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La casa del sonno

Di

Editore: Edizione CDE

4.1
(7959)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 305 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Ceco , Chi tradizionale , Portoghese , Greco

Isbn-10: A000031263 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , CD audio

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Cuore di questo romanzo è un edificio abbarbicato in cima a uno scoglio a picco sull'oceano: la "casa del sonno" del titolo. Nei primi anni Ottanta è un alloggio per studenti universitari. E' qui che si incontrano, si sfiorano o s'ignorano i destini dei personaggi.
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  • 4

    Se è un sogno non svegliatemi...

    Uno di quei libri che celano molte cose tra le sue pagine. Un libro che ti sussurra qualcosa all'orecchio, ma tu sei impegnato nella trama, Senti questo sussurro, vedi l'architettura della storia che ...continua

    Uno di quei libri che celano molte cose tra le sue pagine. Un libro che ti sussurra qualcosa all'orecchio, ma tu sei impegnato nella trama, Senti questo sussurro, vedi l'architettura della storia che ti fa l'occhiolino ma non hai tempo di pensare. Non hai tempo di cogliere quelle piccole sfumature quei piccoli indizi di cui la storia è disseminata. E quando te ne accorgi è troppo tardi.
    Un libro in cui la struttura del testo stesso non è casuale. Un libro onirico. Non credo ci sia modo migliore di definirlo.
    Un libro dove anche la divisione in capitoli ha il suo significato. La storia vi porta a viaggiare su due tempi diversi. Gli anni 80 e gli anni 90. E questi salti temporali sono segnati dai capitoli pari e dispari. Ma non è tanto questa la particolarità, quanto la divisione delle parti del romanzo. Parti che prendono il nome delle varie fasi del sonno. (fase I, fase Rem...) e già questa scelta ti dovrebbe portare in qualche modo a capire la volontà dell'autore.
    Ma no, tu sei troppo coinvolto dalle vicende dei protagonisti. Ragazzi che negli anni 80 erano studenti e dividevano l'alloggio di Ashdown. Un alloggio che diventa il punto in comune tra presente e passato. La costante e l'anello di congiunzione tra i due tempi.
    Come ho già visto accadere in altri libri, anche in questo caso Ashdown sembra dotato di vita propria. Gioca un ruolo fondamentale nella storia e diventa esso stesso un personaggio del romanzo.
    Questi ragazzi vicini nel passato hanno preso ormai strade diverse nel presente, un presente dove Ashdown non è più un alloggio per studenti ma una clinica in cui vengono curati i disturbi legati al sonno.
    Una clinica fondata proprio da uno dei ragazzi che alloggiava ad Ashdown. Gregory. In assoluto il personaggio più inquietante della storia. Aveva una relazione negli anni 80 con la protagonista femminile Sarah, ma avvertiamo subito qualcosa di strano e di sinistro in lui. In questo ragazzo che amava osservarla mentre dormiva. Che faceva scorrere le sue dita sulle palpebre di lei arrivando a premere su di esse fino a svegliarla.
    E' proprio lui a fondare questa clinica, apparentemente per curare i disturbi del sonno. In realtà per poter studiare tutte quelle persone che erano riuscite a "vincere" il bisogno umano di dormire. O meglio...la malattia del sonno. Secondo Gregory infatti il sonno era una malattia, e lui era deciso e disposto a qualsiasi cosa per trovare una cura a questa malattia.
    Proprio su questo punto vi devo avvertire che c'è una parte del testo inerente ai suoi esperimenti particolarmente forte e intensa che mi ha disturbato non poco.
    Sarah è il personaggio chiave secondo me. Non solo perchè la protagonista insieme a Gregory ma perchè la sua malattia è forse la chiave per capire questa storia. Sarah soffre di Narcolessia, una malattia che la porta a perdere i sensi e a non riuscire a distinguere il sogno dalla realtà.
    Oltre a Sarah e Gregory ci sono altri personaggi all'interno di questa storia, Terry appassionato di Cinema è malato di Insonnia. Proprio lui che da ragazzo trovava il suo massimo piacere nelle lunghe ore di sonno. Sonno dal quale si risvegliava felice ma senza ricordare che cosa avesse sognato.
    Il personaggio di Terry riesce a creare dei parallelismi molto interessanti tra cinema e sonno.
    E poi c'è Robert... colui che amava segretamente Sarah e che ha vissuto gli ultimi dieci anni senza mai dimenticarla.
    Come vi dicevo vi perderete in questa storia, grazie ai colpi di scena finali, arrivando a perdere la cognizione della realtà, allontanandovi da essa, fino ad arrivare a pensare che l'autore abbia esagerato, che sia troppo inverosimile quello che ha scritto. E qui mi fermo per chi non ha letto il libro...
    ..............................SPOILER ...........................

