La casa sull'abisso

Il Fantastico Economico Classico 2

Di

Editore: Newton & Compton (Il fantastico economico classico 2)

3.8
(544)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 91 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Ceco , Polacco

Isbn-10: 8879833561 | Isbn-13: 9788879833561 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Pilo

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In una collana di testi fantastici classici non può certamente mancare quello che senza dubbio ha influenzato più di ogni altro H.P. Lovecraft: in edizione integrale vi presentiamo quindi l'opera che quasi tutta la critica definisce "fondamentale nel panorama della letteratura fantastica mondiale. Si tratta di un romanzo di orrore fantascientifico, dove la cantina della casa che si protende sull'Abisso porta in un'altra dimensione, in un altro tempo ed in un altro spazio. Ci troviamo in un non-luogo dove tutto è già avvenuto e dove, ovviamente, sono presenti dei mostri i quali, provenendo dall'interno di una casa che costituiva il baluardo contro il pericolo, indicano invece che una salvezza - peraltro assai improbabile - è altrove, al di fuori... Chissà che quella casa sull'Abisso non sia poi il nostro mondo?
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  • 4

    Un Abisso ribollente di orrori e mistici viaggi astrali

    I pregi del romanzo sono, a mio parere, sostanzialmente due: l'inventiva e la potente resa suggestiva di alcuni eventi. A questo si affiancano però altri elementi meno accattivanti, quali la ricerca d ...continua

    I pregi del romanzo sono, a mio parere, sostanzialmente due: l'inventiva e la potente resa suggestiva di alcuni eventi. A questo si affiancano però altri elementi meno accattivanti, quali la ricerca del dettaglio, che rasenta la pignoleria, e la pedante ripetitività quando intende inculcare al lettore determinati concetti o manifestazioni di rilevante portata (su tutti, l'esempio dell'ampia cronaca del viaggio onirico del protagonista tra il tempo e le dimensioni astrali).
    Restano innegabili comunque il fascino e la suggestione di svariati momenti in cui si intrecciano orrori indicibili e portentose manifestazioni cosmiche (l'esempio del viaggio astrale del protagonista citato poco fa presenta anche questi aspetti positivi), che la bravura di Hodgson rende estremamente vivide.

    Il volume si compone di altri tre racconti. I primi due (Il terrore della cisterna e La tempesta) li ho trovati privi di mordente, quasi come fossero passatempi narrativi composti di getto e a tempo perso.
    L'ultimo racconto invece (Eloi, Eloi lama sabachtani!) è un piccolo gioiello a mio avviso. Si narra di un esperimento scientifico volto a dimostrare e riprodurre alcuni effetti relativi alla crocifissione di Cristo, influenti ai fini della progettazione di un ordigno bellico. La storia trasuda misticismo e occultismo. Qui Hodgson ha dato nuovamente prova della potenza della sua prosa.

    Oltre al romanzo principale e ai tre racconti, l'edizione Urania è arricchita da una presentazione stilata all'epoca da Lovecraft (estimatore di Hodgson), da un'approfondita biografia sull'autore curata da Alex Voglino e, a fine volume, da un succosissimo saggio di Gianfranco de Turris sull'analisi del romanzo di Hodgson a cui ricollega simbolismi e legami con altre forme di narrativa, spaziando tra le varie epoche storiche. Tutto questo rende l'edizione Urania la più completa e valida in circolazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio onirico e universale che strapperà la tua mente dalla realtà!

    Prima di parlare o sommariamente recensire questo volume ci sarebbe da aprire una parentesi. Da affrontare la diatriba centenaria fra "letteratura classica" e "letteratura minore", o per meglio dire, ...continua

    Prima di parlare o sommariamente recensire questo volume ci sarebbe da aprire una parentesi. Da affrontare la diatriba centenaria fra "letteratura classica" e "letteratura minore", o per meglio dire, considerata minore in quanto di genere fantasy e horror. La lotta tra puristi e amanti di generi alternativi imperversa da centinaia di anni, lotta dove si etichetta il romanzo fantasioso come un genere meno impegnativo, e si è solerti a definirla difficilmente una lettura-scrittura impegnativa, prediligendo i grandi e polverosi classici intramontabili. Nascendo come lettore fantasy, mi son sentito dire più volte che avrei dovuto passare ad altri generi, generi più "seri". Sinceramente non vedo differenza fra questi due mondi, mio malgrado, divisi e spaccati a metà. Così come mi avvicino al mondo "classico", non abbandono il mondo "fantasioso", e le vedo semplicemente come due facce della stessa medaglia. Ma di questa "lotta" parleremo più in dettaglio...

