La casa dalle finestre nere

Oscar Fantascienza 5 (955)

Di

Editore: Mondadori (Oscar Fantascienza)

3.8
(440)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Francese , Polacco

Isbn-10: A000008416 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un veterano della Guerra Civile, Enoch Wallace, è stato scelto per fare sulla Terra il guardiano di una stazione di transito per viaggiatori della spazio, costruita all'insaputa dei terrestri. Wallace è quasi immortale e per tenergli compagnia, la scienza galattica ha dato vita ai fantasmi del suo spirito: una graziosa ragazza e un brillante ufficiale nordista. Trascurando tutte le facili possibilità che gli venivano offerte dalla descrizione degli esseri alieni e dallo stesso sviluppo dell'azione, Simak si è concentrato sul personaggio di Enoch e sui rapporti che ha con le creature nate dal suo spirito. L'autore, come sempre nei suoi romanzi, riesce a combinare i vasti temi della fantascienza (viaggi neI tempo e nel cosmo, invasioni extraterrestri, immortalità con figure ed elementi di vita spicciola, umile, provinciale. Nessun altro, infatti, ha saputo come lui introdurre nella fantascienza i paesaggi e i caratteri della provincia americana, ha saputo restare tenacemente attaccato, fra ipotesi e invenzioni disumane, a una visione terrestre o meglio, "naturale" della vita e dell'universo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una grossa combriccola di alieni convince un reduce di guerra a trasformare casa sua in una stazione galattica. Lui la prende bene, anche quando la gente inizia ad insospettirsi dei suoi 130 anni. ...continua

    Una grossa combriccola di alieni convince un reduce di guerra a trasformare casa sua in una stazione galattica. Lui la prende bene, anche quando la gente inizia ad insospettirsi dei suoi 130 anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglia dell'ignoto

    Enoch Wallace vive una vita solitaria in una baita nei boschi del Wisconsin, negli anni Sessanta del ventesimo secolo. I suoi unici amici sono il postino e una ragazza sordomuta appartenente a una fam ...continua

    Enoch Wallace vive una vita solitaria in una baita nei boschi del Wisconsin, negli anni Sessanta del ventesimo secolo. I suoi unici amici sono il postino e una ragazza sordomuta appartenente a una famiglia di bifolchi che abita nei dintorni. Tutto normale fin qui: il problema è che Enoch Wallace ha combattuto nella guerra di secessione cent’anni prima ma appare ancora nel fiore degli anni, e che la sua casa apparentemente modesta è in realtà inespugnabile ed è impossibile scoprire che cosa c’è dentro.
    Il libro si apre con un agente dell’intelligence statunitense che riferisce al suo superiore questa situazione fuori dal comune, che genera la mia atmosfera preferita nei romanzi fantastici: la meraviglia dell’ignoto, un mistero le cui cause sono imprevidibili così come i suoi sviluppi (che raramente sono all’altezza della meraviglia iniziale).
    Per non rovinare la sorpresa ai futuri lettori non rivelo nulla della trama. Dico soltanto che Simak riesce a mantenere la tensione e l’interesse fino alla fine e che il libro riflette l’epoca della guerra fredda e il punto di vista dell’autore sull’insensatezza della guerra e su una prospettiva di speranza per l’umanità.
    Mi sembra che manchi poco a questo libro per essere un classico non solo della fantascienza ma della letteratura in assoluto: forse a Simak manca un pizzico di talento perché la sua scrittura sia all’altezza delle sue idee, qua e là gli sfugge qualche ingenuità che rischia di spezzare l’incantesimo. Però è uno di quei romanzi che lasciano una sensazione piacevole e non si dimenticano a distanza di anni e penso che possa piacere agli amanti della fantascienza speculativa.

    ha scritto il 

  • 2

    Da ragazzo aspettavo con ansia il venerdì, perché un venerdì ogni due era il giorno di Urania: una massiccia dose di mondi fantastici ad un modico prezzo. Ogni tanto trovavo in edicola un Millemondi, ...continua

