La casa de los espíritus

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Publisher: Sudamericana

4.4
(15964)

Language: Español | Number of Pages: 455 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , French , German , Chi simplified , Portuguese , Dutch , Greek , Turkish , Japanese , Norwegian , Croatian , Czech , Polish

Isbn-10: 9562623211 | Isbn-13: 9789562623216 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , Library Binding , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Una saga famigliare

    Arrivati all'ultima pagina non si ha la sensazione di aver finito la lettura di un libro, ma di dover tirare il fiato perchè si è arrivati alla fine di un'avventura lunga più di mezzo secolo.
    Il Cile ...continue

    Arrivati all'ultima pagina non si ha la sensazione di aver finito la lettura di un libro, ma di dover tirare il fiato perchè si è arrivati alla fine di un'avventura lunga più di mezzo secolo.
    Il Cile dei cavalli e delle carrozze , a quello delle automobili e televisori. Passando dal "padrone delle terre" al comunismo , finendo al sangue della dittatura militare.
    Una storia, una saga più precisamente, famigliare.
    Un alternarsi di madri, figli e nipoti con la presenza costante del burbero , incrollabile Esteban, che è quasi condannato ad assistere alle varie metamorfosi della sua famiglia e alle sue perdite.
    Dalla sua promessa sposa ,spentasi troppo presto , la creatura fantastica dai capelli verdi di nome Rosa, alla sua amata vegente Clara. I figli Blanca, Jaime e Nicolas, e la sua prediletta e unica nipote Alba.
    Le morti, le separazioni, i "mutismi" passano silenzioni nella grande casa , dove gli spiriti non sono mai andati via ed abitano in coabitazione con i vivi.
    Un libro che ha una forza emotiva fortissima, che lascia alla sua conclusione un dispiacere nel dover abbandonare i pittoreschi personagi.
    Almeno una volta nella vita ci si deve passare tra queste righe. Una lettura d'obbligo.
    Bellissimo.

    said on 

  • 4

    Bello bello

    Non sono un fan di questo tipo di romanzi ma già dalle prime pagine mi sono dovuto ricredere. Sarà lo stile narrativo, sarà la storia, saranno i personaggi ma piano piano ti affezioni a tutto e quando ...continue

    Non sono un fan di questo tipo di romanzi ma già dalle prime pagine mi sono dovuto ricredere. Sarà lo stile narrativo, sarà la storia, saranno i personaggi ma piano piano ti affezioni a tutto e quando il libro finisce quasi ti dispiace.

    said on 

  • 5

    Contiene spoiler, a mio parere irrilevanti.

    Sono tre le voci narranti di questa epica familiare, eppure non bastano. Non bastano a contenere la grandezza e il meccanismo di infinità che va a crearsi q ...continue

    Contiene spoiler, a mio parere irrilevanti.

    Sono tre le voci narranti di questa epica familiare, eppure non bastano. Non bastano a contenere la grandezza e il meccanismo di infinità che va a crearsi quando, da un evento all'altro, si finisce per raccontare l'epopea di una famiglia cilena che diventa per estensione l'epopea del popolo cileno e, ancora, quello del popolo mondiale che vive. Se c'è una cosa che bisogna apprezzare in romanzi del genere è proprio la moltitudine di individualità che caratterizza tutta quella pletora di tipi facenti parte delle nostre vite personali e a cui spesso facciamo mentalmente ricorso in via superficiale: il bambino, l'amore, la morte, la storia, la guerra.

    La casa degli spiriti in questione è una cassaforte di questo meccanismo e delle sue caratterizzazioni. Inizia con la storia dei Del Valle e finisce con Alba Trueba, ripercorrendo quasi un secolo di storia famigliare sullo sfondo di un paesaggio che cambia e con gli avvenimenti storici del Cile e con quelli sociali.

    E quanti spiriti ne fanno parte? Forse tutti gli spiriti del mondo, ché sono tanti. Sono i morti, irrequieti o messaggeri di buone novelle; sono i bisognosi; sono i protagonisti di prima. E quando la piccola Clara capisce di avere la facoltà di chiaroveggenza, la vita della famiglia segue tutta un racconto tra la superstizione e lo scetticismo. Ma ciononostante, tutto cambia sempre e inevitabilmente e Clara lo prevede. Consigliera di famiglia anche dopo la morte, lei insieme a sua figlia Blanca e a sua nipote Alba, sarà uno dei pilastri femminili di questo grande romanzo.

