatti risulta infantile e petulante, molto più di quello che si dovrebbe aspettare da una donna di quaranta anni. Alla fine si capisce perchè lei si innamori del Prof., molto meno per quale motivo lui voglia lei, a parte quelli più beceri.
    Nel complesso il libro mi lascia perplessa (cosa tipica quando mi trovo a leggere romanzi ambientati in Giappone o scritti da autori giapponesi). C'è uno scollamento tra me, lettore, e il romanzo. Culturale, emozionale, non so. Sicuramente finora non ne ho davvero amato nessuno. Questo ha i suoi momenti, orripilanti, come il capitolo Isola II che secondo me l'autrice ha scritto dopo troppi sakè, o belli, come l'ultimo, che ho trovato invece bello e commovente.
    Nel mezzo troppi saké, troppa birra, troppi liquori e troppi pasti in questo o quel nomi-ya. Come sempre è questione di sensibilità.
    Io, a quanto pare, per ciò che è nipponico non ne ho tantissima.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore che nasce dalla quotidianità. E' una storia delicata quella che ci racconta Tsukiko, la sua storia con il prof di cui all'inizio non ricorda il nome.
    Tante piccole cose, tante piccole abitudin ...continua

    L'amore che nasce dalla quotidianità. E' una storia delicata quella che ci racconta Tsukiko, la sua storia con il prof di cui all'inizio non ricorda il nome.
    Tante piccole cose, tante piccole abitudini e tanti avvenimenti raccontati uno di seguito all'altro racchiusi però in pochi anni.
    La vita di Tsukiko cambia quando una sera incontra un suo vecchio professore e da quel giorno, senza decidere nulla, cominciano a incontrarsi prima senza dei veri appuntamenti e poi frequentandosi.
    Mi piace il modo di raccontare degli autori giapponesi, semplice ed essenziale, anche se non sempre riesco a capire fino in fondo, forse perchè siamo due culture che sono quasi agli antipodi. La nostra esuberanza contro la loro pacatezza. Sono convinta che faccia bene leggere cose così lontane da noi e dalla nostra quotidianità.

    ha scritto il 

  • 2

    Bah. Ultimamente ho l'impressione che la "delicatezza nipponica" sia un alibi per tutti quei romanzi di autori orientali un po' poveri di contenuto.
    (e lo dico da amante di autori giapponesi)
    Letto p ...continua

    Bah. Ultimamente ho l'impressione che la "delicatezza nipponica" sia un alibi per tutti quei romanzi di autori orientali un po' poveri di contenuto.
    (e lo dico da amante di autori giapponesi)
    Letto piuttosto rapidamente, ci sono alcuni passaggi interessanti, ma alla fine della fiera la domanda è una sola: E QUINDI?

    ha scritto il 

  • 1

    Aiutatemi a dire aiuto!!!

    ... ad urlare aiutooooo a gran voce!!!
    Va gridato a pieni polmoni!!! Aiutooooo che palle sto libro!!!!!!
    E dopo l'urlo liberatorio mi sorge un dubbio... o improvvisamente sono diventata cinica, fredda ...continua

    ... ad urlare aiutooooo a gran voce!!!
    Va gridato a pieni polmoni!!! Aiutooooo che palle sto libro!!!!!!
    E dopo l'urlo liberatorio mi sorge un dubbio... o improvvisamente sono diventata cinica, fredda e insensibile, oppure questo romanzo davvero è uno strappa sbadigli colossale! (propendo per la seconda ipotesi, va da sé!)
    Salvatevi, se potete.

    ha scritto il 

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