La cathédrale de la mer

By

Editeur: Robert Laffont

3.9
(7506)

Language: Français | Number of pages: | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , Catalan , Italian , Polish , German , English , Swedish , Portuguese , Chi traditional , Slovenian , Dutch

Isbn-10: 2221107810 | Isbn-13: 9782221107812 | Publish date: 

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

Aimez-vous La cathédrale de la mer ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
Sorting by
  • 3

    Carino, ma mi aspettavo di più

    Probabilmente aver letto il testo in lingua inglese non mi ha consentito di afferrarne tutte le sfumature.
    La storia è carina, ci sono tante descrizioni della vita e della città nel XIV secolo, ma non ...continuer

    Probabilmente aver letto il testo in lingua inglese non mi ha consentito di afferrarne tutte le sfumature.
    La storia è carina, ci sono tante descrizioni della vita e della città nel XIV secolo, ma non mi ha particolarmente entusiasmato. Consiglierei comunque di leggerlo come una lettura scorrevole e non impegnativa.

    dit le 

  • 5

    Intenso de principio a fin

    Cuando empiezas a leer este libro, piensas que es uno más de los muchos que hay ambientados en la edad media. Sin embargo te atrapa en cuanto superas los dos primeros capítulos.

    Las diferentes vidas ...continuer

    Cuando empiezas a leer este libro, piensas que es uno más de los muchos que hay ambientados en la edad media. Sin embargo te atrapa en cuanto superas los dos primeros capítulos.

    Las diferentes vidas que se relatan en este libro, complementarias unas de las otras, lo hacen dinámico. La angustia de esas vidas, la alegría, la rabia, el odio, el amor son tangibles en cada palabra, en cada frase.

    Te hace estar allí, plantearte sus costumbres, sus creencias, su temores y sobre todo te hace sentir que eres uno más en la trama hasta el punto de sufrir cuando ellos lloran y alegrarte cuando encuentra la felicidad verdadera.

    Sin duda, un libro recomendable que se lee muy rápido a pesar de sus, a veces, largas explicaciones sobre los acontecimientos que suceden, no obstante, necesarios para entender la historia y el por qué.

    dit le 

  • 0

    Bello. Un' escursus storico di come vivevano servi della gleba, contadini e artigiani nel 1300. La speranza non muore mai insieme all' odio. La forza dell'amore, trascensce le convezioni sociali. ...continuer

    Bello. Un' escursus storico di come vivevano servi della gleba, contadini e artigiani nel 1300. La speranza non muore mai insieme all' odio. La forza dell'amore, trascensce le convezioni sociali.

    dit le 

  • 0

    Veramente molto bello

    Veramente molto bello, trama avvincente e ricca adi personaggi tutti bel caratterizzati...linguaggio molto fluido...con tutte le descrizioni dettagliate della citta in tutti i suoi aspetti sembrava di ...continuer

    Veramente molto bello, trama avvincente e ricca adi personaggi tutti bel caratterizzati...linguaggio molto fluido...con tutte le descrizioni dettagliate della citta in tutti i suoi aspetti sembrava di stare realmente nella nella Barcellona del XIV secolo. consigliatissima la lettura soprattutto per chi è appassionato di romanzi storici.

    dit le 

  • 5

    Splendido

    Splendido ritratto di una Barcellona di altri tempi....il tutto gira attorno alla costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar. Un protagonista che ti affascina con il suo coraggio, la sua umiltà, ...continuer

    Splendido ritratto di una Barcellona di altri tempi....il tutto gira attorno alla costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar. Un protagonista che ti affascina con il suo coraggio, la sua umiltà, la sua sensibilità.

    dit le 

  • 3

    viene dipinta una Barcellona d’altri tempi, che si può respirare sotto la superficie della città odierna e il cui carattere orgoglioso e conscio dei propri privilegi si evidenzia nelle battaglie comba ...continuer

    viene dipinta una Barcellona d’altri tempi, che si può respirare sotto la superficie della città odierna e il cui carattere orgoglioso e conscio dei propri privilegi si evidenzia nelle battaglie combattute con il governo centrale per ottenere di nuovo una sorta di indipendenza. La città prende vita nelle pagine del romanzo, contendendo il ruolo di protagonista ad Arnau Estanyol da una parte, e al tempio in costruzione, quella Santa Maria del Mar che si erge pian piano negli anni della narrazione, tempio alla Madonna e chiesa del popolo semplice, di quei lavoratori legati al mare per la loro sopravvivenza.
    La straordinaria accoglienza data a questo scrittore deriva probabilmente dalla schiettezza con cui lascia trasparire da ogni riga il suo intento didattico, più che narrativo.Le informazioni vengono elargite ad ampie mani ma non risultano mai noiose, né ridondanti.
    Questo è al contempo il suo pregio e il suo difetto. Per quanto Falcones crei dei personaggi dotati di una vita propria e li renda capaci di suscitare affezione ed emozioni nel lettore, non si può fare a meno di notare come in parecchi punti la psicologia e le azioni degli stessi prendano una piega più o meno forzata, quando l’autore decide di introdurre un argomento specifico nella narrazione. In alcune pagine, lo sciorinare di nomi e avvenimenti crea solo confusione e non è utile ai fini del romanzo. Inoltre, la parte “amorosa” del romanzo con quella storica, con il loro continuo alternarsi creano confusione nel lettore, tra i capitoli prettamente storici e la parte d’amore ci sono troppi capitoli storici che ti fanno dimenticare cosa è successo l’ultima volta ai personaggi.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Vita del personaggio immaginario Arnau Estanyol, che nasce figlio di servi della gleba nella Catalogna del 1321, fino al 1384 nel giorno dell'inaugurazione della Chiesa di Santa Maria del Mar, attrav ...continuer

