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La cicatriz

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Publisher: La Factoria De Ideas

4.2
(178)

Language:Español | Number of Pages: 502 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Czech , French , Polish

Isbn-10: 8484216608 | Isbn-13: 9788484216605 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Un cargamento humano camino de la servidumbre en el exilio... Una ciudad pirata que surca los océanos... Un milagro oculto a punto de ser revelado... Ésta es la historia del viaje de un prisionero. La búsqueda de la isla de un pueblo olvidado, de la más asombrosa bestia de los mares, e incluso de un lugar fabuloso, una inmensa herida en la realidad, una fuente de inimaginable poder y peligro...
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  • 5

    pensavo che "perdido street station" fosse un capolavoro, ma questo seguito riesce ad essere persino meglio, pur perdendo quel "fattore novità" che ha l'universo creato da mieville: niente luoghi ...continue

    pensavo che "perdido street station" fosse un capolavoro, ma questo seguito riesce ad essere persino meglio, pur perdendo quel "fattore novità" che ha l'universo creato da mieville: niente luoghi comuni del fantasy, ma nuove razze, mitologie, ambientazioni, ed anche l'elemento steampunk è usato con intelligenza, senza cadere in quelle ridicole pagliacciate a cui purtroppo il termine è affiancato...per non parlare delle sottotracce politiche, che mi hanno fatto pensare a certe cose dei wu ming o di valerio evangelisti. poco da dire sulla trama, piena di ottimi colpi di scena, e sulla costruzione di alcuni personaggi (quantomeno di quelli principali), mentre qualche errore di stampa mi ha fatto storcere il naso. straconsigliato, e non solo ai fan del genere.

    said on 

  • 5

    La ciudad navegante

    Lo terminé hace ya algunos días y aún no me he librado de la sensación que me ha dejado la novela. No hace falta que diga que me ha encantado. Es prodigiosa la manera que tiene China de sacudir y ...continue

    Lo terminé hace ya algunos días y aún no me he librado de la sensación que me ha dejado la novela. No hace falta que diga que me ha encantado. Es prodigiosa la manera que tiene China de sacudir y quitarle el polvo a nuestra imaginación. Además los personajes son interesantes y carismáticos, los momentos de acción están magnificamente narrados, hay sorpresas y giros inesperados. Lo malo es que solo me queda una novela de Bas-Lag por leer

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  • 3

    bello ma...

    Potevo esser molto meglio. Trovate molto originali, peccato che oltre agli alti, diversi bassi dovuti a parti parecchio noiose. ps. Ma la cicatrice, cosa dannazione c'entra??

    said on 

  • 4

    Un buen título de Meville

    Comenzado el libro de Meville puedo decir que su imaginación es desbordante. Un buen libro de fantástico. Terminado, muy buen libro fantástico. Realmente con mucha imaginación

    said on 

  • 3

    Lo stile è scadente, prolisso e ridondante. In compenso, l'ambientazione è originale e interessante. Mediando tra le due cose, do la sufficienza. Miéville ha molta fantasia, ma in campo new weird ...continue

    Lo stile è scadente, prolisso e ridondante. In compenso, l'ambientazione è originale e interessante. Mediando tra le due cose, do la sufficienza. Miéville ha molta fantasia, ma in campo new weird ci sono autori ben più validi. Il futuro del fantasy è nelle loro mani...

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  • 3

    Uti nocturna aura

    Tanto mi era piaciuto il primo quanto mi ha dato fastidio questo secondo capitolo... Lo stile è sempre quello, ridondante, artificioso, plateresco; è il gioco che si è fatto logoro e vecchio. ...continue

    Tanto mi era piaciuto il primo quanto mi ha dato fastidio questo secondo capitolo... Lo stile è sempre quello, ridondante, artificioso, plateresco; è il gioco che si è fatto logoro e vecchio. Inoltre la Città delle navi mi è sembrata, più che assurda, incomprensibile. Si aggiunga una protagonista che, a differenza di Perdido Street Station, non ha una mission degna di questo nome (Bellis Coldwine s'è stancata del confino in mare, non le piace il lavoro, non le piace il cibo, non le piace la compagnia... e che rompip..le!), e una quest generale ridicola e mal imbastita (una specie di caccia a Moby Dick con una mega tartaruga al posto del capodoglio bianco). Finale metafisico che neanche l'E.A.Poe più avventuroso - quello di Gordon Pym per intendersi - avrebbe avuto il coraggio di mettere nero su bianco. Il collegamento con il primo volume dei Bas-Lag m'è sembrato piuttosto labile, quello con il terzo, che leggerò quanto prima, assai incerto. Chissà... Affibbio al libro tre stellette e non le due che si merita solo perché Miéville è uno scrittore scombiccherato come pochi.

