La casa nella brughiera

Di

Editore: Croce

3.9
(11)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8864022899 | Isbn-13: 9788864022895 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Raffaella Antinucci

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Da consultazione

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Descrizione del libro
La casa nella brughiera, commissionato a Elizabeth Gaskell dal suo editore come libro natalizio e pubblicato per la prima volta nel 1850, commosse l’amica Charlotte Brontë. Casa Browne è incastonata tra le colline nel nord dell’Inghilterra. In una vallata da fiaba, nascosti e isolati, vivono Maggie e Edward, figli del fu curato di Combehurst, con la madre e una vecchia domestica. Le loro uniche incursioni nel vicino villaggio sono riservate alla domenica quando, dopo la messa, si recano a fare visita alla tomba del padre. La manifestazione del lutto diviene un rito al quale assiste tutto il villaggio, per l’imbarazzo e il rammarico dei due bambini.La monotonia della loro vita, vissuta all’ombra di una natura verdeggiante e scandita dai lavori domestici per Maggie e dai giochi all’aperto per Edward, viene interrotta dall’invito a pranzo di un vicino, Mr Buxton, caro amico del compianto curato. Una riluttante Mrs Browne accetta di condurre i suoi bambini a fare la conoscenza di Frank, figlio dell’uomo, di Erminia, sua nipote, e dell’inferma Mrs Buxton.Mentre Maggie cresce sotto la guida degli insegnamenti e dell’amore di quest’ultima, stringendo una tenera amicizia con Erminia e penetrando lentamente il cuore di Frank, Edward, soffocato dal cieco amore di una madre che non ha saputo impartirgli le giuste lezioni di vita e debole di fronte alle lusinghe del denaro, decide di intraprendere un cammino professionale che porterà alla rovina la sua famiglia.In una storia il cui perno è costituito dalla figura femminile di Maggie e dal suo universo di credenze e valori, in contrasto con quello del fratello e persino della madre, l’autrice ci regala il ritratto di una protagonista che, sebbene non si ribelli al ruolo impostole dalla società e sia sempre pronta a svolgere il suo dovere anche a discapito della propria felicità, rimane costantemente fedele ai propri imperativi morali.
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    “Una storia rurale che non vale la pena di leggere”.
    Con queste parole, in una lettera ad un'amica, Elizabeth Gaskell descrisse The Moorland Cottage, romanzo breve dai chiari intenti edificanti, commi ...continua

    “Una storia rurale che non vale la pena di leggere”.
    Con queste parole, in una lettera ad un'amica, Elizabeth Gaskell descrisse The Moorland Cottage, romanzo breve dai chiari intenti edificanti, commissionatole nel 1850 dagli editori Chapman and Hall, sulla scia del grande successo riscosso all'epoca dalle pubblicazioni natalizie.
    Effettivamente il libro, complice anche una storia poco incisiva, non è annoverabile tra i migliori lavori dell'autrice, tuttavia, la sobria eleganza della prosa, e il naturale fascino delle atmosfere campestri rievocate, s'impongono all'attenzione del lettore fin dalle prime pagine, regalando una lettura assai piacevole e non priva di qualche bella riflessione.

    Protagonista della storia, ambientata tra le colline dell'Inghilterra settentrionale, è la giovanissima Maggie Browne, novella Cenerentola costretta a sopportare l'indifferenza e i rimproveri di una madre pettegola, materialista e devota al solo figlio Edward, e a subire le angherie di costui: una sorta di precursore del dickensiano Tom Gradgrind di Tempi difficili, egoista, disonesto, ed altrettanto disposto a sacrificare la felicità della sorella per il proprio tornaconto.
    Lo stile è un po'quello dei racconti natalizi di Louisa May Alcott: un concentrato di buoni sentimenti, riferimenti biblici e toni moraleggianti, garbatamente pervaso da un'aura fiabesca in cui ricorrono figure e tópoi tipici del genere: l'eroina dal cuore d'oro vessata dai prepotenti di turno (poco importa che si tratti di matrigna e sorellastre o di autentici consanguinei); il giovane dall'animo nobile equiparabile in tutto e per tutto a un classico principe azzurro; l'imprescindibile antagonista che però, in questo caso, non è un cattivo vero e proprio, ma solo un uomo ferito e, per sua fortuna, sufficientemente retto da ravvedersi proprio al momento opportuno. Quest'ultimo, Mr Buxton, è inoltre l'unico personaggio a subire, nel corso della storia, un reale mutamento: lo conosciamo come un padre di famiglia esemplare e un amico generoso, per poi vederlo trasformarsi, nel giro di un paio di capitoli, in un uomo duro e ambizioso, totalmente succube del proprio consulente legale, e pronto a tutto - anche al più vile dei ricatti - pur di evitare all'adorato figlio un matrimonio a suo dire poco desiderabile.

