La chiave di Sara

Di

Editore: A. Mondadori (Omnibus)

4.2
(1964)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Portoghese , Ceco , Svedese , Coreano , Catalano

Isbn-10: 880462020X | Isbn-13: 9788804620204 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Paola Frezza Pavese , Adriana Colombo

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sara è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave nel tentativo di proteggerlo. È il 16 luglio del 1942. Sara, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata in un campo di concentramento. Ma il suo unico pensiero è tornare per liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia Jarmond, una giornalista americana che vive a Parigi con il marito francese, inizia un’appassionante inchiesta su quei drammatici fatti che sono costati la vita a tredicimila persone, tra adulti e bambini. Julia ignora totalmente l’episodio del Vel d’Hiv, mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il suo destino si incrocia fatalmente con quello della piccola Sara, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza. “La chiave di Sara” è un romanzo di forte impatto emotivo che appassiona e commuove. Il passato e il presente si fondono in un racconto a due voci che ci svela cosa accadde realmente in quella tragica estate a Parigi, facendo luce su una vergognosa pagina della Storia.
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  • 3

    La prima parte del romanzo, che a mio avviso è anche la migliore, si srotola a capitoli alterni, uno, in epoca attuale, dedicato a Julia giornalista americana che ha sposato un facoltoso parigino di b ...continua

    La prima parte del romanzo, che a mio avviso è anche la migliore, si srotola a capitoli alterni, uno, in epoca attuale, dedicato a Julia giornalista americana che ha sposato un facoltoso parigino di buona famiglia dell'alta borghesia, l’altro dedicato alla piccola Sara, bambina ebrea, che una notte viene portata via insieme ai genitori e a tanti altri ebrei al Vel d’Hiv, Sara però non conosce il destino che l’attende, e nasconde il fratellino, convinta di tornare entro poche ore a casa.
    A Julia viene commissionato un articolo per il 60^ anniversario dell’olocausto, e dell’episodio in particolare del velodromo Vel d’Iv lei non sa nulla, inizia a fare delle ricerche e scopre anche una cosa che riguarda da vicino la famiglia del marito che riguarda proprio Sara, i capitoli si alternano fino a quando le storie non si incrociano, e poi prosegue nel presente.
    La storia è ben confezionata, non è un capolavoro e neppure buona letteratura, ma è più che dignitoso, non entra in particolari cruenti ma riesce comunque a trasmettere l’orrore di una vergognosa pagina di storia che i francesi non amano menzionare.
    I fatti sono questi, la polizia francese in un eccesso di zelo collaborazionista, fece le cose fatte per bene, vennero radunate più 13.000 persone di cui più di 4mila bambini tra i 2 e i 15 anni e oltre 5mila donne e 4mila uomini, vennero portati al velodromo e lì lasciati senza acqua né cibo per alcuni giorni (il tempo necessario ai nazisti a cui avevano regalato questo bottino di guerra di organizzare i treni per portarli ai campi di destinazione), inutile dire lo strazio e l’orrore, i poliziotti erano per lo più poliziotti di quartiere che solitamente aiutavano i bambini ad attraversare la strada, gente in divisa di cui queste persone si fidavano perché francesi come loro. Insomma una pagina nera nella storia francese che ancora oggi rappresenta un tabù di cui non amano parlare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Avevo grandi aspettative e sono rimasta un po' delusa. Ho la passione delle storie ambientate durante il periodo della seconda guerra mondiale e Le chiavi di Sara narra appunto di come la famiglia del ...continua

    Avevo grandi aspettative e sono rimasta un po' delusa. Ho la passione delle storie ambientate durante il periodo della seconda guerra mondiale e Le chiavi di Sara narra appunto di come la famiglia della piccola durante i rastrellamenti a Parigi nella primavera del 42 sia stata rinchiusa insieme a migliaia di altri ebrei nel Vélodrome d'Hiver. Non tutta la famiglia però. Sara infatti riesce a salvare il fratellino chiudendolo a chiave dentro l'armadio prima di essere portata via, con la promessa di tornare in tempo per liberarlo. Il racconto è presentato da due punti di vista: il primo è quello della bambina che si lascia leggere come quasi a divorarne le pagine. Coinvolgente, pieno di momenti di dolore e attesa. L'altro è il punto di vista della giornalista Julia che, sessant'anni dopo i fatti, rimane colpita dalla storia di Sara e fa di tutto per poterla rintracciare.
    Non so perché, ma quasi a metà del libro il tutto è diventato scontato e fastidioso da leggere. Una volta scoperto il destino della bambina, la sua vita dopo la guerra, mi è sembrato come se attraverso l'espediente della maternità di Julia si volesse cercare di dare in tutti i modi un finale positivo. Un ricercare la speranza in una storia che purtroppo non ne ha con il rischio così di banalizzare il tutto. Non ho approvato il fatto che Julia alla fine nutrisse un mezzo interesse, probabilmente ricambiato, da parte del figlio di Sara. Un happy ending forzato per una storia che l'happy ending, purtroppo, non ce lo può proprio avere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un buon libro, una storia sull'olocausto diversa dal solito. La tragedia del Vel d'Hiv a Parigi nel 1942, da cui prende vita il racconto di questa Sarah e della chiave che si porta appresso, chiave ch ...continua

