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La cifra

Di

Editore: Mondadori

4.4
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8804308206 | Isbn-13: 9788804308201 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Che cosa è la longevità?
    È l’orrore di essere in un corpo umano le cui facoltà declinano, è una insonnia che si misura in decenni e non con lancette di acciaio, è il peso di mari e di piramidi, di antiche biblioteche e dinastie, delle aurore che vide Adamo, è non ignorare che sono condanna ...continua

    "Che cosa è la longevità?
    È l’orrore di essere in un corpo umano le cui facoltà declinano, è una insonnia che si misura in decenni e non con lancette di acciaio, è il peso di mari e di piramidi, di antiche biblioteche e dinastie, delle aurore che vide Adamo, è non ignorare che sono condannato alla mia carne, alla mia detestata voce, al mio nome, a una ripetizione di ricordi, […] al volermi affondare nella morte e non potermi affondare nella morte, a esistere e a continuare ad esistere."
    (Due forme dell'insonnia, p. 39)

    ha scritto il 

  • 5

    La vasta notte
    non è ora altra cosa
    che un profumo.

    La vecchia mano
    ancora scrive versi
    per l'oblio.

    IL COMPLICE

    Mi crocifiggono e io devo essere la croce e i chiodi.
    Mi tendono il calice e io devo essere la cicuta.
    ...continua

    La vasta notte
    non è ora altra cosa
    che un profumo.

    La vecchia mano
    ancora scrive versi
    per l'oblio.

    IL COMPLICE

    Mi crocifiggono e io devo essere la croce e i chiodi.
    Mi tendono il calice e io devo essere la cicuta.
    Mi ingannano e io devo essere la menzogna.
    Mi bruciano e io devo essere l'inferno.
    Devo lodare e ringraziare ogni istante del tempo.
    Il mio nutrimento sono tutte le cose.
    Il peso preciso dell'universo, l'umiliazione, il giubilo.
    Devo giustificare ciò che mi ferisce.
    Non importa la mia fortuna o la mia sventura.
    Sono il poeta.

    ha scritto il 

  • 5

    Forse la raccolta più bella di Borges.
    "La data che cercavamo, i primi gelsomini di novembre.....Sono milioni le divinità dello shinto che ci toccano,
    ci toccano e ci lasciano".
    Una delle liriche più belle assieme agli haiku finali

    ha scritto il 

  • 5

    "So che i soli paradisi non vietati all'uomo sono i paradisi perduti."

    Il mio primo incontro con Borges e son in difficoltà pazzesca a scrivere questa recensione: perché il lavoro è così elegante, raffinato fin'all'azzardo. E io non ho il coraggio di scriver alcunché. Son poesie da leggere, rileggere, meditarle, farsi contaminare. E poi... poi solo il mistero.

    ha scritto il 

  • 5

    I GIUSTI

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che premedita un colore e una ...continua

    I GIUSTI

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che premedita un colore e una forma.
    Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
    Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
    Chi accarezza un animale addormentato.
    Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
    Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
    Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
    Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    come tutte le opere di Borges anche questa raccolta di poesie è erudita, spiazzante, sofisticatissima.
    In questo caso però c'è un dato aggiuntivo che rende questo libro per me meraviglioso: è poesia e le parole acquistano una forza dirompente, profonda, paurosamente coinvolgente ed emotiva.< ...continua

    come tutte le opere di Borges anche questa raccolta di poesie è erudita, spiazzante, sofisticatissima.
    In questo caso però c'è un dato aggiuntivo che rende questo libro per me meraviglioso: è poesia e le parole acquistano una forza dirompente, profonda, paurosamente coinvolgente ed emotiva.

    ha scritto il 

  • 4

    I giusti

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
    Il t ...continua

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere una etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
    Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
    Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
    Chi accarezza un animale addormentato.
    Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
    Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
    Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
    Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Una poesia intimamente autobiografica, ricca di riferimenti filosofici, storici, mitologici, che intesse rimandi a infiniti mondi o a plausibili archetipi di idee e labirinti e universi.
    Una poesia "intellettuale" che annuncia se stessa nell' introduzione: "alla fine degli anni ho compreso ...continua

    Una poesia intimamente autobiografica, ricca di riferimenti filosofici, storici, mitologici, che intesse rimandi a infiniti mondi o a plausibili archetipi di idee e labirinti e universi.
    Una poesia "intellettuale" che annuncia se stessa nell' introduzione: "alla fine degli anni ho compreso che mi è vietato sperimentare la cadenza magica, la curiosa metafora, l'interiezione, l'opera sapientemente elaborata o di lungo respiro. Mi è stata destinata quella che suole chiamarsi poesia intellettuale".

    Splendide Cartesio, un sogno, inferno V 129, la fama, i giusti.

    "In un luogo deserto dell'Iran c'è una torre di pietra non molto alta, senza porta né finestra. Nell'unica stanza (il cui pavimento è di terra e che ha la forma del cerchio) c'è un tavolo di legno e una panca. In quella cella circolare un uomo che mi somiglia scrive, in caratteri che non comprendo, un lungo poema su un uomo che in un'altra cella circolare scrive un poema su un uomo che in un'altra cella circolare... il processo è senza fine e nessuno potrà leggere ciò che i prigionieri scrivono."

    ha scritto il