La casa de las bellas durmientes

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Publisher: Caralt

3.7
(1654)

Language: Español | Number of Pages: 155 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Japanese , Chi traditional , Portuguese , French , Italian , English , German , Chi simplified , Catalan , Galego , Dutch

Isbn-10: 8421726080 | Isbn-13: 9788421726082 | Publish date:  | Edition 5

Translator: Pilar Giralt

Also available as: Hardcover , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
La historia trata sobre el viejo Eguchi: un solitario anciano que llega a una posada atendida por una anciana. En ella los hombres mayores pagan para dormir con una bella joven, adormecida de antemano y sin tocarla. La finalidad es revivir los recuerdos que puede producir la juventud tan cercana. Y es así como el anciano Eguchi, sin saberlo, empieza a recordar a una mujer de su juventud y el romance que vivieron durante su huida amorosa.

"Es una obra maestra esotérica, es la obra máxima de Kawabata y una de las creaciones más valiosas de la literatura japonesa" (Yukio Mishima).

"Breve, bella y profunda, La casa de las bellas durmientes deja en el ánimo del lector la sensación de una metáfora cuyos términos no son fáciles de desentrañar" (Mario Vargas Llosa).

Esta edición lleva un prólogo de Yukio Mishima.
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  • 4

    il vecchio protagonista entra nella casa delle belle addormentate... ed una tenda di velluto cremisi segna il passaggio dal mondo reale, quello della sua vecchiaia, del decadimento fisico, della realt ...continue

    il vecchio protagonista entra nella casa delle belle addormentate... ed una tenda di velluto cremisi segna il passaggio dal mondo reale, quello della sua vecchiaia, del decadimento fisico, della realtà dei fatti al mondo sospeso nel tempo, impregnato di sensazioni, della sensazione del piacere che nemmeno la vecchiaia o la minaccia della morte può mai sopire. Le descrizioni dunque di questo mondo silenzioso, del mondo dei ricordi, dei piaceri che evocano altri piaceri o che evocano invece i più grandi dolori e incomprensioni è una descrizione delicata come il velluto, appunto. Magistrale la descrizione della prima ragazza addormentata e nella nuvola di desiderio, irrealizzabile per regolamento della casa, che aleggia in quella stanza magistrali la resa del contrasto tra il tempo che scorso e che avanza, ed il tempo interiore sempre presente. Basta solo un dettaglio, casuale sfuggevole imprevisto per aprire il cuore dei ricordi e far ritornare a vivere le stesse emozioni. Siamo esseri desideranti, siamo ciò che desideriamo.

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  • 3

    Qualunque vita, per quanto inumana, con l'assuefazione diventa umana. Immoralità d'ogni specie sono nascoste nelle tenebre del mondo.

    Una piacevole sorpresa è stato Yasunari Kawabata. Nella mia mente me lo immagino sulla settantina, alto, magro, leggermente curvo, avvolto in una tunica arancione, solo e un po' incompreso. Lui e la s ...continue