    Sulla scrittura della Gaskell, limpida e priva di orpelli, c'è davvero poco da aggiungere; peccato invece per la prevedibilità della trama che, unita a dei personaggi stereotipati e pressoché immuni da qualsivoglia evoluzione, dà in generale l'impressione di una storia già letta e riletta tante volte. Una sensazione rafforzata, probabilmente, anche dagli svariati punti in comune con altre opere della letteratura britannica: dal già citato romanzo di Dickens, a Prezioso veleno di Mary Webb, passando per Il mulino sulla Floss.
    A proposito di quest'ultimo, è curioso come, in alcuni frangenti, Maggie mi abbia ricordato proprio l'omonima eroina nata dalla penna di George Eliot, sebbene la complessa personalità di Maggie Tulliver e la sua innata passionalità siano totalmente assenti nel personaggio gaskelliano. Timorata, docile, tutta altruismo ed abnegazione, Maggie Browne è la più perfetta incarnazione del tradizionale angelo del focolare: una fanciulla talmente buona e priva di egoismo che anche quando rifiuta di assecondare i desideri materni, non lo fa in nome del suo sacrosanto diritto di essere felice, ma soltanto per non arrecare un dolore al proprio amato.
    Con una protagonista simile, e la chiara impronta moralizzatrice della narrazione, sarebbe scontato attendersi un epilogo all'insegna della classica redenzione - magari in punto di morte - del cattivo di turno... e invece, a dispetto della miglior tradizione vittoriana, la Gaskell ci sorprende con una svolta inaspettata e venata di realismo, in cui, per un istante appena, riecheggia nuovamente il fantasma di George Eliot e dei suoi fratelli Tulliver... ma, appunto, è solo un attimo, perché la fiaba, per fortuna, torna poi ad avere la meglio, e per Maggie, come da copione, arriva il sospirato lieto fine.

    P.s. Un doveroso plauso va alla pregevolissima edizione proposta dalla casa editrice Croce, corredata di note, apparato critico, e perfino qualche bella illustrazione originale. Il solo appunto è per la quarta di copertina che, probabilmente a causa di una svista, invece di presentare uno stralcio del libro in oggetto, propone un breve frammento tratto da un'altra opera della stessa autrice: I fratellastri.

    ha scritto il 

  • 4

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2017/01/recensione-la-casa-nella-brughiera-di.html

    Elizabeth Gaskell scrisse questo libro a metà del XIX secolo, ma i t ...continua

    → Recensione completa su THE BOOKISH TEAPOT: http://thebookishteapot.blogspot.de/2017/01/recensione-la-casa-nella-brughiera-di.html

    Elizabeth Gaskell scrisse questo libro a metà del XIX secolo, ma i temi che trattò sono di un'attualità lampante anche nei giorni nostri.
    Portato in Italia quasi in sordina grazie alla casa editrice Croce, questo libro - a mio avviso - lo si dovrebbe divulgare maggiormente, alla stregua di Hardy o Dickens, in modo da dar piena voce a questa scrittrice ottocentesca che, ai suoi tempi, già la sapeva e la diceva lunga circa temi che noi - ai giorni nostri - saremo più propensi a tacere.

    La storia si focalizza interamente sulla famiglia Browne: una madre e due figli, un maschio ed una femmina, che svolgono una vita ritirata in un cottage nella brughiera inglese con la sola compagnia della governante.
    La padrona di casa, la signora Browne, preserva una facciata di lutto, per la perdita del marito, che - allo svolgersi delle vicende - è fin troppo costruita. [...]

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientato (come suggerisce il titolo) nella brughiera inglese, La casa nella brughiera ci racconta le vicende di due famiglie che finiscono con l'intrecciarsi, sia nel bene che nel male: quella della ...continua

    Ambientato (come suggerisce il titolo) nella brughiera inglese, La casa nella brughiera ci racconta le vicende di due famiglie che finiscono con l'intrecciarsi, sia nel bene che nel male: quella della vedova di un curato e dei suoi due figli Maggie ed Edward, e quella di Mr e Mrs Buxton (ricchi proprietari terrieri) che hanno un figlio, Frank, e una nipote, Erminia.
    Non voglio raccontarvi troppo dell'intreccio perché è un piacere scoprirlo gradualmente: ma vi dirò che, dopo una narrazione piuttosto placida, mi ha a dir poco sorpresa il burrascoso finale! xD D'altronde la Gaskell sa sempre stupire i suoi lettori, anche nelle piccole cose ^^
    La protagonista, Maggie, mi ha ricordato molto l'omonimo personaggio di Il mulino sulla Floss di George Eliot: vive in un cottage isolato nella brughiera, è molto legata a un fratello che però la ignora (quando non la sfrutta o tratta male xD) e si presenta subito come "diversa" dall'ambiente che la circonda. Ma ho notato affinità anche con Mary Barton (per il problema giudiziario che colpisce uno dei protagonisti) e con Mogli e figlie, per la presenza di una donna benestante in cattiva salute (Mrs Buxton) che finisce con l'avere una certa influenza sulla vita della protagonista.

