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La casa degli invasati

Urania 1333

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.7
(588)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000005189 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonio Ghirardelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Da tempo le indagini sul mondo del paranormale attirano l'interesse della scienza, ma i fenomeni che avvengono a Hill House sembrano sfidare ogni legge fisica. Per questo una squadra di esperti al massimo livello entra nella casa sulla collina con l'intenzione di svelarne il mistero alla luce delle ultime scoperte in fatto di poteri-PSI. Ma la casa è un organismo vivente, una CREATURA, un vero e proprio "alien"... Per la squadra scientifica comincia il terrore di un viaggio nel buio più assoluto, un viaggio che ha per destinazione finale uno scontro all'ultimo sangue con l'Ospite sconosciuto.
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  • 4

    Straniante. È tutto malato, malsano, decadente. La casa e i protagonisti. La scrittrice colpisce duramente la nostra razionalità e ci porta per mano a fare due passi nell'abisso. L'equivalente letterario di un film di Lynch.

    ha scritto il 

  • 2

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)?
    Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è che ogn ...continua

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)? Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è che ogni roba tacciata horror non mi fa dormire la notte. Su di me attecchiscono le storie molto oscure, ambigue, che coinvolgono la sfera psicologica; preferibilmente non devono avere una risoluzione (così io mi ci arrovello per giorni). In L’incubo di Hill House non ho trovato niente di tutto ciò. La casa, a parte qualche sporadico quanto prevedibile evento, è una spettatrice. I personaggi sono terribili. Confusionari, piatti come una sottiletta schiacciata ma soprattutto vuoti. Nessuno spicca per una qualche originalità, sembrano tutti uguali. Solo Eleanor, che è solo leggermente più pazza degli altri, ma lo era già ben prima di arrivare a Hill House. Non c’è pathos, i dialoghi sono imbarazzanti. Ogni tanto c’è una scintilla di intelligenza, soprattutto nelle parole del dottore, ma che subito viene soffocata dalle scemenze degli ospiti. La moglie del dottore è talmente esagerata che non mi ha fatto nemmeno ridere.

    Da piccola (sì, da piccola guardavo i film horror) avevo visto - e anche rivisto! Com’è tipico dei bambini - il film che ne è stato tratto. Non quello degli anni ’60 ma quella “stronzatina” con Catherine Zeta-Jones, Owen Wilson, ecc, ecc. Ora, non me lo ricordo benissimo e so che a riguardarlo oggi vedrei tutti i suoi difetti: ma se non mi sbaglio, nel film veniva data una spiegazione alle presenze della casa. Io non voglio avere la spiegazione di tutto, mi piace il mistero, ma tra avere tutto e avere niente passa un bel po’. Un minimo me la sarei aspettato anche nel romanzo.

    Non do una stellina perché non è quel tipo di romanzo. Però sono rimasta piuttosto delusa. Dopo un mese passato da sola, evitando ogni possibile fonte di terrore, una volta di nuovo in compagnia volevo “spaventarmi” un po’. Invece niente.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo ste ...continua

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo stesso senso di smarrimento e angoscia della protagonista del romanzo. I punti interrogativi rimasti aperti nel finale non disturbano, ma contribuiscono alla bellezza e alla genialità del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Benvenuti a Hill House!

    Shirley Jackson. Un autrice che non conoscevo, un autrice ancora troppo sconosciuta. Per molto tempo critica e stampa non hanno parlato di lei mentre il suo nome appariva nei romanzi e nelle interviste di autori come Stephen King.
    Shirley Jackson è una delle più grandi scrittrici horror della pri ...continua

