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La cartella del professore

Di

Editore: Einaudi

3.6
(228)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: eBook

Isbn-10: 8858404386 | Isbn-13: 9788858404386 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Tsukiko ha poco meno di quarant'anni. Vive sola, e dopo il lavoro frequenta uno dei tanti piccoli locali di Tòkyo dove con una modica spesa si possono mangiare ottimi manicaretti e bere qualche bicchiere di birra o di sake. E un'abitudine molto diffusa fra gli uomini della metropoli, meno fra le donne. In una di queste occasioni incontra il suo insegnante di giapponese, che riconosce, malgrado i tempi del liceo siano ormai lontani, quando lo sente ordinare le stesse pietanze. Tsukiko e il prof, come lei lo chiama, iniziano a parlare e trovano subito un'intesa nella loro passione per il cibo. I tanti manicaretti della delicata cucina giapponese accompagnano gli incontri mai programmati, ma non per questo meno frequenti, di due persone cosi diverse eppure simili nella quieta accettazione della propria solitudine, e ogni incontro rappresenta un impercettibile avvicinamento, serve a chiarire dubbi e fraintendimenti. Ma la donna fatica a trovare una sua dimensione adulta, e il professore - che è vedovo e ha settanta anni - non riesce a uscire dal suo passato di marito e insegnante. Arriva la stagione dei funghi, le ferie di Capodanno passano senza allegria, poi fioriscono i ciliegi, si organizza una gita che delude le aspettative e termina, come tante serate, nel torpore dell'alcol... Trascorrono cosi due anni. E dopo infiniti appuntamenti, giunge il momento in cui il prof vince il pudore e chiede a Tsukiko se accetterebbe di frequentarlo "con la prospettiva di stringere una relazione amorosa"...
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  • 4

    L'amore che nasce dalla quotidianità. E' una storia delicata quella che ci racconta Tsukiko, la sua storia con il prof di cui all'inizio non ricorda il nome.
    Tante piccole cose, tante piccole abitudin ...continua

    L'amore che nasce dalla quotidianità. E' una storia delicata quella che ci racconta Tsukiko, la sua storia con il prof di cui all'inizio non ricorda il nome.
    Tante piccole cose, tante piccole abitudini e tanti avvenimenti raccontati uno di seguito all'altro racchiusi però in pochi anni.
    La vita di Tsukiko cambia quando una sera incontra un suo vecchio professore e da quel giorno, senza decidere nulla, cominciano a incontrarsi prima senza dei veri appuntamenti e poi frequentandosi.
    Mi piace il modo di raccontare degli autori giapponesi, semplice ed essenziale, anche se non sempre riesco a capire fino in fondo, forse perchè siamo due culture che sono quasi agli antipodi. La nostra esuberanza contro la loro pacatezza. Sono convinta che faccia bene leggere cose così lontane da noi e dalla nostra quotidianità.

    ha scritto il 

  • 2

    Bah. Ultimamente ho l'impressione che la "delicatezza nipponica" sia un alibi per tutti quei romanzi di autori orientali un po' poveri di contenuto.
    (e lo dico da amante di autori giapponesi)
    Letto p ...continua

    Bah. Ultimamente ho l'impressione che la "delicatezza nipponica" sia un alibi per tutti quei romanzi di autori orientali un po' poveri di contenuto.
    (e lo dico da amante di autori giapponesi)
    Letto piuttosto rapidamente, ci sono alcuni passaggi interessanti, ma alla fine della fiera la domanda è una sola: E QUINDI?

    ha scritto il 

  • 2

    Aiutatemi a dire aiuto!!!

