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La cattiva figlia

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(120)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882742369 | Isbn-13: 9788882742362 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La cattiva figlia del titolo è l'io narrante di questo romanzo sul difficile rapporto tra una donna alle soglie della maturità e la madre ottantenne. L'obiettivo dell'autrice mette a fuoco conflitti, rancori, nodi irrisolti che si stemperano quando la figlia spinge la madre a raccontarle la propria vita, nel tentativo di avvicinarsi finalmente a lei, di comprenderla e, forse, di rivalutarla. La narrazione si svolge su diversi piani che si intersecano e si sovrappongono, permettendo al lettore di vedere le due protagoniste da angolazioni differenti e punti di vista contrastanti.
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  • 4

    che pena il trascinamento della dedizione, voluta ma negata. Il libro ti conduce in modo sottile ma sincero dentro la cattiveria umana, espressa attraverso parole e fatti concreti. Madre e figlia in conflitto fino alla fine, che avviene in completa solitudine.

    ha scritto il 

  • 0

    per tutti quelli che si sentono "cattivi figli" e ci soffrono.....sapere di non essere i soli mostri su questa terra che hanno un cattivo rapporto con un genitore aiuta un pochino.....

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Il lato terribile della morte, al di là del dolore e della fatica, è l’affluire dei ricordi che ci costringe a fare i conti con la vita."
    Una narrazione cruda e tenerissima, il dramma interiore di una figlia che assiste la madre negli ultimi anni di vita e si scontra con quegli egoismi e limit ...continua

    "Il lato terribile della morte, al di là del dolore e della fatica, è l’affluire dei ricordi che ci costringe a fare i conti con la vita." Una narrazione cruda e tenerissima, il dramma interiore di una figlia che assiste la madre negli ultimi anni di vita e si scontra con quegli egoismi e limitazioni che l'anziano impone a chi lo assiste e che vanno a radicarsi nei sensi di colpa fino a generare una vera reazione aggressiva di difesa verso la propria libertà, le proprie abitudini ..la propria vita. E' il segno che oggi non c'è più quel contesto sociale che prima permetteva a più generazioni di convivere in uno stesso contesto con ruoli differenti, oggi ognuno è preso sulla propria strada e condividere tempi e spazi eguivale a sacrificare il proprio stile di vita. Leggendo mi ha colpito il travaglio interiore della "cattiva figlia" ma soprattutto mi domandavo cosa accade a chi una "cattiva figlia" non ce l'ha. Scegliere di non avere figli comporta anche l'incognita su come saranno affrontati gli ultimi anni di vita e non mi sembra che la nostra società abbia intenzzione di affrontare il problema di una condizione che non è poi così rara

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che scandaglia l'animo di una donna che non riesce ad accettare responsabilità e limitazione della sua libertà. Drammatica l'esperienza di questa figlia, alla prese con una madre che pretende, osserva spia. Avendo vissuto la stessa esperienza, sia pure con animo diverso, non ho potuto fa ...continua

    Un libro che scandaglia l'animo di una donna che non riesce ad accettare responsabilità e limitazione della sua libertà. Drammatica l'esperienza di questa figlia, alla prese con una madre che pretende, osserva spia. Avendo vissuto la stessa esperienza, sia pure con animo diverso, non ho potuto fare a meno di rivivere quei 16 anni passati ad accudire una madre paralizzata a soli 42 anni, che ha sconvolto i miei sogni, le mie prospettive, e condizionato tutta la famiglia,anche se, fortunatamente, mia madre era totalmente diversa dalla madre del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta si tratta di una lettura che mi ha colpita profondamente perchè molto vicina alla mia esperienza personale.


    Davvero molto brava l'autrice che ci racconta la storia di una mamma e di una figlia, senza tentativi di giustificazioni per gli errori commessi e senza "censure" di pen ...continua

    Questa volta si tratta di una lettura che mi ha colpita profondamente perchè molto vicina alla mia esperienza personale.

    Davvero molto brava l'autrice che ci racconta la storia di una mamma e di una figlia, senza tentativi di giustificazioni per gli errori commessi e senza "censure" di pensieri, siano essi belli o brutti.

