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La chimera

Di

Editore: Einaudi (Tascabili)

3.8
(4288)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806129376 | Isbn-13: 9788806129378 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
In un villaggio padano del '600 si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dal passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici e grotteschi, a voltre colmi di tristezza.

Premio Strega e Premio selezione Campiello.

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  • 0

    Vassalli e il presente passato nelle storie dei suoi romanzi

    Sebastiano Vassalli è figlio di quella neoavanguardia italiana del “gruppo 63”, passata la giovinezza il suo ritorno ad un realismo e per giunta storico fu cosa che molti non gli perdonarono. Con “La chimera” però, egli si prende la rivincita e si ripropone con un opera di alta qualità che sarà a ...continua

    Sebastiano Vassalli è figlio di quella neoavanguardia italiana del “gruppo 63”, passata la giovinezza il suo ritorno ad un realismo e per giunta storico fu cosa che molti non gli perdonarono. Con “La chimera” però, egli si prende la rivincita e si ripropone con un opera di alta qualità che sarà anche l'esordio del suo particolare approccio al romanzo storico. E' una storia tanto “piccola” quella di Antonia, da comprendere però, con la sua preziosa vicenda, un periodo tanto “grande”, terrificante ed infernale dove povertà, paura ed ignoranza si potevano velocemente trasformare in invidia, delazione, accusa tortura e morte. L'ambientazione è il paese oggi scomparso di Zardino, nelle valli del novarese, l'epoca gli ultimi vent'anni a cavallo tra la fine del XVI° secolo e l'inizio del XVII°...Tra la fine delle guerre di religione e l'inizio della guerra dei trent'anni l'Italia vive un periodo di relativa pace ma forse proprio per questo le tensioni tracimano e sotto la “guida” della chiesa cattolica raggiungeranno i livelli di persecuzione e violenza che Vassalli cercherà di narrare...all'interno del romanzo sebbene di fantasia, la documentazione dell'autore è come sempre precisa ed impeccabile e da una piccola storia gli orizzonti e i fatti si allargano in una lettura dell'epoca specifica ed approfondita: da un netto contrasto alla scienza la chiesa di Roma già da secoli aveva messo in guardia anche dalla donna, creatura del demonio causa prima di ogni nostra perdizione. Tollerate sono le madri di famiglie che assicurano la continuazione della specie, le suore murate nella loro clausura, le contadine instancabili trattate alla stregua di schiave, le vecchie silenti e guardinghe, che tutto vedono e riferiscono, ma sicuramente giovani dal temperamento fiero e altero nulla può venir di buono...ed Antonia è proprio così: orfana, amata dai genitori adottivi che le risparmiano la fatica e l'appassimento precoce del lavoro nei campi, essa è bellissima e intelligente,dalla tempra salda e orgogliosa ma già vittima ignara dell'invidia e della cattiveria della gente. Vassalli insiste su questa bellezza, una qualità che in tempi oscuri apre invece il tema del diverso: Antonia si trasforma in donna, e in una donna incredibilmente bella...e la bellezza non è contemplata dall'opera di Dio, suscita cattivi pensieri, provoca fratture sociali, stimola atti immorali se non peggio libera gli uomini dal timore del peccato tanto che nel disprezzo di questa adolescente alcuni la violeranno prima del patibolo, nel nome di un Dio impazzito o della pazzia dell'uomo. L'autore ci pone tutto questo sotto la vigilanza di quell'Entità a cui tutti si promettono migliori ma che in suo nome anche questo hanno fatto. E' chiara la critica a senso unico di Vassalli ma difficile opporre concetti contrari: la discesa verso la condanna dell'innocente Antonia è la sequenza tra le più emblematiche del romanzo, è la follia di un periodo storico descritto con la finezza della fantasia dello scrittore e con la precisa cronaca della ricerca storica (forse eccessiva ma forse anche determinante per capire fino in fondo). In questo calderone Antonia ha vita breve e se ne rende pienamente conto proprio nella sua “via crucis”, una galleria di personaggi in cui la povertà e l'ignoranza non a tutti fanno lo stesso effetto, segno che la pietà o la cattiveria si formano in un contesto di cause e concause che spesso sfuggono alla ragione: uomini e donne tra fatiche e paure ataviche, soprusi subiti, sacrifici tasse e questue per assicurarsi il paradiso...preti, vescovi, inquisitori accecati dalla loro presunta grandezza e rapiti da un altro dio, il denaro...Vassalli è proprio nella seconda parte del romanzo che con uno stile fine e poetico in pieno contrasto con la realtà dipinge questo tratto di storia così appannato quanto chiaro, come un sogno, una chimera, di un'umanità dalle colpe mai espiate che allestiscono il paese a festa quando finalmente il capro espiatorio brucerà portando con sé appunto anche i loro indicibili segreti....Antonia rinuncia alle lacrime, all'invocare l'impossibile, rendendosi conto nel breve passaggio che la porterà al patibolo tra gli insulti e le minacce quanto assurdo sia il mondo. L'autore mette subito una nota di contrasto e differenza tra il quasi “mutismo” della ragazza, un rispettoso osservare per capire, con il riunirsi delle comari le sere nelle stalle per spettegolare e magari segnare il destino ad una giovane a causa del suo essere diversa. Di notevole originalità nello stile, Vassalli si ama o si odia più per le sue prolisse ricerche storiche che inevitabilmente producono cali di tono mentre la sua costante presenza tra le righe sembrano voler richiamare a raffronti con il presente o con il passato del nostro secolo: le terribili punizioni nel collegio delle suore, “il mostro” come etichetta di disturbo, di disquilibrio, di rottura verso una normalità tutt'altro che normale...non c'è speranza quindi, non c'è Dio e Vassalli lo conferma più volte tanto da esser stato accusato di ripetersi su questo concetto più che su altri...una lettura forse più attenta o “rilassata” può intravvedere una negazione della speranza più che un discorso pieno sull'esistenza o meno di Dio. Le osservazioni sono tutte molto concrete tanto che la crudeltà si stempera, paradossalmente, nella mente del boia che per evitare ad Antonia la terribile morte nel rogo, le darà un calmante stordente. In definitiva un romanzo che offre fin troppi spunti di confronto e riflessione...drammatica e spiazzante, la lettura ci lascia con l'inizio del romanzo, con quella sera d'inverno nera e silenziosa in cui Antonia di pochi giorni nemmeno piangeva...è quel silenzio, quella notte d'inverno dall'aria pura e pulita come gli occhi della neonata, che forse prende forma il mistero di tanto amore e ingiusto sacrificio di fronte a un'energia invisibile che muovendo l'universo, non risparmia nemmeno il saggio. Ritorna invece il confronto col presente nella fine di Antonia, delle sue ceneri al vento che forse, in altri tempi, altro sarebbe stato il destino. Ma,medioevo presente, non lo possiamo sapere.

