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La casa degli invasati

Urania 1333

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.7
(596)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000005189 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonio Ghirardelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Da tempo le indagini sul mondo del paranormale attirano l'interesse della scienza, ma i fenomeni che avvengono a Hill House sembrano sfidare ogni legge fisica. Per questo una squadra di esperti al massimo livello entra nella casa sulla collina con l'intenzione di svelarne il mistero alla luce delle ultime scoperte in fatto di poteri-PSI. Ma la casa è un organismo vivente, una CREATURA, un vero e proprio "alien"... Per la squadra scientifica comincia il terrore di un viaggio nel buio più assoluto, un viaggio che ha per destinazione finale uno scontro all'ultimo sangue con l'Ospite sconosciuto.
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  • 3

    Una bella scoperta

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un fan.
    Non posso dire che il racconto trasmetta "paura",ma inquietudine si : nei personaggi c ...continua

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un fan.
    Non posso dire che il racconto trasmetta "paura",ma inquietudine si : nei personaggi che non danno sicurezza, nella protagonista e negli episodi iniziali,semplici ma efficaci.
    Anche il finale l'ho trovato azzeccato: forse un po' accelerato,ma comunque lascia aperto a possibili interpretazioni. Sono curioso di vedere il film di Robert Wise,perché mentre leggevo mi immaginavo proprio una pellicola in bianco e nero degli anni '60.

    ha scritto il 

  • 3

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protagonista non è, poi, così ben tratteggiata. Si passa in modo ingiustificato a livelli esagerati di p ...continua

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protagonista non è, poi, così ben tratteggiata. Si passa in modo ingiustificato a livelli esagerati di psicosi. Mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Piatto e meccanico

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere horror, e quello spiegava il costo un po’ elevato per essere un usato. Quando, un paio di anni d ...continua

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere horror, e quello spiegava il costo un po’ elevato per essere un usato. Quando, un paio di anni dopo, l’ho ritrovato ad una bancarella di libri usati alla modica cifra di 50 centesimi mi sono detta che non potevo lasciarlo lì. Ebbene, meno male che non ho speso di più. Il romanzo è decisamente brutto, un horror lento, apatico, “meccanico”: l’ambientazione nella lugubre Hill House, nascosta fra le colline, aiuta a creare, almeno inizialmente, una bella atmosfera perfetta in un romanzo del genere, e l’incontro dei personaggi in un posto del genere, suscita iniziale curiosità. Poi, tutto si risolve in una piatta cronistoria e si ha quasi l’impressione di leggere la sceneggiatura di un film più che un romanzo horror. La conseguenza è quella di non capire più nulla di ciò che accade. Peccato perché di questa Shirley Jackson avevo sentito parlare molto bene. Insufficente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo gioiello

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che a poco poco ammorba i malcapitati esploratori di turno che cercano vanamente di esorcizzarne l'i ...continua

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che a poco poco ammorba i malcapitati esploratori di turno che cercano vanamente di esorcizzarne l'influenza con dimostrazioni di finto coraggio e battutine fuori luogo. Il contrasto che ne viene fuori e' l'anima di questo libro. Antecedente a "La casa di inferno" di Matheson (secondo il sottoscritto, il romanzo N.1 sulle case infestate), leggendolo si capisce da dove derivano molti romanzi e film prodotti sull'argomento fino ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 4

    Straniante. È tutto malato, malsano, decadente. La casa e i protagonisti. La scrittrice colpisce duramente la nostra razionalità e ci porta per mano a fare due passi nell'abisso. L'equivalente letterario di un film di Lynch.

    ha scritto il 

  • 2

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)?
    Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è c ...continua

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)?
    Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è che ogni roba tacciata horror non mi fa dormire la notte. Su di me attecchiscono le storie molto oscure, ambigue, che coinvolgono la sfera psicologica; preferibilmente non devono avere una risoluzione (così io mi ci arrovello per giorni).
    In L’incubo di Hill House non ho trovato niente di tutto ciò. La casa, a parte qualche sporadico quanto prevedibile evento, è una spettatrice. I personaggi sono terribili. Confusionari, piatti come una sottiletta schiacciata ma soprattutto vuoti. Nessuno spicca per una qualche originalità, sembrano tutti uguali. Solo Eleanor, che è solo leggermente più pazza degli altri, ma lo era già ben prima di arrivare a Hill House.
    Non c’è pathos, i dialoghi sono imbarazzanti. Ogni tanto c’è una scintilla di intelligenza, soprattutto nelle parole del dottore, ma che subito viene soffocata dalle scemenze degli ospiti.
    La moglie del dottore è talmente esagerata che non mi ha fatto nemmeno ridere.