    Solo alla fine della storia capisci che tutto è voluto. Che l'esagerazione è voluta. Perchè quando sogni, quando entri nella fase più profonda del sonno ti stacchi completamente dalla realtà, nessun sogno è razionale, nessun sogno è reale.
    E come tutti i sogni ti rendi conto di esserne parte solo quando ti svegli. E ti svegli sempre sul più bello. Perchè nessun sogno ha mai un giusto finale. Per quanto provi a riaddormentarti non riesci mai a finire il sogno che hai iniziato.

    ha scritto il 

  • 0

    Vite che si incontrano e separano per poi misteriosamente ritrovarsi, sia pure irrimediabilmente cambiate, irriconoscibili, anche nei tratti esterni, coincidenze, occasioni perse, rimpianti, vite non ...continua

    Vite che si incontrano e separano per poi misteriosamente ritrovarsi, sia pure irrimediabilmente cambiate, irriconoscibili, anche nei tratti esterni, coincidenze, occasioni perse, rimpianti, vite non vissute, agnizioni, sempre sapientemente ed ordinatamente mixate, rappresentano gli elementi fondamentali e portanti del libro, che, organizzato in modo che i capitoli dispari contengano il passato e quelli pari il presente ed il futuro, si potrebbe leggere come se fossero due. Agevolmente!
    Ma il suo fascino sta proprio nel gioco di continue interruzioni e riprese, in quel suo andare indietro ed in avanti nel tempo, in un perenne andirivieni, come quello periodico dell’onda sul bagnasciuga.
    La vicenda trova il suo polo aggregante nell’esistenza di una giovane donna (Sarah), narcolettica e lesbica sui generis, ed in un luogo (Ashdown), prima sede di università poi casa di cura per i disturbi del sonno (da qui il titolo del romanzo!), in cui s’intersecano le esistenze di chi non dorme per scelta e chi troppo dorme, fosse anche per malattia, a metafora di un rapporto sempre problematico e schizofrenico con la realtà, spesso fusa e confusa con il sogno, che ne rappresenta l’alter parassitario.
    Romanzo complessivamente di piacevole lettura e non privo di sfumature e spunti di riflessione di tipo psico-sociologico.
    18 giugno 2008

    ha scritto il 

  • 5

    Mi piace Coe , mi piace Coe, mi piace Coe. Non perde tempo. Anzi, lo utilizza come vuole, con un’abilità narrativa considerevole, quasi abbia voluto già dalla preferenza dei rimbalzi temporali mettere ...continua

