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La chiave nella porta

Di

Editore: Bompiani (Tascabili Bompiani)

3.5
(155)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845235742 | Isbn-13: 9788845235740 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Descrizione del libro
Nel rapporto di una madre quarantenne con i suoi tre figli adolescenti (Gregoire, 18 anni; Charlotte, 16 anni; Dorothée 14 anni) si realizza la rottura degli schemi della famiglia tradizionale. La porta di casa sempre aperta, ai figli, ai loro amici, alla vita, è infatti il simbolo della volontà di porsi in modo nuovo con i giovani e i loro problemi, quelli sentimentali e sessuali, di lavoro e di crescita.
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  • 3

    La madre che parla in questo libro narra di un contesto straordinariamente inattuale, quello della Francia post-sessantotto, in cui la protagonista cerca di gestire l'adolescenza dei figli rinnegando lo stile di vita borghese e offrendosi come ascoltatrice attenta non solo dei loro bisogni, ma an ...continua

    La madre che parla in questo libro narra di un contesto straordinariamente inattuale, quello della Francia post-sessantotto, in cui la protagonista cerca di gestire l'adolescenza dei figli rinnegando lo stile di vita borghese e offrendosi come ascoltatrice attenta non solo dei loro bisogni, ma anche e soprattutto dei loro sogni. La distanza (temporale e spaziale) è notevole: la società francese non è quella italiana, e il mondo di oggi sembra lontano anni luce dagli anni della contestazione. E' stato davvero come piombare in un universo sconosciuto: nel nostro presente, la gran parte delle tematiche affrontate dalla protagonista sono fuori centro, fuori moda o semplicemente abbandonate ad un passato che non esiste più (nel bene e nel male). Ciò che mi ha più colpito è che da questa impostazione si potrebbe pensare che questo sia "semplicemente" un libro su una madre che rifiuta il conservatorismo e cresce i figli da amica eccetera eccetera con tutti i clichés di quegli anni, ma così non è. La Cardinal è molto profonda, intelligente e piena di interrogativi irrisolti: è possibile vivere nel sistema rifiutando il sistema senza distruggerlo? Perchè certi rivoluzionari si dichiarano tali solo avendo alle spalle famiglie agiate che permettono loro di vestire i panni (ma solo i panni) dei contestatori? La lucidità della Cardinal è impressionante, e da questo punto di vista il libro sembra scritto ora, col senno di poi, perchè riesce a leggere il (suo) presente con uno sguardo critico ammirevole. Ed è allo stesso tempo critica e oggettiva con se stessa e con i propri figli, a cui non lesina sguardi impietosi, se è il caso. Forse è un libro incompiuto, ma del resto non vuole essere un trattato su nulla, né a favore di nulla. Sicuramente descrive una figura genitoriale che non esiste più (d'altra parte, non esistono più nemmeno quei figli), ma è una testimonianza piena di amore e saggezza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'éternel décalage generationnel

    Au début des années soixante-dix, une mère ouvre sa maison aux amis de ses enfants pour "laisser faire tout [aux enfants] en controlant, que je voulais rester très proche de mes enfants et que je préférais les voir agir ici plutot que dans les bistrots ou ailleurs, dans des endroits où je n'aurai ...continua

    Au début des années soixante-dix, une mère ouvre sa maison aux amis de ses enfants pour "laisser faire tout [aux enfants] en controlant, que je voulais rester très proche de mes enfants et que je préférais les voir agir ici plutot que dans les bistrots ou ailleurs, dans des endroits où je n'aurais pas accès".

    Elle décrit ces adolescents, ces jeunes qui passent chez elle, leur problèmes, leurs échecs et cherche à comprendre.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo quattordici o quindici anni e Mme Narducci aveva scelto questo libro come lettura del primo quadrimestre.
    Una roba allo stomaco fortissima e il dubbio atroce d'essere un'adolescente sbagliata.
    Niente droga, niente alcol, niente aborti, nessuna morte assurda tra i miei amici, mamme ...continua

    Avevo quattordici o quindici anni e Mme Narducci aveva scelto questo libro come lettura del primo quadrimestre.
    Una roba allo stomaco fortissima e il dubbio atroce d'essere un'adolescente sbagliata.
    Niente droga, niente alcol, niente aborti, nessuna morte assurda tra i miei amici, mamme dei compagni di scuola a cui davo rigorosamente del lei e che mi limitavo a salutare secondo buona creanza.
    E invece fuori e anni prima, scoprivo, c'era un mondo folle che non conoscevo.
    E gli adulti non erano così affidabili come credevo (e dire che avevo un padre alcolista!).

    ha scritto il 

  • 3

    lo avevo letto in francese, faceva parte di un programma di studio, leggere dei libri di narrativa in lingua..... ricordo che questo pose in modo interessante una questione riguardo un nuovo modo di vedere il rapporto con i propri figli, forse quello che tutti sognano.. onestamente ho trovato cer ...continua

    lo avevo letto in francese, faceva parte di un programma di studio, leggere dei libri di narrativa in lingua..... ricordo che questo pose in modo interessante una questione riguardo un nuovo modo di vedere il rapporto con i propri figli, forse quello che tutti sognano.. onestamente ho trovato certuni aspetti simil psicologici addirittura tedianti... può essere un buon libro, forse il suo miglior merito è raccontare che forse c'è un altro modo per vivere il rapporto genitori-figli...

    ha scritto il 

  • 4

    "Non aveva bisogno di andarci così spesso perché, a poco a poco, il suo bebè era di nuovo germogliato dentro di lei e ci sarebbe vissuto per sempre. Ne sarebbe stata incinta fino alla morte. Allora m'immaginavo che sarebbero nate all'infinito, insieme, l'una cullando l'altra, fluttuanti, felici, ...continua

    "Non aveva bisogno di andarci così spesso perché, a poco a poco, il suo bebè era di nuovo germogliato dentro di lei e ci sarebbe vissuto per sempre. Ne sarebbe stata incinta fino alla morte. Allora m'immaginavo che sarebbero nate all'infinito, insieme, l'una cullando l'altra, fluttuanti, felici, folleggiando nell'Armonia...<br />Al cimitero la sua bambina non era quindi ormai che la grande lastra di marmo bianco. Durante il discorso che teneva alla pietra, le accadeva di abbracciarla con dolcezza infinita. In quegli istanti mi sarebbe piaciuto essere la pietra e, per estensione, essere morta. Così, forse, mi avrebbe voluto bene come a quella bambina che non avevo mai conosciuto e alla quale, pare, assomigliavo ben poco."

    ha scritto il 

  • 4

    oltre a "le parole per dirlo" marie cardinal ha scritto anche altro- per esempio questo piccolo libro su una madre che, per costruire con i propri figli un rapporto sano e diverso dall'educazione soffocante che ha ricevuto, sceglie di tenere la casa aperta e di lasciare la chiave nella serratura. ...continua

    oltre a "le parole per dirlo" marie cardinal ha scritto anche altro- per esempio questo piccolo libro su una madre che, per costruire con i propri figli un rapporto sano e diverso dall'educazione soffocante che ha ricevuto, sceglie di tenere la casa aperta e di lasciare la chiave nella serratura. intenso.

    ha scritto il