    Così come "l'abisso" del titolo originale, questo libro rimane negli abissi della conoscenza, negli anfrattin del genere specifico, diciamo un libro di nicchia, un'ingiustizia data l'elevazione che assume nei lettori che si avventurano nelle pagine di questo romanzo.
    Un precursore del suo genere, Hodgson getta le basi di una scrittura tenebrosa e mistica, piena di orrori giganteschi, inspiegabili per la mente umana. Lovecraft stesso si dirà ispirato dallo scrittore inglese, definendolo uno dei suoi artisti preferiti e dando alla luce alcuni dei suoi maggiori racconti, ispirandosi a lui, tra cui "Il richiamo di Cthulhu" e "Colui che sussurrava nelle tenebre".

    Siamo nel 1877, nei selvaggi boschi dell'Irlanda. Qui, i paesani parlano solo la lingua autoctona, e guardano i forestieri con diffidenza. Berreggnog e Tonnison si godono un viaggio nella natura, accampandosi alle rive di un fiumiciattolo, pescando buon pesce fresco e scalando i monti impervi. I due si imbattono in un fiume che scorre sotto terra, e seguendone gli argini, sbucano in quello che è un vero e proprio abisso senza fine. Scoprono anche una vecchia casa che cade a pezzi, ed è proprio durante l'esplorazione del rudere antico che trovano un misterioso diario, redatto anni ed anni prima.
    I due, tornati in superficie data l'angoscia che quel luogo metteva loro, si avventurano fra le pagine di quel libretto marcio. Il diario è stato scritto da un anziano che abitava proprio in quella casa. Con sua sorella Mary e il fedele cane Pepper, vivono una vita semplice e discreta fino a quando, dall'abisso che si apre sotto la loro casa, fanno capolino delle creature orride.

    A metà fra umani e suini, le creature attaccano la casa dell'uomo, tentando in tutti i modi di espugnarla e di disfarsi degli abitanti. L'uomo subirà più attacchi da questa razza antropomorfa assetata di sangue, per molte notti a seguire, fino a quando non scoprirà il motivo di quelle retate, una storia che affonda le radici nel passato e nelle viscere della terra.

    L'immaginario di Hodgson si scontra con creature mistiche e religiose esistenti, passando attraverso conoscenze astronomiche personali e una psicologia dei personaggi ben congegnata.
    Le creature partorite dalla sua mente sono rimaste impresse nella mente dei lettori e scrittori, suggestiva immagine presistente nel folcrore inglese, parzialmente ispirata dai riti di magia nera, durante la quale venivano venerate creature antropomorfe recanti arti e sembianze animalesche.

    La scrittura di Hodgson è fatta per arrivare immediatamente al fulcro della vicenda, non si perde in periodi didascalici prolissi ed ha un taglio descrittivo pratico e semplice.
    Il genio dello scrittore si manifesta nel proseguo e nello sviluppo della trama, che muta e si evolve di pari passo con il mutare della scrittura.
    L'ultima parte del romanzo, dove si compie l'empio viaggio del protagonista attraverso l'immaginario spaziale, delinea e definisce il genere onirico e fantasioso che si svilupperà negli anni a seguire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dopo aver tanto sentito parlare di questo autore, soprattutto per il racconto “Una voce nella notte”, affronto la sua opera principale.
    L’inizio è travolgente: la vacanza dei due giovani nella più sel ...continua