    Inoltre al dottor Miéville gli stampiglio in fronte una Medaglia d’Oro perché, nonostante nella sua bibbia Bas-Laggese ci siano un numero impressionante di razze, creature, trame e sottotrame che puzzano di facili archetipi, di favola tonda tonda (per quanto darkettona), non fa mai capolino un solo elfo! Neanche un elfo!! Non ci sono bei tipi con le orecchie a punta che litigano con nani dai capelli rossi, rudi e inguaribili beoni; non ci sono vecchi maghi dal lungo e candido mantello, né draghi buoni o/e cattivi. Niente pattume fantasy, niente elette schiere e sacre compagnie e ricerche di amuleti fantastigliosi. Insomma: un intero mondo immaginario e una grande città che si reggono sulla forza della mmmagia (la Forza di Crisi), un mare pieni di pirati, ma quasi nessuno fra i cliché che affliggono il genere… è una vittoria talmente schiacciante da farti venire le lacrime agli occhi. W Miéville! W la fantarivoluzione New Weird!

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  • 5

    ¿Ciencia-ficción?, ¿fantasía steampunk?, a saber. Es dificil catalogar esta novela. Lo que está claro es que es colosal.

    El escenario sigue siendo Bag-Lag (para aquellos que disfrutaron con La ...continue

    ¿Ciencia-ficción?, ¿fantasía steampunk?, a saber. Es dificil catalogar esta novela. Lo que está claro es que es colosal.

    El escenario sigue siendo Bag-Lag (para aquellos que disfrutaron con La Estación de la Calle Perdido), están las mismas razas y otras que se nos van presetando, a cada cual más inquietante. Pero sobretodo, una historia interesante y atractiva.

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  • 4

    Questo libro mi sta piacendo anche di più di Perdido Street Station. Pirati!! La Cicatrice del mondo, le cicatrici degli Amanti e le cicatrici di Bellis. Perché diamine avranno cambiato il titolo ...continue

    Questo libro mi sta piacendo anche di più di Perdido Street Station. Pirati!! La Cicatrice del mondo, le cicatrici degli Amanti e le cicatrici di Bellis. Perché diamine avranno cambiato il titolo traducendolo da "Scar" in "La città delle navi" mi sfugge.

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  • 3

    Recensione di Terre di Confine

    663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane ...continue

    663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane britannico, attivista di sinistra.

    Ma va detto subito che scrivere qualcosa di nuovo nel genere Fantasy non è un granché difficile, dal momento che la produzione media da anni continua a riciclare le solite storie eroiche piene di spade e leggende dimenticate, magia e altre insulse stupidaggini.

    Questo genere vive male il confronto con il suo capostipite, l'ineguagliabile Il Signore degli Anelli, che pare aver esaurito ancor prima che nascesse tutte le potenzialità del Fantasy, destinato a restare un triste clone.

    CHINA MIÉVILLE però riesce ad uscire dagli stereotipi lisi e noiosi del genere, reinventando un modo di scrivere fantasy: il mondo che crea, quello di New Crobuzon, potrebbe essere il nostro fra tremila anni, oppure emergere da un universo parallelo, popolato com'è da razze strane e sconosciute e retto da una scienza arcana, che mischia tecnologia e negromanzia.

    Niente di totalmente nuovo, certo, ma quello che convince del romanzo La Città delle Navi è il modo di raccontare questa strana realtà: Miéville utilizza un tono dimesso, come se stesse raccontando una qualsiasi avventura, senza stucchevoli e altisonanti toni eroici, dando così concretezza al mondo che crea.

    Insomma, leggendo La Città delle Navi viene in mente più Salgari o Verne che qualsiasi attuale scrittore di Fantasy.

    Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/la-citta-delle-navi.html

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