    Questo breve romanzo, seppur apprezzato dai contemporanei, non ha avuto molta fortuna nella produzione dell'autrice: probabilmente ha risentito della cattiva opinione che la Gaskell stessa espresse su di esso (pare non ne fosse molto soddisfatta, forse scrivere su commissione non le era congeniale xD). Ma anch'io devo in effetti ammettere di averlo trovato leggermente inferiore ad altre sue opere: ho amato alcune riflessioni e descrizioni paesaggistiche, però mancava qualcosa... forse la storia in generale è troppo placida (finale a parte xD)  e poco incisiva, nonché troppo aderente agli stilemi vittoriani e dotata di una figura femminile un po' stereotipata.
    Non lo consiglierei dunque come primo approccio all'autrice, mentre invece un vero fan della Gaskell non può assolutamente perdersi quest'altro importante tassello della sua produzione, e il volume è così incredibilmente bello e curato (sia nella veste grafica che nel contenuto: note, prefazione, immagini... *_*) che impreziosisce davvero la libreria!
    Nelle ultime pagine c'è poi una preziosa sorpresa che non vi svelo...dico solo che chi ama Charlotte Bronte ne sarà deliziato! :D

    ha scritto il 

  • 5

    Uno scalda cuore

    La casa nella brughiera di Elizabeth Gaskell fu commissionato all’autrice come libro “natalizio” per essere pubblicato nel Dicembre 1850 e come allora la casa editrice “Edizioni Croce” ha rispettato l ...continua

    La casa nella brughiera di Elizabeth Gaskell fu commissionato all’autrice come libro “natalizio” per essere pubblicato nel Dicembre 1850 e come allora la casa editrice “Edizioni Croce” ha rispettato l’originaria pubblicazione nel mese più gioioso dell’anno.
    Se nei suoi più corposi romanzi l’autrice aveva affrontato un’ambientazione a carattere industriale, in questo romanzo breve esploriamo il tema bucolico, come già era successo nei fratellastri e largo spazio è lasciato alle descrizioni di una natura incontaminata e pacifica che caratterizza i dintorni di Combehurst, il paesino in cui è ambientata la storia.

    Il rigonfiamento delle onde prodotte dall'erba sull'altopiano disegna quasi un orizzonte nel cielo.
    La sua linea è interrotta solo in un punto da un boschetto di abeti scozzesi, che appare sempre buio e in ombra anche a mezzogiorno, quando il resto del paesaggio sembra bagnato dalla luce del sole.
    L'allodola frema e canta, in alto nel cielo.

    I protagonisti de “la casa nella brughiera” appartengono alla media borghesia e la loro dimora rispecchia il loro ceto sociale essendo definita dal narratore qualcosa a metà tra villa e villetta.
    Attraverso gli occhi del narratore seguiamo la vita di Maggie Browne e della sua famiglia composta dalla madre e dal fratello Edward.
    I due giovani hanno perso il padre, curato del paese, in tenera età e la mancanza della figura paterna come punto di riferimento si farà sentire per tutta la narrazione, evidenziata anche dalla figura materna che appare nettamente divisa tra i due figli non celando la sua preferenza per il figlio maggiore.
    I caratteri dei due fratelli vengono delineati subito dall’autrice e piano piano conosceremo Maggie, una ragazza buona dolce e gentile che troppo spesso viene sopraffatta dal fratello Edward che fin da piccolo la tratta, essendo una bambina, da essere inferiore nato soltanto per servire gli uomini....
    Continua qui:
    http://romance-e-non-solo.blogspot.it/2016/12/recensione-la-casa-nella-brughiera-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    Adesso che ho letto ben benino questo libro e ho metabolizzato il contenuto posso dirlo: è un romanzo meraviglioso. L'architettura narrativa è semplicemente perfetta; i personaggi hanno una forza pene ...continua

    Adesso che ho letto ben benino questo libro e ho metabolizzato il contenuto posso dirlo: è un romanzo meraviglioso. L'architettura narrativa è semplicemente perfetta; i personaggi hanno una forza penetrativa e sono costruiti in maniera impeccabile (come tutti i personaggi creati dalla Gaskell) e la scrittura è sublime. L'edizione è meravigliosa, impreziosita con alcuni disegni tratti dall'originale inglese (del 1850) a firma di Foster – un noto illustratore del tempo – e, in appendice, non manca nemmeno questa volta una chicca strepitosa che questa casa editrice pare riservare a ogni loro pubblicazione: una lettera intera di Charlotte Brontë a Elizabeth Gaskell, in cui, per l'appunto, si loda questo romanzo. Non so voi, ma io mi sono innamorato delle Edizioni Croce, non riesco più a smettere di comprare i loro libri…

    ha scritto il 

  • 4

    Potrei dire di preferire la Gaskell più laica e socialmente impegnata, meno attenta a lasciare spazio al sentimento religioso, alle situazioni edificanti che pervadono le pagine di questa breve storia ...continua

    Potrei dire di preferire la Gaskell più laica e socialmente impegnata, meno attenta a lasciare spazio al sentimento religioso, alle situazioni edificanti che pervadono le pagine di questa breve storia d'amore.
    Ma è una preferenza dettata dal tempo in cui viviamo: non ha niente a che fare con la qualità dell'autrice e della sua scrittura, la cui classe nessuno potrebbe mettere in dubbio.

    ha scritto il 

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