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La casa maledetta

Di

Editore: Mondolibri

3.3
(65)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 393 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000045361 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
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  • 1

    L'ho letto in terza media ed è forse uno dei libri che mi è piaciuto di meno in assoluto. Un Horror un po' patetico, secondo me. Con molta forza d'animo sono arrivata alla fine (non ne parliamo) e ho ringraziato il cielo che non era mio ma che presto l'avrei riportato in biblioteca.

    ha scritto il 

  • 3

    Con una trama semplice e senza sorprese e un finale imbarazzante (poteva essere decisamente meglio), La casa maledetta è evitabile ma comunque una lettura piacevole. Dimenticatevi di Stephen King, siamo più al livello di Dean Koontz (anzi più bassi direi) ma questo è comunque un page-turner e una ...continua

    Con una trama semplice e senza sorprese e un finale imbarazzante (poteva essere decisamente meglio), La casa maledetta è evitabile ma comunque una lettura piacevole. Dimenticatevi di Stephen King, siamo più al livello di Dean Koontz (anzi più bassi direi) ma questo è comunque un page-turner e una buona compagnia per un paio d'ore passate sul divano (lo so che sembra lungo, ma in realtà è una lettura veloce e anche che dà dipendenza). La migliore recensione su Amazon comunque è intitolata: "This story was much better when Stephen King wrote it and called it "Carrie"" (ovvero: questa storia era molto meglio quando la scrisse Stephen King e la intitolò "Carrie"). Una cosa che ho notato: a parte il bullismo nei confronti dei due protagonisti che secondo me non è credibile (Angel viene maltrattata perchè non è magra e carina e Seth perchè odia lo sport e ama la fotografia?), sono rimasta colpita dal fatto che in questo romanzo tutti i personaggi sono davvero cattivi e odiosi: gli adulti maltrattano i figli o sono semplicemente tardi o disinteressati (inclusi i preti con la sola possibile esclusione di padre Alex) e gli adolescenti non sono da meno. Mi rendo conto che questo romanzo non è un granchè, ma è un buon divertimento!

    http://robertabookshelf.blogspot.com/2011/04/recensione-049-la-casa-maledetta.html

    ha scritto il 

  • 5

    Atmosfera da brivido

    Dopo gli ultimi libri recentemente pubblicati, “Voci di mezzanotte” e “I cacciatori del sottosuolo”, buoni romanzi ma non eccelsi, con quest’ultimo lavoro J. S. sembra essere tornato all’altezza delle sue narrazioni di oltre vent’anni fa come l’indimenticabile e forse ineguagliabile “Gioco crudel ...continua

    Dopo gli ultimi libri recentemente pubblicati, “Voci di mezzanotte” e “I cacciatori del sottosuolo”, buoni romanzi ma non eccelsi, con quest’ultimo lavoro J. S. sembra essere tornato all’altezza delle sue narrazioni di oltre vent’anni fa come l’indimenticabile e forse ineguagliabile “Gioco crudele”. Con “La casa maledetta”, già leggendo il prologo si entra in un’atmosfera da brivido. Un padre ubriacone e una moglie bigotta, un altro padre violento con una moglie che finge di non vedere, i rispettivi figli, timidi e impacciati, che sono oggetto di scherzi e lezzi da parte dei compagni di scuola, un’amicizia che nasce tra i due, un gatto nero e un’antica casa dove è accaduto un fatto di sangue… ecco metti tutte queste cose insieme e ottieni una miscela esplosiva. Ottima la prosa che scorre via con una facilità disarmante, personaggi ben tratteggiati e suspense che non abbandona mai il lettore, nessun brano noioso. Eventi credibili (naturalmente nell’ambito delle opere di fantasia) e “effetti speciali” quasi inesistenti. La tensione e la paura, non viene infatti generata da mostri o da fenomeni abnormi, ma dalle parole scritte e dai fatti narrati, fatti reali che troppo spesso, purtroppo, leggiamo nella cronaca nera. Il finale non è assolutamente scontato e mi ha sorpreso anche se lo intuito nel corso delle ultime trenta pagine: pensavo che sarebbe stato il fulminee non la corda… Un complimento anche alla traduttrice. Vorrei concludere con un passo che mi particolarmente colpito: “Il gatto nero si muoveva nella notte come uno spettro, attraversando l’oscurità senza fare rumori che potessero segnalare la sua presenza. Anzi, forse era quel silenzio che dava un senso d’inquietitudine.”

    ha scritto il 

  • 4

    A me è piaciuto.
    E' un libro che mi ha colpito per la sua semplicità e ogni volta che lo rileggo mi prende una tristezza indescrivibile.
    Non è affatto banale nè nella trama nè nel finale.

    ha scritto il 

  • 2

    favoletta horror con gatti,streghe e calderoni!!

    migliore di "voci di mezzanotte",con un finale che mi ha sorpreso proprio,ma niente di più di una favoletta agghindata in stile dark e con quel pochetto di horror soft che la rende idonea ad una lettura per teenager la notte di halloween...

    ha scritto il 

  • 3

    Forse non essendo l'horror un genere da me preferito, ( e pensare che anni fà ero un fanatico di S.King)questo liobro di Saul mi è piaciuto perchè S. si dimostra un abile narratore mettendo i colpi di scena al momento giusto riuscendo così a mantenere alta l'attenzione del lettore.
    Lo consig ...continua

    Forse non essendo l'horror un genere da me preferito, ( e pensare che anni fà ero un fanatico di S.King)questo liobro di Saul mi è piaciuto perchè S. si dimostra un abile narratore mettendo i colpi di scena al momento giusto riuscendo così a mantenere alta l'attenzione del lettore.
    Lo consiglio in particolare agli amanti del genere

    ha scritto il 

  • 4

    Non si perde troppo in descrizioni, ma questa essenzialità non si traduce necessariamente in una narrazione scialba. I sentimenti dei due adolescenti protagonisti sono molto plausibili. E la trama, proprio per la scorrevolezza dello stile, punta in maniera diretta verso una fine inesorabile. Semp ...continua

    Non si perde troppo in descrizioni, ma questa essenzialità non si traduce necessariamente in una narrazione scialba. I sentimenti dei due adolescenti protagonisti sono molto plausibili. E la trama, proprio per la scorrevolezza dello stile, punta in maniera diretta verso una fine inesorabile. Semplice e triste, ma non per questo meno bello.

    ha scritto il