    Una piacevole sorpresa è stato Yasunari Kawabata. Nella mia mente me lo immagino sulla settantina, alto, magro, leggermente curvo, avvolto in una tunica arancione, solo e un po' incompreso. Lui e la sua storia, quella di Eguchi e delle belle addormentate arrivò, inaspettatamente, in un giorno d'inverno di circa tre settimane fa, e con questo suo primo romanzo mi diede una nuova visione sul mondo. Mi spiegò la nobile arte dell'amore, con uno stile denso ed ermetico, e del piacere che si avvale interamente di attimi di vita. Frammenti in cui si assiste alla visione di fanciulle "annegate" in un sonno profondo, quasi comatoso. Bambole viventi senza alcuna esistenza: burattini concepiti per far vergognare vecchi asessuati. Un meccanismo naturale.
    Sapevo bene a cosa andavo incontro e presto avrei constatato, con notevole ironia, il tema per il quale mi ero ritrovata lì, in un Giappone funereo e fragoroso di pensieri che prepotentemente invase le mie orecchie.
    La storia di Eguchi, raccontata come una lunga reminescenza, assomiglia molto a quel genere di storia che, per esser raccontata, ha bisogno di parole. Altrimenti impallidisce, si ammala e muore. Ossessionandoci febbrilmente.
    Da lettrice onnivora e appassionata di Murakami, La casa delle belle addormentate mi ha appassionato, anche se non completamente. Incalzante, seducente, il cui ritmo è come il forte frastuono delle onde. L'incalcolabile estensione del sesso e la sua inconcepibile profondità un occasione per raggiungere vette di puro piacere. E, la scintilla dell'amore, come un dolce scherzo che la natura ha inventato per unire due corpi, quando la distanza diviene quasi insopportabile. Nella sua 'purezza' può fornire efficaci mezzi per evadere dalla realtà - grazie alla possibilità di donare sensazioni inimmaginabile, nel momento in cui le anime entrano a contatto, e soprattutto quanto più si desidera: amare l'amato effettivamente per quello che è, senza aggrapparsi a qualche illusione o stramba idea.
    Quando Kawabata pubblicò La casa delle belle addormentate non era ancora famoso, aveva una cerchia ristretta di fan e, nel suo piccolo, poteva vantarsi di aver scritto una storia che affidasse al lettore la libertà di sentirsi libero di spaziare con la fantasia ed emozionarsi, interpretando l'intricato linguaggio del sesso. Kawabata aveva così messo radici nella letteratura giapponese che, secondo molti critici, a suo modo, fu in grado di aprirsi a dismisura senza più sentirsi solo e divenire una delle più importanti icone della letteratura giapponese.
    La sua storia, almeno da lontano, era di quelle che non potevo lasciarmi scappare. Un vecchio giapponese ossessionato dalle parole s'era impegnato ad adoperarle con estrema cura, scalando montagne invisibili, descrivendo le bellezze di una città onirica e straordinaria, prima di morire, come una sorta di commiato: un arrivederci dall'aldilà.
    Dopo anni di studi e ricerche, evocare cose o nozioni che avevano aspettato sotto l'ombra, prima che il fuoco della vita se le prendesse e le ammutolisse, La casa delle belle addormentate poté dirsi completo. Si trattava dell'estratto resoconto di un ardente desiderio di sogni irrealizzati di poveri vecchi, il tutto racchiusi nel sarcofago segreto di un umile dimora, i cui visitatori hanno sempre considerato miracolosa e che sin dai primi anni '80 compare nelle raffigurazioni di alcuni romanzi, specie di quelli che professano il culto giapponese.
    Adesso che ho terminato di leggere, mi viene solo da pensare che storie di questo tipo - seppur brevi, ma dalla forte carica sensuale - mi hanno sempre dato alla testa, predisponendomi a mondi fantasiosi come piccoli dettagli che si stanziano sul nulla. Il motivo? Forse non c'è alcuna ragione. Talvolta nutro il forte desiderio di imbarcarmi verso luoghi sconosciuti e, insoddisfatta e sola, sono alla ricerca di qualcosa. O qualcuno. Qualcuno che, con la sua dolcezza e premurosità, potrebbe tagliare in due il filo della routine e, specialmente, non darmi alcuna ragione per tormentare senza posa il mio spirito.
    La casa delle belle addormentate è un affresco della letteratura giapponese, concepito come un surreale dramma della vita che, nella sua semplicità disarmante, cela un certo fascino. E' come muoversi silenziosamente fra le vecchie mura di questa casa, impersonare la piccola e minuta padrona e trovarsi nella condizione di offrire un 'dono', a una somma esorbitante, a uomini soli e frustrati che giacendo con l'altro sesso, ritrovano la vita. Letteralmente.
    Imparagonabile alla pienezza e alla bellezza di una camelia, ma pieno di vita e desiderio, quello di Kawabata è un ricettacolo di corpi nudi, disinibiti ma pieni di vita, la cui sede sta nella bellezza e nella forza.

    said on 

  • 3

    Mah...