    Mi piace Coe , mi piace Coe, mi piace Coe. Non perde tempo. Anzi, lo utilizza come vuole, con un’abilità narrativa considerevole, quasi abbia voluto già dalla preferenza dei rimbalzi temporali mettere alla prova la sua agilità espressiva, la sua abilità linguistica, l’originalità indiscussa del suo stile, e delle sue scelte.
    Il sonno è l’inconscio con cui ciascun essere umano deve prima o poi trovarsi faccia a faccia, altrimenti muore. Nessun sonno è uguale a quello di un altro, così come ogni persona è diversa dall’altra. E chi vive in maniera problematica il sonno, più o meno patologicamente, ha senza dubbio grandi difficoltà ad accettare o a riconoscere il proprio inconscio, pur non essendone consapevole durante la veglia. I personaggi, delineati alla perfezione, rappresentano ognuno un differente modo sbagliato di approcciare la vita, hanno commesso errori e non lo ammettono, si sentono inadeguati in una realtà che è loro ostile, sognano a tal punto da negare o confondere la realtà, fino a sembrare pazzi, oppure, semplicemente, amano troppo, preferiscono morire e rinascere pur di essere amati a loro volta.
    Ho l’impressione che ogni lettore, a seconda delle sue personali manie, ossessioni, debolezze, sarà attratto da un personaggio piuttosto che da un altro, e penso che davvero in pochi (fortunati davvero) saranno certi di non riconoscersi in nessun dei generi di nevrosi descritti.
    E poi l’intreccio, non confonde mai, non stanca, non si perde, non evapora, non lascia nulla di smagliato, nessun buco; si aspetta, e la curiosità cresce sempre di più, ma poi, finalmente, il puzzle si completa, anche se l’ultimo tassello è forse il più difficile da incastrare, non è stato rifinito a sufficienza, è sproporzionato rispetto all’immagine intera, è fuori misura. Ma l’uomo è capace di tutto, anche di cambiare un’immagine intera pur di adattarsi ai suoi desideri, pur di realizzare quei sogni che non si accontenta di vedere realizzati solo durante il sonno. Però: si può vivere senza volersi mai svegliare?...
    Di certo io di ore di sonno ne ho perse, più leggevo e più mi svegliavo, più comprendevo e mi convincevo di quanto nel sonno risieda ogni verità, più mi rifiutavo di perdermi nella mia buia incoscienza. E infatti ho anch’io un personaggio preferito.
    Per piacere, qualcuno convinca Wim Wenders a farne un film, per pochi, come sa fare lui, e come è lo stesso Coe.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Esattamente come da titolo

    A leggere questo libro mi è davvero venuto sonno per la noia.
    Probabilmente la traduzione italiana fa perdere qualcosa, ma mi sembra ben fatta e per questo dico che non mi piace per niente lo stile di ...continua

    A leggere questo libro mi è davvero venuto sonno per la noia.
    Probabilmente la traduzione italiana fa perdere qualcosa, ma mi sembra ben fatta e per questo dico che non mi piace per niente lo stile di Coe. Mi è sembrato sempliciotto e l'inutilità di alcune parti era imbarazzante. Odio profondamente quegli scrittori che spendono anche solo un rigo per descrivere, per esempio, come si invia un fax, come viaggia un fax e cosa succede quando il fax arriva.
    Questa parte però nel libro c'è davvero. Abbiamo capito che ti sei fatto dire da qualche amico elettricista come si invia un fax, Coe. Peccato che non gliene frega una mazza a nessuno.
    Se non ricordo male, c'era anche una parte che descrive le iconcine sul computer di Terry, o qualcosa di simile. È il 1999 e sappiamo che hai un computer, Coe. Ancora grazie, ma chi se ne frega.
    Personaggi così banali e stereotipati non si trovano nemmeno nelle fanfiction.
    Veronica è la classica femminista lesbica con una spiccata vocazione, pensa un po', per il teatro (avrei detto la pittura), invischiata in una facoltà orrenda e corruttrice come può essere Economia, che però, appunto, la corrompe, spalancandole il mondo del lavoro in banca che contravviene a ogni suo principio morale ma che alla fine la tenta.
    Sarah è la classica sfigata che, ovviamente, nasconde tutta la bellezza del mondo, celata dietro capelli color paglia e occhi così taaaaanto tristi perché lei ha questa cosa di non saper distinguere la realtà dal sogno. Brutto male, la narcolessia, ma agli occhi di Veronica e Robert la fanno sembrare ancora più bella e interessante (?!). Ovviamente.
    Robert... Ah, il caro Robert. Il classicissimo studente dei classici, una delle miriadi di anime da poeta maledetto che soffre per amore di una a cui compone una poesia, essendo quello il campo di cui è esperto. Pure Coe lo è, insegnava poesia e ha tenuto a farcelo sapere, tenendo il lettore sulle spine, facendogli leggere una volta un verso, una volta un altro, un'altra ancora le menate di Robert su quale Fosse la parola più giusta da affiancare a "occhi", salvo poi uscirsene con l'orrido "occhi narcolettici". E poi, alla fine del libro, te la trovi così, davanti agli occhi, a lettura finita e quando ormai non c'entrava più un cavolo. Abbiamo capito che sai di poesia, Coe, e che ti sei impegnato anche a scriverne una. Bene.
    Terry è, insieme a Veronica, il personaggio più orrendo. Il classico presuntuoso del cazzo, studentello di cinema (oh, no! Anche lui venduto alla modernità e alle industrie! Maledizione!) che pensa che lui sia l'unico che capisca come vanno le cose e gli altri siano tutti stupidi.
    Gregory, nella sua cattiveria e stupidità, è forse tra questi il personaggio migliore. Almeno alla fine impazzisce e regala qualche momento originale.
    Situazioni tirate per la coda, dialoghi forzati e banali da morire, finale talmente stupido che mi ha fatto ridere e personaggi da film anni '80 di bassa lega: c'è tutto ciò che serve per dire che questo libro non mi è piaciuto per niente e che mai ne consiglierò la lettura ad alcuno.
    Di Coe ho curiosità di leggere soltanto La Famiglia Winshaw perché ho letto una recensione in particolare che mi ha messo curiosità, dopodiché me ne terrò ben bene lontana.
    4/10