    Vita del personaggio immaginario Arnau Estanyol, che nasce figlio di servi della gleba nella Catalogna del 1321, fino al 1384 nel giorno dell'inaugurazione della Chiesa di Santa Maria del Mar, attraversando una straordinaria parabola di peripezie. A parte Arnau con le sue vicende, protagonista è certamente la città di Barcellona, ricostruita in modo molto realistico - niente di oscuramente gotico come potrebbe far ritenere la copertina, niente di ridanciano come si potrebbe pensare a volte quando si immagina la Spagna. La chiesa di Santa Maria del Mar, in costruzione proprio durante gli anni della vita del protagonista, è una presenza costante, è molto più di una semplice immagine di sfondo, che lo accompagnerà lungo il corso degli anni. Questo Arnau assomiglia al principe Mosè interpretato da Charlton Heston nel film kolossal 'I dieci comandamenti': forte, bello, talmente retto nella sua umanità da mettersi a proprio agio in qualsiasi classe sociale o congiuntura, in qualsiasi sorte - da quella più avversa a quella che lo innalza al di sopra di tutto e di tutti - e in fin dei conti va bene anche così, una volta ogni tanto ci vuole, una lettura con un eroe tutto positivo. Un romanzo storico piacevole, certamente consigliabile, in cui si trovano pregi, ci si concede qualche piccola banalità e alcuni difetti.

    Voto quattro stelle per tutto quanto riguarda l'ambientazione storica che è interessante, avvincente e coinvolgente. Seguendo la struttura dell'intreccio, il discorso storico si argomenta per sezioni tematiche e illustra il tardo medioevo in maniera esaustiva e quasi didattica, per voce sia del narratore che dei protagonisti stessi: le leggi, gli usi e le consuetudini, la vita quotidiana dei contadini, la schiavitù nelle campagne e la vita al castello, con il vassallo ed il suo strapotere sulla vita dei servi della gleba; i cibi, gli abiti dei poveri e gli abiti dei ricchi; il fermento nella città che con i cantieri, gli artigiani, i banchieri e le corporazioni inizia a configurarsi come qualcosa di assolutamente inedito, ed ancora le guerre tra sovrani e tra signori, i trovatori che raccontano le gesta dei grandi eroi, l'odio e la discriminazione nei confronti degli ebrei e tanto altro ancora, il tutto descritto con bravura e semplicità.

    Lo stile di questo autore e l'intreccio di questo romanzo storico mi hanno ricordato 'L'Assiro' di Guild che ho letto un anno fa. Osservo comunque alcune banalità per quanto riguarda la trama, i protagonisti e i dialoghi: ad esempio la nettissima separazione tra buoni e cattivi; una esagerata gentilezza e affettuosità degli adulti nei confronti dei ragazzini (in un'epoca in cui ho idea che i bambini fossero considerati poco più delle bestie); la esasperante ripetitività del gesto con cui, ogni volta che uno dei buoni-adulti si rivolge a un ragazzino, il primo posa una mano sulla testa del secondo per spettinarlo; la formidabile coincidenza che fa re-incontrare le persone dopo oltre vent'anni… e anche il finale, non mi è dispiaciuto ma l'ho trovato un tantino prevedibile.
    Nel protagonista Arnau c'è una consapevolezza di sé e del proprio diritto alla dignità e al rispetto in quanto essere umano, un anelito alla emancipazione che stride un po' con il suo essere un umile contadino servo della gleba del basso medioevo. Va bene il carattere forte, ma questo livello di consapevolezza è condito in salsa un po' troppo contemporanea per il contesto in cui dovrebbe ambientarsi. Questo è un errore comune in molti romanzi storici, mi ricordo di avere scritto qualcosa di simile commentando 'La ragazza di Ratisbona' di Silvia Di Natale: per cercare di caratterizzare il proprio personaggio, lo scrittore gli affibia dei pensieri e delle prese di posizione al di fuori del proprio tempo e finisce per farlo apparire un po' troppo avanti. Curiosamente, in questo romanzo di Falcones sono proprio i personaggi femminili che, anche se non particolarmente approfonditi, risultano psicologicamente più plausibili, nella passività con cui accettano il proprio destino e nello stupore con cui imparano a conoscere aspetti di sé stesse che per noi donne e uomini del ventunesimo secolo sono piuttosto scontati.

    Infine, una nota di demerito alla scrittura: capita di trovare frasi letteralmente sconnesse dal punto di vista logico e grammaticale, non saprei dire se per colpa della traduzione, o dello scrittore stesso, o di tutt'e due, ma in ogni caso di sicuro colpa di una mancata revisione del testo.

    dit le 

Sorting by