La cerimonia del massaggio

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 476)

3.7
(1532)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845916839 | Isbn-13: 9788845916830 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: Marco Rossari , Giulia Arborio Mella

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Umorismo

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Descrizione del libro
Si sa che non c'è nulla di più mondano quanto un buon funerale. E ancor più sesi tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le manila "crème de la crème", ambosessi, di Londra. E allora l'evento può diventare,oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all'altro disgangherarsi, se il suo programma prevede un preoccupante assolo di sax. E seuno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell'anatomia deltrapassato.
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  • 5

    LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO - ALAN BENNETT Cerimonia spassosa

    Divertente, ironico. Lieve e profondo quanto basta nella critica al variegato gruppo sociale cui si rivolge qui. Scritto benissimo. Poche smancerie, tutte le parole sono necessarie e accuratamente sel ...continua

    Divertente, ironico. Lieve e profondo quanto basta nella critica al variegato gruppo sociale cui si rivolge qui. Scritto benissimo. Poche smancerie, tutte le parole sono necessarie e accuratamente selezionate. Il romanzo (o lungo racconto) è breve, si sa: solo 95 pagine. E' l'unico difetto che si attribuisce di solito a questo scrittore. Ma se i risultati sono questi, ben venga la brevità.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo spunto di una cerimonia funebre fa scaturire nell'A. la storia in una girandola irresistibile e in un ritratto caustico e irriverente della società moderna, con i suoi vizi privati maldestramente c ...continua

    Lo spunto di una cerimonia funebre fa scaturire nell'A. la storia in una girandola irresistibile e in un ritratto caustico e irriverente della società moderna, con i suoi vizi privati maldestramente celati da virtù pubbliche. Satira di un mondo ricco e patinato. Libro piccolo ed Ironico, una critica al vetriolo dei riti e dei miti di una società borghese londinese.

    ha scritto il 

  • 4

    E che cerimonia...

    navata laterale
    panche sul fondo della chiesa
    celebrazione funebre di un massaggiatore dal caldo tocco, affollata dalla crème de la crème di Londra

    (e nel programma è incluso un preoccupante assolo di ...continua

    navata laterale
    panche sul fondo della chiesa
    celebrazione funebre di un massaggiatore dal caldo tocco, affollata dalla crème de la crème di Londra

    (e nel programma è incluso un preoccupante assolo di sax...)

    Una scrittrice molto acclamata notando le sigarette,sussurro': " Si puo' fumare ".
    Il suo accompagnatore scosse il capo.
    " Non credo".
    " Non c'è il cartello, è quello là ?"
    Cercando gli occhiali, scrutò una targa attaccata ad una colonna.
    " Credo che sia una stazione della Via Crucis " rispose l'altro.
    " Ah sì? Comunque all'entrata ho visto un posacenere ".
    " Quella era l'acquasantiera".

    quando si dice dimestichezza religiosa .... :D

    ha scritto il 

  • 3

    Avete presente quando un cognome vi entra in testa e non riuscite più a dimenticarlo? Poi per il nome è diverso perché voi intendete un altro Bennett ma vi capita Alan, e voi con stupore dite: è lui!! ...continua

    Avete presente quando un cognome vi entra in testa e non riuscite più a dimenticarlo? Poi per il nome è diverso perché voi intendete un altro Bennett ma vi capita Alan, e voi con stupore dite: è lui!!!! Ma poi dubitate un attimo perché il vostro ragazzo vi ha parlato di un Bennett dello sport, Martellus Bennett che gioca in non ricordo quale squadra di football americano... e quindi non può essere Alan, ma tanto vale leggere anche Alan visto che è capitato di là per caso.