    La connotazione onomastica (Clara, Blanca, Alba) è determinante per il chiarore e lo splendore che le donne emanano, la loro essenzialità nelle vite di uomini (o)scuri, a volte tormentati, a volte codardi. Il quarto pilastro sarà lo stesso Esteban Trueba che, con i suoi scritti, costituirà la seconda voce narrante della narrazione. Povero e sprovveduto si innamora di Rosa La Bella, la cui prematura morte sarà il primo (se non unico) presagio di cambiamenti che mettono fine a quel romantico svolgersi delle storie individuali, scevre da qualsiasi tipo di materialismo. Rosa è perfetta, è bellissima, è un angelo, ha i capelli di quella sorprendente sfumatura verde. E' un equivoco che mette fine a questa dea dell'amore e del rifugio, così come gli equivoci, il caso e la storia stessa tessono la tela dei destini dei protagonisti.

    Esteban si solleva dalla sua condizione fino a ricoprire posizioni importanti nel Cile, finché non arriva quell'infausto golpe del '73 che mette fine a un lungo periodo di lotte e successi politici di una sinistra sovversiva. E' da questo momento che il romanzo diventa più fitto, più politico, meno occultista, ma più grande, fino a crescere a dismisura, fino a colpire in maniera impressionistica il lettore. Pianti e sorrisi non mi sono mancati, lo ammetto, ma mi sono chiesto perché questa involontaria somatizzazione delle gioie e dei dolori dei protagonisti. E' l'intento di Allende: lei parla di una famiglia cilena, di storia cilena, ma ti prende, ti rende partecipe dei fondamenti del vivere umano (sopra citati), finendo per esumare quella affermazione che dorme in noi: questa storia sembra la mia!.

    Si arriva al terrore, che è solo la condensazione di un sentire politico graduale. Tutto diventa buio, grigio, rosso sangue e ferroso. Però non manca l'amore. Non mancano i gesti di altruistico bene, come non manca il concetto di amore nella sua essenzialità, di cui Esteban Trueba si appropria nei momenti di solitudine e sconforto: la casa chiusa Cristoforo Colombo, l'ultimo luogo in cui sopravvive l'amore.

    said on 

  • 4

    Non facciamo paragoni

    Decisamente un bel libro.Qualcuno provi a dire il contrario.Una bella storia nel contesto storico topico del Cile.Ma la scrittura dell'Allende non mi prende..non mi scalda..non mi avvince.Il confronto ...continue

    Decisamente un bel libro.Qualcuno provi a dire il contrario.Una bella storia nel contesto storico topico del Cile.Ma la scrittura dell'Allende non mi prende..non mi scalda..non mi avvince.Il confronto con Cent'anni è logico ed immediato.Ma io dico...diciamo che è un bel libro...non facciamo scomodi paragoni.
    Cent'anni è di un'altra categoria.

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  • 4

    “E’ passato più di mezzo secolo ma ancora ho impresso nella memoria il momento preciso in cui Rosa, la bella, entrò nella mia vita, come un angelo distratto che passando mi rubò l’anima”.

    E’ davvero difficile scrivere una recensione su questo romanzo. Tutta la storia è incentrata su due famiglie, i Del Valle e i Trueba, una storia che si dipana per ben quattro generazioni, intrecciando ...continue

    E’ davvero difficile scrivere una recensione su questo romanzo. Tutta la storia è incentrata su due famiglie, i Del Valle e i Trueba, una storia che si dipana per ben quattro generazioni, intrecciandosi anche con gli avvenimenti politici che sconvolsero il Cile negli anni Venti. Protagoniste principali sono tre donne, l’affascinante Rosa, la veggente Clara e la giovane Alba.
    Il primo commento che mi viene da scrivere è quanto è bello ritrovare la Allende di una volta, quella che sapeva scrivere magistralmente(mia opinione personale, trovo che sia decaduta parecchio negli ultimi anni).
    La seconda cosa che colpisce è l’influenza che ha avuto su di lei “Cent’anni di solitudine” di Marquez, i due romanzi sono infatti molto simili, ma la storia della Allende, seppur inferiore a quella imbastita dal colombiano, è meno frammentaria e si segue meglio.
    Il suo stile di scrittura è dolce e fluido come il miele e ti cattura fin dalle prime parole, ti trascina nella storia e nelle vicende che coinvolgono i tanti personaggi in un vortice di amore, odio e magia.
    La parte finale è cruda, ma tutto il romanzo si chiude non con l’odio ma con un barlume di speranza.
    Un libro forte e intenso(le pagine dove la scrittrice descrive la passione travolgente che coglie i protagonisti sono di una bellezza sconvolgente), a tratti pura poesia.
    Peccato che la Allende non scriva più così.

    “Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l'unica che l'aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d'alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell'universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.”

