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La casa Tellier e altri racconti

Racconti d'autore, 23

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.9
(77)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mario Picchi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    Sono tre piccoli racconti: La casa Tellier, Storia di una ragazza di campagna e Due amici. Maupassant si conferma uno splendido narratore e la concisione era il suo forte, a questi affreschi di vita non manca una trama più complessa e articolata per renderli più completi. Ho apprezzato in partico ...continua

    Sono tre piccoli racconti: La casa Tellier, Storia di una ragazza di campagna e Due amici. Maupassant si conferma uno splendido narratore e la concisione era il suo forte, a questi affreschi di vita non manca una trama più complessa e articolata per renderli più completi. Ho apprezzato in particolare gli ultimi due racconti.

    ha scritto il 

  • 4

    Tre bei racconti che, nella loro diversità di temi, lunghezza, stile, hanno tutto ciò che si può chiedere ad un racconto fatto come Dio comanda.
    Ovviamente mi hanno fatto venir voglia di leggere altre opere di Maupassant (ricordo, tanti secoli addietro, una piacevole lettura di 'bel Ami' pe ...continua

    Tre bei racconti che, nella loro diversità di temi, lunghezza, stile, hanno tutto ciò che si può chiedere ad un racconto fatto come Dio comanda.
    Ovviamente mi hanno fatto venir voglia di leggere altre opere di Maupassant (ricordo, tanti secoli addietro, una piacevole lettura di 'bel Ami' però c'è molto altro, credo).
    Sarà a causa del caldo incessante che mi perseguita da giorni, di una senilità ormai ben salda dentro la mia testolina oppure anche di una certa limitatezza di vedute ma a me 'La casa Tellier' sembrava ambientato pari pari nella provincia in cui vivo: con qualche doveroso adattamento di scene e costumi la realtà descritta mi sembrava così vicina alle scene di ipocrita bonomia e di tristezza mascherata da vitalismo godereccio che mi sono trovata a dire 'Toh guarda che Maupassant ha vissuto a Padova e non lo sapevo!'. E il povero consorte, udendo questi vaneggiamenti, scoteva piano la testa alzando i cerulei occhi al cielo......se sta donna pensasse un po' più alla prova costume invece di riempirsi la testa di cazzate!

    ha scritto il 

  • 4

    La casa Tellier e altri racconti

    Tre raccontini splendidi che si divorano a dimostrazione che spesso non servono tomi da seicento fogli per scrivere pagine di vera letteratura. Consigliatissimo a chi vuole trascorrere un'ora di seria lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono tre gioielli questi racconti di Maupassant.
    Ti immergono nel mondo di persone umili e semplici, giovani contadini di cui con vivezza viene descritta la vita quotidiana, fatta di pesanti lavori nei campi, di amoreggiamenti tra serve e garzoni di stalla (mi riferisco a Storia di una rag ...continua

    Sono tre gioielli questi racconti di Maupassant.
    Ti immergono nel mondo di persone umili e semplici, giovani contadini di cui con vivezza viene descritta la vita quotidiana, fatta di pesanti lavori nei campi, di amoreggiamenti tra serve e garzoni di stalla (mi riferisco a Storia di una ragazza di campagna), di speranze nel futuro deluse dagli eventi della vita, eventi naturali che però sconvolgono le esistenze dei poveri, fino a quando, nel momento più buio in cui la disperazione sta avendo la meglio, la bontà d’animo e il buon senso contadino hanno la meglio. Storia di una ragazza di campagna è il mio racconto preferito, tra i tre, anche se l’ultimo, Due amici, brevissimo, mi ha lasciato un carico di amarezza molto forte: inizia con toni pacati per poi terminare tragicamente lasciando il lettore a riflettere sull’inutilità e la crudeltà della guerra che travolge tutti coloro che incontra sul suo passaggio.
    Il primo racconto, La casa Tellier, quello che dà il titolo al libro, è colorato e colorito: colorato dalle vesti sgargianti e dalle carnagioni variegate delle prostitute che lavorano in casa di Madama Tellier; colorito grazie anche alle splendide descrizioni della campagna francese e alle canzoni cantate a squarciagola mentre attraversano in calesse le stradine campagnole, cantando la loro giovinezza e la voglia di vivere. Non vi è svilimento della dignità di queste donne, che sono descritte in momenti diversi e in atteggiamenti sempre consoni all’ambiente in cui si trovano, ma anzi si legge uno sguardo benevolo (sempre soffuso di ironia) di rispetto verso creature che non hanno avuto una vita facile che le ha portate fin lì.
    “Il signor Poulin, l’ex sindaco, si teneva Rose a cavalcioni sulle gambe, ed ella, col viso contro il viso di lui, faceva scorrere le sue mani tozze tra le candide fedine del brav’uomo. La gonna di seta gialla, rialzata, mostrava due dita di coscia nuda che risaltavano sul nero dei calzoni, e le calze rosse erano strette dalle giarrettiere turchine, regalo…… La grossa Fernande, distesa sul divano, poggiava i piedi sulla pancia del signor Pimpesse, l’esattore, e la schiena sul panciotto del giovane signor Philippe, al quale circondava il collo con la mano destra, mentre con la sinistra teneva la sigaretta….”
    Non sembra di avere davanti un quadro di Toulouse Lautrec?