    In realtà non so esattamente definire questo libro. Veloce e scorrevole si legge in un pomeriggio però rimani lì, senza un perchè, senza un finale. Pesantemente descrittivo di una condizione umana for ...continue

    In realtà non so esattamente definire questo libro. Veloce e scorrevole si legge in un pomeriggio però rimani lì, senza un perchè, senza un finale. Pesantemente descrittivo di una condizione umana forse lo trovo un po' noioso per i miei canoni, ma indubbiamente scritto bene.

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  • 3

    Credo che il modo giusto di approcciare "La casa delle belle addormentate" non sia entrare con Eguchi in questa sorta di strano bordello e guardare con disgusto misto a tristezza ciò che succede ma d ...continue

    Credo che il modo giusto di approcciare "La casa delle belle addormentate" non sia entrare con Eguchi in questa sorta di strano bordello e guardare con disgusto misto a tristezza ciò che succede ma di chiudere gli occhi e lasciarci trasportare dalle sensazioni, come se avessero dato anche a noi un po' del narcotico che fa perdere conoscenza alle ragazze. La sensazione predominante è la malinconia, malinconia perché Eguchi è lì, sdraiato nudo di fianco a una ragazza che in pratica è una bambola di pezza priva di conoscenza e completamente in suo potere, eppure il vero schiavo è lui, è schiavo del calore, della freschezza della pelle e della giovinezza che sono lì al suo fianco ma non potranno mai (o mai più) essere sue; forse le vittime non sono le ragazze ma i clienti di questa strana casa.
    E poi ci sono i ricordi : ogni ragazza inerte al suo fianco evoca ricordi che Kawabata ci descrive in modo poetico e delicato, anche se a volte poetici e delicati non sono per niente, vedi lo stupro della figlia minore.
    Un racconto breve ma delicato, permeato di sottile erotismo che ci fa riflettere sulla brevità della vita e sulla giovinezza che se ne va.

    said on 

  • 4

    Una casa di appuntamenti per anziani impotenti: le ragazze qui non offrono sesso ai clienti, giacciono semplicemente addormentate per tutta la notte. Gli uomini possono sfiorarle, contemplarle, abbrac ...continue

    Una casa di appuntamenti per anziani impotenti: le ragazze qui non offrono sesso ai clienti, giacciono semplicemente addormentate per tutta la notte. Gli uomini possono sfiorarle, contemplarle, abbracciarle, annusarle, amarle... strangolarle. Quanto può essere appagante dormire con corpi caldi ma inermi, profumati ma inconsci, giovani e illibati? E in una situazione del genere, quanto è capace l'uomo di mantenere l'autocontrollo e non abbandonarsi ai suoi impulsi più violenti?
    Romanzo senza una vera trama, tutto psicologico e introspettivo, pura poesia che riesce a toccare il lettore profondamente... come solo gli scrittori giapponesi sanno fare.

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  • 4

    La casa delle belle addormentate di Yasunari Kawabata

    LIBRO DEL MESE DI FEBBRAIO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11176-febbraio-2016-la-casa-delle-belle-addormentate.html

    SINOSSI
    In una particolarissima casa di appuntamenti, atte ...continue

    LIBRO DEL MESE DI FEBBRAIO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11176-febbraio-2016-la-casa-delle-belle-addormentate.html

    SINOSSI
    In una particolarissima casa di appuntamenti, attempati gentiluomini si concedono il piacere di giacere accanto a splendide giovani donne addormentate. Un raffinato e inquietante racconto erotico che sa cogliere i profondi misteri dell'anima con tocchi luminosi e leggeri. Il romanzo più delicato e suggestivo di Kawabata (1899-1972), premio Nobel per la letteratura 1968.

