La caverna

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1184)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Inglese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8806152556 | Isbn-13: 9788806152550 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il mito platonico della caverna, rivisitato da Saramago e portato ai giorninostri: la storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura distoviglie da parte del Centro, simbolo del potere nell'età dellaglobalizzazione. L'artigiano si troverà così costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro stesso, percercare di scoprirne il terribile, spaventoso segreto. Così, come in altrisuoi libri, abbiamo due storie parallele e allo stesso tempo convergenti. Dauna parte i protagonisti: gente normalissima, antieroi per eccellenza. Dall'altra una costruzione quasi infinita e maligna: il Centro, sorta di cittànella città che divora la città.
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  • 4

    Libro: "La caverna" di José Saramago

    Questa è la storia di Cipriano Algor e della figlia Marta e del genero Marçal. Cipriano è un vasaio, ha una piccola proprietà con annessa una fornace, vestigia dell'attività artigianale di famiglia. H ...continua

    Questa è la storia di Cipriano Algor e della figlia Marta e del genero Marçal. Cipriano è un vasaio, ha una piccola proprietà con annessa una fornace, vestigia dell'attività artigianale di famiglia. Ha una casa, ma non ha una moglie, deceduta per malattia. Il suo lavoro, creativo e manuale, consiste nella fabbricazione di stoviglie di alta qualità e pregio che il Centro acquista e rivende nei propri negozi interni.
    Questa è la storia del Centro, un ammasso di cemento collocato oltre la campagna - abitata dai tre protagonisti - e anche extra-città, perché, nella sua maestosità, esso è un elemento a se stante rispetto a tutto ciò che lo circonda. Una sorta di anomalia troppo ingombrante.

    Cipriano consegna direttamente la sua produzione, infatti periodicamente compie un viaggio sul vecchio furgone: attraverso i suoi occhi sappiamo che la bellezza della natura è messa in pericolo, procedendo da casa prima verso la periferia, poi verso la città per giungere infine allo spazio occupato dal Centro.
    La Cintura verde è quella adibita alle nuove serre, nelle quali si pratica una coltivazione massiva e non naturale. Le aree periferiche sono soggette a disordini vari, perpetrati da persone che non hanno mezzi, che vengono ricacciate via via da un'espansione della sofisticazione, per così dire. In queste aree avvengono assassinii, ruberie, incendi... i viaggi sono pericolosi. Però, nel percorrere di frequente quel tragitto, Cipriano nota alcune dissonanze, come ad esempio la presenza di una sorta di polizia che non si comprende esattamente quale ruolo abbia. E che cosa faccia concretamente.
    Il testo è disseminato da spunti che dovrebbero suggerire al lettore il dubbio. Quello che appare in prima istanza è una possibilità, un'ombra di qualcosa che sfugge.
    La Cintura industriale è altrettanto inquietante con le sue esalazioni e dunque con l'inquinamento delle terre un tempo fertili e verdeggianti.
    L'insicurezza del percorso termina con l'arrivo in città, il traffico e l'avvistamento del Centro. Un po' ovunque sono collocati cartelli pubblicitari, che suggeriscono l'effetto tranquillizzante e sedativo del colosso:
    "Ti venderemmo tutto quello di cui tu hai bisogno se non preferissimo che tu abbia bisogno di ciò che vendiamo."

    Succede che per decisioni prese dall'alto - quanto in alto si possa arrivare nelle gerarchie del Centro non ci è dato sapere - le stoviglie pregiate di Cipriano non saranno più comprate, perché sono arrivate quelle in plastica che più si adattano (così è stato deciso) ai nuovi gusti e alle nuove esigenze degli avventori.
    E ora, che si fa? Marta cerca una possibile soluzione, poi proposta all'ufficio acquisti del Centro: fabbricare statuine... il Centro accetterà? Lascio in sospeso, per non rivelare troppo.
    Marçal, marito di Marta, lavora in quell'oscuro luogo e aspira a diventare un guardiano residente. Quando finalmente ottiene la tanto sospirata promozione, tutta la famiglia decide di seguirlo e di andare a vivere in uno degli appartamenti del Centro riservati ai lavoratori dello stesso.