    ha scritto il 

  • 4

    Libro particolare.Non mi ero mai imbattuta in libri che affrontassero temi riguardanti il sonno e le sue varie problematiche, e ne sono stata piacevolmente colpita. Non ho dato cinque stelline a causa ...continua

    Libro particolare.Non mi ero mai imbattuta in libri che affrontassero temi riguardanti il sonno e le sue varie problematiche, e ne sono stata piacevolmente colpita. Non ho dato cinque stelline a causa della conclusione un po' troppo frettolosa e a tratti da "soap opera", secondo me. L'ultima "avventura" di Terry non ci stava e inoltre Gregory mi ha dato l'idea di essersi trasformato in una specie di scienziato pazzo . Ma nel complesso mi è piaciuto, soprattutto il personaggio di Robert ; e poi l'immagine di Ashdown, nelle cui stanze si sente ancora la "presenza" di chi ci ha abitato prima ,ha dato il giusto tocco di mistero. Consigliato !

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei scrivere come Coe

    Gregory, Sarah, Veronica, Terry, Robert sono quattro ragazzi che, agli inizi degli anni '80, si ritrovano a convivere tra le mura di Ashdown, una vecchia residenza privata utilizzata dall'università p ...continua

    Gregory, Sarah, Veronica, Terry, Robert sono quattro ragazzi che, agli inizi degli anni '80, si ritrovano a convivere tra le mura di Ashdown, una vecchia residenza privata utilizzata dall'università per ospitare gli studenti. Dodici anni dopo Ashdown è ancora lì, tra le sue mura però non ospita più studenti ma i pazienti della clinica per i disturbi del sonno del Dottor Dudden. Dodici anni dopo ritroviamo anche alcuni di quei studenti, tra cui Terry, critico cinematografico affetto da anni da insonnia, e Sarah che finalmente è riuscita a dare un nome agli strani episodi avuti in gioventù: narcolessia.
    Tra un salto temporale e l'altro si sveleranno le luci e le ombre dei rapporti dei quattro protagonisti e delle loro vite.

    Il romanzo è molto vicino a essere ineccepibile, costruito quasi alla perfezione come un dolce d'alta pasticceria in cui ogni ingrediente è misurato con precisione, aggiunto al momento opportuno e lasciato a riposare quanto basta. Leggendo ci si rende conto di come ogni elemento non sia stato messo lungo le pagine in modo casuale ma con una ragione ben precisa: svelare i personaggi e le loro esistenze.
    Inizialmente il filo rosso del libro sembra essere il sonno, un tema che ricorre non solo come disturbo di alcuni protagonisti, ma anche come ossessione di ricerca scientifica e come il libro, La casa del sonno, simbolo-custode dell'amore dei giovani studenti.
    Proseguendo, il filo rosso del sonno si disperde, lasciando spazio a quello che in realtà succede a tutti: la vita. Una vita che, come un grande puzzle incompleto, a distanza di dodici anni inizia a ricomporsi, ritrovando i tasselli mancanti, tasselli che sembrano riportare a Robert (a mio avviso è il vero protagonista del romanzo).

