La casa dell'incesto

Di

Editore: Feltrinelli (U.E.)

3.9
(274)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 88 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807812037 | Isbn-13: 9788807812033 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Caronia

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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  • 4

    Sono ormai sette lunghi anni che faccio il lavoro che faccio. Sette lunghi anni di freddo d'inverno e di caldo d'estate. E poi c'è la pioggia, l'umidità che si infila negli scarponi e piano piano sale ...continua

    Sono ormai sette lunghi anni che faccio il lavoro che faccio. Sette lunghi anni di freddo d'inverno e di caldo d'estate. E poi c'è la pioggia, l'umidità che si infila negli scarponi e piano piano sale su per tutto il corpo, quella sensazione di sudicio che ti serpeggia dentro e ti fa venire voglia di ficcarti in doccia. E poi la gente, difficile e diffidente, la gente delle case popolari, le anziane che camminano poco e male, gli adulti di fretta con le chiavi della macchina in mano e l'urgenza di farsi servire velocemente perché devono scappare al lavoro.
    Ma soprattutto sono sette anni che convivo con la fatica fisica di alzare e abbassare scatoloni, di aprire e chiudere plance di ferro, di appendere manichini, di tornare al pomeriggio a casa e pranzare all'ora di merenda, cenare quando i film alla tv finiscono.
    E poi il sangue e il dolore, le spine dei legni che ti si conficcano sulle mani e sui polpastrelli, ti entrano nonostante i guanti, nonostante fai attenzione. Te che dalla fretta ti scortichi le ginocchia quando ti muovi e sfreghi le gambe contro i fil di ferro, te che ti tagli letteralmente le mani dal freddo invernale, che a meno diciotto gradi ti togli un attimo i guanti per dare un'occhiata al telefonino e ti ritrovi col sangue sulle mani - freddo freddo freddo, maledetto freddo, maledetto inverno.
    Nonostante ciò non ho mai smesso di leggere nei momenti di pausa. Mi son sempre portato un libro da casa, da leggere anche se piove, anche se nevica, anche se fa freddo, anche se si suda dal caldo, anche se ho sonno perché magari la notte precedente ho fatto tardi. Ho sporcato tanti libri di sangue, per quanto facessi attenzione a non macchiare di rosso il bianco della carta. Oppure ho rovinato accidentalmente le copertine: strappi, righe, aloni del thermos col caffè. Prima non sopportavo tutto ciò, non sopportavo l'idea di rovinare i miei libri, e non lo sopporto anche ora, ma ho imparato a considerarli come dei marchi. Quando guardo la mia copia di "Frankenstein" con i bordi tutti rovinati, o le pagine macchiate di sangue su una vecchia edizione de "La montagna incantata" mi ricordo chi sono io, cosa faccio, come mi guadagno i soldi per i viaggi e per i libri.
    Questa mattina ho iniziato a leggere "La casa dell'incesto" di Anais Nïn, donna che da tempo mi chiamava a sé con voce suadente. Ho conosciuta una donna divisa tra cielo e terra, che lotta per trovare qualcuno da amare che sia come lei, e che con la stessa forza al contempo lo fugge per paura di dover condividere il suo regno con lui. Così lei dice: "Mi terrorizza la tua comprensione, quella che ti consente di penetrare nel mio mondo, perché allora sarei manifesta e dovrei dividere il mio regno con te". Una donna che fa delle parole una musica, una poesia, che sembra nutrirsi delle sue paure e delle sue ossessioni. Una donna violenta sulla carta quanto l'intensità con la quale sente l'amore, la paura, la solitudine. Una donna che proietta se stessa nell'altro che anela, per amarlo e farlo suo, e amare e far sua quindi anche se stessa - è questo l'incesto di Anaïs Nin, è questo l'incesto che non è pornografia ma amore e terrore.
    In questo libro l'autrice fa a meno dei capitoli, di una trama chiara che si sviluppa fino a giungere ad un momento di massimo pathos. Anaïs Nin segue i suoi pensieri acchiappandoli così come li trova. Le pagine diventano microcosmi di urlanti confessioni, lame che scendono fino alle viscere di una personalità complessa e affascinante, talvolta allucinata.
    Sono poche le pagine di questo libro, quaranta in lingua originale e quaranta in italiano. La traduzione di Maria Caronia mi sembra eccezionale, perché le parole e le frasi in italiano conservano la forza e il dolore che la Nïn usa in inglese: bruciano su ferite che si aprono mentre leggi e mentre ti chiedi perché ti sei aperto in due, senti quasi lo sfrigolìo, lo stesso della carne quando la cuoci - e l'olio schizza e tu ti bruci.
    "La casa dell'incesto" è il giusto libro per soffrire purificandosi, per piangere e sentirsi liberi e compresi perché qualcuno ha scritto prima di te e con coraggio le parti di te di cui vergogneresti di parlare o di scrivere, perché qualcuno è stato te stesso prima che lo fossi tu, o perché tu sei diventato chi scrive - e forse questo ti fa sentire in un qualche modo più tranquillo, al sicuro.
    La mia copia di "La casa dell'incesto" è perfettamente intatta. Così come l'ho presa. Eppure stamattina al lavoro c'era una pioggia che non finiva, faceva freddo, le mie mani dure per il gelo. Ma non c'è sangue nelle pagine, non c'è piega nel giallo della copertina.
    L'ho letto e tenuto con cura, ed è andata a finire che se lui si è salvato io no, io mi son fatto tanto male ad entrare nella polpa di Anaïs Nin e poi nella mia, mi son fatto male a conoscermi meglio, e ora che è piena notte ancora sanguino dentro, e nessuno riesce a vederlo, proprio come se non stesse accadendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Le tue menzogne non sono menzogne. Sono frecce scagliate dalla tua orbita con la forza della tua fantasia. Ad alimentare illusioni. A distruggere realtà.