    Questa però è anche la storia del cane perduto, poi Trovato o forse semplicemente arrivato da chi lo attendeva:
    "Sapete che vi piacerà, è già qualche cosa, Adesso mi fai pure la filosofa dei sentimenti, disse il padre, Supponendo che vi terrete il cane, che nome gli metterete, domandò Marta, È presto per pensarci, Se domani il cane sarà ancora qui, dovrebbe essere il nome la prima parola che dovrebbe udire dalla vostra bocca, Non lo chiamerò Costante, era il nome di un cane che non tornerà dalla sua padrona e che non l’avrebbe trovata se fosse tornato, forse questo lo chiamerò Perduto, è un nome che gli sta bene, Ce n’è un altro che gli starebbe ancora meglio, Quale, Trovato, Trovato non è un nome da cane, Non lo sarebbe neanche Perduto, Sì, mi sembra un’idea, era perduto ed è stato trovato, si chiamerà così, A domani, babbo, dormite bene, A domani, non rimanere a cucire fino a tardi, abbiti cura degli occhi."

    Il cane, come tutti gli altri animali, non è ammesso nel Centro. Cipriano deve prendere una decisione dolorosa, non potrebbe mai abbandonarlo a se stesso, ma sa di poter contare sulla vedova Isaura Estudiosa, Madruga da nubile, la quale accetta di buon grado di occuparsi di Trovato.
    Se l'accomodamento risolve un problema spinoso, esso ci si rivela molto doloroso per i rapporti del tutto "platonici" (per il momento almeno) tra Cipriano, anch'esso vedovo ricordiamolo, e Isaura. Si amano, non abbiamo dubbio alcuno fin dall'inizio del libro, quando una visita al cimitero del paese mette in moto i sentimenti dei due. E poi... ci fu una brocca!

    È ora necessario passare a ciò che accade durante la permanenza come residenti al Centro, lasciando in sospeso molte questioni, che voi potrete sciogliere leggendo questo libro.
    L'appartamento, situato al trentaquattresimo piano, è soffocante, piccolo, inserito in successioni di altre abitazioni, con finestre che non si possono aprire, perché non occorre cambiare aria, c'è un efficientissimo sistema interno.
    Dal Centro si può liberamente uscire per recarsi in città o verso la periferia, ma perché si dovrebbe volere ciò?
    [...] http://lanostralibreria.blogspot.it/2017/03/libro-la-caverna-di-jose-saramago.html

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo "Le intemperanze della morte" è il libro di Saramago che mi è piaciuto maggiormente. Leggerlo è stato un piacere e seguire la storia di questa famiglia di vasai non può che coinvolgerti. Il modo ...continua

    Dopo "Le intemperanze della morte" è il libro di Saramago che mi è piaciuto maggiormente. Leggerlo è stato un piacere e seguire la storia di questa famiglia di vasai non può che coinvolgerti. Il modo di scrivere, con le continue meravigliose digressioni, ti prende e non ti lascia più.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro della contemporaneità

    Non scoraggiatevi, 4/5 del libro sono pesanti, divagano, raccontano soliloqui dei quali spesso non ve ne importera nulla. Ma se arriverete in fondo capirete, come quando si scala una montagna, la vist ...continua

    Non scoraggiatevi, 4/5 del libro sono pesanti, divagano, raccontano soliloqui dei quali spesso non ve ne importera nulla. Ma se arriverete in fondo capirete, come quando si scala una montagna, la vista poi ripaga. Qui c'è tutto il Saramago classico (amore per gli uomini, amore per gli animali, amore come impegno politico, critica sociale) unita all'assordante silenzio della contemporaneità tecnicizzata e consumistica. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    L'uomo è fatto di argilla...

