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La chiave di Sara

Di

Editore: A. Mondadori (Omnibus)

4.1
(983)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880462020X | Isbn-13: 9788804620204 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Paola Frezza Pavese , Adriana Colombo

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sara è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave nel tentativo di proteggerlo. È il 16 luglio del 1942. Sara, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata in un campo di concentramento. Ma il suo unico pensiero è tornare per liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia Jarmond, una giornalista americana che vive a Parigi con il marito francese, inizia un’appassionante inchiesta su quei drammatici fatti che sono costati la vita a tredicimila persone, tra adulti e bambini. Julia ignora totalmente l’episodio del Vel d’Hiv, mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sara, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza. “La chiave di Sara” è un romanzo di forte impatto emotivo che appassiona e commuove. Il passato e il presente si fondono in un racconto a due voci che ci svela cosa accadde realmente in quella tragica estate a Parigi, facendo luce su una vergognosa pagina della Storia.
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  • 3

    Tre stelle di media (quattro ai capitoli del 1942, due agli altri, una al finale).

    Ho voluto leggere questo best seller di qualche anno fa, che all’epoca avevo accantonato. L’interesse è nato da una mia recente ricerca sui campi di internamento francesi, e da questo punto di vista sono contenta di averlo letto. Il rastrellamento del luglio 1942, che per la grande maggioranza de ...continua

    Ho voluto leggere questo best seller di qualche anno fa, che all’epoca avevo accantonato. L’interesse è nato da una mia recente ricerca sui campi di internamento francesi, e da questo punto di vista sono contenta di averlo letto. Il rastrellamento del luglio 1942, che per la grande maggioranza degli ebrei fu il primo passo verso Auschwitz, è storia non abbastanza conosciuta. Non negata dal francesi, ma accuratamente evitata, fino almeno al discorso di Chirac davanti al muro dei nomi. Io ci sono stata, al muro dei nomi, ed è uno choc visivo, di quelli che ti fanno toccare letteralmente con mano la realtà di qualcosa di cui hai solo sentito parlare. L’autrice si è documentata a fondo per scrivere i capitoli dedicata a Sara, che sono i migliori del libro. Quelli per cui vale la pena leggerlo e che merita 4 stelle. Appena 2 invece ne merita la storia che si intreccia, e che si svolge nel 2002, anno del sessantesimo anniversario del rastrellamento. Secondo me è tirata per i capelli, non tanto per la parte che riguarda Sara, quella è del tutto credibile. Ma sono i personaggi, le loro motivazioni, il loro modo di agire e interagire che mi è sembrato alquanto campato per aria. La protagonista, Julia, ha una figlia di 11 anni, nata con grande difficoltà dopo dolorosi aborti prima e dopo. Si ritrova miracolosamente incinta a 45 anni e non si pone nemmeno una volta il problema se ce la farà a portarlo a termine o no. Anzi, viaggia su e giù per il mondo, come una che ha avuto sempre e solo gravidanze felicissime, dando tutto per scontato. Ma è ancora il meno. Il marito è schizzato, a un certo punto si lamenta che la moglie non ha compreso la sua crisi, ma a dire il vero non l’hanno compreso nemmeno il lettori. Voleva disperatamente un altro figlio, e ora che arriva non lo vuole più, e poi scopriamo che – nonostante ha detto ti amo alla moglie più volte nelle pagine precedenti – è innamorato di un’altra… niente di strano, visto che la famiglia di lui è una congrega di gente che non sai bene che cosa pensi, e si tengono segreti a vicenda, tutti conosciuti dagli altri, io non so che tu sai che io so… Sono proprio le psicologie che non stanno in piedi, insomma.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto ben scritto, alterna la parte moderna della ricerca a quella diretta della deportazione. La ricerca storica sull'espisodio del Vélo d'hiver è molto ben documentata. La scrittura è scorrevole, la storia non lacrimevole. L'autrice ha saputo comiugare una storia di vita, di rapporti personali, ...continua

    Molto ben scritto, alterna la parte moderna della ricerca a quella diretta della deportazione. La ricerca storica sull'espisodio del Vélo d'hiver è molto ben documentata. La scrittura è scorrevole, la storia non lacrimevole. L'autrice ha saputo comiugare una storia di vita, di rapporti personali, alla Storia della deportazione e dello sterminio.

    ha scritto il 

  • 5

    Sarah aveva dieci anni nel 1942, quando ci fu il rastrellamento di ebrei del Vel’ d’Hiv lugio, quando furono arrestati, deportati ad Auschwitz e assassinati, anche tantissimi bambini.
    Ai capitoli con la sua storia si alternano quelli raccontati da Julia, un’americana a Parigi da tanti anni. Si i ...continua

    Sarah aveva dieci anni nel 1942, quando ci fu il rastrellamento di ebrei del Vel’ d’Hiv lugio, quando furono arrestati, deportati ad Auschwitz e assassinati, anche tantissimi bambini. Ai capitoli con la sua storia si alternano quelli raccontati da Julia, un’americana a Parigi da tanti anni. Si intrecciano così passato e presente. Cosa lega Juila a Sarah? La ricerca giornalistica, la sua sete di conoscere la verità, e non solo… “il passato (…) si stagliava davanti ai miei occhi come un sentiero buio illuminato”, “due famiglie legate dalla morte e da un segreto”.

