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La casa degli invasati

Urania 1333

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.7
(611)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000005189 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Antonio Ghirardelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Da tempo le indagini sul mondo del paranormale attirano l'interesse della scienza, ma i fenomeni che avvengono a Hill House sembrano sfidare ogni legge fisica. Per questo una squadra di esperti al massimo livello entra nella casa sulla collina con l'intenzione di svelarne il mistero alla luce delle ultime scoperte in fatto di poteri-PSI. Ma la casa è un organismo vivente, una CREATURA, un vero e proprio "alien"... Per la squadra scientifica comincia il terrore di un viaggio nel buio più assoluto, un viaggio che ha per destinazione finale uno scontro all'ultimo sangue con l'Ospite sconosciuto.
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  • 5

    "Il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola."

    Shirley Jackson, autrice in Italia immeritatamente poco valorizzata, è stata una scoperta sensazionale. "L'Incubo di Hill House" è un libro a metà strada tra l'horror e il romanzo psicologico. Ma anche quando la componente horrorifica prende il sopravvento, il terrore deriva sempre dall'atmosfera ...continua

    Shirley Jackson, autrice in Italia immeritatamente poco valorizzata, è stata una scoperta sensazionale. "L'Incubo di Hill House" è un libro a metà strada tra l'horror e il romanzo psicologico. Ma anche quando la componente horrorifica prende il sopravvento, il terrore deriva sempre dall'atmosfera opprimente della casa, dai suoi rumori, da voci e risate lontane e mai da avvenimenti veri e propri. Ma è proprio questa paura velata e la follia che nasconde ciò che affascina e che tiene incollati fino all'ultima pagina. In più il finale, aperto ed enigmatico, lascia il lettore con uno strano senso di inquietudine. Come non ricordare poi il bellissimo film di Robert Wise del 1963 che ha reso omaggio al libro anche sul grande schermo. Ora non resta che proseguire nella scoperta della Jackson.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto faticosamente nel corso di un mese nonostante sia un libro di piccole dimensioni. "Abbiamo sempre vissuto nel castello", inquietante meraviglia firmata dalla stessa autrice, l'ho divorato in un paio di giorni. Sono rimasto davvero deluso: nonostante la fama di capolavoro dell'horror il ...continua

    L'ho letto faticosamente nel corso di un mese nonostante sia un libro di piccole dimensioni. "Abbiamo sempre vissuto nel castello", inquietante meraviglia firmata dalla stessa autrice, l'ho divorato in un paio di giorni. Sono rimasto davvero deluso: nonostante la fama di capolavoro dell'horror il romanzo è noioso, zoppicante, involuto, non si capisce cosa racconti e dove voglia andare a parare. Non convince né come horror su una casa infestate (non accade niente di particolarmente rilevante, o almeno non se ne ha l'impressione) né come studio psicologico (la protagonista resta tanto piatta quanto indecifrabile). Dialoghi e scenette si susseguono senza che si formi un vero crescendo drammatico, e il risultato più che ambiguità e interesse genera confusione e fastidio. La Jackson è un'autrice straordinaria e non mi sarei mai aspettato un simile crollo proprio in quello che è considerato il suo masterpiece. Il colmo è che il film di Robert Wise è cento volte più bello e anche più spaventoso.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1959, questo libro ha l'eleganza della misura e il fascino del sospeso nel raccontare, o meglio documentare, un incubo che senza soluzione resta in bilico tra le mura di Hill House e la mente, ossessivamente disturbata, della protagonista. Non convince del tutto la mancata coralità de ...continua

    Scritto nel 1959, questo libro ha l'eleganza della misura e il fascino del sospeso nel raccontare, o meglio documentare, un incubo che senza soluzione resta in bilico tra le mura di Hill House e la mente, ossessivamente disturbata, della protagonista. Non convince del tutto la mancata coralità dei personaggi, talvolta piuttosto piatti, mentre il finale, parzialmente descritto ma magistralmente evocato, raggela il sangue.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bella scoperta

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un fan.
    Non posso dire che il racconto trasmetta "paura",ma inquietudine si : nei personaggi c ...continua

    Libro interessante: propone un'horror se vogliamo psicologico,ma che nulla ha a che fare ad esempio con le visioni di Lovecraft e risparmia ( per fortuna) banali trovate "splatter" di cui non sono un fan.
    Non posso dire che il racconto trasmetta "paura",ma inquietudine si : nei personaggi che non danno sicurezza, nella protagonista e negli episodi iniziali,semplici ma efficaci.
    Anche il finale l'ho trovato azzeccato: forse un po' accelerato,ma comunque lascia aperto a possibili interpretazioni. Sono curioso di vedere il film di Robert Wise,perché mentre leggevo mi immaginavo proprio una pellicola in bianco e nero degli anni '60.

    ha scritto il 

  • 3

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protagonista non è, poi, così ben tratteggiata. Si passa in modo ingiustificato a livelli esagerati di p ...continua

    Considerato un caposaldo del genere "case infestate", in realtà è più un viaggio alla scoperta dell'escalation psicotica della protagonista. Le scene di infestazione ci sono ma la psiche della protagonista non è, poi, così ben tratteggiata. Si passa in modo ingiustificato a livelli esagerati di psicosi. Mi aspettavo di meglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Piatto e meccanico

