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La casa degli invasati

Urania 1333

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.7
(620)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000005189 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonio Ghirardelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Da tempo le indagini sul mondo del paranormale attirano l'interesse della scienza, ma i fenomeni che avvengono a Hill House sembrano sfidare ogni legge fisica. Per questo una squadra di esperti al massimo livello entra nella casa sulla collina con l'intenzione di svelarne il mistero alla luce delle ultime scoperte in fatto di poteri-PSI. Ma la casa è un organismo vivente, una CREATURA, un vero e proprio "alien"... Per la squadra scientifica comincia il terrore di un viaggio nel buio più assoluto, un viaggio che ha per destinazione finale uno scontro all'ultimo sangue con l'Ospite sconosciuto.
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  • 2

    Di truce, sanguinolento e violento non c’è nulla in questo romanzo.
    Il romanzo ha due titoli realmente, LA CASA DEGLI INVASATI e L’INCUBO DI HILL HOUSE. L’incubo appunto, il brutto sogno che genera a ...continua

    Di truce, sanguinolento e violento non c’è nulla in questo romanzo.
    Il romanzo ha due titoli realmente, LA CASA DEGLI INVASATI e L’INCUBO DI HILL HOUSE. L’incubo appunto, il brutto sogno che genera ansia e angoscia.
    Ho atteso sino all’ultima pagina il colpo di scena, ma nulla, il libro è finito e la mia sensazione è che sia rimasto qualcosa in sospeso, che ci sia qualcosa di non scritto, di incompiuto.

    Non è decisamente ciò che mi aspettavo da un romanzo e da un’autrice che molti reputano l’eccellenza della letteratura horror.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Bello, l'ho amato, in modo irrazionale tra l'altro. Non so spiegare perché mi sia piaciuto tanto, sarà che ho un debole per le ghost stories mentali e psicologiche e quindi questo era probabilmente il ...continua

    Bello, l'ho amato, in modo irrazionale tra l'altro. Non so spiegare perché mi sia piaciuto tanto, sarà che ho un debole per le ghost stories mentali e psicologiche e quindi questo era probabilmente il mio libro perfetto da leggere. C'è poca azione e poca paura, ma parecchia inquietudine sia nelle descrizioni della casa, sia nei fatti provocati (forse) dagli spiriti, sia nei repentini cambiamenti d'umore dei personaggi. Proprio riguardo i personaggi non si può certo dire che risultino simpatici, ma ho trovato genali i loro scambi di battute. Perfetto poi il finale e il mistero della casa, che rimane irrisolto oscillando tra l'invenzione psicologica di menti suggestionate e la reale esistenza di entità paranormali.
    Va tra i miei libri preferiti.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola."

    Shirley Jackson, autrice in Italia immeritatamente poco valorizzata, è stata una scoperta sensazionale. "L'Incubo di Hill House" è un libro a metà strada tra l'horror e il romanzo psicologico. Ma anch ...continua

    Shirley Jackson, autrice in Italia immeritatamente poco valorizzata, è stata una scoperta sensazionale. "L'Incubo di Hill House" è un libro a metà strada tra l'horror e il romanzo psicologico. Ma anche quando la componente horrorifica prende il sopravvento, il terrore deriva sempre dall'atmosfera opprimente della casa, dai suoi rumori, da voci e risate lontane e mai da avvenimenti veri e propri. Ma è proprio questa paura velata e la follia che nasconde ciò che affascina e che tiene incollati fino all'ultima pagina. In più il finale, aperto ed enigmatico, lascia il lettore con uno strano senso di inquietudine. Come non ricordare poi il bellissimo film di Robert Wise del 1963 che ha reso omaggio al libro anche sul grande schermo. Ora non resta che proseguire nella scoperta della Jackson. Voto **** 1/2

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto faticosamente nel corso di un mese nonostante sia un libro di piccole dimensioni. "Abbiamo sempre vissuto nel castello", inquietante meraviglia firmata dalla stessa autrice, l'ho divorato i ...continua