    Il titolo è forse un po' ingannevole. La "cattiva figlia" del titolo non è poi così cattiva, è solo alle prese con le responsabilità, gli impegni di lavoro, un matrimonio fallito, i figli e il disperato bisogno di libertà. La situazione è resa difficile dal rapporto con la madre, un rapporto fatto da sempre di incomprensioni, di lontananza, di differenze generazionali e di modi di pensare.

    Questo rapporto già complesso, peggiora quando la madre, rimasta sola, ha bisogno di attenzioni e di compagnia prima, e di assistenza dopo. Le due donne si ritrovano a convivere sempre più spesso, ma con l'età che avanza, è risaputo, si diventa capricciosi, egoisti, incapaci di andare incontro alle esigenze delle persone che si amano. La "cattiva figlia" si sente in qualche modo oppressa, chiusa in una gabbia, bisognosa di una boccata d'aria ed è sempre e costantemente pronta ad attaccare, anche quando sarebbe superfluo.

    Nonostante ciò cerca di essere presente ogni volta che la mamma ha bisogno, cerca di trovare delle soluzioni alternative, ma spesso non si lascia commuovere. In particolar modo accusa la madre di passività, di essersi arresa, di invocare la morte.

    Ad un certo punto vuole cercare di capire la donna che l'ha messa al mondo, indagare sul momento in cui si sono allontanate, riuscire a stabilire se vi siano stati errori e soprattutto chi li abbia commessi. Si fa pertanto raccontare tutto, lascia che la donna, parlando a ruota libera, ricordi episodi della sua giovinezza e dell'età adulta, aneddoti familiari, i problemi con il marito, con il padre e anche quelli economici che l'hanno accompagnata durante buona parte della sua vita. E' un viaggio insieme fino all'inevitabile conclusione!

    ha scritto il 

  • 4

    Slendido libro sul difficile rapporto tra una figlia in piena maturità e una madre più che otantenne. Entrambe rivendicano per se stesse a scapito dell'altra una vita che purtroppo non può essere diversa.

    ha scritto il 

  • 5

    Indagine sul delicato e difficile rapporto fra madre e figlia e, soprattutto, sulla difficile convivenza fra persone appartenenti a generazioni diverse. L'autrice affronta esperienze vitali radicali: la malattia, la vecchiaia, la morte. Un romanzo coraggioso, in cui, se il colore predominante è q ...continua

    Indagine sul delicato e difficile rapporto fra madre e figlia e, soprattutto, sulla difficile convivenza fra persone appartenenti a generazioni diverse. L'autrice affronta esperienze vitali radicali: la malattia, la vecchiaia, la morte. Un romanzo coraggioso, in cui, se il colore predominante è quello dell'ostilità, del disorientamento e dell'angoscia, non manca lo spazio per l' amore, la pietà e la commozione. Il romanzo inscena lo scontro di due volontà e di due temperamenti inconciliabili, di due generazioni che non riescono quasi più a parlarsi. Il conflitto fra madre e figlia, pur attenuato, dura sino alla morte dell'anziana mamma, forse persino oltre, in un continuo avvicendarsi di rancori, rimorsi, egoismi, necessità, rimpianti, fraintendimenti, rabbie e delusioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto vero, che mette a nudo con grande onestà morale i delicati rapporti tra madre e figlia, quando ormai l'una è sulla soglia della vecchiaia e l'altra adulta e professionista impegnata. L'autrice non fa sconti nel denunciare i meccanismi che scattano nella relazione, non tace la durez ...continua

    Un libro molto vero, che mette a nudo con grande onestà morale i delicati rapporti tra madre e figlia, quando ormai l'una è sulla soglia della vecchiaia e l'altra adulta e professionista impegnata. L'autrice non fa sconti nel denunciare i meccanismi che scattano nella relazione, non tace la durezza di alcune situazioni, talvolta può apparire spietata; ma l'umanità emerge poi viva nei sensi di colpa, negli scrupoli: inevitabili quando tutto si gioca sui sentimenti, quelli che animano noi e quelli di chi ci sta vicino, quelli che creano le "catene" emotive.

    ha scritto il