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La casa dalle finestre nere

Oscar Fantascienza 5 (955)

Di

Editore: Mondadori (Oscar Fantascienza)

3.9
(412)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Francese , Polacco

Isbn-10: A000008416 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un veterano della Guerra Civile, Enoch Wallace, è stato scelto per fare sulla Terra il guardiano di una stazione di transito per viaggiatori della spazio, costruita all'insaputa dei terrestri. Wallace è quasi immortale e per tenergli compagnia, la scienza galattica ha dato vita ai fantasmi del suo spirito: una graziosa ragazza e un brillante ufficiale nordista. Trascurando tutte le facili possibilità che gli venivano offerte dalla descrizione degli esseri alieni e dallo stesso sviluppo dell'azione, Simak si è concentrato sul personaggio di Enoch e sui rapporti che ha con le creature nate dal suo spirito. L'autore, come sempre nei suoi romanzi, riesce a combinare i vasti temi della fantascienza (viaggi neI tempo e nel cosmo, invasioni extraterrestri, immortalità con figure ed elementi di vita spicciola, umile, provinciale. Nessun altro, infatti, ha saputo come lui introdurre nella fantascienza i paesaggi e i caratteri della provincia americana, ha saputo restare tenacemente attaccato, fra ipotesi e invenzioni disumane, a una visione terrestre o meglio, "naturale" della vita e dell'universo.
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  • 4

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con persona ...continua

    Nel complesso il libro mi è piaciuto. Ha vari piani di lettura ed esprime bene paure ed ansie del periodo storico trattato (guerra fredda).
    In superficie il racconto è una piacevole favola con personaggi incantati ed essere di altri mondi, gravi pericoli e lieto fine della migliore specie.
    Tuttavia analizzando un po' nel profondo situazioni e personaggi le chiavi di lettura sono molteplici, con riflessioni sul periodo storico.
    Inoltre il personaggio di Enoch offre spunti interessanti in particolar modo sul rapporto conflittuale che ogni individuo deve affrontare con la società a cui appartiene e con il mondo esterno.

    ha scritto il 

  • 5

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "t ...continua

    La suspance e curiosità che lasciano i primi capitoli spingono a continuare a leggere. Gli avvenimenti sembrano di poco conto, ma piano piano si riuniscono in un unico filo logico... quando si dice "tutti i nodi vengono al pettine"!
    A mio avviso, stupendo...

    ha scritto il 

  • 4

    Con ese nombre me esperaba una historia de una estación espacial en la que se encontraran muchas razas y surgieran problemas etc...y me equivoqué. No tiene nada que ver, pero a la vez sí. No me ha gus ...continua

    Con ese nombre me esperaba una historia de una estación espacial en la que se encontraran muchas razas y surgieran problemas etc...y me equivoqué. No tiene nada que ver, pero a la vez sí. No me ha gustado la resolución, pero lo demás es muy diferente.

    ha scritto il 

  • 5

    Alta letteratura

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanist ...continua

    Capolavoro di una delle più grandi voci letterarie di tutti i tempi.
    Simak, come tutti i non numerosi geni della fantascienza, è un falso.
    Egli non è solo un narratore, ma un filosofo e grande umanista; e usa la fantascienza per dire cose che altrimenti finirebbero non dette, o non dette in questo modo così coinvolgente.
    Questa "Casa..." è un capolavoro di manifesto... Il manifesto delle vite diverse, inimitabili e degne di rispetto; il manifesto dell'imperativo universale: "Dobbiamo avere cura gli uni degli altri".

    "...e la responsabilità morale, quando non comporta la capacità di attenuare le cose, è perfettamente inutile." (dal capitolo 13).
    Un capolavoro davvero...

    Un solo piccolo appunto... Il romanzo pare scritto in due momenti distinti e lontani nel tempo. Molto meglio la prima metà, addirittura sublime. Poi un poco si spezza. Ma soltanto un poco, ed è questo un peccatuccio che al grande e buono Simak si può tranquillamente perdonare.
    Anzi... Grazie, maestro Cliff!
    5 stelle!

