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La caverna

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1074)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Inglese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8806152556 | Isbn-13: 9788806152550 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
Il mito platonico della caverna, rivisitato da Saramago e portato ai giorninostri: la storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura distoviglie da parte del Centro, simbolo del potere nell'età dellaglobalizzazione. L'artigiano si troverà così costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro stesso, percercare di scoprirne il terribile, spaventoso segreto. Così, come in altrisuoi libri, abbiamo due storie parallele e allo stesso tempo convergenti. Dauna parte i protagonisti: gente normalissima, antieroi per eccellenza. Dall'altra una costruzione quasi infinita e maligna: il Centro, sorta di cittànella città che divora la città.
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  • 4

    Vale la pena

    Vale la pena. La pena sta nel resistere alla tentazione di abbanonarlo perché è semplicemente un libro faticoso, molto faticoso: per la punteggiatura che non c'è, per un capoverso che non inizia mai a capo, per lo sforzo di intuire e ricostruire, quindi, i dialoghi. Insomma, l'ho trovato scoragg ...continua

    Vale la pena. La pena sta nel resistere alla tentazione di abbanonarlo perché è semplicemente un libro faticoso, molto faticoso: per la punteggiatura che non c'è, per un capoverso che non inizia mai a capo, per lo sforzo di intuire e ricostruire, quindi, i dialoghi. Insomma, l'ho trovato scoraggiante. So che non lo rileggerò mai, ma sono felice di essere arrivata alla fine, perché malgrado tutto (compreso un interminabile intreccio centrale in attesa di una conclusione - che poi è il succo del romanzo - liquidata, questa, in poco più di trenta pagine), il libro è trapuntato di immagini splendide, per quanto dolenti. Ho trovato un pò retorica l'immagine del Centro-Caverna di Platone, su cui poco è lasciato all'interpretazione (a partire dal titolo), ma l'epilogo è potente. Non so dire quanto sia stata felice per il cane. E questo è quanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è, secondo me, il romanzo migliore di Saramago, che comunque resta uno scrittore unico, inimitabile e mai banale.
    Qui la metafora - che è alla base di tutta la sua letteratura - si gioca intorno al mito platonico della caverna: ci sono le statuine, le ombre che si intravedono, l'apparenza che ...continua

    Non è, secondo me, il romanzo migliore di Saramago, che comunque resta uno scrittore unico, inimitabile e mai banale. Qui la metafora - che è alla base di tutta la sua letteratura - si gioca intorno al mito platonico della caverna: ci sono le statuine, le ombre che si intravedono, l'apparenza che sembra realtà, poi la realtà che si definisce pian piano e che infine si manifesta. Quasi didascalico. Poi naturalmente c'è anche il paradosso, ovvero "il grande centro commerciale", il cosiddetto "non luogo" che invece per Saramago si trasforma in una sorta di Grande Fratello orwelliano, un incubo che annulla le individualità e la diversità. La prosa è come sempre grandiosa, la costruzione del romanzo è faticosa e lo appesantisce.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un libro antiglobal.
    Benchè talvolta la narrazione sia tirata e pesante e la punteggiatura è pressochè assente La caverna merita di essere letta.
    L'argomento è ripreso dal mito della caverna di Platone e adattato ai nostri tempi.
    I personaggi sono 4 più un cane, ed è la storia di un vasaio che ...continua

    E' un libro antiglobal. Benchè talvolta la narrazione sia tirata e pesante e la punteggiatura è pressochè assente La caverna merita di essere letta. L'argomento è ripreso dal mito della caverna di Platone e adattato ai nostri tempi. I personaggi sono 4 più un cane, ed è la storia di un vasaio che rifiuta a priori, poi tenta e poi scappa dalla società perfetta, dove tutto è perfetto ma è finto. La storia è bella perchè tra una descrizione e l'altra vengono privilegiati i sentimenti veri, l'amore tra il vasaio e Isaura, tra Marta e Marcial e l'affetto di Trovato, il senso di libertà e la bellezza della natura contrapposte al "Centro" sede della agorà perfetta. La storia è a lieto fine perchè i personaggi, diversamente dal mito di Platone riescono a salvarsi.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi è piaciuto proprio tanto perché oltre alla ricca e complessa (ma qui non troppo) scrittura dell'autore, ho trovato una storia tutto sommato semplice e coinvolgente, ma quanto mai lungimirante.