    Poi è ovvio che è humor inglese, che è un humor a parte, non è lo humor in genere, è un sottogenere ben preciso e direi per pochi, me compresa, che a volte mica si capisce eh...
    Comunque a me è sembrato più un trailer di un film, o addirittura la scena di apertura del film, quello che praticamente ti fa capire di cosa parla il film, o darà l'intonazione alla pellicola.
    Un funerale, un personaggio noto, un po' chiacchierato, omosessuale ma anche etero, un po' capriccioso ma anche di bocca buona, unica parente sorda di brutto, il cerimoniere che è stato compiaciuto con il defunto e insomma, un po' una scena di gossip ecco.
    E' un libretto piccolino, si legge con una mano e in poco tempo...
    Humor inglese, a tratti incomprensibile, ma se lo immaginate come scena di film va che è un piacere...
    Chissà perché mi ha ricordato Hugh Grant, stile 4 matrimoni e 1 funerale, che tra l'altro non sopporto, non il film cioè anche, ma lui proprio non lo sopporto....

    Va beh cmq dai, si lascia leggere eh.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve, irriverente, acuto. Il solito Bennet, ma questo è un complimento non una diminutio.
    Forse qualche spunto per riflettere in meno e qualche sorriso (spesso amaro) in più!

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/07/27/la-cerimonia-del-massaggio-alan-bennet/

    “Il funerale, in ossequio alle abitudini correnti, era stato annunciato come una “celebrazione”, pratico connubio ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/07/27/la-cerimonia-del-massaggio-alan-bennet/

    “Il funerale, in ossequio alle abitudini correnti, era stato annunciato come una “celebrazione”, pratico connubio tra il festeggiamento e il commiato. Tanto per cominciare non era imperativo addolorarsi troppo, il che era decisamente un vantaggio: la persona da celebrare era morta da un pezzo e per piangere sarebbe stata necessaria una certa vis dramatica. In più, chiamarla celebrazione permetteva di non vestire a lutto. Così, anche se il lavoro delle modiste era stato appena più discreto, nulla avrebbe impedito, pensò Treatcher, di scambiare quelle esequie per un matrimonio.”

    Non avevo mai letto nulla di Alan Bennet, ma è da un po’ che gli giravo attorno. Dopo aver terminato “La cerimonia del massaggio”, il mio parere è ancora in divenire, ma al momento è abbastanza positivo, tanto che ho in programma di leggere altri sui racconti. Il motivo principale è che, leggendolo, mi sono divertito, e non è poco. In questa sarcastica storia, l’autore ci porta a un funerale, anzi a una celebrazione a distanza di mesi dalla morte, che è, più che un’occasione di raccoglimento, un’opportunità mondana per i diversi personaggi che, lì radunati, recitano una parte scomoda. Il morto, infatti, era un massaggiatore dedito anche ad altre pratiche, e ciascuno dei presenti non sa se anche gli altri sono stati sottoposti agli stessi trattamenti particolari. Di sicuro il prete, Geoffrey, è tra coloro che hanno beneficiato non solo delle mani, ma anche di altre parti del corpo del defunto. Ciò fa sì che la sua predica sia condizionata oltre modo, non solo dalla necessità di tenere viva l’attenzione della platea, ma anche dalla paura di svelare troppo circa i suoi rapporti con l’ormai cadaverico ex-satanasso del sesso. Quando poi i presenti sono chiamati a proporre un loro personale ricordo, può capitare che qualcuno, ignaro di seminare il panico, possa ipotizzare una causa di morte che mette in dubbio anche le certezze di salute dei presenti.

    "Molti, fra i conoscenti del defunto che stavano entrando in chiesa, si conoscevano tra loro - un numero sorprendente -, sebbene un funerale non sia l'occasione migliore per dedurlo: i cenni di riconoscimento sono trattenuti, l'occhio basso, il sorriso contrito, ogni manifestazione di piacere per l'incontro o anche solo di comunione nel dolore rimandata al dopo. Questo nonostante gli sforzi dell'officiante, il quale, con brio professionale, assicura i convenuti che la faccenda sarà triste sì, ma fino a un certo punto."

    ha scritto il 

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