    Dopo aver tanto sentito parlare di questo autore, soprattutto per il racconto “Una voce nella notte”, affronto la sua opera principale.
    L’inizio è travolgente: la vacanza dei due giovani nella più selvaggia Irlanda occidentale, dove la (poca) gente non parla una parola d’inglese, la discesa del fiume, la boscaglia misteriosa, l’incredibile casa sull’abisso.. uno dei migliori inizi che io ricordi.
    E ognuno dei capitoli successivi sembra aprire un filone dell’horror e del fantasy del ‘900: la casa isolata assediata dalle creature, esplorazioni sotterranee per inspiegabili cunicoli e grotte senza fondo, viaggi mistici nel cosmo, il tempo che accelera, le creature delle antiche mitologie ritrovate su un lontano pianeta, esseri fungoidi fosforescenti e contagiosi, l’amore impossibile per una creatura femminile che vive in un mare senza sole! Addirittura il “modello platonico” della “casa”, oltre il cosmo.
    Fortissima influenza non solo su HPL ma anche sul C.L. Moore: i paesaggi onirici di tanti racconti di Jirel e Northwest sembrano venire da qui.
    Racconto ammaliante, sebbene, proseguendo, ogni capitolo, pur affascinante di per sé, sembri sempre più slegato dai successivi e dai precedenti: come se l’autore l’avesse scritto un po’ per volta, senza un piano complessivo. Ma ci sarà un’unica spiegazione? A due terzi dell’opera viene da dubitarne. Davvero vorrei sapere di più sulla storia dell’opera: fu scritta a puntate? L’autore era oppiomane? Seguace della teosofia di Madame Blavatski? Perché il racconto si apre e si chiude con struggenti poesie di amore impossibile?
    La sequenza delle “visioni cosmiche” che occupa il secondo terzo del libro è oggettivamente interminabile, quasi insostenibile: sebbene abbia un suo fascino nel dare una caratterizzazione a entità cosmiche, nel creare paesaggi del tutto astratti. Sembra di rivedere le “fiumane di lumiera” del Paradiso dantesco, soprattutto quando nelle entità astrali appaiono volti umani tormentati.. La “storia astronomica” dell’Universo, vista dal protagonista disincarnato, rivela notevoli cognizioni scientifiche. Bislacco invece veder ricomparire sulla Terra morta da milioni di anni, subito prima che cada nel Sole, le creature suine che si affaccendano chissà come su quel che resta della Casa, creando un’ultima espòlosione di energia terrestre.. dove erano stati in tutto il frattempo?
    Comunque, 4 stelle per le visioni. Eccezionale leggibilità e scorrevolezza: non dimostra certo 107 anni, HPL è molto più arcaico! Trovo verbi che avevo trovato solo in Dick, quindi pensavo fossero molto colloquiali.. “the sound of padding feet”, “rooting among the debris”. Curioso l’uso continuo delle virgole a separare ogni subordinata, un po’ come in tedesco.

    ha scritto il 

  • 2

    Imbarazzante

    Francamente non lo consiglio!!
    E' una lettura che comincia in un certo modo, prosegue in un altro e arriva non si sa dove!!
    Ovviamente mia personalissima opinione..
    Non mi ha detto niente e non mi ha ...continua

    Francamente non lo consiglio!!
    E' una lettura che comincia in un certo modo, prosegue in un altro e arriva non si sa dove!!
    Ovviamente mia personalissima opinione..
    Non mi ha detto niente e non mi ha lasciato niente!!
    Chissà magari non era il mio momento per leggerlo!

    ha scritto il 

  • 2

    Non conoscevo autore né romanzo.
    Mi sono lasciato ingannare dal titolo e dalla trama, salvo poi rendermi conto, dopo pochi capitoli, di stare leggendo un testo di una noia mortale.
    Forse questi vanegg ...continua

    Non conoscevo autore né romanzo.
    Mi sono lasciato ingannare dal titolo e dalla trama, salvo poi rendermi conto, dopo pochi capitoli, di stare leggendo un testo di una noia mortale.
    Forse questi vaneggiamenti potevano stupire ai tempi in cui il romanzo è stato scritto. Letto oggi, risulta davvero fuori tempo massimo.

    ha scritto il