    RECENSIONE
    La solitudine senile non spesso puoi essere colmata e l'opera di Kawabata lo esprime chiaramente. Con un racconto ricco di dettagli e mai noioso spiega l'enorme tristezza racchiusa dentro l'anima di un uomo consapevole di non possedere più il dono della vita, né in termini di tempo, né di forza d'animo. Giacere accanto al corpo di una giovane addormentata può anche farti stare bene e renderti ricco di sensazioni, ricordi e benessere, ma tale soddisfazione non può che durar poco. L'elegante erotismo del racconto è accentuato dalla presenza di limiti e tabù che innalzano il desiderio e non riducono il tutto ad un semplice atto. Lascia un senso di tristezza e magari qualche domanda....ci si accontenta persino delle briciole quando si è ormai privi di ogni emozione se non negativa? Magari non si parla solo di vecchiaia anagrafica, magari si è vecchi anche quando non percepiamo più nessuno stimolo e dobbiamo andarlo a cercare in cose sbagliate pur di ricevere uno scossone.
    È vero che tutto finisce, ma fino a quel momento, in un modo o nell'altro è molto più bello vivere che sopravvivere.

    RECENSIONE A CURA DI ANNA

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

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  • 4

    Invischiata

    Questo è il termine che meglio descrive il mio stato d'animo alla conclusione della prima lettura: catapultata in una situazione lontana anni luce da me, sono rimasta invischiata nella storia di Eguch ...continue

    Questo è il termine che meglio descrive il mio stato d'animo alla conclusione della prima lettura: catapultata in una situazione lontana anni luce da me, sono rimasta invischiata nella storia di Eguchi, sessantasettenne, che va in una casa particolare dove i vecchi passano la notte accanto a giovanissime addormentate, dove i ricordi si mischiano ai sogni.

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  • 4

    E' un romanzo erotico?

    Uhmmm...si! Bisogna però distaccarsi dai canoni occidentali ed entrare nelle "stranezze" del mondo nipponico. Non è uno delle tanti libercoli soft-porno che vanno tanto di moda ultimamente ma un raffi ...continue

    Uhmmm...si! Bisogna però distaccarsi dai canoni occidentali ed entrare nelle "stranezze" del mondo nipponico. Non è uno delle tanti libercoli soft-porno che vanno tanto di moda ultimamente ma un raffinato racconto intriso di un sottile erotismo, mai volgare. La casa degli appuntamenti ( delle belle addormentate ) consente ad anziani di addormentarsi accanto a giovani vergini immerse in un sonno causato da pillole....ma la cosa più strana (oltre alla notevole differenza d'età e al fatto che tra i due non possono esserci rapporti sessuali) è che anche l'anziano dovrà prendere una pillola per addormentarsi accanto alla giovane.
    In ogni incontro il nostro protagonista richiamerà alla mente, grazie al profumo, alla pelle, alle forme delle fanciulle, un ricordo della sua vita...
    Si rimane invischiati in questo racconto...e (almeno per me) dopo lo "shock" iniziale ci si trova catapultati in mondo dove tutto è sussurrato, accennato e dove l'incontro tra due corpi o meglio dove la percezione del corpo dell'altro scatena tantissime sensazioni.
    Mi ha colpito poi l'accostamento tra il sognare e il ricordare, il dormire e il morire e la contrapposizione tra le forze della natura e la calma della stanza dalle tende rosse.
    Bello.

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  • 0

    Il giaciglio degli opposti

    L'idea di fondo potrebbe destare raccapriccio, ma non costituisce un'impasse. Gira che ti rigira mi è anche piaciuto soprattutto per la raffinatezza con cui è trattato l'argomento.

    "Si dice che le gra ...continue

    L'idea di fondo potrebbe destare raccapriccio, ma non costituisce un'impasse. Gira che ti rigira mi è anche piaciuto soprattutto per la raffinatezza con cui è trattato l'argomento.

    "Si dice che le grandi camelie siano le più belle a vedersi controluce. La veranda su cui erano seduti Eguchi e l’ultima figlia era esposta a occidente, e il sole stava declinando; le camelie erano controluce, e i raggi del sole primaverile non filtravano attraverso i fitti grappoli di fiori e di foglie, ma si concentravano su di loro: sembrava che ai margini della loro ombra vagasse il tramonto".

    3/4 stelle

    said on 

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