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La chiave

By Junichiro Tanizaki

(98)

| Hardcover

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Book Description

90 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi spiace , ma è stato una vera delusione. Sebbene considerato un caposaldo della letteratura erotica - forse a seguito del film di Brass,che non ho visto - l'ho trovato noioso e contorto. La sessualità di questa coppia " matura " che per esplodere e ...(continue)

    Mi spiace , ma è stato una vera delusione. Sebbene considerato un caposaldo della letteratura erotica - forse a seguito del film di Brass,che non ho visto - l'ho trovato noioso e contorto. La sessualità di questa coppia " matura " che per esplodere e deflagrare deve servirsi di mezzi astrusi come finte ubriacature, diari segreti condivisi, un terzo uomo e una figlia ruffiana mi è parso cerebrale, improbabile ed a tratti perfino ridicolo; comunque mai coinvolgente.<br/><br/><br/><br/><br/><br/><br/><br/>

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    Francescarb210 said on Apr 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima di "sesso, bugie & videotape", ecco l'antenato Giapponese "sesso, bugie & silenzi".

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    juri_kid_a said on Dec 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo romanzo che leggo del maestro Tanizaki, e devo dire di averlo molto gradito. Erotismo sottile, un vedo-non-vedo magistralmente tenuto in equilibrio dall'inizio alla fine. Quattro personaggi principali - Ikuko, suo marito, la loro figlia Toshiko ...(continue)

    Primo romanzo che leggo del maestro Tanizaki, e devo dire di averlo molto gradito. Erotismo sottile, un vedo-non-vedo magistralmente tenuto in equilibrio dall'inizio alla fine. Quattro personaggi principali - Ikuko, suo marito, la loro figlia Toshiko e l'amico di lei, Kimura - le cui vite, pulsioni e sentimenti si intrecciano nell'omertà e nel silenzio. Il matrimonio di Ikuko e del marito si basa proprio sul "non detto": i due si comunicano i rispettivi desideri tramite un diario, convinti di leggersi a vicenda. In realtà, questo non accade (almeno, "apparentemente" no). Non riescono a vivere la sessualità di coppia in modo autentico, perché essi stessi non sono autentici, ma devono trovare nuovi modi per stimolarla "per vie traverse", non esitando a usare il giovane Kimura né la loro stessa figlia. Il romanzo è pervaso, infatti, da una vena non indifferente di voyeurismo e morbosità. Ikuko in particolare è un personaggio interessante, una donna giapponese all'antica, che sta bene solo col kimono e non vestita all'occidentale, divisa tra il naturale pudore della sua educazione e la sua prorompente sessualità istintiva; rivelerà però di essere molto più furba e meno vittima di quanto non sembri inizialmente. Il rapporto fra marito e moglie si disvela lentamente attraverso le pagine del diario, ed è un rapporto (anche mentale) che si consuma attraverso escamotages e strumenti, mai direttamente. I due è come se comunicassero dietro a un velo, senza riuscire ad accettare le rispettive vere identità. Isolamento, questo, che paradossalmente dà luogo a un gioco a incastro perfetto: i due non comunicano, ma sono uguali nell'istinto (istinto che, alla fine, li divora). Prosa scorrevole e molto elegante. Interessante è poi lo spunto che questo romanzo ha fornito per "Trastulli di animali" di Yukio Mishima, che in un certo senso sembra iniziare dove questo romanzo finisce.

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    Vitani Days said on Oct 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente, dopo tanto tempo che volevo farlo, sono riuscita a leggere "La chiave" di Tanizaki!
    La trama è riassumibile in: marito e moglie di mezza età cercano di ravvivare la passione amorosa attraverso una serie di giochetti psicologici (ahah, se ...(continue)

    Finalmente, dopo tanto tempo che volevo farlo, sono riuscita a leggere "La chiave" di Tanizaki!
    La trama è riassumibile in: marito e moglie di mezza età cercano di ravvivare la passione amorosa attraverso una serie di giochetti psicologici (ahah, se conoscete l'autore non ne sarete sorpresi). Lo stile della narrazione però è piuttosto intricato... Tutte le vicende vengono raccontate tramite i diari dei protagonisti, pertanto tutto quel che accade viene ricostruito integrando i racconti dei due. La faccenda si complica quando il diario però diventa una sorta di mezzo di comunicazione tra i coniugi e non si capisce fino a che punto ognuno dei due desideri che il suo contenuto rimanga segreto all'altro. Forse intrinsecamente desiderano che l'altro legga, ma non si può esserne sicuri, pertanto non si capisce in quale misura anche le 'confessioni' più intime rispecchino la verità o siano scritte ad hoc per spingere l'altro a compiere azioni più estreme. In tutto questo si inserisce il comportamento ambiguo della figlia, ancor più criptico in quanto non abbiamo modo di sapere nulla di lei, se non attraverso il tramite dei diari dei suoi genitori.
    Davvero una lettura intrigante, degna del miglior Tanizaki!

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    Fura said on Jul 22, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una sensazione di totale estraneità

    Non l’ho capito, nonostante avessi scrupolosamente letto la prefazione, nonostante l’abbia riletta alla fine del libro, non ho assolutamente capito cosa ci sia di particolarmente erotico nella deliberata corruzione della moglie sedicente modello, com ...(continue)

    Non l’ho capito, nonostante avessi scrupolosamente letto la prefazione, nonostante l’abbia riletta alla fine del libro, non ho assolutamente capito cosa ci sia di particolarmente erotico nella deliberata corruzione della moglie sedicente modello, complice la figlia e il futuro genero, e nel disfacimento fisico del maturo marito. Posso solo lodare l’eleganza del racconto, mai esplicito o volgare nelle descrizioni. Ma, nello stesso tempo il tono e le vicende mi sono risultate del tutto aliene: incomprensibile il coinvolgimento della figlia, distante l’oggettività delle osservazioni nei rispettivi diari, indecifrabile la cosiddetta introspezione psicologica dei personaggi. Niente da dire: finora non è proprio scattato il feeling con quel poco di letteratura orientale che ho letto.
    Solita osservazione: ma perché la spiega la mettono all’inizio? Non sarebbe più logico commentare lo scritto in postfazione, almeno il lettore sa su cosa si sta discettando?

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    zenzerino said on Jun 11, 2013 | 3 feedbacks

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