    La magia della letteratura è anche quella che consente a un piccolo romanzo sconosciuto di venire alla luce, imprigionarsi tra le tue dita, costringere la punta di un pastello blu a consumarsi - mentr ...continua

    La magia della letteratura è anche quella che consente a un piccolo romanzo sconosciuto di venire alla luce, imprigionarsi tra le tue dita, costringere la punta di un pastello blu a consumarsi - mentre sottolinea citazioni incantevoli per evitare che si perdano tra la confusione dei paragrafi.
    Così è successo a me con “La casa dell’incesto”, un breve romanzo della statunitense Anaïs Nin (all'anagrafe Angela Anaïs Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell) che prende la propria ispirazione dalle letture che stavano influenzando l’esistenza della scrittrice negli anni precedenti alla stesura. Il surrealismo e il lirismo pervadono tutto il romanzo nel profondo, rendendolo una sorta di prosa poetica dalla quale è facile farsi rapire. L’autrice ci accompagna nel suo folle e fascinoso monologo delirante con grazia e competenza, legando parole, immagini e sensazioni con una maestria degna di nota.
    Il titolo, a mio avviso, può leggermente fuorviare: in qualche passo viene sì trattato il tema dell’amore incestuoso, ma è ben altro l’intento dell’autrice. Il travolgimento dei sensi, la sfrenata sregolatezza delle passioni, l’incomprensibilità delle pulsioni sono al centro de “La casa dell’incesto”, anche se esse vengono presentate al lettore attraverso delle angolazioni tutt’altro che volgari. Le possibilità e le impossibilità sono ombre, luci violente, sapori sulla lingua, seta sotto i polpastrelli.
    È difficile racchiudere all’interno di una recensione quello che il libro della Nin trasmette, poiché gran parte del suo lavoro letterario viene goduto per mezzo della fantasia del lettore, dell’immaginazione che viene stuzzicata tramite visioni e viaggi statici.
    E qui l’invito a lasciarsi stregare dalla competenza letteraria di questa scrittrice, a farsi irretire dalle sue sillabe - mai banali, mai ridondanti.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libricino di poche pagine enigmatico e poetico, intenso e vivido, ricchissimo. “La casa dell’Incesto” è una sorta di autoanalisi, una serie di associazioni spontanee e travestimenti interpretativi ...continua

    Un libricino di poche pagine enigmatico e poetico, intenso e vivido, ricchissimo. “La casa dell’Incesto” è una sorta di autoanalisi, una serie di associazioni spontanee e travestimenti interpretativi, l’esposizione di un’anima nelle sue tensioni e contraddizioni. Si parla dell’amore per un altra donna, ma il libro è sopratutto un indagine su sé stessa, sui propri desideri e paure, un percorso di consapevolezza che disvela la natura incestuosa dell’amore: l’oggetto del desiderio è una proiezione di una parte del proprio sé, un narcisismo; in questo senso l’amore dimora nella casa dell’incesto. E' un incanto da non perdere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Mi condusse nella casa dell'incesto. Era l'unica casa a non essere compresa nelle dodici case dello zodiaco."

    Il titolo e' parecchio fastidioso, ma l'opera e' piena di lirismo e di bellezza.
    Cos'e'? Difficile dirlo. Non lo definirei un racconto, piu' che altro un lungo flusso di pensieri sull'amore, l'erotism ...continua

    Il titolo e' parecchio fastidioso, ma l'opera e' piena di lirismo e di bellezza.
    Cos'e'? Difficile dirlo. Non lo definirei un racconto, piu' che altro un lungo flusso di pensieri sull'amore, l'erotismo, su concetti filosofici e metafisici.
    Tutto ha sapore di sogno, di irrealta', di desideri mai svelati, di dolore, di amarezza.
    Piu' che una lettura una dolce canzone da cui lasciarsi cullare lentamente e dolcemente e che io ho avuto la fortuna di ascoltare in formato audio attraverso la coinvolgente voce di Valter Zanardi.
    Consigliato.

    «Quando mio fratello sedeva al sole e l'ombra del suo viso si disegnava sullo schienale della sedia, io baciavo quell'ombra. Baciavo la sua ombra e quel bacio non lo toccava, quel bacio si perdeva nell'aria e si confondeva con l'ombra. Il nostro reciproco amore è come il bacio di una lunga ombra, senza alcuna speranza di realtà.»

    ha scritto il 

  • 3

    "Nel mondo della passione l'amante crea l'essere che ama, l'amato è la creazione e la proiezione dell'amante, un fantasma nato nella sua immaginazione: egli ama qualcosa che è parte di sé, si identifi ...continua

    "Nel mondo della passione l'amante crea l'essere che ama, l'amato è la creazione e la proiezione dell'amante, un fantasma nato nella sua immaginazione: egli ama qualcosa che è parte di sé, si identifica con l'amato e, in tal senso, l'amore per una immagine irreale è un atto incestuoso."
    Stuart Gilbert

    ha scritto il 

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