    L'ho letto faticosamente nel corso di un mese nonostante sia un libro di piccole dimensioni. "Abbiamo sempre vissuto nel castello", inquietante meraviglia firmata dalla stessa autrice, l'ho divorato in un paio di giorni. Sono rimasto davvero deluso: nonostante la fama di capolavoro dell'horror il romanzo è noioso, zoppicante, involuto, non si capisce cosa racconti e dove voglia andare a parare. Non convince né come horror su una casa infestate (non accade niente di particolarmente rilevante, o almeno non se ne ha l'impressione) né come studio psicologico (la protagonista resta tanto piatta quanto indecifrabile). Dialoghi e scenette si susseguono senza che si formi un vero crescendo drammatico, e il risultato più che ambiguità e interesse genera confusione e fastidio. La Jackson è un'autrice straordinaria e non mi sarei mai aspettato un simile crollo proprio in quello che è considerato il suo masterpiece. Il colmo è che il film di Robert Wise è cento volte più bello e anche più spaventoso.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1959, questo libro ha l'eleganza della misura e il fascino del sospeso nel raccontare, o meglio documentare, un incubo che senza soluzione resta in bilico tra le mura di Hill House e la me ...continua

    Scritto nel 1959, questo libro ha l'eleganza della misura e il fascino del sospeso nel raccontare, o meglio documentare, un incubo che senza soluzione resta in bilico tra le mura di Hill House e la mente, ossessivamente disturbata, della protagonista. Non convince del tutto la mancata coralità dei personaggi, talvolta piuttosto piatti, mentre il finale, parzialmente descritto ma magistralmente evocato, raggela il sangue.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bella scoperta

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un ...continua

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un fan.
    Non posso dire che il racconto trasmetta "paura",ma inquietudine si : nei personaggi che non danno sicurezza, nella protagonista e negli episodi iniziali,semplici ma efficaci.
    Anche il finale l'ho trovato azzeccato: forse un po' accelerato,ma comunque lascia aperto a possibili interpretazioni. Sono curioso di vedere il film di Robert Wise,perché mentre leggevo mi immaginavo proprio una pellicola in bianco e nero degli anni '60.

    ha scritto il 

  • 3

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protago ...continua

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protagonista non è, poi, così ben tratteggiata. Si passa in modo ingiustificato a livelli esagerati di psicosi. Mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Piatto e meccanico

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere ...continua

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere horror, e quello spiegava il costo un po’ elevato per essere un usato. Quando, un paio di anni dopo, l’ho ritrovato ad una bancarella di libri usati alla modica cifra di 50 centesimi mi sono detta che non potevo lasciarlo lì. Ebbene, meno male che non ho speso di più. Il romanzo è decisamente brutto, un horror lento, apatico, “meccanico”: l’ambientazione nella lugubre Hill House, nascosta fra le colline, aiuta a creare, almeno inizialmente, una bella atmosfera perfetta in un romanzo del genere, e l’incontro dei personaggi in un posto del genere, suscita iniziale curiosità. Poi, tutto si risolve in una piatta cronistoria e si ha quasi l’impressione di leggere la sceneggiatura di un film più che un romanzo horror. La conseguenza è quella di non capire più nulla di ciò che accade. Peccato perché di questa Shirley Jackson avevo sentito parlare molto bene. Insufficente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo gioiello

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che ...continua

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che a poco poco ammorba i malcapitati esploratori di turno che cercano vanamente di esorcizzarne l'influenza con dimostrazioni di finto coraggio e battutine fuori luogo. Il contrasto che ne viene fuori e' l'anima di questo libro. Antecedente a "La casa di inferno" di Matheson (secondo il sottoscritto, il romanzo N.1 sulle case infestate), leggendolo si capisce da dove derivano molti romanzi e film prodotti sull'argomento fino ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 4

    Straniante. È tutto malato, malsano, decadente. La casa e i protagonisti. La scrittrice colpisce duramente la nostra razionalità e ci porta per mano a fare due passi nell'abisso. L'equivalente lettera ...continua

    Straniante. È tutto malato, malsano, decadente. La casa e i protagonisti. La scrittrice colpisce duramente la nostra razionalità e ci porta per mano a fare due passi nell'abisso. L'equivalente letterario di un film di Lynch.

    ha scritto il 

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