    ... ad urlare aiutooooo a gran voce!!!
    Va gridato a pieni polmoni!!! Aiutooooo che palle sto libro!!!!!!
    E dopo l'urlo liberatorio mi sorge un dubbio... o improvvisamente sono diventata cinica, fredda ...continua

    ... ad urlare aiutooooo a gran voce!!!
    Va gridato a pieni polmoni!!! Aiutooooo che palle sto libro!!!!!!
    E dopo l'urlo liberatorio mi sorge un dubbio... o improvvisamente sono diventata cinica, fredda e insensibile, oppure questo romanzo davvero è uno strappa sbadigli colossale! (propendo per la seconda ipotesi, va da sé!)
    Salvatevi, se potete.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura semplice, fresca e moderna . Nulla è tralasciato al caso. Il tempo e la quotidianità, i sentimenti e le contorsioni mentali , la delicatezza delle pulsioni. Tutto rimane nel tempo che trasc ...continua

    Scrittura semplice, fresca e moderna . Nulla è tralasciato al caso. Il tempo e la quotidianità, i sentimenti e le contorsioni mentali , la delicatezza delle pulsioni. Tutto rimane nel tempo che trascorre. Infrangibile come un Haiku. Perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Scarno, malinconico ma bello

    Una storia d'amore non scontata. Stile scarno e conciso ma efficace. E' un libro in cui parlano i silenzi, e pare di vederli i due protagonisti, che mangiano affiancati, parlano poco e tacciono tanto. ...continua

    Una storia d'amore non scontata. Stile scarno e conciso ma efficace. E' un libro in cui parlano i silenzi, e pare di vederli i due protagonisti, che mangiano affiancati, parlano poco e tacciono tanto. E in quei momenti di silenzio però non si perdono ma si stringono forse ancor di più. E' un libro triste, che parla dell'unione di due solitudini. Ma merita. Anche perché si legge in due ore, non l'ho trovato assolutamente pesante.

    ha scritto il 

  • 2

    Non capisco onestamente tutto l'entusiasmo per questo libro (che ho acquistato solo perché in offerta su Amazon in formato kindle qualche giorno fa) che io ho trovato piuttosto insipido.

    La storia rac ...continua

    Non capisco onestamente tutto l'entusiasmo per questo libro (che ho acquistato solo perché in offerta su Amazon in formato kindle qualche giorno fa) che io ho trovato piuttosto insipido.

    La storia racconta di una quasi quarantenne che di anni sembra ne abbia una ventina, dal comportamento, che lavora, non ha amici, vede la famiglia una volta l'anno e basta e avanza, la sera cena e beve nei bar da sola, che ritrova, proprio in uno di questi locali, il suo professore di giapponese del liceo. I due condividono una certa passione per il cibo e l'alcool che vengono consumati in grandi quantità e nominati spesso. Si frequentano prima casualmente poi volontariamente per un certo periodo e alla fine cedono e si innamorano. Forse.

    Per me lo spirito del romanzo è perfettamente espresso da questa conversazione tra la protagonista e un ex compagno di liceo che la invita a bere qualcosa:

    Adesso tu cosa fai, Kojima?
    Lavoro in una ditta. E tu?
    Impiegata in un ufficio.
    Ah sì?
    Già.

    Ah sì? Già...

    ha scritto il 

  • 4

    Un delicato amore fra una giovane donna e un suo ex professore

    I due protagonisti di questo libro non potrebbero essere apparentemente più diversi: Harutsuna-sensei, un anziano insegnante, pensionato e vedovo, e Tsukiko, una giovane donna, single e indipendente. ...continua

    I due protagonisti di questo libro non potrebbero essere apparentemente più diversi: Harutsuna-sensei, un anziano insegnante, pensionato e vedovo, e Tsukiko, una giovane donna, single e indipendente. I due si ritrovano perché frequentano entrambi un locale di quartiere, dove spesso vanno a bere o a mangiar qualcosa. E dico "si ritrovano" perché lei si rende rapidamente conto che il signore distinto che incontra nel locale è stato suo professore al liceo.