    ha scritto il 

  • 2

    “Tutt’al contrario: non c’è niente che stimola la vita, nei giovani e non solo nei giovani, come l’abitudine alla morte!”

    Pianura Padana. 1600.
    Antonia è una povera orfanella abbandonata davanti alla chiesa di San Michele. Cresce tra le suore, sotto la rigida disciplina del convento e della religione cattolica.
    Una volta cresciuta, viene adottata da una coppia di contadini e condotta a vivere nel paesino ...continua

    Pianura Padana. 1600.
    Antonia è una povera orfanella abbandonata davanti alla chiesa di San Michele. Cresce tra le suore, sotto la rigida disciplina del convento e della religione cattolica.
    Una volta cresciuta, viene adottata da una coppia di contadini e condotta a vivere nel paesino di Zardino, nella nebbiosa valle padana.
    Il suo arrivo al paese è fonte di chiacchiere e di scandali, dovuti soprattutto alle invidie per la bellezza della fanciulla.
    A diciannove anni Antonia si innamora di un ragazzo di nome Gasparo. I loro incontri notturni avvengono nei pressi di una collina che, secondo le dicerie del paese, viene usata dalle streghe per i loro malefici.
    Basta davvero poco per le invidiose comari del paese, per gli uomini superstiziosi e per il clero accusare Antonia di essere una strega: segue la cattura della fanciulla, un processo, una lunga tortura per far confessare la ragazza un crimine che non ha mai commesso.
    Storia di per sé interessante, ma Sebastiano Vassalli, che con questo romanzo ha conquistato il premio Strega nell’ormai lontano 1990, non è riuscito a svilupparla a dovere, ci sono troppe digressioni sull’Inquisizione e sul potere che la Chiesa esercitava in quei secoli che allontanano dalla storia e che fanno sembrare questa sua opera più un trattato storico che un romanzo(tra l’altro, lasciatemelo dire, queste parti storiche sono raccontate in modo troppo didascalico e prolisso).
    E poi ci sono le continue e palesi critiche e accuse nei confronti della Chiesa che a ogni pagina vengono messe lì a caso da Vassalli, dimenticando che al lettore interesserebbe più sapere come va a finire la sorte di Antonia che conoscere il suo punto di vista, da ateo convinto, sulla Chiesa, sui preti, sui vescovi, sui cardinali e sul Papa…non discuto le sue idee, ma a me francamente poco interessano…
    E poi c’è la punteggiatura…da scrittore famoso quale è non si è mai preso la briga di prendere un libro di grammatica e di studiare come si usano le virgole, i punti e virgola e soprattutto i puntini di sospensione? Forse avrebbe fatto meglio…
    Non nego che abbia fatto un lavoro ossequioso di ricerca storica, non nego che questo romanzo metta in chiara luce le barbarie perpetrate dall’Inquisizione e dalla Chiesa, ma a un certo punto diventa quasi illeggibile per come è stato scritto male e per le continue e non richieste opinioni personali sul mondo clericale.
    La storia di per sé merita, non lo metto in dubbio, ma si poteva fare di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    L’umanità falsa e ingiusta di ieri, che è l'umanità falsa e ingiusta di oggi. Un tragicomico teatrino di violenze e ipocrisie, fanatismi ed egoismi, che attraversando le epoche ha saputo mantenere inalterate le sue infelici qualità.