    Ermanno Bartoli:
    www.webalice.it/balow

    ha scritto il 

  • 3

    Umanista dentro

    Con l'aiuto del contesto fantascientifico, Simak sviscera sempre tematiche umanistiche affascinati, velandole di ingenuità quel tanto che basta per trasformarle in favole reali.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingenuo e retrò, ma bellissimo

    Viaggio nel tempo, nell'infanzia anni '50 e '60 in cui ci erano cari i temi dell'ottimismo, della fantasia, del tutto è possibile. Scritto bene, pieno di rimandi a sentimenti più che umani, trascesi d ...continua

    Viaggio nel tempo, nell'infanzia anni '50 e '60 in cui ci erano cari i temi dell'ottimismo, della fantasia, del tutto è possibile. Scritto bene, pieno di rimandi a sentimenti più che umani, trascesi dalla speranza che gli alieni siano meglio di noi, che vengano a salvarci da noi stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che si legge tutto d'un fiato, una fiaba d'altri tempi resa più attuale con l'artificio della fantascienza. Mi è piaciuto e proprio per questo perdono all'autore alcune ingenutià di fondo, ch ...continua

    Un libro che si legge tutto d'un fiato, una fiaba d'altri tempi resa più attuale con l'artificio della fantascienza. Mi è piaciuto e proprio per questo perdono all'autore alcune ingenutià di fondo, che tutto sommato se si accetta in toto la sospensione d'incredulità, si possono ampiamente sopportare :)

    ha scritto il 

  • 4

    Bella storia, avvincente e fantastica, singolari i personaggi. Si vede che è stato scritto nel periodo della guerra fredda, quando si era a poco da una guerra nucleare.
    Il finale però sembra un po’ af ...continua

    Bella storia, avvincente e fantastica, singolari i personaggi. Si vede che è stato scritto nel periodo della guerra fredda, quando si era a poco da una guerra nucleare.
    Il finale però sembra un po’ affrettato, alla "e tutti vissero felici e contenti", inconsistente il comportamento della CIA.

    ha scritto il 

  • 0

    ✰✰✰ buono

    Commento 1

    Anche qui, come spesso in Simak, c’è un effetto fiabesco.
    Un giovane sopravvissuto alla guerra civile americana, vive isolato nel mezzo al nulla e sembra non invecchiare mai.
    C’è qualcuno c ...continua

    Commento 1

    Anche qui, come spesso in Simak, c’è un effetto fiabesco.
    Un giovane sopravvissuto alla guerra civile americana, vive isolato nel mezzo al nulla e sembra non invecchiare mai.
    C’è qualcuno che è insospettito e comincia, con molta cautela, a sorvegliarlo.
    Enoch è il nome del protagonista, come il più famoso redivivo della letteratura, il poemetto di Tennyson sulla storia di Enoch Arden, marinaio, che sopravvissuto ad un naufragio ritorna alla sua casa dopo 10 anni per ritrovare la moglie risposata ad un amico che fa da padre ai nuovi e vecchi figli.
    Ulisse è invece il nome che Enoch dà al misterioso visitatore che gli fa un’offerta: essere il custode di una stazione interplanetaria di transito. Dovrà manovrare la stazione e invecchierà solo quando starà fuori della casa. Enoch scopre che la Galassia è abitati dai più diversi esseri, che hanno creato una specie di linguaggio comune, ma che conservano le proprie peculiarità.
    Tiene un minuzioso diario e tra i passeggeri si fa pure degli amici da cui riceve i più insoliti e misteriosi doni.

    La Terra è fuori dal consesso e direi per i soliti, ovvi motivi.
    La considerazione da parte della Galassia degli esseri umani non è cambiata dai tempi di Ultimatum alla Terra (1951) e l’avvertimento Klaatu, Barada, Nikto! stavolta è nella mani di Enoch.
    Solo che l’opzione non è la distruzione della razza umana, ma l’abbandono al suo destino, a meno che ….

    Il testo è del 1963: la crisi della Baia dei Porci è del 1962. Siamo nella Guerra fredda e le due superpotenze (allora erano solo due) erano piene di bombe atomiche e derivati e di missili di tutte le misure. E tutti davano per possibile che una delle due (diciamo la più cattiva, cioè la CCCP) avrebbe potuto scatenare un conflitto.
    Adesso che le bombe nucleari le hanno in sette o otto (manco mi ricordo più) siamo più tranquilli.

    Commento 2
    La prima parte è intrigante, poi sembra affrettarsi per arrivare alla conclusione.
    Ci sono anche cose strane (più degli alieni), con la Cia che restituisce il corpo rubato senza fare una piega (già), nessun attacco in forze per scoprire cosa cavolo ci sia in quella contea abbandonata e in quella casa.
    Minimo ci arrivavano con elicotteri, aerei, marines e tutto il cocuzzaro.
    Si sente che è datato: c’è pure il finale ottimista.
    Carino.

    01.05.1979 - 06.05.2014

    ha scritto il 

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