    Attraverso i loro incontri, regolari ma non frequentissimi, nel locale di quartiere, si sviluppa fra i due una strana relazione, che, timidamente, esce dai confini del locale per assumere toni sempre più importanti nella vita di entrambi. La voce narrante è quella di Tsukiko, inizialmente incerta nel gestire una situazione senza dubbio anomala, non foss'altro che per la differenza di età significativa fra i due protagonisti. Al principio non è chiaro a Tsukiko stessa che cosa questa frequentazione col professore voglia dire, cosa implichi, ma man mano che seguiamo l'evoluzione della storia non vi è dubbio che si tratti di un genuino innamoramento. Un'innamoramento che però, come risulterà chiaro al lettore attraverso l'evolversi della vicenda, ben difficilmente potrà sfociare in una relazione "normale", non ultimo a causa della complessa vita interiore del professore.

    La scelta di presentare tutta la vicenda attraverso la voce narrante di Tsukiko fa sì che il lettore possa solamente intuire cosa Harutsuna-sensei, il professore, senta o pensi. E il professore dei propri sentimenti non parla mai, anzi, è estremamente riservato e, verrebbe da dire, pudico. Ad un livello tale da poter apparire, almeno ad un lettore italiano, come quasi incapace di comunicare, oppure disinteressato ai sentimenti di Tsukiko. In realtà nella discrezione del professore ho riconosciuto amici e colleghi giapponesi, specialmente i meno giovani. Persone di una discrezione e di una delicatezza, nonché di una cortesia, che appaiono difficili da capire, e apparentemente da penetrare, per un'occidentale, e forse in particolare per un europeo del sud. E scrivo "apparentemente" perché passata questa appunto solo apparente barriera la miscela di schiettezza, ospitalità e calore sincero che ho trovato presso i miei amici giapponesi è difficile da battere.

    Ma indubbiamente al primo contatto la barriera culturale è presente, una barriera che appunto può far apparire freddo o disinteressato l'interlocutore. E il professor Harutsuna indubbiamente può sembrare disinteressato ai sentimenti di Tsukiko – apparenza senza dubbio ingannevole, trattandosi piuttosto di un pudore delle emozione unito ai sentimenti che continua a nutrire nei confronti della moglie deceduta. Pudore che ovviamente è reso più rilevante, soprattutto per il lettore europeo, dalla difficoltà implicita nel dover affrontare una relazione erotica fra un uomo anziano ed una donna giovane. Nella cultura europea, soprattutto dell'Europa del sud, una relazione di questo tipo è spesso immediatamente percepita come censurabile, malsana, o nella migliore delle ipotesi come imbarazzante. Ferme restando le differenze culturali che fanno sì che nella cultura giapponese la vita erotica sia molto meno associata a valori "morali", l'argomento indubbiamente richiede grande delicatezza per evitare di cadere in ovvi e banali stereotipi. Delicatezza che l'autrice sembra pienamente in grado di mettere in campo, trattando l'argomento con naturalezza e classe, senza inutile puritanesimo ma anche senza alcun voyerismo.

    Il risultato è un libro che sembra in qualche modo scritto in punta di piedi, con estrema delicatezza, facendo attenzione che le parole non turbino con toni troppo espliciti i delicati sentimenti dei protagonisti. Il lettore esita quasi ad intrufolarsi nelle vicende di Tsukiko e Harutsuna-sensei, nella loro vita interiore, e solo grazie alla delicatezza del testo non si sente un intruso. Anzi, in qualche modo il lettore si trova a partecipare della trepidazione di Tsukiko, e, inevitabilmente, nel caso di un lettore maschio non più giovane, ad immedesimarsi nel professor Harutsuna e a domandarsi come si comporterebbe al suo posto, corteggiato da una donna molto più giovane nonché attraente.

    Descrivere i capitoli finali del romanzo distruggerebbe per il lettore potenziale il piacere di lasciarsi trascinare nella risoluzione della tensione, sicuramente emotiva ma anche indubbiamente erotica, che l'autrice fa sapientemente accumulare fra i due protagonisti. Posso solo consigliare di leggerlo (è peraltro una lettura relativamente breve) e di scoprirlo da voi :-)

    ha scritto il 

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