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La cicatriz

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Publisher: La Factoria De Ideas

4.2
(180)

Language:Español | Number of Pages: 502 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Czech , French , Polish

Isbn-10: 8484216608 | Isbn-13: 9788484216605 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Un cargamento humano camino de la servidumbre en el exilio... Una ciudad pirata que surca los océanos... Un milagro oculto a punto de ser revelado... Ésta es la historia del viaje de un prisionero. La búsqueda de la isla de un pueblo olvidado, de la más asombrosa bestia de los mares, e incluso de un lugar fabuloso, una inmensa herida en la realidad, una fuente de inimaginable poder y peligro...
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Pedazo de libro. Vaya derroche de imaginación. El concepto de la Cicatriz, como lugar, es fenomenal. Y me alegro mucho de que Miéville escriba libros cerrados, porque tengo la impresión de que podría, si quisiera, crear sagas, como por ejemplo con este libro. Hubiera sido fácil dividir el libro e ...continue

    Pedazo de libro. Vaya derroche de imaginación. El concepto de la Cicatriz, como lugar, es fenomenal. Y me alegro mucho de que Miéville escriba libros cerrados, porque tengo la impresión de que podría, si quisiera, crear sagas, como por ejemplo con este libro. Hubiera sido fácil dividir el libro en dos o más: una primera parte con la captura del pescao, una segunda con las visicitudes y batallas de camino a la Cicatriz, y una tercera con las aventuras y desventuras allí. Pero no, cierra la historia y nos deja una historia magnífica.

    Los personajes me encantan. Gellis, el hilo conductor de la trama, pierde protagonismo hacia el final frente a la riqueza de Tanner y Doul, e incluso el Brucolaco y el cacto. Genial el alcance y las descripciones: el momento de la invocación del avanc es absolutamente épico. Igual que me pasó con La estación de la calle Perdido, las teorías "científicas" me terminan de rematar: la teoría de la crisis en aquel, la minería de probabilidades en este. Es un broche más, una faceta brillante en un prisma de múltiples caras.

    Hacía mucho tiempo que no leía un libro tan completo. He disfrutado mucho y me sigue sorprendiendo que nadie lo esté reeditando. Una pena.

    said on 

  • 4

    Terzo libro che leggo di Mieville, e non mi ha deluso. Amo questo autore, la sua fantasia, la sua complessità, l'impegno profuso nella descrizioni di mondi immaginari complessi e stratificati, mai banali.
    Questa volta è il mare al centro della narrazione, e la creatività di Mieville si scat ...continue

    Terzo libro che leggo di Mieville, e non mi ha deluso. Amo questo autore, la sua fantasia, la sua complessità, l'impegno profuso nella descrizioni di mondi immaginari complessi e stratificati, mai banali.
    Questa volta è il mare al centro della narrazione, e la creatività di Mieville si scatena nella descrizione di nuove razze e nuove metropoli, città sottomarine (ma con parti emerse dove gli uomini vivono in ghetti), folli nazioni pirata costruite unendo e saldando le barche via via catturate, esseri enormi che vagano tra una realtà e l'altra, isole remote dove vivono isolate terribili creature (fantastica la parte sugli uomini-zanzara). Come al solito molto presente la politica, con la città stato pirata di Armada descritta e analizzata come fosse un esperimento sociale, in bilico tra anarchia, democrazia e populismo. Mieville rappresenta per me il meglio della letteratura immaginaria contemporanea e non do cinque stelle solo perché il libro successivo della serie (Il treno degli dei) è ancora più bello.
    Per la lettura suggerisco di tenere sott'occhio una mappa di Armada come quella realizzata qui:
    http://www.angelfire.com/mi2/theteach/mine/MievilleArmadaMap/index.html

    In questo sito alcune illustrazioni che rendono bene quello che potrebbe essere l'aspetto della città:
    http://thelakeandmountain.blogspot.it/2013_03_01_archive.html

    said on 

  • 5

    pensavo che "perdido street station" fosse un capolavoro, ma questo seguito riesce ad essere persino meglio, pur perdendo quel "fattore novità" che ha l'universo creato da mieville: niente luoghi comuni del fantasy, ma nuove razze, mitologie, ambientazioni, ed anche l'elemento steampunk è usato c ...continue

    pensavo che "perdido street station" fosse un capolavoro, ma questo seguito riesce ad essere persino meglio, pur perdendo quel "fattore novità" che ha l'universo creato da mieville: niente luoghi comuni del fantasy, ma nuove razze, mitologie, ambientazioni, ed anche l'elemento steampunk è usato con intelligenza, senza cadere in quelle ridicole pagliacciate a cui purtroppo il termine è affiancato...per non parlare delle sottotracce politiche, che mi hanno fatto pensare a certe cose dei wu ming o di valerio evangelisti.
    poco da dire sulla trama, piena di ottimi colpi di scena, e sulla costruzione di alcuni personaggi (quantomeno di quelli principali), mentre qualche errore di stampa mi ha fatto storcere il naso.
    straconsigliato, e non solo ai fan del genere.