    A lettura terminata posso dire di aver avuto difficoltà iniziali sia nella punteggiatura, sia nello sviluppo della trama.
    Essendo il mio primo approccio a Saramago non sapevo della sua particolare s ...continua

    A lettura terminata posso dire di aver avuto difficoltà iniziali sia nella punteggiatura, sia nello sviluppo della trama.
    Essendo il mio primo approccio a Saramago non sapevo della sua particolare scelta della punteggiatura, tanto da pensare che ci fosse qualche problema nella stampa. Infatti ci sono periodi molto lunghi e domande senza punto di domanda che rendono la lettura un po complicata ma una volta capito ci si abitua.
    La trama è un po statica, salvo diventare più "movimentata"(diciamo ) nelle ultime 50 pagine. Può risultare un po noisa ma mi sono trovato bene nel condividere la sorte,i problemi, i pensieri della famiglia di vasai.
    Non è un libro "felice", nemmeno il finale è uno lieto ma è comunque un bel libro.
    La parte finale mi ha dato anche ragione di informarmi sul mito che Saramago ha trasportato nei giorni nostri, ovvero quello della Caverna di Platone. Dove il Centro è la figura fisica della globalizzazione, del potere burocratico o come ho letto in una recensione : è la città che divora la città.
    In definitiva è stata una bella lettua, e doppiamente felice dato il fatto che è stato un "caro" ragalo :)

    ha scritto il 

  • 5

    Amo immensamente Saramago, e nemmeno questa volta mi ha deluso. La caverna è un capolavoro che descrive alla perfezione il nostro tempo. In un mondo di umani schiacciati tra la vita desiderata e quell ...continua

    Amo immensamente Saramago, e nemmeno questa volta mi ha deluso. La caverna è un capolavoro che descrive alla perfezione il nostro tempo. In un mondo di umani schiacciati tra la vita desiderata e quella imposta dal sistema, ho trovato geniale e perfetta la figura del cane che, risvegliando i sentimenti più sinceri e profondi di ognuno di noi, ci ricorda chi siamo. Capolavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il triste assoggettamento umano alle logiche del potere.

    Una storia che parte male. Una noiosa famiglia composta da padre, figlia e genero ci ammorbano con la loro attività di creare stoviglie in ceramica. Il padre, che fa il vasaio, è un tipo di poche paro ...continua

    Una storia che parte male. Una noiosa famiglia composta da padre, figlia e genero ci ammorbano con la loro attività di creare stoviglie in ceramica. Il padre, che fa il vasaio, è un tipo di poche parole, noioso, noioso, noioso.... Un bel giorno, questa sciatta e piatta tranquillità viene scombussolata da un evento. I tre protagonisti dovranno cercare un nuovo modo per campare e vengono trasferiti al centro. La lettura risulta faticosa fino a questo punto perché sei lì che pensi: tutte queste lente digressioni dove porteranno? Sei lì che sei arrivata alla penultima pagina e stai già pensando: stavolta Saramago mi ha deluso, tutto sto casino per una storiella d'amore? ....poi volti l'ultima pagina.... e sono le ultime riga che capovolgono il senso di tutto il libro, lo stravolgono totalmente! E allora pensi: geniale....non ci sono altre parole....un folle genio!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Este libro me llega como anillo al dedo. Justo en estos momentos, estoy en medio de la realización de un documental sobre formas alternativas de vivir en la sociedad (tanto en la ciudad como en el cam ...continua

    Este libro me llega como anillo al dedo. Justo en estos momentos, estoy en medio de la realización de un documental sobre formas alternativas de vivir en la sociedad (tanto en la ciudad como en el campo, ecoaldeas y mingas). Este documental ha sido un constante vivir de experiencias que me hacen recapacitar sobre mi modo de vivir la ciudad, de alimentarme, de entender y mirar el mundo... Ha sido un proceso de transformación; y, en medio de todo esto, me llega la literatura de Saramago (una que al principio la vi como algo "light", para relajarme y pasar tiempo pensando en otra cosa).

    La caverna es eso que Platón planteó hace muchísimo tiempo y que Saramago adapta a este nuevo tiempo. Con una familia que está entre la majestuosidad del modelo citadino y el habitar natural del campo, dependiendo de las decisiones de un Centro (social, comercial y recreativo) para pode sobrevivir. Al final, la decisión es lo que menos se esperaría de una familia en una situación así: salieron de la caverna porque vieron sus sombras.

    ha scritto il 

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