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La casa di Araucaíma

Di

Editore: Adelphi

3.7
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845912736 | Isbn-13: 9788845912733 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Brera

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Devo ancora scartare il libro, ma sarei per dare almeno 4 stelle sulla fiducia. poi vedremo.
    ---

    In tutti i racconti, eruditi e riusciti, aleggia in modo piu' o meno evidente lo scoramento spirituale ...continua

    Devo ancora scartare il libro, ma sarei per dare almeno 4 stelle sulla fiducia. poi vedremo.
    ---

    In tutti i racconti, eruditi e riusciti, aleggia in modo piu' o meno evidente lo scoramento spirituale di Mutis - con il quale non si può che essere d'accordo. Il racconto che da' il titolo alla raccolta non so se è gotico oppure no: si trovano sesso e odori di frutta matura, persone dalla pelle scura e una umidità tropicale. La narrazione della Passione in salsa latinoamericana resta invece sullo stomaco, per la precisione delle angherie subite. In generale, la scrittura e' decisamente meno leggera rispetto ai colleghi dello stesso emisfero, piu' vischiosa, richiede assorbimento, masticazione e digestione. Una scrittura nutriente, quella di Mutis, della quale tuttavia non ci si sazia mai.
    In questo banchetto di buone lettere, si arriva poi a pagina 131, e il cuore si allarga a dimensioni inconsuete.

    ha scritto il 

  • 3

    Una raccolta di racconti scritti per via di una scommessa con Garcia Marquez, il quale riteneva improbabile che ad uno scrittore sudamericano riuscisse un’opera decisamente “gotica”.
    Mutis vince la sc ...continua

    Una raccolta di racconti scritti per via di una scommessa con Garcia Marquez, il quale riteneva improbabile che ad uno scrittore sudamericano riuscisse un’opera decisamente “gotica”.
    Mutis vince la scommessa, trasferendo anche la terribile esperienza vissuta nel carcere messicano di Lecumberri, che ispira una parte dei racconti qui pubblicati.
    La forma della raccolta sacrifica comunque qualcosa della parte migliore di Mutis che qui, a volte, per rispettare il tema, chiude qualche racconto in maniera scontata.
    “La Casa di Araucaima” è un libro che narra le morti e dunque racconta la vita, perché in ogni morte c’è già il soffio del passaggio, della trasformazione.
    I racconti sono ben costruiti, che la qualità di Mutis non è qui in discussione, ma l’insieme, condizionato dall’unico tema, risulta alla fine come un film del quale si sono già scelte le scene ma che deve essere ancora montato.
    Tuttavia queste pagine ci fanno viaggiare anche nella storia: Cristo, Simon Bolivar…
    E se davvero scoprissimo che, per come siamo fatti, pensiamo, crediamo, siamo destinati a cadere in una delle grandi trappole che può riservare la vita?
    E’ forse questo il “destino” che ci aspetta?...
    Scoprire una nuova felicità proprio quando i giorni che abbiamo alle spalle sono ormai più numerosi, parecchio di più, rispetto quelli che potrebbero aprirsi innanzi a noi e per questo, sentire di poter dare un senso ad un’intera esistenza!
    Una raccolta di racconti sulla morte, dicevo, ma qui, come nella vita, è possibile trovare anche sogni, a volte tanti sogni…e abbracci, capaci di restituire tempi remoti.

    ha scritto il 

  • 4

    Per fraterna scommessa

    Una raccolta di racconti misteriosa e malinconica, scritta da Alvaro Mutis durante il periodo di prigionia nel carcere di Lecumberri in Messico. Tra gotico e mitologico, l'autore elabora trame dense e ...continua

    Una raccolta di racconti misteriosa e malinconica, scritta da Alvaro Mutis durante il periodo di prigionia nel carcere di Lecumberri in Messico. Tra gotico e mitologico, l'autore elabora trame dense e originali, con la consueta sapienza linguistica e inventiva. C'è spazio per la riflessione sul vivere, sul viaggio e il respiro, l'amore e l' infedeltà, la tradizione e lo spirito: vicende umane affrontate con rigore e fantasia, dentro il sogno poetico di un avventuriero della penna, inseguendo le ore avvelenate dal fantasma della libertà.