    “…sentì la speranza crescere come una pianta selvatica impazzita, impossibile da contenere.”

    Bellissimo e struggente.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia interessante ma scade nella seconda metà

    Premetto che leggo molte storie legate all'Olocausto e ho trovato davvero interessante quella trattata in questo romanzo. Non mi era ancora capitato di approfondire i rastrellamenti in terra francese, nello specifico quello a Vel d'Hiv. Trovo che però la De Rosnay appiattisca le potenzialità del ...continua

    Premetto che leggo molte storie legate all'Olocausto e ho trovato davvero interessante quella trattata in questo romanzo. Non mi era ancora capitato di approfondire i rastrellamenti in terra francese, nello specifico quello a Vel d'Hiv. Trovo che però la De Rosnay appiattisca le potenzialità del romanzo scadendo del romanzetto rosa nella seconda metà: i tradimenti del marito di Julia, la descrizione stereotipata della sorella americana Charla dipinta come la classica americana alta atletica e avvocato in carriera mandino letteralmente a quel paese il buon intento di trattare un episodio drammatico come quello di Vel d'Hiv.

    Nota particolarmente stonata la descrizione dell'Italia. Julia Jarmond va in Toscana e trova ad accoglierla: una piccola Fiat a noleggio mezza scassata, automobilisti che le tagliano la strada e non rispettano il semaforo rosso, vecchi che al bar gesticolano a voce alta e passanti che vezzeggiano sua figlia come la conoscessero da una vita. Ma che Italia è questa????? Spaghetti, mandolino e mafia? Nel 2014. Penoso, solo questo ha ridotto vertiginosamente la mia valutazione del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro ben scritto, non c'è che dire, ma alcuni aspetti della storia mi hanno lasciata un po' perplessa.
    Ho trovato Julia fin troppo coinvolta dalla faccenda, in modo quasi esagerato, addirittura. Non so, non capisco come possa succedere che una storia accaduta sessant'anni prima a persone che ...continua

    Un libro ben scritto, non c'è che dire, ma alcuni aspetti della storia mi hanno lasciata un po' perplessa. Ho trovato Julia fin troppo coinvolta dalla faccenda, in modo quasi esagerato, addirittura. Non so, non capisco come possa succedere che una storia accaduta sessant'anni prima a persone che lei nemmeno conosceva, abbia potuto entrarle dentro tanto profondamente. Non sono insensibile, quindi mi sono appassionata e rattristata anche io per la storia di Sarah, per tutto quello che ha passato e il resto, ma non sono riuscita a entrarvi tanto in sintonia.

    Le tragedie della guerra sono difficili da affrontare, ma è giusto che qualcuno lo faccia, per non dimenticare ciò che è successo.

    ha scritto il 

  • 4

    ambientato in Francia ai tempi della 2° guerra mondiale...parla del rastrellamento al velodromo d'inverno..una parte di storia che non conoscevo... un romanzo triste e molto bello

    ha scritto il 

  • 4

    È una notte d'estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall'irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nascond ...continua

    È una notte d'estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall'irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d'Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant'anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un'inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.

    Questa storia ci presenta la violenta deportazione degli ebrei francesi nel luglio’42. Tutti siamo stati complici, chi per paura, chi per indifferenza, chi per complicità, che siano polacchi, che siano italiani, che siano ungheresi etc. tutti siamo macchiati di un male, quello antisemita. Dandoci e offrendoci più prospettive l’autrice non stanca, anzi riesce a portare alla luce un libro che nel suo insieme, è crudo, ma allo stesso tempo gradevole. Curioso a questo punto di vedere anche il film.

    Booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=YKrgyOQFGEk&feature=kp

    ha scritto il 

  • 4

    Ovviamente angosciante dato l'argomento, comunque una bella storia, ben raccontata e commovente. Sono d'accordo con gli altri lettori che affermano che la storia "parallela" a quella di Sara poteva essere meno stile "collezione Harmony". Nel complesso, comunque, un libro che vale la pena di legge ...continua

    Ovviamente angosciante dato l'argomento, comunque una bella storia, ben raccontata e commovente. Sono d'accordo con gli altri lettori che affermano che la storia "parallela" a quella di Sara poteva essere meno stile "collezione Harmony". Nel complesso, comunque, un libro che vale la pena di leggere.

    ha scritto il 

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