La casa

Di

Editore: Tunué (Prospero's Books)

4.5
(148)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Basco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8867901796 | Isbn-13: 9788867901791 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Arpaia

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Famiglia, Sesso & Relazioni , Non-narrativa

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Descrizione del libro
I tre fratelli protagonisti di questa storia tornano un anno dopo la morte del padre nella casa di famiglia dove sono cresciuti. La loro intenzione è quella di venderla, ma ogni tentativo si scontra con i loro ricordi. Hanno paura di vedere sgretolato il proprio passato, compresa la memoria del padre e i ricordi del giorni vissuti insieme. Si percepisce, in questa nuvoa opera di Paco Roca, un'eco autobiografica, che nasce da una necessità di raccontare un episodio che ha toccato da vicino l'autore spagnolo, così come era successo in Rughe. E come in quel caso, da uno spunto personale scaturisce un'opera dal carattere universale che ci parla in modo profondo del rapporto fra genitori e figli.
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  • 4

    Come scriveva un'altra utente sotto, commenterò anche io con la stessa canzone:

    Sono nella casa dove abitavo da bambino
    Riconosco ogni oggetto
    La disposizione dei mobili, i colori
    La luce era diversa ...continua

    Come scriveva un'altra utente sotto, commenterò anche io con la stessa canzone:

    Sono nella casa dove abitavo da bambino
    Riconosco ogni oggetto
    La disposizione dei mobili, i colori
    La luce era diversa negli anni sessanta, ho riconosciuto anche quella
    Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi anni nessuno abbia toccato la mia roba
    C'è un'intera brigata dell'esercito britannico lì dentro
    Rosa
    Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l'attacco imminente
    Ma l'attacco non avverrà mai
    Il divertimento per me era disporre i soldatini come se dovessero affrontare un ingaggio particolare,
    e poi, senza che nulla avvenisse, cambiare la disposizione
    Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa
    L'ufficiale ha il braccio teso davanti a sé mentre sta per prendere la mira
    la testa piegata verso l'alto mi guada implorante: "Vado?".
    Ho richiuso il cassetto
    Ho setacciato tutta la stanza in cerca di quello che avevo lasciato
    Ho trovato tutto meccanicamente come se non avessi bisogno di ricordarne la posizione
    Devo aver fatto un gran casino perché mia madre è entrata
    Giovane e bellissima
    Rideva
    Mi ha preso in giro
    Una strana calma, una calma enorme
    Non so cos'è
    Ma non ho mai pianto tanto come al risveglio
    Ho rifatto il percorso che mi portava dalla scuola alla casa dei miei
    La prima volta dopo venticinque anni
    C'è una sensazione che non ho mai più provato
    Non abito più lì da sempre
    Ho avuto una vita
    Altrove
    E' solo una stupida villetta con uno sputo di giardino
    Ma sarà la prima cosa che comprerò
    Quando sarò ricco
    https://www.youtube.com/watch?v=ybjOQbLrgfc

    ha scritto il 

  • 4

    La casa (2015)

    Ho come l'impressione che Roca abbia scritto con il freno tirato. O forse sono io ipersensibilizzata sull'argomento e è troppo alta la soglia da stimolare per provocarmi una reazione emotiva o empatic ...continua

    Ho come l'impressione che Roca abbia scritto con il freno tirato. O forse sono io ipersensibilizzata sull'argomento e è troppo alta la soglia da stimolare per provocarmi una reazione emotiva o empatica

    ha scritto il 

  • 4

    Quest'uomo è ossessionato dalla malinconia. Questa volta si tratta di fratelli che alla morte del padre si ritrovano nella sua casa di campagna per decidere se venderla o tenerla, facendo riaffiorare ...continua

    Quest'uomo è ossessionato dalla malinconia. Questa volta si tratta di fratelli che alla morte del padre si ritrovano nella sua casa di campagna per decidere se venderla o tenerla, facendo riaffiorare mille ricordi d'infanzia in loro, ma anche in me. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma sarà la prima cosa che comprerò ...quando sarò ricco.

    Così cantavano gli Afterhours in un loro brano, ormai parecchi anni addietro. Ritorno a casa si chiama il brano, e chi la propria casa e i propri affetti non è stato costretto a lasciarli il fumetto p ...continua

    Così cantavano gli Afterhours in un loro brano, ormai parecchi anni addietro. Ritorno a casa si chiama il brano, e chi la propria casa e i propri affetti non è stato costretto a lasciarli il fumetto può capirlo solo a metà. Quando devi andare via, per lavoro, o per altri motivi, e lasciare casa tua ti pesa allora il sentimento che provi è quello giusto. Aggiungi che magari in quella casa ci siano i maggiori affetti non materiali ma morali che una persona abbia mai avuto ed il gioco è fatto. Le difficoltà di proseguire la propria di vita, e di non abbandonare chi ha dato tutto. I buoni propositi quelli ci sono tutti, coltivare, conservare, ed aiutare chi ha fatto tutto per noi, ma poi ci sono i doveri, i lavori ed il sano egoismo e tutto si dimentica. Come vorremmo essere migliori di come in realtà siamo, è la natura umana e non si può cambiare. Speriamo di conservare, ma consumiamo. La mia di casa, ha un punto di buio dal quale si vede benissimo il cielo, e mi piacerebbe essere lì prima di svanire.

    ha scritto il 

  • 4

    Istantanee di ricordi.

    Paco Roca ha sempre l'animo sensibile e quell'andare dritto al punto della storia che emoziona ogni volta.
    Nella sua opera Rughe mi sono proprio immedesimata nelle sue tavole, nelle sue emozioni. In L ...continua

    Paco Roca ha sempre l'animo sensibile e quell'andare dritto al punto della storia che emoziona ogni volta.
    Nella sua opera Rughe mi sono proprio immedesimata nelle sue tavole, nelle sue emozioni. In La casa, questa sensazione è un po' venuta a mancare, ma si parla di livello personale che, comunque, tendo sempre a valutare una volta finito il libro.
    A livello artistico, Paco Roca non ha deluso nessuna aspettativa. I colori delle tavole e i disegni stessi sono onirici, con tratti chiari e precisi.
    La storia è proprio nello stile dall'autore che ho conosciuto in Rughe, ma in quest'opera è come se mancasse qualcosa. L'autore usa sempre un piccolo dettaglio fra i mille che ci disegna per concludere la sua storia e dare il senso della morale. In questo caso mi aspettavo qualcosa di più eclatante, magico, sensibile, emozionante.
    Per quanto mi riguarda, Paco Roca ha ancora tanto da dare con le sue opere e la sua storia e con le sue istantanee della vita ho rivisto qualcosa di mio, di personale che non ho mai potuto raccontare a nessuno per non spezzare il legame che ho con quei miei cari ricordi.
    Lettura consigliata a tutti. Sia a chi non ha mai letto graphic novel sia per chi segue con passione l'autore.

    ha scritto il