    ha scritto il 

  • 5

    El alfarero

    Otro libro de Saramago que me ha encantado. Ya llevo seis libros suyos leídos y ninguno me ha decepcionado. Saramago es un sabio moderno que nos abre los ojos y nos hace ver las cosas que realmente importan, te hace pensar, en este libro lo logra con ese enorme Centro comercial que es como de nov ...continua

    Otro libro de Saramago que me ha encantado. Ya llevo seis libros suyos leídos y ninguno me ha decepcionado. Saramago es un sabio moderno que nos abre los ojos y nos hace ver las cosas que realmente importan, te hace pensar, en este libro lo logra con ese enorme Centro comercial que es como de novela de ciencia ficción.

    ha scritto il 

  • 4

    Saramago nos pone como siempre en el disparadero.
    Con su habitual agudeza, nos habla de un mundo que lamentablemente es el nuestro.
    Personas que pierden su valor en la sociedad porque sus profesiones se van quedando obsoletas, animales que irremediablemente se extinguen y desaparecen de la tierra ...continua

    Saramago nos pone como siempre en el disparadero. Con su habitual agudeza, nos habla de un mundo que lamentablemente es el nuestro. Personas que pierden su valor en la sociedad porque sus profesiones se van quedando obsoletas, animales que irremediablemente se extinguen y desaparecen de la tierra, la aparición de emporios y multinacionales sin alma que engullen y arrasan con todo... En fin, la destrucción del hombre en espíritu y forma.

    ha scritto il 

  • 5

    La caverna

    La caverna, Jose' Saramago
    Premetto che mi sento assolutamente inadeguata a recensire un romanzo di Saramago, ma l'entusiasmo che mi lascia a tale che provo comunque a buttar giù le mie impressioni.
    Ogni suo libro mi lascia estasiata. Quando mi appresto ad iniziare un suo romanzo so già che non s ...continua

    La caverna, Jose' Saramago Premetto che mi sento assolutamente inadeguata a recensire un romanzo di Saramago, ma l'entusiasmo che mi lascia a tale che provo comunque a buttar giù le mie impressioni. Ogni suo libro mi lascia estasiata. Quando mi appresto ad iniziare un suo romanzo so già che non sarà una lettura ne facile ne spassosa, spesso l'inizio e' lento e faticoso...ma poi inevitabilmente vengo assorbita e catturata dalla sua scrittura, dal ritmo, dalla musicalità delle parole, che vanno oltre la storia in se e i personaggi, tra l'altro delineati magistralmente. In questo romanzo attraverso la vita e le vicissitudini di Cipriano Algor, vasaio di professione, Saramago rielabora il mito della caverna di Platone in chiave moderna. Un centro commerciale, il Centro, come metafora della globalizzazione, che determina i gusti della gente, ne pilota le scelte, incasella le vite di ognuno, lasciando l'illusione di essere l'unica entita' capace di soddisfare ogni necessità e bisogno individuale, ma che a ben guardare esso stesso ha indotto. Saramago scava, scandaglia i singoli personaggi, la profondità del rapporto padre/figlia, il rapporto coniugale, la fatica,la maestria e i valori insiti nel lavoro artigianale, la gestualita' nel modellare la creta, l'importanza e il rispetto degli elementi naturali ( “… le terracotta si crepa, si sbecca, si spacca al minimo colpo, mentre la plastica resiste a tutto e non si lamenta. La differenza sta nel fatto che la terracotta è come le persone, ha bisogno che la trattino bene. Anche la plastica, ma certamente di meno.” ) e attraverso ogni singolo e semplice gesto quotidiano ci accompagna in una serie di riflessioni, ci mostra un'intera società, la nostra, sempre meno a misura d'uomo, sempre più fittizia. Strepitosa la figura del cane Trovato, l'unico a restare sempre fedele a se stesso e non perdere mai la strada. Le ultime 30 pagine sono strepitose, il cerchio ci chiude, Saramago ci accompagna e ci svela il grande segreto nascosto nelle profondita' del centro, mettendoci di fronte ad un bivio...una scelta...lasciandoci un'esile speranza... "C'è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda, A meno che, A meno che, cosa, A meno che quei fiumi non abbiano due sole sponde, ma tante, che ogni persona che legge sia, essa stessa, la propria sponda, e che sia sua, e soltanto sua, la sponda a cui dovrà arrivare".

    ha scritto il 

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