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere horror, e quello spiegava il costo un po’ elevato per essere un usato. Quando, un paio di anni d ...continua

    Ricordo di averlo addocchiato ad una Fiera dell’usato, in un’edizione Mondadori Inverno Horror 1993 pubblicata insieme ad “Assassin” di Shaun Hutson, e mi era stato detto che era una chicca del genere horror, e quello spiegava il costo un po’ elevato per essere un usato. Quando, un paio di anni dopo, l’ho ritrovato ad una bancarella di libri usati alla modica cifra di 50 centesimi mi sono detta che non potevo lasciarlo lì. Ebbene, meno male che non ho speso di più. Il romanzo è decisamente brutto, un horror lento, apatico, “meccanico”: l’ambientazione nella lugubre Hill House, nascosta fra le colline, aiuta a creare, almeno inizialmente, una bella atmosfera perfetta in un romanzo del genere, e l’incontro dei personaggi in un posto del genere, suscita iniziale curiosità. Poi, tutto si risolve in una piatta cronistoria e si ha quasi l’impressione di leggere la sceneggiatura di un film più che un romanzo horror. La conseguenza è quella di non capire più nulla di ciò che accade. Peccato perché di questa Shirley Jackson avevo sentito parlare molto bene. Insufficente.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo gioiello

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che a poco poco ammorba i malcapitati esploratori di turno che cercano vanamente di esorcizzarne l'i ...continua

    Un classico tema horror, la casa infestata, trattato in modo magistrale dalla (immeritatamente) poco conosciuta Shirley Jackson. Viene resa in modo indelebile l'atmosfera di oppressione della casa che a poco poco ammorba i malcapitati esploratori di turno che cercano vanamente di esorcizzarne l'influenza con dimostrazioni di finto coraggio e battutine fuori luogo. Il contrasto che ne viene fuori e' l'anima di questo libro. Antecedente a "La casa di inferno" di Matheson (secondo il sottoscritto, il romanzo N.1 sulle case infestate), leggendolo si capisce da dove derivano molti romanzi e film prodotti sull'argomento fino ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 4

    Straniante. È tutto malato, malsano, decadente. La casa e i protagonisti. La scrittrice colpisce duramente la nostra razionalità e ci porta per mano a fare due passi nell'abisso. L'equivalente letterario di un film di Lynch.

    ha scritto il 

  • 2

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)?
    Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è c ...continua

    Ultimamente si sente parlare un sacco di Shirley Jackon: allora perché non recuperare quello che è considerato il suo capolavoro nonché caposaldo della letteratura “horror” (anche se il termine è un po’ improprio)?
    Io sono una che si impressione piuttosto facilmente. Non sempre, eh: non è che ogni roba tacciata horror non mi fa dormire la notte. Su di me attecchiscono le storie molto oscure, ambigue, che coinvolgono la sfera psicologica; preferibilmente non devono avere una risoluzione (così io mi ci arrovello per giorni).
    In L’incubo di Hill House non ho trovato niente di tutto ciò. La casa, a parte qualche sporadico quanto prevedibile evento, è una spettatrice. I personaggi sono terribili. Confusionari, piatti come una sottiletta schiacciata ma soprattutto vuoti. Nessuno spicca per una qualche originalità, sembrano tutti uguali. Solo Eleanor, che è solo leggermente più pazza degli altri, ma lo era già ben prima di arrivare a Hill House.
    Non c’è pathos, i dialoghi sono imbarazzanti. Ogni tanto c’è una scintilla di intelligenza, soprattutto nelle parole del dottore, ma che subito viene soffocata dalle scemenze degli ospiti.
    La moglie del dottore è talmente esagerata che non mi ha fatto nemmeno ridere.

    Da piccola (sì, da piccola guardavo i film horror) avevo visto - e anche rivisto! Com’è tipico dei bambini - il film che ne è stato tratto. Non quello degli anni ’60 ma quella “stronzatina” con Catherine Zeta-Jones, Owen Wilson, ecc, ecc. Ora, non me lo ricordo benissimo e so che a riguardarlo oggi vedrei tutti i suoi difetti: ma se non mi sbaglio, nel film veniva data una spiegazione alle presenze della casa. Io non voglio avere la spiegazione di tutto, mi piace il mistero, ma tra avere tutto e avere niente passa un bel po’. Un minimo me la sarei aspettato anche nel romanzo.

    Non do una stellina perché non è quel tipo di romanzo. Però sono rimasta piuttosto delusa. Dopo un mese passato da sola, evitando ogni possibile fonte di terrore, una volta di nuovo in compagnia volevo “spaventarmi” un po’. Invece niente.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo ste ...continua

    Bello, inquietante, angosciante...non sapere mai fino a che punto le cose intorno a noi accadano davvero oppure siano solo frutto della nostra mente. La scrittrice non a caso è considerata una maestra della letteratura horror, immensamente brava con le parole, riesce a indurre il lettore allo stesso senso di smarrimento e angoscia della protagonista del romanzo. I punti interrogativi rimasti aperti nel finale non disturbano, ma contribuiscono alla bellezza e alla genialità del romanzo.

    ha scritto il 

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