    Shirley Jackson. Un autrice che non conoscevo, un autrice ancora troppo sconosciuta. Per molto tempo critica e stampa non hanno parlato di lei mentre il suo nome appariva nei romanzi e nelle interviste di autori come Stephen King. Shirley Jackson è una delle più grandi scrittrici horror della prima metà del 900 e questo romanzo è la sua opera più nota. Da questo libro hanno tratto anche il film del 1999 con Catherine Zeta Jones “presenze.” Film liberamene, moolto liberamente, ispirato al libro, sia i personaggi che la trama vera e propria sono diversi da quelli che trovate in questo romanzo. Io qui mi limito a parlare del romanzo ovviamente. Shirley Jackson ha una penna che incanta. Di quelle che rapiscono e ti trasportano via dal tuo mondo senza che tu te ne renda conto. Come altri libri anche L’incubo di Hill House ha per protagonista un luogo. La casa. Hill House è il fulcro di tutta la storia. HO letto altri libri che chiudevano i personaggi in un luogo per l’intera storia ma vi giuro che nessun luogo ha saputo farmi venire la pelle d’oca come Hill House. La sentivo. La vedevo. La Jackson mi ci ha portato dentro senza che me ne rendessi conto. La casa diventa un personaggio, il personaggio e tutto il resto è solo una cornice. Un villa disarmonica, che rispecchia la disarmonia creata da un labirinto di stanze dalle assurde proporzioni. Le porte si chiudono da sole, ma non per effetto di qualche spirito, ma perchè la casa non è costruite su un piano ma su un asse inclinata quindi, quando una porta viene lasciata aperta, questa si chiude. alla fine non saprete mai se le cose che vedete stiano succedendo davvero, se siano reali o meno. La casa potrebbe farvi impazzire con le sue porte tutte uguali, i suoi corridoi labirintici... Un professore vuole condurre degli studi sulla paura e l’insonnia notturna e invita tre persone a passare un pò di tempo in quella casa sinistra rimasta abbandonata per molti anni. Solo due domestici vi si recano per poche ore al giorno per sistemarla su ordine dei proprietari. Ma nessuno, mai, vi rimane dopo il calare del sole. La domestica lo ripete a loro più volte. "La casa è isolata, se urlerete nessuno vi sentirà." Con uno dei personaggi, Eleonor, si instaura una particolare empatia. La casa sembra chiamarla. Sembra volerla. Appaiono strane scritte di sangue sui muri e il nome è sempre e solo uno Eleonor. Anche in questo caso sarete portati a chiedervi se "qualcuno" o "qualcosa" abbia prodotto quelle scritte. Si tratta ovviamente di un romanzo di stampo molto classico. Non vedrete fantasmi, o apparizioni tipiche dei film horror, ma credetemi che una bella dosa di adrenalina riesce comunque a trasmetterla. Il libro gioca, come capita spesso, sul confine tra ciò che è reale e ciò che pensi sia reale. Ciò che la tua mente produce e ciò che esiste veramente. Tanto che alla fine della storia ti chiederai se sia successo tutto veramente o se sia stato frutto della mente di Eleonor. Non ho amato la descrizione del rapporto tra i personaggi, o meglio non l’ho capito. Eleonor è abbastanza fastidiosa. Piena di vittimismo convinta che tutti la ignorino che nessuno capisca quanto sola sia stata e perennemente invidiosa di Theo, l’altra donna che partecipa all’esperimento. Il rapporto tra loro è instabile. Un momento si odiano e Eleonor vorrebbe ucciderla, nel vero senso della parola, il momento dopo vorrebbe vivere con lei. Ecco questa è la parte più confusa di tutto il romanzo, La fine è enigmatica, così come lo è tutta la storia. Che dire io una possibilità a questo libro la darei, anche per provare un autrice diversa che cmq sa scrivere davvero molto bene.

    ha scritto il 

  • 2

    Parece Scary movie

    -Historia: 3. Si bien ya de por si es un tema muy desgastado el de la casas encantadas. Tienes que hacer algo diferente para enganchar y “triunfar”. Aquí es todo muy light y previsible. Creo que es una lectura totalmente innecesaria, hay libros supuestamente peores con estas tramas y son en reali ...continua

    -Historia: 3. Si bien ya de por si es un tema muy desgastado el de la casas encantadas. Tienes que hacer algo diferente para enganchar y “triunfar”. Aquí es todo muy light y previsible. Creo que es una lectura totalmente innecesaria, hay libros supuestamente peores con estas tramas y son en realidad mejores. -Narración: 8. Es lo mejor de esta autora. Pero desde luego que en su libro “Siempre hemos vivido en el castillo” lo demuestra mucho más, además de ser su mejor libro. -Ambientación: 4. A pesar de tener todas las facilidades del mundo para crear un visionado tétrico y gótico, no consigue meterme en esa aurora. -Personajes: 8. Acompañando a la narración, sus personajes tienen ese misterio en el que insinúan que son algo pero te deja a tu libre elección. Además de tener cada uno sus peculiaridades e ir cambiando durante el desarrollo de los sucesos. -Acción: 1. -Terror: 1. No lo considero libro de terror. Es más bien la plasmación de la “locura” de una persona desequilibrada. -Edicción: 10. Valdemar (punto) Si deseas leer un buen libro de esta autora lee: Siempre hemos vivido en el castillo (magnifica novela de NO terror, una pura muestra del dolor, desequilibrio y soledad del ser humano, el cómo somos capaces de destrozar nuestra vida y las de los nuestro). Este aun siendo el más famoso, no es el mejor. No cabe duda de que su fama es gracias a las películas (2 en su caso)y no por su originalidad y terror.