    E tra una giustizia sommaria e l'altra, i secoli passano, ...continua

    L’umanità falsa e ingiusta di ieri, che è l'umanità falsa e ingiusta di oggi. Un tragicomico teatrino di violenze e ipocrisie, fanatismi ed egoismi, che attraversando le epoche ha saputo mantenere inalterate le sue infelici qualità.

    E tra una giustizia sommaria e l'altra, i secoli passano, mentre siamo qui e non sappiamo il perché, gridiamo e non sappiamo il perché. Ci agitiamo, percorsi da quell'energia insensata chiamata vita, ingannando il tempo e noi stessi raccontandoci vane storie più fragili di un sogno e che parlano di giustizia, legge, Dio, Inferno...

    Tutto è finzione nel mondo, tutto è niente, a partire da colui che è eco del nostro gridare, in nome del quale molte cose si dissero e molte altre si compirono. Colui che conosce il prima e il dopo e le ragioni del tutto e che però purtroppo non può dircele, per un unico, futile motivo: che non esiste. In quel nulla fuori dalla mia finestra è assente, come è assente ovunque.

    ha scritto il 

  • 3

    All'epoca mi è piaciuto molto,mi sono indignata, arrabbiata, ho odiato i persecutori di Antonia, ma solo dopo moltissimi anni ho capito quanto c'era di falso e di ideologico in questo romanzo. Fare un romanzo storico è molto di più che fare studi generici su qualcosa, è calarsi dentro un periodo ...continua

    All'epoca mi è piaciuto molto,mi sono indignata, arrabbiata, ho odiato i persecutori di Antonia, ma solo dopo moltissimi anni ho capito quanto c'era di falso e di ideologico in questo romanzo. Fare un romanzo storico è molto di più che fare studi generici su qualcosa, è calarsi dentro un periodo storico e rispettarne il modo di vedere le cose. Facile negli anni '90 giudicare una storia del 600.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo storico molto bello. Anche oggi si bruciano le streghe? Anche oggi si fa giustizia sommaria di qualcuno come se fosse un rito antico che durerà finché ci sarà il mondo?

    ha scritto il 

  • 1

    Abbandonato.

    Umh.
    Brutta cosa la noia. Non che non abbia provato a leggere questo libro, eh, ci ho provato eccome! Ma...umh. Tutto quello che riesco a dire, passati giorni dalla mia decisione di abbandonarlo, è "umh". Strano, perchè il genere mi prende di solito.
    Strano, perchè c'erano un sacco di ...continua

    Umh.
    Brutta cosa la noia. Non che non abbia provato a leggere questo libro, eh, ci ho provato eccome! Ma...umh. Tutto quello che riesco a dire, passati giorni dalla mia decisione di abbandonarlo, è "umh". Strano, perchè il genere mi prende di solito.
    Strano, perchè c'erano un sacco di premesse per creare qualcosa di bello.
    Strano, perchè a molti è piaciuto, e quindi magari è stata anche un po' colpa mia, dato che oltre a questo sul comodino avevo anche Cime Tempestose in rilettura e Diary da incominciare a leggere.

    Però accidenti, com'è sviluppata male la faccenda! E okay "il mostro Antonia". Okay. Chiudo un occhio anche su alcune parti che ho trovato di pessimo gusto.
    Ma gli interi capitoli sui paesaggi, che, per carità, bellini, sì, ma per due righe. Poi, dopo la quinta pagina di descrizione delle risaie ti vien voglia di cavarti gli occhi con le dita, e senza anestesia.
    Tutto troppo, troppo tirato a lungo, troppe pagine inutili, troppo buonismo, troppo. Tutto troppo e troppo noioso

    Ho letto i primi undici capitoli, se non erro, e poi le ultime pagine, e ho capito lo stesso tutto, dunque mi domando di cosa parlasse nei restanti capitoli centrali.