    ha scritto il 

  • 4

    Due racconti ci mostrano il mondo contadino della Normandia di fine Ottocento. Il terzo, pur nella sua brevità, è un dirompente “manifesto” contro l'assurda crudeltà e inutilità della guerra.
    Casa Tellier è una casa di appuntamenti. Come lo erano molte case di appuntamenti, è un luogo di ri ...continua

    Due racconti ci mostrano il mondo contadino della Normandia di fine Ottocento. Il terzo, pur nella sua brevità, è un dirompente “manifesto” contro l'assurda crudeltà e inutilità della guerra.
    Casa Tellier è una casa di appuntamenti. Come lo erano molte case di appuntamenti, è un luogo di ritrovo di una certa importanza per molti cittadini. Un giorno i clienti abituali la trovano chiusa, e Maupassant rende molto bene la situazione di disagio, quasi di caos, di anomalia che si viene a creare in città. La chiusura è giustificata: la nipote della signora Tellier deve prendere la comunione. Il viaggio in treno verso la campagna è molto divertente; il mondo contadino e i rapporti famigliari sono di grande tenerezza e serenità; ciò che accade durante la cerimonia è grandioso; le prostitute di M.me Tellier e i contadini che le accolgono per la festa sono personaggi di una grandezza morale invidiabile. Il ritorno in città e la riapertura della casa riporta, infine, la normalità in città. Splendido!
    “Storia di una ragazza di campagna” sembra il classico racconto sulle sventure di una contadinotta bella e operosa, di un mondo contadino retrogrado e mentalmente chiuso, con i soliti luoghi comuni sul fatto che se una coppia non ha figli la colpa è sempre della donna. Ma anche in questo caso Maupassant stravolge tutto e mostra un contadino che darebbe lezioni di superiorità morale e apertura mentale a molti mariti “progrediti” delle città di oggi.
    Infine “Due amici” è la storia di due parigini che fanno amicizia per la comune passione della pesca. Passione che gli sarà fatale se perseguita durante la guerra franco-tedesca di fine secolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando a 15 anni lessi “Bel-Ami”, veramente non potevo amare questo arrampicatore sociale circuitore di donne evidentemente tutte starnazzanti al desiderio d'essere circuite: di conseguenza non amavo lo scrittore, che tanto pareva modello del personaggio (e così almeno recitavano anche le note cr ...continua

    Quando a 15 anni lessi “Bel-Ami”, veramente non potevo amare questo arrampicatore sociale circuitore di donne evidentemente tutte starnazzanti al desiderio d'essere circuite: di conseguenza non amavo lo scrittore, che tanto pareva modello del personaggio (e così almeno recitavano anche le note critiche).

    Né amo quell’approccio, direi “flaubertiano”, teso con un che di morboso a scandagliare la serenità borghese col compiacimento frequente di épater le bourgeois: nel suo essere specchio di Medusa del bien vivre ottocentesco, nello sprezzarsi del moralismo altrui giudicandone a priori le ragioni senza alcun tentativo di capirle, ai miei occhi diventa esso stesso moralista.

    Eppure Maupassant è grande scrittore. Nei suoi racconti del mistero, lo scoprii tanti anni fa, prima di “Bel-Ami”. Ecco perché mi urtò quest’ultimo: come può farlo qualcuno che ti resta(va) simpatico.
    Lo confermo ora in questi, dove una voglia di vivere salace fa quasi dimenticare la miseria di uomini piccoli, troppo piccoli per la grandezza delle loro vite e per i quali si è quasi tentati di provare indulgenza (in fin dei conti qualcuno ha loro chiesto d’essere chiamati a nascere-vivere-morire?). Dove la vita umile di una donna diventa riscatto nella leggerezza serena di un altro uomo (che suggerisce come la semplicità possa a volte lasciare sufficiente spazio alla saggezza). Diventa commozione, quando nell’ultimo racconto, ogni piccolo uomo quale ognuno di noi è, si scopre solo, e al tempo stesso non è solo: chiamati a guardare la tragedia arrivare, almeno serbiamoci accanto il posto per il calore di un altro corpo che insieme tremi, e insieme guardi. È subito sera, ma andiamoci mano nella mano.

    Tre stelle solo perché non condivido lo sguardo troppo disincantato, quasi cinico, dell'autore.

    ha scritto il