    Un buon libro, una storia sull'olocausto diversa dal solito. La tragedia del Vel d'Hiv a Parigi nel 1942, da cui prende vita il racconto di questa Sarah e della chiave che si porta appresso, chiave che apre l'armadio dove è nascosto il fratellino, che però non verrà salvato in tempo... Tutta questa storia viene scoperta da una giornalista americana, che si sente coinvolta per diverse ragioni. Adesso posso vedere il film.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho apprezzato molto la parte storica del romanzo: quella che si riferisce ai fatti de 1942 e molto interessanti i riferimenti storci della Francia di quell'epoca.Bello il collegamento nato dalla penna ...continua

    Ho apprezzato molto la parte storica del romanzo: quella che si riferisce ai fatti de 1942 e molto interessanti i riferimenti storci della Francia di quell'epoca.Bello il collegamento nato dalla penna dell'autrice che racconta della protagonista, una giornalista ai giorni nostri, che indaga e si ritrova da vicino a far parte di una vicenda del passato così atroce come solo quella dell'olocausto potrebbe essere.Mai dimenticare.

    ha scritto il 

  • 5

    9/10

    Me ha gustado esta historia que va del presente al pasado hasta unirlas en una sola. Una niña judía oculta a su hermano en el armario para que no se lo lleven en una redada con la promesa de volver a ...continua

    Me ha gustado esta historia que va del presente al pasado hasta unirlas en una sola. Una niña judía oculta a su hermano en el armario para que no se lo lleven en una redada con la promesa de volver a por él. No sabía todo lo que le esperaba en el camino. Ella no logra entender la barbarie nazi, y la colaboración de los franceses en este holocausto, como no lo logramos entender ninguno. La visión infantil de esta historia me ha parecido fantástica y la historia paralela actual también me ha gustado. Triste a ratitos, pero recomendable.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia forte, scrittrice di serie B

    La storia, trattando un tema così delicato come l'olocausto, è forte e molto profonda. L'autrice secondo me non è riuscita, con la sua scrittura, a renderne giustizia.
    Recensione completa qui: http:// ...continua

    La storia, trattando un tema così delicato come l'olocausto, è forte e molto profonda. L'autrice secondo me non è riuscita, con la sua scrittura, a renderne giustizia.
    Recensione completa qui: http://www.passionsworld.it/la-chiave-di-sarah-tatiana-de-rosnay/

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo tratta uno degli argomenti più significativi nella storia dell’umanità, ma l’ho trovato troppo paranoico riguardo l’ossessione della giornalista Julia verso la storia di Sarah. Quando in un ...continua

    Il romanzo tratta uno degli argomenti più significativi nella storia dell’umanità, ma l’ho trovato troppo paranoico riguardo l’ossessione della giornalista Julia verso la storia di Sarah. Quando in un primo momento mi è risultato coinvolgente, con lo sviluppo delle vicende, mi è parso leggermente forzato il ritmo della narrazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Sarah e Julia.. il passato e il presente che si incontrano per dare spazio ad un romanzo di un’intensità straordinaria, un intreccio di emozioni, di crude realtà.. una realtà che non dovremmo dimentic ...continua

    Sarah e Julia.. il passato e il presente che si incontrano per dare spazio ad un romanzo di un’intensità straordinaria, un intreccio di emozioni, di crude realtà.. una realtà che non dovremmo dimenticare mai! Appartiene proprio a quel genere di romanzi che ti incatenano con la potenza della loro storia.. mi ha coinvolta e commossa dall’inizio alla fine e sono sicura che mi rimarrà dentro a lungo..

    scritto il 8 mar 2009

    ha scritto il 

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