    Magari -e dico magari- riproverò fra qualche anno.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro eccezionale che presenta, senza tanti fronzoli emotivi, la storia di una ragazza processata per stregoneria, nel nord-italia dei primi '600.. non cerca di colpire, ma presenta realtà e motivazioni di avvenimenti (a detta dell'autore) realmente accaduti e tratti da documenti dell'epoca... ...continua

    Libro eccezionale che presenta, senza tanti fronzoli emotivi, la storia di una ragazza processata per stregoneria, nel nord-italia dei primi '600.. non cerca di colpire, ma presenta realtà e motivazioni di avvenimenti (a detta dell'autore) realmente accaduti e tratti da documenti dell'epoca...
    Emozionanti le riflessioni proposte riguardo la natura umana: nel ventunesimo secolo quanto ci siamo allontanati dalla giustizia sommaria?dal perseguimento dei propri obiettivi anche a scapito di innocenti?

    ha scritto il 

  • 5

    "Non era gente sanguinaria, né malvagia. Al contrario, erano tutti brava gente: la stessa brava gente laboriosa che nel nostro secolo ventesimo affolla gli stadi, guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni, e, se c'è da far giustizia sommaria di qualcuno, la fa senza bruciarlo, ...continua

    "Non era gente sanguinaria, né malvagia. Al contrario, erano tutti brava gente: la stessa brava gente laboriosa che nel nostro secolo ventesimo affolla gli stadi, guarda la televisione, va a votare quando ci sono le elezioni, e, se c'è da far giustizia sommaria di qualcuno, la fa senza bruciarlo, ma la fa;perché quel rito è antico come il mondo e durerà finché ci sarà il mondo"

    ha scritto il 

  • 3

    La chimera è un romanzo storico di Sebastiano Vassalli del 1990. Nello stesso anno il romanzo ha vinto il Premio Strega ed è stato finalista al Premio Campiello.
    Non mi dilungherò sulla trama che seppur complessa, non è il caso di ricostruire. La protagonista di questa storia è Antonia, a m ...continua

    La chimera è un romanzo storico di Sebastiano Vassalli del 1990. Nello stesso anno il romanzo ha vinto il Premio Strega ed è stato finalista al Premio Campiello.
    Non mi dilungherò sulla trama che seppur complessa, non è il caso di ricostruire. La protagonista di questa storia è Antonia, a metà tra la Lucia manzoniana e la Giovanna D’arco di storica memoria, un’eterna bambina che nel corso della sua vita ha deciso di andare contro ai dettami del tempo – purtroppo ahinoi – pagandone poi le conseguenze.
    Da bambina a donna, da donna perbene a donna demonio, il tutto viene ricostruito e si svolge con una puntigliosità storica apprezzabile (anche se alle volte risulta pesante), e con un intreccio con i fatti e i misfatti della Chiesa (oggi ancora tanto in voga) davvero ripugnanti.
    L’ennesima storia di una donna, del suo amato, di una società che la vorrebbe in sposa, di una vita già decisa, e della ribellione costante di questa donna, che con il sangue e con il corpo pagherà lo scotto di idee malsane (sia chiaro per il tempo in cui vive).

    ha scritto il 

  • 4

    Perdona loro perchè non sanno quello che fanno...

    Da tempo volevo leggere qualcosa sul periodo della caccia alle streghe e questo romanzo si è rivelato all'altezza. Il lavoro di documentazione dell'autore sicuramente è di grande pregio e si nota tutto, in alcuni punti anche fin troppo.
    La storia parla di questa ragazzina esposta che ha l'i ...continua

    Da tempo volevo leggere qualcosa sul periodo della caccia alle streghe e questo romanzo si è rivelato all'altezza. Il lavoro di documentazione dell'autore sicuramente è di grande pregio e si nota tutto, in alcuni punti anche fin troppo.
    La storia parla di questa ragazzina esposta che ha l'imperdonabile difetto di essere bella e un po' troppo sopra le righe rispetto ai suoi tempi (siamo nel '600). E purtroppo le malelingue hanno la meglio, per cui il suo destino sarà assolutamente tragico.
    Parallelamente alla storia di questa ragazzina, però, vengono raccontate anche le vicende di tanti personaggi "comuni" che aiutano ad inquadrare meglio il contesto storico e la mentalità dell'epoca.

    ha scritto il 

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