    Coe, in questo romanzo, ha la magistrale capacità di possedere la trama in ogni dettaglio, nulla gli sfugge e nulla è lasciato al caso. Tra le parole si sente la sua mano che guida le vite dei personaggi, si sostituisce al destino, o a una divinità, insinuando in noi il dubbio: e se anche le nostre vite non siano un puzzle che pezzo dopo pezzo stiamo risolvendo?
    Da questo romanzo la vita del singolo sembra un ordito di vite: l'incontro con un'altra persona, con le sue fragilità, problematiche, ossessioni, ha un'influenza ben percettibile sull'esistenza dell'individuo. L'autore estremizza il legame di ogni fatto con uno precedente o con uno futuro, ma forse in piccola misura lo è anche la nostra vita quotidiana: un legame continuo con persone e azioni.

    Dovrò leggere qualche altro titolo di Coe.

    Consigliato a :
    chi vuole leggere un libro ben scritto, non solo per chi vuole leggere qualcosa di buono ma anche per chi vuole avere un punto di riferimento per imparare a scrivere bene.

    Sconsigliato a:
    Nessuno, lo posso dire?

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro bellissimo, pieno di un sacco di cose. Si presta a tantissimi livelli di lettura e per questo consiglio di leggerlo magari non la sera, quando l'attenzione, disturbata dalla stanchezza e d ...continua

    E' un libro bellissimo, pieno di un sacco di cose. Si presta a tantissimi livelli di lettura e per questo consiglio di leggerlo magari non la sera, quando l'attenzione, disturbata dalla stanchezza e dal sonno, è minore.
    Con questo non voglio dire che il libro sia noioso. Anzi, prevalentemente la lettura scorre bene ed è piacevole. Ma si rischierebbe di perdere qualche collegamento, qualche dettaglio, qualche sfumatura, che magari verrà lo stesso persa, ma sarebbe un peccato affrontare la trama del libro .. con handicap!!!
    Sorprende, tra l'altro, notare come la mente dell'autore, sia così poliedrica e capace di così tante sfumature, cose, situazioni, temi, che pur sembrando a tratti, disomogenee, possano poi convergere impeccabilmente verso la fine.
    Unica critica, alcuni passi, forse lunghi eccessivamente.
    Ma forse è stata la stanchezza ed il sonno a farmi perdere la messa a fuoco.
    Buona lettura

    ha scritto il 

  • 2

    É da mezz'ora che scorro recensioni su Anobii che per la maggior parte inneggiano al capolavoro.
    Penso dunque di non aver capito il libro.
    O forse si.
    Affinchè non mi venga in mente di leggerlo una se ...continua

    É da mezz'ora che scorro recensioni su Anobii che per la maggior parte inneggiano al capolavoro.
    Penso dunque di non aver capito il libro.
    O forse si.
    Affinchè non mi venga in mente di leggerlo una seconda volta per dissipare l' insano dubbio, ho deciso di inviare il libro, con spese a mio carico, al primo lettore che ne faccia richiesta.
    Ma fate presto.....
    E mentre aspetto trovo conforto nella recensione di Rosenkavalier70
    ;)

    ha scritto il 

  • 2

    Coe ti trascina inesorabilmento attraverso le pagine del libro: storia avvinvìcente con gli ingredienti e la struttura della narrazione (presente e passata che si dipanano per ricongiungersi alla fine ...continua

    Coe ti trascina inesorabilmento attraverso le pagine del libro: storia avvinvìcente con gli ingredienti e la struttura della narrazione (presente e passata che si dipanano per ricongiungersi alla fine) intrigante al punto giusto. Finale frettoloso e inconcludente PECCATO

    ha scritto il 

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