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  • 4

    Primo libro di Isabel Allende, pubblicato in Italia nel 1983. Le figure femminili sono delineate splendidamente, così come emerge in chiaro modo il bisogno di possesso di cose e persone del dispotic ...continue

    Primo libro di Isabel Allende, pubblicato in Italia nel 1983. Le figure femminili sono delineate splendidamente, così come emerge in chiaro modo il bisogno di possesso di cose e persone del dispotico proprietario agricolo Esteban. In un magistrale ritratto della società sudamericana di quegli anni politica e realtà, finzione ed esotismo, si mischiano in modo superbo.

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  • 5

    Isabel, mia cara Isabel

    Isabel, mia cara Isabel,
    era da quando avevo 17 anni che non ti leggevo.
    "La casa degli spiriti", quel tuo romanzo che ho sempre guardato promettendomi di leggere ogni volta che entravo in una qualsia ...continue

    Isabel, mia cara Isabel,
    era da quando avevo 17 anni che non ti leggevo.
    "La casa degli spiriti", quel tuo romanzo che ho sempre guardato promettendomi di leggere ogni volta che entravo in una qualsiasi libreria, finalmente mi è stato regalato e, finalmente dopo un mese e mezzo, l'ho finito.
    So di essere abbastanza di parte visto che i tuoi libri hanno segnato la mia adolescenza, ma praticamente questo è perfetto sotto ogni punto di vista.
    Scrittura leggera, semplice ma non banale. Delicata come la dolce Clara chiaroveggente (che mi ha ricordato la flemmatica Thérèse Malaussène di Pennac), e allo stesso tempo forte come Alba. Seminando piccole anticipazioni svelate pagine e pagine dopo, la Allende tiene sapientemente desta l'attenzione del lettore, il quale, se riesce a ritagliarsi un buono spazio di tempo, rimane incollato alle pagine in attesa di sapere quando, come e cosa accadrà nel corso degli eventi.
    Che dire poi dei personaggi? Clara, Blanca, Alba e altre figure femminili marginali come Ferula e Amanda si trovano ad essere varie spanne sopra al padre-padrone Esteban Trueba. All'aumentare del numero delle donne e della loro importanza, sembra diminuire il potere di Trueba.
    Crescono le dame, raggrinzisce il signorotto, sempre più solo e irascibile mentre la vita va avanti. Finché non arriva la dittatura.
    Il golpe e una governo che sconvolge la relativa "tranquillità" della famiglia Trueba. Ma che fa capire al vecchio la cosa più importante per lui.
    Un libro meraviglioso.

    In definitiva: grazie, Isabel.

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  • 5

    Sus más de doscientas páginas no parecen suficientes para contener toda el relato de la vida de una familia que se labró la suerte de su historia. Tan grande como la casa que habitaron todos sus perso ...continue

    Sus más de doscientas páginas no parecen suficientes para contener toda el relato de la vida de una familia que se labró la suerte de su historia. Tan grande como la casa que habitaron todos sus personajes, este libro está lleno de espíritus y de magia derramada palabra a palabra.

    Es un libro que recomiendo muchísimo y que entra, sin duda, a mi lista de favoritos. El estilo de Allende se saborea página a página junto con el avance de la historia que parece como un mar, siempre cambiando de ritmo pero manteniendo la cadencia y la unicidad. La historia de cada uno de los personajes está atravesada por las acciones de otros y eso, tal vez, es lo más valioso de esta bellísima novela.

    Me reí, lloré y emocione con el suceso de acontecimientos. Es un libro que me llegó al corazón y que se va de mi vida momentáneamente ya que espero tener la dicha de volver a sus páginas en el futuro.

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  • 5

    Stupendo

    Mi sono avvicinato a questo libro dopo vent'anni che lo avevo inserito nella mia wish list.
    Ero titubante perché temevo di trovare qualche banalità radical-chic invece ho trovato un libro che aveva un ...continue

    Mi sono avvicinato a questo libro dopo vent'anni che lo avevo inserito nella mia wish list.
    Ero titubante perché temevo di trovare qualche banalità radical-chic invece ho trovato un libro che aveva un sacco da insegnare a un'ignorante presuntuoso come me.
    Peccato sia finito e peccato che dipinga una realtà che ancora non riesco a digerire non solo per quanto riguarda gli accadimenti storici che fanno da sfondo alla vicenda ma anche per quanto riguarda l'approccio che sembra emergere come l'unico possibile per spezzare la catena d'odio.
    Non riesco a rassegnarmi a tutto questo...a maggior ragione immensa l'autrice che è riuscita sintetizzare così bene la società, gli uomini e le loro poche speranze di salvezza.

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