    Da ragazzo aspettavo con ansia il venerdì, perché un venerdì ogni due era il giorno di Urania: una massiccia dose di mondi fantastici ad un modico prezzo. Ogni tanto trovavo in edicola un Millemondi, tre o quattro romanzi brevi in unico volume, ed era festa grande. "La casa dalle finestre nere" di Clifford Simak mi pareva di ricordarlo benissimo, era il racconto più intenso di quel "Millemondi Estate 1974": c'era la casa, misteriosa stazione galattica per viaggiatori alieni con il suo immortale guardiano e c'era un potente talismano, capace di portare la pace nell'universo. Lo ricordavo bello, talmente bello che lo volli condividere coi compagni di classe. Il libro passo' di mano in mano e poi scomparve nel nulla. Questo che ho riletto 40 anni dopo m'è parso tutto un altro libro ed ho il fondato sospetto che durante la sua assenza sia stato assorbito da una qualche anomalia del continuum spazio/temporale, subendo pesanti e peggiorative modifiche: non saprei giustificare altrimenti il fatto che non mi abbia entusiasmato come la prima volta... Già, non può esistere un'altra spiegazione!

    ha scritto il 

  • 4

    Il casellante degli alieni nato nel 1840 nel Wisconsin

    Diciamocela tutta: la trama non è eccezionale e il deus ex machina nel finale è troppo spudorato. Però il romanzo si merita quattro stelle: l'intera Galassia con tutte le sue meravigliose civiltà divi ...continua

    Diciamocela tutta: la trama non è eccezionale e il deus ex machina nel finale è troppo spudorato. Però il romanzo si merita quattro stelle: l'intera Galassia con tutte le sue meravigliose civiltà dividono le pagine con una bucolica campagna piena di piccole cose, odori, oggetti antichi che nelle descrizioni prendono vita e realtà sino a rivestirsi di nostalgia. E questo è davvero tanto.
    Peccato per la progressione inversa a quella ottimale: ottimo incipit, buon corpo del romanzo, deludente finale. Da Simak mi aspettavo più professionalità, anche se stiamo parlando di uno scritto del '63.

    Il titolo originale, Way Station, prepara meglio di quello italiano al contenuto del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con persona ...continua

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con personaggi incantati ed essere di altri mondi, gravi pericoli e lieto fine della migliore specie.
    Tuttavia analizzando un po' nel profondo situazioni e personaggi le chiavi di lettura sono molteplici, con riflessioni sul periodo storico.
    Inoltre il personaggio di Enoch offre spunti interessanti in particolar modo sul rapporto conflittuale che ogni individuo deve affrontare con la società a cui appartiene e con il mondo esterno.

    ha scritto il 

  • 5

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "t ...continua

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "tutti i nodi vengono al pettine"!
    A mio avviso, stupendo...

    ha scritto il 

  • 5

    Alta letteratura

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanist ...continua

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanista; e usa la fantascienza per dire cose che altrimenti finirebbero non dette, o non dette in questo modo così coinvolgente.
    Questa "Casa..." è un capolavoro di manifesto... Il manifesto delle vite diverse, inimitabili e degne di rispetto; il manifesto dell'imperativo universale: "Dobbiamo avere cura gli uni degli altri".

    "...e la responsabilità morale, quando non comporta la capacità di attenuare le cose, è perfettamente inutile." (dal capitolo 13).
    Un capolavoro davvero...

    Un solo piccolo appunto... Il romanzo pare scritto in due momenti distinti e lontani nel tempo. Molto meglio la prima metà, addirittura sublime. Poi un poco si spezza. Ma soltanto un poco, ed è questo un peccatuccio che al grande e buono Simak si può tranquillamente perdonare.
    Anzi... Grazie, maestro Cliff!
    5 stelle!

    Ermanno Bartoli:
    www.webalice.it/balow

    ha scritto il 

  • 3

    Umanista dentro

    Con l'aiuto del contesto fantascientifico, Simak sviscera sempre tematiche umanistiche affascinati, velandole di ingenuità quel tanto che basta per trasformarle in favole reali.

    ha scritto il 

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