    ha scritto il 

  • 2

    delusione... anni senza trovar nulla di Mutis, che con Maqrol mi ha fatto innamorare, e trovare questo... la poesia della sua lingua non sostenuta da una storia. Gli unici racconti che mi sono piaciut ...continua

    delusione... anni senza trovar nulla di Mutis, che con Maqrol mi ha fatto innamorare, e trovare questo... la poesia della sua lingua non sostenuta da una storia. Gli unici racconti che mi sono piaciuti sono quella ambientati in prigione. Ma se state pensando di leggere qualcosa di questo autore, NON cominciate con questo!

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo racconto mantiene in parte quello che la quarta di copertina promette, tiene viva l'attenzione ma mi è apparso tronco nel finale; i successivi sono noiosi e soporiferi. Escluso l'ultimo, il " ...continua

    Il primo racconto mantiene in parte quello che la quarta di copertina promette, tiene viva l'attenzione ma mi è apparso tronco nel finale; i successivi sono noiosi e soporiferi. Escluso l'ultimo, il "Diario di Lecumberri", un diario-racconto che mescola realtà e invenzione e che aiuta a capire perché Marquez considerasse Mutis un grande scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    Alla base della delusione c'è innanzitutto una cattiva informazione: finchè un lettore non sfoglia l'indice pensa di trovarsi di fronte ad un romanzo breve..in realtà è una raccolta di racconti, ove i ...continua

    Alla base della delusione c'è innanzitutto una cattiva informazione: finchè un lettore non sfoglia l'indice pensa di trovarsi di fronte ad un romanzo breve..in realtà è una raccolta di racconti, ove il primo che dà il titolo al libro è splendido (letto in 5 minuti), gli altri che compongono il grosso del libro sono a dir poco deludenti (letti in più di due mesi).

    ha scritto il 

  • 0

    scettro posticcio

    i comportamenti sono le deduzioni della solitudine dei luoghi, ognuno di noi almeno per un istante si è avvicinato alla sfortuna, e ne ha subito le conseguenze. ci sono persone, dentro di noi, che vi ...continua

    i comportamenti sono le deduzioni della solitudine dei luoghi, ognuno di noi almeno per un istante si è avvicinato alla sfortuna, e ne ha subito le conseguenze. ci sono persone, dentro di noi, che vivono in questi appartamenti che si nutrono del sospetto e della violenza, mostrando solo quella parte disumana che ha sempre alle spalle un bene.
    in passato ho lavorato nel carcere, mi hanno accolto occhi sfondati dal buio, nervi tesi fino allo spasmo dei suoni , denti rotti dalla sodomia nel corpo e persone volte a girare dentro un luogo che istiga l’impotenza.
    le parole di mutis, sono la narrazione del naufragio, dei disastri dentro la pelle dell’umano, quello che ci capita di guardare quando siamo un po’ più attenti alla realtà. mi è sembrato di tornare dentro i miei vent’anni quando ero alla ricerca dell’esegesi del dèmone dostojeskiano , quel maligno che ha intrecciato dentro la sua natura una stagione che sa per forza di cose assomigliare alla primavera.
    nel libro ci sono vari racconti tutti perfettamente belli, ricchi di quei particolari che hanno la forma del destino inevitabile. un libro che fa ripercorrere gli eventi di cosiddetta sfortuna della mia vita per farli apparire in un modo completamente diverso, una lettura del fallimento delle battaglie, un abitudine alla disperazione che mi fa tornare alla mente il testo di fabrizio sulle poesie di mutis:

    ‘ricorda signore questi servi disobbedienti /alle leggi del branco/ non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare/ è appena giusto che la fortuna li aiuti/ come una svista/ come un'anomalia /come una distrazione/ come un dovere.’

    una lettura necessaria

    ha scritto il 

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