    Da piccola (sì, da piccola guardavo i film horror) avevo visto - e anche rivisto! Com’è tipico dei bambini - il film che ne è stato tratto. Non quello degli anni ’60 ma quella “stronzatina” con Catherine Zeta-Jones, Owen Wilson, ecc, ecc. Ora, non me lo ricordo benissimo e so che a riguardarlo oggi vedrei tutti i suoi difetti: ma se non mi sbaglio, nel film veniva data una spiegazione alle presenze della casa. Io non voglio avere la spiegazione di tutto, mi piace il mistero, ma tra avere tutto e avere niente passa un bel po’. Un minimo me la sarei aspettato anche nel romanzo.

    Non do una stellina perché non è quel tipo di romanzo. Però sono rimasta piuttosto delusa. Dopo un mese passato da sola, evitando ogni possibile fonte di terrore, una volta di nuovo in compagnia volevo “spaventarmi” un po’. Invece niente.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo ste ...continua

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo stesso senso di smarrimento e angoscia della protagonista del romanzo. I punti interrogativi rimasti aperti nel finale non disturbano, ma contribuiscono alla bellezza e alla genialità del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Benvenuti a Hill House!

    Shirley Jackson. Un' autrice che non conoscevo, un' autrice ancora troppo sconosciuta. Per molto tempo critica e stampa non hanno parlato di lei mentre il suo nome appariva nei romanzi e nelle interviste di autori come Stephen King.
    Shirley Jackson è una delle più grandi scrittrici horror d ...continua

    Shirley Jackson. Un' autrice che non conoscevo, un' autrice ancora troppo sconosciuta. Per molto tempo critica e stampa non hanno parlato di lei mentre il suo nome appariva nei romanzi e nelle interviste di autori come Stephen King.
    Shirley Jackson è una delle più grandi scrittrici horror della prima metà del 900 e questo romanzo è la sua opera più nota.
    Da questo libro hanno tratto anche il film del 1999 con Catherine Zeta Jones “presenze.” Film liberamene, moolto liberamente, ispirato al libro, sia i personaggi che la trama vera e propria sono diversi da quelli che trovate in questo romanzo.
    Io qui mi limito a parlare del romanzo ovviamente. Shirley Jackson ha una penna che incanta. Di quelle che rapiscono e ti trasportano via dal tuo mondo senza che tu te ne renda conto.
    Come altri libri anche L’incubo di Hill House ha per protagonista un luogo. La casa. Hill House è il fulcro di tutta la storia. HO letto altri libri che chiudevano i personaggi in un luogo per l’intera storia ma vi giuro che nessun luogo ha saputo farmi venire la pelle d’oca come Hill House. La sentivo. La vedevo. La Jackson mi ci ha portato dentro senza che me ne rendessi conto.
    La casa diventa un personaggio, il personaggio e tutto il resto è solo una cornice.
    Un villa disarmonica, che rispecchia la disarmonia creata da un labirinto di stanze dalle assurde proporzioni. Le porte si chiudono da sole, ma non per effetto di qualche spirito, ma perchè la casa non è costruite su un piano ma su un asse inclinata quindi, quando una porta viene lasciata aperta, questa si chiude. alla fine non saprete mai se le cose che vedete stiano succedendo davvero, se siano reali o meno. La casa potrebbe farvi impazzire con le sue porte tutte uguali, i suoi corridoi labirintici...
    Un professore vuole condurre degli studi sulla paura e l’insonnia notturna e invita tre persone a passare un pò di tempo in quella casa sinistra rimasta abbandonata per molti anni. Solo due domestici vi si recano per poche ore al giorno per sistemarla su ordine dei proprietari. Ma nessuno, mai, vi rimane dopo il calare del sole. La domestica lo ripete a loro più volte. "La casa è isolata, se urlerete nessuno vi sentirà."
    Con uno dei personaggi, Eleonor, si instaura una particolare empatia. La casa sembra chiamarla. Sembra volerla. Appaiono strane scritte di sangue sui muri e il nome è sempre e solo uno Eleonor. Anche in questo caso sarete portati a chiedervi se "qualcuno" o "qualcosa" abbia prodotto quelle scritte.
    Si tratta ovviamente di un romanzo di stampo molto classico. Non vedrete fantasmi, o apparizioni tipiche dei film horror, ma credetemi che una bella dosa di adrenalina riesce comunque a trasmetterla. Il libro gioca, come capita spesso, sul confine tra ciò che è reale e ciò che pensi sia reale. Ciò che la tua mente produce e ciò che esiste veramente. Tanto che alla fine della storia ti chiederai se sia successo tutto veramente o se sia stato frutto della mente di Eleonor.
    Non ho amato la descrizione del rapporto tra i personaggi, o meglio non l’ho capito. Eleonor è abbastanza fastidiosa. Piena di vittimismo convinta che tutti la ignorino che nessuno capisca quanto sola sia stata e perennemente invidiosa di Theo, l’altra donna che partecipa all’esperimento. Il rapporto tra loro è instabile. Un momento si odiano e Eleonor vorrebbe ucciderla, nel vero senso della parola, il momento dopo vorrebbe vivere con lei. Ecco questa è la parte più confusa di tutto il romanzo,
    La fine è enigmatica, così come lo è tutta la storia. Che dire io una possibilità a questo libro la darei, anche per provare un autrice diversa che cmq sa scrivere davvero molto bene.