    ha scritto il 

  • 5

    Un giudizio basato su delle stelline non basta per un libro del genere. L'ho letto con calma, l'ho elaborato dopo la lettura, e sono giunta alla conclusione che molto probabilmente entra nei miei libri migliori di sempre.
    Hill House si erge violenta nella mia mente e ha lasciato una traccia sporc ...continua

    Un giudizio basato su delle stelline non basta per un libro del genere. L'ho letto con calma, l'ho elaborato dopo la lettura, e sono giunta alla conclusione che molto probabilmente entra nei miei libri migliori di sempre. Hill House si erge violenta nella mia mente e ha lasciato una traccia sporca e arrogante da poter levare dalla mia testa. Shirley Jackson ha saputo creare una reale (perché psicologica) inquietudine quasi coinvolgente, un logorio malsano, senza un errore, senza un affanno nel viverlo. Vedete, tutto sta nell'equilibrio. Con i suoi muri inclinati, la sua geometria indecente Hill House non è sana, e cioè viene detto chiaramente. Così come non è sana la mente umana, la psiche, in modo che il terrore riesce poi a emergere a farsi prepotente, crudele . Eleanor Vance non sa prendersi la sua tazza di stelle, quando invece Hill House riesce a prendersi tutto quanto. Dio, quanto adoro questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    A chiamarlo Horror, come ho visto fare, si rischia di scontentare chi ormai è abituato a mostri, suspance altissima, ritmi sincopati, sangue e terrore.
    Qui l'inquietudine è sottile ma persistente, ci si gioca tutto nell'angustia della mente angusta, e tra le stanze arzigogolate di una casa isola ...continua

    A chiamarlo Horror, come ho visto fare, si rischia di scontentare chi ormai è abituato a mostri, suspance altissima, ritmi sincopati, sangue e terrore. Qui l'inquietudine è sottile ma persistente, ci si gioca tutto nell'angustia della mente angusta, e tra le stanze arzigogolate di una casa isolata. Vedete voi, vi basti sapere che il brivido rimane ancora per qualche giorno, anche al caldo.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio pensiero su Hill House

    Parlare di un classico come "L'incubo di Hill House" non è certamente facile , soprattutto perché il libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti.
    Pur riconoscendone gli innegabili valori storici,questo volume è servito da ispirazione per centinaia di opere successive , non sono riuscito ad appre ...continua

    Parlare di un classico come "L'incubo di Hill House" non è certamente facile , soprattutto perché il libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti. Pur riconoscendone gli innegabili valori storici,questo volume è servito da ispirazione per centinaia di opere successive , non sono riuscito ad apprezzare a pieno la componente horror della storia , mentre ho ammirato parecchio quella psicologica. In primis posso dire che la Jackson scrive davvero bene ed eccelle nelle descrizioni; la casa ci apparirà nitida e reale e in più di un'occasione mi sono sentito trasportato di peso nei corridoi bui e particolari della mansione. Detto questo la componente horror/gotica del titolo si avvale di alcune idee niente male , riprese da altri in futuro , ma al di la dei suddetti spunti sono rimasto un po con l'amaro in bocca. La scrittrice sa creare una discreta atmosfera ma manca quel tanto per inquietare davvero , i vari momenti "topici" del racconto non mi hanno colpito eccessivamente e se escludiamo alcuni casi ho trovato parecchi espedienti usati dall'autrice un po superati. Il romanzo come detto si riprende per quanto riguarda psicologia e personaggi. La Jackson dipinge dei protagonisti vivi e realistici , che avranno un'evoluzione durante la storia malgrado la brevità della stessa. Ottimamente caratterizzata Eleanor , un personaggio sfaccettato e ambiguo che sarà il fulcro dell'intera narrazione. Perfetto anche il personaggio "ombra" della casa , questa villa misteriosa che sembra influire nettamente e dannosamente sulla psiche dei protagonisti. A tale proposto l'autrice britannica si supera lasciandoci nel dubbio in merito alla vera origine dell'abitazione e dei suoi presunti "inquilini". Da non sottovalutare inoltre una connotazione quasi grottesca di alcuni dialoghi , spesso sopra le righe e in continuo mutamento. Infatti sovente saremo spettatori di un cambiamento perenne delle opinioni di Eleanor in primis e dei suoi compagni poi, altro fattore vago e confuso in relazione con la vera natura di Hill House. In conclusione un romanzo da leggere ma soddisfacente a fasi alterne. Profilo horror poco convincente , sulle stesse tematiche ho preferito ad esempio "Giro di vite" , ma tuttavia l'eccelsa introspezione psicologica e l'innegabile valore storico coprono degnamente tali mancanze.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni."

    ha scritto il 

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