    said on 

  • 5

    La ciudad navegante

    Lo terminé hace ya algunos días y aún no me he librado de la sensación que me ha dejado la novela. No hace falta que diga que me ha encantado. Es prodigiosa la manera que tiene China de sacudir y quitarle el polvo a nuestra imaginación. Además los personajes son interesantes y carismáticos, los m ...continue

    Lo terminé hace ya algunos días y aún no me he librado de la sensación que me ha dejado la novela. No hace falta que diga que me ha encantado. Es prodigiosa la manera que tiene China de sacudir y quitarle el polvo a nuestra imaginación. Además los personajes son interesantes y carismáticos, los momentos de acción están magnificamente narrados, hay sorpresas y giros inesperados. Lo malo es que solo me queda una novela de Bas-Lag por leer

    said on 

  • 3

    bello ma...

    Potevo esser molto meglio. Trovate molto originali, peccato che oltre agli alti, diversi bassi dovuti a parti parecchio noiose.
    ps. Ma la cicatrice, cosa dannazione c'entra??

    said on 

  • 4

    Un buen título de Meville

    Comenzado el libro de Meville puedo decir que su imaginación es desbordante. Un buen libro de fantástico.
    Terminado, muy buen libro fantástico. Realmente con mucha imaginación

    said on 

  • 3

    Lo stile è scadente, prolisso e ridondante. In compenso, l'ambientazione è originale e interessante. Mediando tra le due cose, do la sufficienza.
    Miéville ha molta fantasia, ma in campo new weird ci sono autori ben più validi. Il futuro del fantasy è nelle loro mani...

    said on 

  • 3

    Uti nocturna aura

    Tanto mi era piaciuto il primo quanto mi ha dato fastidio questo secondo capitolo... Lo stile è sempre quello, ridondante, artificioso, plateresco; è il gioco che si è fatto logoro e vecchio. Inoltre la Città delle navi mi è sembrata, più che assurda, incomprensibile. Si aggiunga una prota ...continue

    Tanto mi era piaciuto il primo quanto mi ha dato fastidio questo secondo capitolo... Lo stile è sempre quello, ridondante, artificioso, plateresco; è il gioco che si è fatto logoro e vecchio. Inoltre la Città delle navi mi è sembrata, più che assurda, incomprensibile. Si aggiunga una protagonista che, a differenza di Perdido Street Station, non ha una mission degna di questo nome (Bellis Coldwine s'è stancata del confino in mare, non le piace il lavoro, non le piace il cibo, non le piace la compagnia... e che rompip..le!), e una quest generale ridicola e mal imbastita (una specie di caccia a Moby Dick con una mega tartaruga al posto del capodoglio bianco). Finale metafisico che neanche l'E.A.Poe più avventuroso - quello di Gordon Pym per intendersi - avrebbe avuto il coraggio di mettere nero su bianco. Il collegamento con il primo volume dei Bas-Lag m'è sembrato piuttosto labile, quello con il terzo, che leggerò quanto prima, assai incerto. Chissà...
    Affibbio al libro tre stellette e non le due che si merita solo perché Miéville è uno scrittore scombiccherato come pochi.

    Inoltre al dottor Miéville gli stampiglio in fronte una Medaglia d’Oro perché, nonostante nella sua bibbia Bas-Laggese ci siano un numero impressionante di razze, creature, trame e sottotrame che puzzano di facili archetipi, di favola tonda tonda (per quanto darkettona), non fa mai capolino un solo elfo! Neanche un elfo!! Non ci sono bei tipi con le orecchie a punta che litigano con nani dai capelli rossi, rudi e inguaribili beoni; non ci sono vecchi maghi dal lungo e candido mantello, né draghi buoni o/e cattivi. Niente pattume fantasy, niente elette schiere e sacre compagnie e ricerche di amuleti fantastigliosi. Insomma: un intero mondo immaginario e una grande città che si reggono sulla forza della mmmagia (la Forza di Crisi), un mare pieni di pirati, ma quasi nessuno fra i cliché che affliggono il genere… è una vittoria talmente schiacciante da farti venire le lacrime agli occhi.
    W Miéville!
    W la fantarivoluzione New Weird!

    said on 

  • 5

    ¿Ciencia-ficción?, ¿fantasía steampunk?, a saber. Es dificil catalogar esta novela.
    Lo que está claro es que es colosal.

    El escenario sigue siendo Bag-Lag (para aquellos que disfrutaron con La Estación de la Calle Perdido), están las mismas razas y otras que se nos van presetando, a ...continue

    ¿Ciencia-ficción?, ¿fantasía steampunk?, a saber. Es dificil catalogar esta novela.
    Lo que está claro es que es colosal.

    El escenario sigue siendo Bag-Lag (para aquellos que disfrutaron con La Estación de la Calle Perdido), están las mismas razas y otras que se nos van presetando, a cada cual más inquietante. Pero sobretodo, una historia interesante y atractiva.

    said on