    ha scritto il 

  • 2

    Parece Scary movie

    -Historia: 3. Si bien ya de por si es un tema muy desgastado el de la casas encantadas. Tienes que hacer algo diferente para enganchar y “triunfar”. Aquí es todo muy light y previsible. Creo que es una lectura totalmente innecesaria, hay libros supuestamente peores con estas tramas y son en reali ...continua

    -Historia: 3. Si bien ya de por si es un tema muy desgastado el de la casas encantadas. Tienes que hacer algo diferente para enganchar y “triunfar”. Aquí es todo muy light y previsible. Creo que es una lectura totalmente innecesaria, hay libros supuestamente peores con estas tramas y son en realidad mejores.
    -Narración: 8. Es lo mejor de esta autora. Pero desde luego que en su libro “Siempre hemos vivido en el castillo” lo demuestra mucho más, además de ser su mejor libro.
    -Ambientación: 4. A pesar de tener todas las facilidades del mundo para crear un visionado tétrico y gótico, no consigue meterme en esa aurora.
    -Personajes: 8. Acompañando a la narración, sus personajes tienen ese misterio en el que insinúan que son algo pero te deja a tu libre elección. Además de tener cada uno sus peculiaridades e ir cambiando durante el desarrollo de los sucesos.
    -Acción: 1.
    -Terror: 1. No lo considero libro de terror. Es más bien la plasmación de la “locura” de una persona desequilibrada.
    -Edicción: 10. Valdemar (punto)
    Si deseas leer un buen libro de esta autora lee: Siempre hemos vivido en el castillo (magnifica novela de NO terror, una pura muestra del dolor, desequilibrio y soledad del ser humano, el cómo somos capaces de destrozar nuestra vida y las de los nuestro). Este aun siendo el más famoso, no es el mejor. No cabe duda de que su fama es gracias a las películas (2 en su caso)y no por su originalidad y terror.

    ha scritto il 

  • 5

    Un giudizio basato su delle stelline non basta per un libro del genere. L'ho letto con calma, l'ho elaborato dopo la lettura, e sono giunta alla conclusione che molto probabilmente entra nei miei libri migliori di sempre.
    Hill House si erge violenta nella mia mente e ha lasciato una traccia ...continua

    Un giudizio basato su delle stelline non basta per un libro del genere. L'ho letto con calma, l'ho elaborato dopo la lettura, e sono giunta alla conclusione che molto probabilmente entra nei miei libri migliori di sempre.
    Hill House si erge violenta nella mia mente e ha lasciato una traccia sporca e arrogante da poter levare dalla mia testa. Shirley Jackson ha saputo creare una reale (perché psicologica) inquietudine quasi coinvolgente, un logorio malsano, senza un errore, senza un affanno nel viverlo.
    Vedete, tutto sta nell'equilibrio. Con i suoi muri inclinati, la sua geometria indecente Hill House non è sana, e cioè viene detto chiaramente. Così come non è sana la mente umana, la psiche, in modo che il terrore riesce poi a emergere a farsi prepotente, crudele . Eleanor Vance non sa prendersi la sua tazza di stelle, quando invece Hill House riesce a prendersi tutto quanto.
    Dio, quanto adoro questo libro.

    ha scritto il 

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